Recensione di Atelier Rorona Plus

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Gust
  • Distributore:

     Namco Bandai
  • Lingua:

     inglese
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     22 ottobre 2010 - 20 giugno 2014
7.0
Voto lettori:
N.P.
- Gameplay leggero e spensierato...
- Profondo sistema alchemico
- Siparietti spassosissimi
- Cross save Ps3/PsVita
- …ma non dei più coinvolgenti
- Niente cross buy
- Aggiunte marginali
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A cura di Gianluca Arena (DottorKillex) del
In un panorama affollato di giochi di ruolo giapponesi in cui l'obiettivo ultimo è salvare il mondo dalle più disparate minacce, Gust si è distinta, con la sua serie di giochi Atelier, proponendo trame leggere e incentrate su piccole vicende di tutti i giorni, lavorando sulla resa dei personaggi e sulle loro interazioni piuttosto che sul largo respiro del plot.
Atelier Rorona Plus è una versione potenziata e ribilanciata di un gioco originariamente pubblicato su PS3 tra il 2009 (release giapponese) e il 2010 (europea), che torna a fine generazione con la speranza di avvicinare nuove schiere di fan alla formula che tanto successo ha ottenuto nel suolo natio.



Leggerezza
Dopo aver portato su PSVita il secondo e terzo capitolo della trilogia di Arland, Gust stavolta torna alle radici, proponendo anche sulla console old gen di Sony il primo dei tre episodi (undicesimo in totale, contando dai primordi della serie sulla prima Playstation): sebbene abbia lavorato sulla versione casalinga per questa recensione, il porting per la console portatile non differisce in alcun modo, presentando la stessa funzionalità cross save ma non, purtroppo, quella cross buy, e proponendo gli stessi contenuti aggiuntivi e i nuovi finali esclusivi.
La storia è disarmante nella sua semplicità: Rorolina Frixell, più nota a tutti come Rorona, lavora come apprendista in una bottega alchemica, di proprietà di Astrid Zexis, indolente donna apparentemente poco interessata ad aumentare il proprio volume d'affari.
Questo apprendistato è totalmente gratuito, perché necessario a ripagare Astrid dei trattamenti medici che questa ha prestato ai genitori di Rorona, curandoli da una misteriosa malattia: un'allegoria di quello che è l'apprendistato in Italia oggi, al netto della faccenda del salvataggio dei genitori, insomma.
Quando però i reggenti di Arland, alla luce dello scarsissimo apporto della bottega all'economia cittadina, ne decidono la chiusura, starà al giocatore, nei panni della disordinata e dolce Rorona, svolgere dei compiti utili alla comunità, al fine di dimostrare l'utilità del laboratorio e salvarlo dalla sparizione.
“Leggerezza” sembra essere la parola d'ordine: le motivazioni, i “nemici” (anche solo chiamarli così fa sorridere), i componenti del party sono tutti improntati alla spensieratezza, con un plot che non si prende mai sul serio e si rivela una valida alternativa agli intrecci seriosi ed apocalittici che ci vengono propinati da anni.
Il prezzo di tale frivolezza è una generale mancanza di profondità e una certa stereotipizzazione di alcuni personaggi del cast, ma ci saranno siparietti che non potranno non strapparvi un sorriso.



