Recensione di J-Stars Victory VS

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Picchiaduro
  • Data uscita:

     19 Marzo 2014 (Giappone) - 26 giugno 2015 Europa
- Roster eccezionale
- Graficamente piacevole
- Combat system divertente, e non privo di tattica
- Non particolarmente tecnico, né bilanciatissimo
- Cali di frame rate fastidiosi
- Momenti caotici in battaglia, anche a causa della telecamera
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A cura di (Pregianza) del
Un ringraziamento agli amici di Play-Asia.com per averci fornito il titolo. QUI il link della pagina prodotto.

Il Giappone sarà anche separato da noi da enormi barriere geografiche e culturali, ma resta un paese legato a doppio filo con mezzo mondo. Nel bene o nel male (e nell'assurdo, spesso e volentieri) la sua cultura si è diffusa in tutto il pianeta tramite videogochi, manga e cartoni animati, al punto da aver segnato più di qualche infanzia in Italia e influenzato sensibilmente anche le nuove generazioni. Di appassionati di manga e anime, dunque, dalle nostre parti ce ne sono a bizzeffe, e spesso diventa automatico per i distributori importare anche qui giochi dedicati a marchi molto conosciuti come One Piece o Dragonball. Un crossover tra le serie manga più note della galassia dovrebbe essere quindi un arrivo sicuro, giusto? E invece no. Ci dispiace, ma tra licenze e magagne legali varie un titolo contenente dozzine di personaggi amatissimi deve superare un labirinto fatto di burocrazia e regolamenti, una faticaccia immonda che nel 90% dei casi non vale la pena affrontare. 
Tra i casi appena descritti rischia di finire anche J-stars Victory Vs, recentissimo picchiaduro che vanta nel suo roster le principali personalità dei migliori manga pubblicati su Shonen Jump (storica rivista nipponica che ha dato i natali a cosucce come Naruto e il sopracitato Dragonball). Un sogno per molti fan del fumetto giapponese insomma, il cui arrivo in Europa e Nord America pare tristemente sempre più improbabile di giorno in giorno. 
La soluzione? Importare il gioco in lingua originale. Non è la più felice delle scelte per chi non mastica gli ideogrammi, ma noi l'abbiamo provata, e oggi vi diciamo la nostra.


L'importanza dei nakama
Come in buona parte dei picchiaduro la trama di J-stars Victory Vs è, fondamentalmente, poco più di una scusa abbozzata per giustificare botte da orbi tra eroi appartenenti a universi del tutto disgiunti. In preparazione a un torneo per decidere il combattente più forte di sempre, vari protagonisti presi di peso da Jump prendono il controllo di una barchetta, e iniziano una lunga avventura per coronare il campione. C'è davvero poco altro da dire a livello di narrativa, a parte che le quattro campagne disponibili, che permettono di scegliere tra Naruto, Toriko, Rufy o Ichigo, sono praticamente identiche al di là di qualche conversazione differenziata. Purtroppo la nostra scarsa conoscenza della lingua nipponica non ci ha permesso di valutare dettagliatamente la qualità degli scambi, ma dubitiamo di trovarci di fronte a un capolavoro dall'intreccio inarrivabile. Qua, detta terra terra, dominano i pugni. 
Non aspettatevi però un picchiaduro tipico, J-stars Victory Vs è un titolo competitivo 3D “da arcade giapponese”, ovvero un gioco 2 contro 2, con meccaniche complesse, collaborazione tra i membri del team obbligatoria, e una serie di comandi che ricorda da vicino la serie Gundam Vs, anche se con sostanziali modifiche. A inizio scontro si scelgono due personaggi, più un personaggio assist, ognuno con barre vitali specifiche. La salute è unica per ogni guerriero, ma la vittoria del combattimento dipende da una barra della squadra divisa in tre tacche, che vanno a segnalare ogni ko. Fatevi mettere al tappeto per tre volte e sarà la fine, ma anche una sola vita persa potrebbe mettervi in posizione di svantaggio, visto che passa qualche secondo prezioso prima del respawn e l'inferiorità numerica momentanea può ribaltare una partita. 


