Recensione di Beyond: Due Anime

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3
  • Sviluppatore:

     Quantic Dream
  • Data uscita:

     9 ottobre 2013
8.5
Voto lettori:
8.9
- Splendida storia narrata magistralmente
- Struttura narrativa originale
- Interpretazione eccellente dei protagonisti
- Rigiocabile
- Esplorazione predeterminata
- Sezioni stealth noiose
- Qualche problema tecnico minore
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A cura di Lorenzo Mosna (LoreSka) del
Beyond: Due Anime è un gioco eccezionale. Nel senso che rappresenta un’eccezione nel panorama dei videogiochi contemporanei. David Cage, game designer e responsabile di Quantic Dream, è un uomo che crede fermamente nella capacità del medium videoludico di raccontare storie. I videogiochi, secondo la filosofia del creativo francese, non hanno nulla da invidiare agli altri prodotti audiovisivi per quanto concerne lo storytelling, e nelle sue ultime opere ha fatto di tutto per sostenere la sua tesi.
Con Heavy Rain, Cage ha dimostrato che è possibile raccontare una storia attraverso un videogioco, ma al contempo si è dovuto scontrare con il paradosso della narrazione videoludica. Senza addentrarci nei dibattiti accademici che circondano questo argomento, possiamo sintetizzare il problema dicendo che il videogioco - ogni videogioco - ottiene il massimo momento narrativo nel corso della cut scene. Ma, al contempo, la cut scene è per definizione una sospensione nel continuum videoludico, un momento in cui il gioco si congela per lasciare spazio alla storia. Per aggirare il problema, gli sviluppatori di videogiochi hanno cercato di rendere interattivi questi momenti in cui il gameplay si ferma, dando al giocatore l’illusione di giocare anche in un momento in cui, in sostanza, sta guardando un filmato. Esempi di questo tipo risalgono ai tempi di Dragon’s Lair, datato 1983, in cui si introdusse il quick time event, termine che fu coniato da Yu Suzuki, designer della serie Shenmue.
I giocatori, però, si accorsero ben presto che i quick time event non sono altro che un palliativo al problema della cut scene, e che rendono solo in apparenza interattivo ciò che, in realtà, è fortemente scriptato. Di conseguenza, i quick time event sono spesso denigrati dagli hardcore gamer, che li considerano una scappatoia da un paradosso altrimenti inaggirabile.
Ed è qui che fa capolino David Cage: lo sviluppatore, infatti, ha pensato bene di introdurre una forma diversa di quick time event, attivata anche nei momenti in cui il gioco non si trova all’interno di una sequenza scriptata, e che spesso non ha limiti di tempo. Così, il giocatore si trova ad effettuare delle operazioni che gli danno l’illusione di avere il controllo della situazione e, al contempo, di godere di un certo grado di libertà.
La nostra opinione è che, anche in questo caso, la missione sia riuscita a metà. I quick time event nei giochi di Cage, infatti, sono in parte diversi da quelli degli altri giochi, ma rientrano sempre all’interno della categoria di palliativi al paradosso della narrazione videoludica. Ciononostante, esistono solo due esempi di giochi con queste caratteristiche: Heavy Rain e Beyond: Due Anime, da qui il carattere di eccezionalità di cui parlavamo in apertura.


Una spendida storia
Tutta la filosofia di Cage crollerebbe come un castello di carte se le sue storie non fossero delle belle storie. In questo senso, Beyond: Due Anime è un racconto splendido. Senza addentrarci nei dettagli della trama - raccontarla equivarrebbe a rovinarvi l’intera esperienza - la vicenda riguarda la storia di Jodie, una ragazza nata con un dono: un’entità alla quale è legata e che può interagire con l’ambiente e con le persone.
Jodie viene fatta oggetto di studi scientifici prima e di piani governativi poi, e da qui partono tutte le vicende narrate nel corso dell’avventura. Attraversiamo le diverse stagioni della vita della ragazza, dalla sua infanzia fino all’età adulta, esplorando svariati luoghi in una serie di situazioni spesso antitetiche tra loro.
Nonostante il carattere paranormale della vicenda narrata, tutto viene descritto in maniera credibile. Non vi sono momenti che spezzano il mondo costruito dal racconto, non vi sono buchi nella trama né esagerazioni forzate. Certo, vi sono sequenze più e meno riuscite, personaggi che restano dentro più di altri, ma nel complesso la vicenda è in grado di trasmettere emozioni anche molto forti.