Modifiche con il bilancino (da alchimista)
Le aggiunte a questa versione sono numerose , ma nessuna va a influire sul gameplay in maniera significativa: si spazia da migliorie tecniche, come modelli dei personaggi ridisegnati e ambienti con texture meglio definite, ad aggiunte contenutistiche in fatto di costumi, personaggi selezionabili, quest secondarie e finali alternativi, che portano il totale di quelli visualizzabili a trenta.
A mio parere tutti coloro che hanno già spolpato il titolo alla sua prima uscita difficilmente troveranno sufficienti motivi per allargare nuovamente i cordoni della borsa, ma senza dubbio Atelier Rorona Plus è il migliore punto di approdo per tutti quelli che non si sono mai cimentati con la serie, e che magari hanno deciso di dare una possibilità al lavoro di Gust.
Riassumendo per i neofiti il gameplay, questo è nettamente diviso in due fasi ben distinte: quelle all'interno della cittadina, dove l'attività preponderante è quella di sintesi degli oggetti alchemici, e quelle di esplorazione e combattimento, che sottendono alla ricerca di nuovi ingredienti e al compimento delle numerose missioni secondarie.
Tutte e due queste fasi richiedono tempo, scandito da un implacabile orologio interno al gioco, che assurgerà presto al ruolo di unico, vero avversario: le dodici missioni principali (completabili in una ventina di ore scarse) sono tutte a tempo, e devono essere portate a termine nell'arco di novanta giorni, pena il game over.
Considerando che ogni azione in game consuma tempo (tranne lo shopping nei negozi e i dialoghi con i personaggi non giocanti), la vera sfida per il giocatore, onestamente mai proibitiva, è contro la tirannia dell'orologio, visto che per le ricette basterà imparare da appositi tomi e i nemici che saremo chiamati ad affrontare durante le nostre peregrinazioni sono poco più che sparring partner.
Dopo l'iniziale spaesamento, il giocatore avanzerà secondo ritmi ben scanditi, ottimizzando le fasi di sintesi e produzione degli oggetti e dosando attentamente i viaggi fuori dal centro abitato, necessari per il prosieguo del gioco ma esosi in termini temporali: il gioco è davvero tutto qui, complice anche un sistema di combattimento assolutamente classico, con nemici visibili a schermo, una turnazione abbastanza rigida e l'alternanza di attacchi semplici e skill che si imparano gradualmente salendo di livello.
Soddisfare i requisiti minimi di ogni missione e fare strage di mostri sono obiettivi davvero alla portata di tutti, ma i giocatori più esperti troveranno pane per i loro denti nel tentare di creare oggetti di alta qualità, vista la relativa rarità delle materie prime di alto livello e la mancanza di tempo a disposizione per dedicarsi alle fasi di raccolta.
Torna anche il New Game Plus, che regalerà decine e decine di ore di svago supplementare a chi vorrà godersi il maggior numero di finali possibili.



Giapponese fino al midollo
Come da tradizione per la serie, il character design e il mondo di gioco tradiscono la loro origine giapponese già ad un primo sguardo, mettendo in scena tutti i tratti distintivi dell'arte del Sol Levante, che inevitabilmente divideranno i videogiocatori: pur non sforzandosi affatto di uscire dal seminato, gli artisti al soldo di Gust hanno saputo confezionare un mondo colorato e ridente, che ben si sposa con i toni leggeri dell'avventura e propone un arcobaleno di novità per l'occhio del videogiocatore, abituato ai grigi e ai marroni della generazione di console che sta andando in soffitta.
A livello tecnico, invece, la situazione è meno rosea: il peso degli anni si fa sentire, e nonostante il lavoro di cesello e l'arricchimento di molte texture a cui si è proceduto per questa edizione Plus, il risultato finale è ben lontano dagli standard settati dalle ultime produzioni ruolistiche su PS3, da Ni No Kuni al pur non giovanissimo Tales of Xillia.
Rispetto all'uscita originaria, comunque, il titolo non sembra quantomeno un relitto dell'era Playstation 2, ma di certo non lo comprerete per le finezze tecnologiche, ecco.
Molto bene il sonoro, che ha mantenuto la gran parte dei motivetti originali e ne ha riarrangiati di altri, a comporre un ventaglio di musiche sbarazzine e vivaci, che vi sorprenderete a fischiettare a console spenta.
Ultima nota per il doppiaggio: il consiglio è di propendere per quello giapponese con sottotitoli, non solo perché meglio si sposa con l'atmosfera di gioco ma anche in quanto decisamente superiore a quello anglosassone.
Recensione Videogioco ATELIER RORONA PLUS scritta da DOTTORKILLEX Atelier Rorona Plus si pone come il punto di partenza ideale per quanti non abbiano mai affondato i denti in questa peculiare serie, e che magari siano alla ricerca di un gameplay diverso dal solito JRPG.
Meglio ancora se possessori di PsVita, visto che il gioco sulla console portatile va a completare la trilogia di Arland, finora monca proprio di questo primo capitolo: peccato manchi la funzione cross buy, nonostante l'implementazione di quella cross save.
Nonostante la discreta quantità di nuovi contenuti e il lavoro di ripulitura tecnica, non mi sento però di consigliare questa riedizione a chi fosse già in possesso della versione PS3 del 2010.
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    Numero commenti: 5
  • Geddoe
    Livello: 4
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    Post: 10522
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    Originariamente scritto da SandokanMojito_PS