Il sistema alla base di tutto, ad ogni modo, è molto più semplice di quanto appaia, al punto da essere facilmente comprensibile anche senza capire una parola del tutorial. Gli attacchi si dividono in rapidi e potenti, e possono venir utilizzati in combinazione con la levetta analogica per eseguire combo dagli effetti variabili. Un tasto è correlato direttamente alle mosse speciali, normalmente tre per ogni personaggio e capaci di colpire a distanza, con qualche grossa eccezione, e infine si dispone di un salto, di una parata, di una schivata direzionale e di uno scatto. Non sono pochi comandi, ma le tecnicità del sistema base sono ridotte (o almeno lo sono se comparate a quelle dei Gundam Vs): offensivamente è possibile legare certi attacchi speciali alle combo, ma la complessità sta tutta nel sostegno dato al o dal proprio compagno, visto che ogni guerriero sembra avere un ruolo ben definito, e per vincere è indispensabile usare una coppia ricca di sinergie, magari con un assist adeguato. Difensivamente invece le meccaniche sono un po' più profonde, ed è possibile eseguire un counter diretto parando nel momento in cui si viene attaccati, senza contare l'obbligo di tenere d'occhio il contatore dell'energia usata dalle special, che si rigenera più rapidamente se ci si nasconde in una zona sopraelevata o nascosta dell'arena e si usa una speciale “ricarica”.
Nell'insieme, J-Stars Victory Vs ci è piaciuto. I puristi dei picchiaduro 2D forse storceranno un po' il naso, ma c'è della strategia negli scontri di questo prodotto, e la struttura a squadre, unita alla grandezza delle mappe, non fa che favorire un approccio ponderato. Buttatevi a capofitto sui nemici e non farete altro che prendere mazzate, specialmente online.
Viceversa, non abbiamo amato l'equivalente delle “super” nel gioco. Si può infatti attivare uno status chiamato Victory Voltage dopo aver ottenuto un certo vantaggio, che dona bonus temporanei alla propria squadra. Durante questa carica i membri del vostro team potranno utilizzare delle devastanti super mosse, lentine a partire ma in grado di fare a pezzi qualunque cosa o persona. Ecco, è tutto molto coreografico, ma spezza notevolmente il ritmo dei combattimenti, e se c'è un'opzione per disattivare almeno l'animazione iniziale non siamo riusciti a trovarla tra i tanti ideogrammi dei menu. Difficile poi ignorare la confusione che si crea in certi match, a causa di una telecamera non sempre impeccabile e della distruttibilità degli stage.


Più che degni i contenuti, che oltre alla campagna principale contengono una modalità a missioni, un versus base, gli scontri online, un Replay Mode, e persino uno split screen locale. Non speriate però di poter invitare altri 3 amici per delle sfide indimenticabili a casa vostra, c'è posto solo per un secondo giocatore in locale e non è nemmeno possibile andare in rete se si combatte in split screen. Gli scontri uno contro uno restano piacevoli, ma perdono gran parte dei connotati migliori del titolo.

Niente inchiostro, siamo modelli 3D
Anche tecnicamente il lavoro di Spike supera di netto le aspettative. Non usa il solito e fin troppo abusato cel shading, bensì uno stile grafico molto colorato e pulito, che riesce a fondere ottimamente protagonisti anche diversissimi tra loro. Non è certo un capolavoro di dettaglio grafico, ma funziona, e vedere leggende come Raoh e Goku sferrare attacchi spettacolari fa sempre un certo effetto. Peccato per il frame rate, che sembra ben lontano dai 60 fps che si richiedono a questo genere di titoli, e singhiozza spesso quando la situazione si fa troppo concitata. 
Da applausi infine il roster, con quasi 40 personaggi giocabili che faranno la gioia di quasi ogni manga fan, e 13 support character con mosse selezionabili, tutti comodamente sbloccabili in un negozio in-game con una valuta ottenibile durante la campagna. Qualche assenza ci ha stranito (Dio Brando, dove sei?), ma c'è comunque tantissima carne al fuoco.
Recensione Videogioco J-STARS VICTORY VS scritta da PREGIANZA Non ce la sentiamo di dare un voto numerico a J-stars Victory Vs. Abbiamo compreso senza troppi problemi il combat system, ma le barriere linguistiche ci impediscono di analizzare alla perfezione il titolo Spike. C'è un sistema di carte potenzianti che non abbiamo ben capito, qualche elemento delle modalità principali che ancora ci sfugge, e la qualità effettiva di cutscene e dialoghi ci è completamente oscura. Da aficionados dei picchiaduro, comunque, possiamo dirvi che vale la pena importare il titolo se si è amanti dei manga. Questo gioco è fanservice allo stato puro, eppure riesce ad essere al contempo una piacevole esperienza competitiva, ben più affinata di quanto ci aspettassimo. Siamo lontani dai re del genere, certo, ma non è il caso di sottovalutare questo prodotto. A livello di roster, non lo batte nessuno.
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