Scatole cinesi
L’aspetto che, probabilmente, rende la storia molto originale è il modo in cui essa viene raccontata. Potremmo affermare che il titolo è costruito in maniera concentrica, come in un gioco di scatole cinesi, in cui ogni strato porta all’interno un certo grado di discontinuità narrativa. Lo strato più esterno è quello determinato dalle azioni del giocatore, che con le sue scelte può influire l’andamento della vicenda e determinare le varie strade narrative prese dalla protagonista, oltre a decidere i vari finali che contraddistinguono questo gioco, e che potenzialmente prolungano la longevità. 
Lo strato nel mezzo è costituito dalle varie sequenze, costruite in una maniera temporalmente interessante. Il tempo della storia e il tempo del racconto, infatti, non coincidono mai: il racconto inizia in prossimità della conclusione della storia di Jodie, poi prosegue con un salto indietro nel tempo di oltre vent’anni, per poi tornare in avanti di altri dieci anni. E poi di nuovo indietro, avanti, avanti e indietro, in un intricato gioco di analessi e prolessi architettato in maniera sublime dagli sceneggiatori. Alcuni frammenti del racconto rappresentano un arco narrativo a sé stante, mentre altri sono a loro volta frammentati in piccole sequenze che svelano un certo grado di consequenzialità, una volta giunti alla fine della vicenda.
Infine - ed è questo lo strato più interno di queste scatole cinesi - le sequenze stesse sono spesso interrotte da dei vuoti temporali, ellissi narrative che evitano al giocatore tediosi backtracking o che, in alcuni casi, lasciano che sia la non-narrazione a raccontare qualcosa.
In breve, il giocatore si trova ad avere a che fare con un’esperienza frammentaria, che si ricostruisce lentamente come i tasselli di un puzzle, e che solo alla fine mostrano il contenuto misterioso.


Paradossi non superati
Se la storia di Beyond: Due Anime non tradisce le aspettative, lo stesso purtroppo non si può dire del gameplay. Questa volta David Cage ha cercato di sbrogliare la matassa della non-interattività grazie a Aiden, l’entità che convive con Jodie. Il controllo dello spirito, infatti, trasforma il gioco in un titolo in prima persona, che ci permette di esplorare (quasi) liberamente l’ambiente, di attraversare i muri e di compiere alcune operazioni uniche, che includono l’uccisione dei nemici e il possesso dei corpi.
Jodie, invece, è controllata in terza persona, ed è imbrigliata dalle leggi fisiche che governano il mondo. Tuttavia, Jodie vede quello che vede Aiden, e può pertanto indicare al proprio compagno quali azioni compiere. Aiden, però, è un’entità senziente e non certo un cagnolino ammaestrato. Il giocatore, dunque, può scegliere se eseguire le richieste di Jodie o agire in maniera più anarchica, spesso ponendoci di fronte a dei dilemmi morali.
Anche questa volta, però, l’interazione con l’ambiente - sia dal lato di Jodie che da quello di Aiden - avviene attraverso degli hot spot, indicati da puntini bianchi. Dove troviamo un puntino bianco sappiamo di poter compiere qualche azione, sia attraverso i QTE che attraverso le azioni apparentemente più libere di Aiden.
Infine, il gioco introduce una meccanica stealth, che tuttavia viene messa in atto in un’unica sequenza del gioco, tutorial a parte. Anche in questo caso si mostrano i grossi limiti dal lato del gameplay di Beyond: Due Anime, che si trova ad anni luce di distanza dai videogiochi stealth. Purtroppo l’assenza di un game over - marchio di fabbrica dei titoli Quantic Dream - toglie buona parte dell’emozione: qualunque azione compiamo, infatti, non si rischia mai la propria pelle e l’atto di muoversi silenziosamente perde rapidamente il proprio significato. In breve, la sequenza di cui parliamo è una delle meno riuscite del gioco, nonostante sia anche quella espressivamente più simile a un videogioco standard.
I combattimenti si eseguono muovendo lo stick destro nel verso del movimento compiuto dalla protagonista. Ovvero: se Jodie colpisce da destra verso sinistra, lo stick va spostato verso destra. Se deve schivare verso il basso, lo stick va spinto verso il basso. La sequenza cambia a seconda che il movimento sia compiuto bene o male, e spesso può dare luogo a esiti diversi nella scena.
Il gioco, infine, include alcune brevi sequenze di guida e a cavallo, anch’esse parzialmente su binari e scarsamente interattive.