    purtroppo se sei appassionato di questo genere ti conviene imparare l'inglese. In Europa fai parte di una nicchia ristretta.
    Tanto ristretta non è più, quantomeno dà qualche anno a questa parte la situazione sta mutando lentamente, per merito di serie come Tales of o i vari capitoli di SMT(La serie Persona in primis)e ovviamente il "caso" Ni no Kuni, che stanno riavvicinando il pubblico al genere a cui vanno aggiunte poi serie come Atelier, che di anno, in anno va a migliorare ed affinare una formula insolita nel genere e che destano sicuramente curiosità. Il punto è che nonostante tutto, sono poche le case che possono "rischiare" una traduzione in italiano(vedasi l'eccellente Tales of Xillia, grande successo anche qui in Europa) quando per chi mastica il genere, l'inglese non è un problema.
  • Pully X
    Livello: 4
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    Originariamente scritto da SandokanMojito_PS

    purtroppo se sei appassionato di questo genere ti conviene imparare l'inglese. In Europa fai parte di una nicchia ristretta.
    lo so anche se credo e spero che ogni anno si allarghi, più che altro sarei curioso di sapere perchè mi hanno messo i meno......
  • SandokanM...
    Livello: 3
    3123
    Post: 468
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    Originariamente scritto da Pully X

    ovviamente non ita ma vaff............ comincio a essere stanco di qst cosa, si vedono mille mila giochi ciofeca che vendono una miseria ita mentre mezzi jrpg sn ancora eng se non addirittura rinchiusi in jap. Col mio inglese mediocre dovrei stare ogni 3 per 2 sul dizionario per i vocaboli.....lo prenderò più in la' se saprò meglio l'inglese. Spero che qst console nuove,la globalizzazione e un'aumento di elementi giapponesi in europa come anime, manga e game diano per scontato una loro traduzione e importazione. Sn stanco di vederre scaffali pieni zeppi di fifa e qst giochi eng in un angolo.
    purtroppo se sei appassionato di questo genere ti conviene imparare l'inglese. In Europa fai parte di una nicchia ristretta.
  • Pully X
    Livello: 4
    14696
    Post: 3098
    Mi piace 0 Non mi piace 0
    una domanda off topic ma la rece di entwined?
  • Pully X
    Livello: 4
    14696
    Post: 3098
    Mi piace 8 Non mi piace -9
    ovviamente non ita ma vaff............ comincio a essere stanco di qst cosa, si vedono mille mila giochi ciofeca che vendono una miseria ita mentre mezzi jrpg sn ancora eng se non addirittura rinchiusi in jap. Col mio inglese mediocre dovrei stare ogni 3 per 2 sul dizionario per i vocaboli.....lo prenderò più in la' se saprò meglio l'inglese. Spero che qst console nuove,la globalizzazione e un'aumento di elementi giapponesi in europa come anime, manga e game diano per scontato una loro traduzione e importazione. Sn stanco di vedere scaffali pieni zeppi di fifa e qst giochi eng in un angolo.
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