Cinema o videogioco?
Qualcuno potrebbe considerare Beyond: Due Anime un non-gioco. O, se vogliamo, una sorta di anello mancante tra videogioco e cinema. Se ci atteniamo alla definizione di videogioco - ovvero di prodotto che permette un’interazione uomo-macchina di tipo ludico - Beyond: Due Anime è indubbiamente un videogame. Al contempo, la forza della narrazione per immagini potrebbe certamente evocare il medium cinematografico.
Crediamo che Cage, come detto, abbia creato una storia eccellente, ma che abbia al contempo dimostrato che il videogioco ha ancora tanta strada da fare per avvicinarsi al cinema, ammesso che mai ci riesca. Perché la direzione degli aspetti filmici di Beyond: Due Anime non fa certo gridare al miracolo. L’intero titolo è narrato con inquadrature da manuale di regia: campi e controcampi nei dialoghi, primi piani per enfatizzare le emozioni, campi lunghi per esplorare l’ambiente. Nulla di sbagliato dal punto di vista della grammatica filmica, ma in sostanza quello che ne risulta è un prodotto registicamente abbastanza banale. Inoltre, il motore grafico non aiuta a rendere la telecamera virtuale simile a quella cinematografica, con dei movimenti artificiosi e molto poco incisivi se paragonati agli straordinari lavori compiuti nel campo del cinema d’animazione in 3D. O, in misura minore, da Hideo Kojima in Metal Gear Solid IV.
In breve, si ha la sensazione che la telecamera di Beyond: Due Anime sia, appunto, una telecamera virtuale, e non un surrogato digitale della macchina da presa cinematografica.

Elementi tecnici
Nonostante qualche problema tecnico, qualche popup delle texture e alcuni rari momenti il cui il gioco si freeza per qualche istante, Beyond: Due Anime è un bel gioco. Gli ambienti sono ben caratterizzati, e grazie alla particolare struttura narrativa discontinua vi sono dei cambi di scena che ci hanno ricordato lo straordinario passaggio dalla prima alla seconda parte di Uno Studio in Rosso di Arthur Conan Doyle. Tutto, però, è certamente reso unico dalla straordinaria interpretazione dei personaggi, versioni digitali degli attori che gli interpretano. Così, Ellen Page, Willem Dafoe e Kadeem Hardison compiono un lavoro di interpretazione davvero eccellente, per nulla svilito dall’ottimo doppiaggio in italiano.
Le musiche riescono a contrappuntare le scene, e sono in grado di fare salire la tensione laddove non vi sarebbe ragione per essere tesi. Nel complesso, il comparto audiovisivo del gioco è di qualità molto alta.
Recensione Videogioco BEYOND: DUE ANIME scritta da LORESKA Beyond: Due Anime non è un videogioco cinematografico, né un film interattivo. Beyond: Due Anime è un gioco che racconta una bella storia, e che lo fa cercando in ogni modo di non sacrificare il gameplay. Purtroppo quest’ultimo obiettivo è stato centrato solo in parte, dato che molte sequenze sono sono l’illusione dell’interattività, mentre altre - più simili ai videogiochi standard - mostrano degli enormi limiti sia nel controllo che nella tensione. Questa, in breve, è la ragione che ci spinge a valutare il gioco al di sotto dei canoni dell’eccellenza. Eppure, alla fine della vicenda, molti dei volti incontrati nel corso di questa avventura vi resteranno nel cuore, contribuendo a lasciarvi una delle avventure videoludiche meglio raccontate di sempre. Beyond è un gioco che colpisce nel profondo dello spirito, che vi trascinerà in un turbinio di emozioni e che, in definitiva, vi resterà dentro per molti anni.

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    Numero commenti: 242
  • bludrugo77
    Livello: 4
    52
    Post: 237
    Mi piace 3 Non mi piace 0
    Ottimo gioco. Forse meno inquietante e angosciante rispetto ad Heavy Rain, ma la storia è bella ed appagante. Ai signori che dicono che per le belle storie ci sono film e libri, occorrerebbe spiegare che con quel criterio, se uno volesse divertirsi c'è il sesso, lo sport, le giostre e altro, ancor prima dei videogiochi. Se uno non vuole pensare poi, e mi pare sia il caso di chi critica questo genere di giochi, c'è sempre la tv.
  • Andre Grohl
    Livello: 4
    135
    Post: 68
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    quanta ignoranza...ma chi è l'idiota che prende un gioco del genere pensando di giocare a call of duty? capolavoro di gioco, trama emozionante e personaggi carismatici. gameplay a volte un po' impastato ma per un risultato cosi è tutto perdonato.
  • sampsonite
    Livello: 2
    200
    Post: 111
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    Io dico solo questo: sto prendendo una caterva di mazzate in Demon's Souls, se anche c'è qualcosa di più contemplativo e meno masochistico, che male c'è!
  • nick93
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    680
    Post: 100
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    Non capisco perchè le persone dicono che il videogioco deve solo divertire...E ASSOLUTAMENTE SBAGLIATO... I videogame sanno far provare delle emozioni molto meglio dei libri e dei film perchè il videogame è molto più coinvolgente. NON è un caso che i videogames che hanno voti altissimi sono quelli che fanno provare delle emozioni FORTISSIME, emozioni che provo molto molto raramente quando leggo un libro o vedo un film...un esempio è the last of us in cui il rapporto tra joel ed ellie mi ha toccato dall'inizio alla fine...altro che la serie tv di the walking dead(anche se sono un appassionato di the walking dead e ammetto che è molto bella). Quindi i videogame POSSONO E DEVONO RACCONTARCI STORIE STUPENDE e farci vivere un'ESPERIENZA cercando di non sacrificare troppo il gameplay...
  • Alex_Sunshine
    Livello: 3
    506
    Post: 1480
    Mi piace 5 Non mi piace -1
    Altro titolo strepitoso, che esula dal modo più classico di intendere il videogioco.
  • Marspazio
    Livello: 0
    23
    Post: 152
    Mi piace 4 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da Brentani
    In altre parole... un gioco sopravvalutato che mi ha fatto capire che i veri videogiochi sono altri. Se si vuole una bella storia si guarda un film o si legge un libro. Se vogliamo continuare con questo stato psichico di esaltazione allora possiamo illuderci un po'tutti che questo sia un gran gioco



    Non esiste una formula per definire quali siano i "veri" videogiochi;
    sono d'accordo che esistano videogiochi più "divertenti" di beyond, ma il divertimento non è la sola "emozione" che può essere provocata nel videogiocatore..
    quindi, ben vengano giochi come questo perchè c'è chi cerca un plot narrativo di livello ANCHE in un videogioco, oltre che in un film o in un libro (che non è detto che ce l'abbiano); questo non impedisce agli estimatori di questo gioco di apprezzarne altri di generi e tipologie completamente diversi !!
  • Brentani
    Livello: 3
    18
    Post: 26
    Mi piace 0 Non mi piace -5
    In altre parole... un gioco sopravvalutato che mi ha fatto capire che i veri videogiochi sono altri. Se si vuole una bella storia si guarda un film o si legge un libro. Se vogliamo continuare con questo stato psichico di esaltazione allora possiamo illuderci un po'tutti che questo sia un gran gioco.
    Originariamente scritto da ri-arzak
    faccio una premessa, dicendo che ero un felice (anzi entusiasta) possessore di xbox 360. approfittando dell'avvento della nuova generazione e ritenendo di aver giocato a tutti i principali titoli della passata, ad ottobre ho venduto la mia console per prendere una ps3 e provarne i titoli esclusivi. ultimamente - nell'ordine - ho finito heavy rain (che mi è piaciuto tantissimo), uncharted 2 (molto bello), little big planet 2 (molto carino), e in questi giorni sto giocando a beyond. avendo giocato da poco a heavy rain per me è stato molto immediato percepire la "parentela", la continuità tra i due titoli. se beyond dura 6-8 ore come ho letto, in questo momento dovrei essere a circa metà del gioco. la storia è SPETTACOLARE, e questo è pacifico e viene detto in tutte le recensioni e i commenti dei lettori-giocatori. CIRCA IL GAMEPLAY E LA GIOCABILITA', mano a mano che si familiarizza con i controlli ci si rende conto che beyond - dal punto di vista dei controlli di gioco e della giocabilità-manovrabilità (troppo rarefatta, secondo alcuni) di jodie/haiden è semplicemente una evoluzione di heavy rain. o almeno una delle evoluzioni possibili. secondo me fa bene a lamentarsi chi crede che i giochi debbano avere una natura, come dire, più interattiva. a me questo gioco sta piacendo TANTISSIMO, perchè quello che si perde in smanettamento si guadagna in suspence e coinvolgimento nella storia. personalmente mi sento di consigliarlo a tutti gli appassionati, con la premessa che si tratta di un titolo molto particolare, che probabilmente appartiene – insieme a heavy rain, ad un genere del tutto nuovo.
  • rqkbve
    Livello: 4
    235
    Post: 69
    Mi piace 5 Non mi piace -1
    Provato da un amico, la storia iniziava a prendermi ma ragazzi non è un videogioco standard, va valutato con differenti criteri, punto.
    Ho acquistato e finito Heavy Rain e non avendo apprezzando più di tanto quel tipo di esperienza ho scelto di non ripeterla con Beyond:due anime ed a giudicare da ciò che ho visto credo di aver fatto bene. L'impressione però è che se avete invece amato Heavy Rain allora adorereste questo gioco, il fatto poi di inserire veri attori digitali ovviamente mi è sembrato che aumentasse non poco il coinvolgimento nella narrazione (in particolare vedere William Defoe digitale è davvero incredibile) ma ripeto, un oretta abbondante forse è poco per giudicare.
  • ri-arzak
    Livello: 1
    249
    Post: 66
    Mi piace 4 Non mi piace -1
    L’ho appena finito, mi è piaciuto moltissimo. Secondo me – così come per The last of us, i vari Uncharted, Heavy rain, NI no Kuni, The ico e Shadows of colossus – credo ci sia poco da aggiungere, se non che parliamo di uno dei titoli più particolari di tutto il catalogo PS3 (e sottolinierei che si tratta di un’esclusiva). Con i suoi pregi (storia BELLISSIMA) e i suoi limiti (giocabilità “rarefatta”) Beyond rappresenta un titolo che per il futuro rimarrà un punto di riferimento. Consiglio a tutti di giocarci: fosse anche solo per dire che lo avete provato e non vi ha convinto (anche se scommetto che per la maggior parte di voi non sarà così).
  • Nikratos93
    Livello: 5
    3780
    Post: 198
    Mi piace 6 Non mi piace -1
    Originariamente scritto da paskua
    Decisamente si! Per quanto mi riguarda l'ho trovato di una noia mortale e ho passato quasi tutto il tempo a rimpiangere tutto il gameplay potenzialmente sprecato che il gioco si limita a mostrarci ricordandosi ogni tanto di farci premere qualche bottone. E questa sarebbe "Interattività"? MM....no. Proprio non ci siamo. Se in HR la limitata interazione era perdonabile , con questo BEYOND mi ha fatto davvero inca...re". Non vedo l'ora di venderlo e dedicarmi a qualche altro Gioco ,
    dimenticando questo esperimento fallito.
    Per rispondere alla tua domanda: è terribilmente noioso e il gameplay è praticamente inesistente. La storia è ovviamente carina e ci si emoziona spesso ma da videogiocatore esigo qualche puzzle, qualche enigma, fasi stealth più incisive (ma quali noiose?? non esistono!!!!) e ogni tanto un bel "game over"....così è una serie di cut-scenes incollate una appresso all'altra , tutta estetica ma veramente niente sostanza. Grossa Delusione!

    Cioè... Hai giocato ad heavy rain, e hai comprato beyond con quale pretesa? Gioco d'azione? Sai cos'è un'avventura grafica? Quale potenziale sprecato nel gameplay? È come se comprassi gran turismo e dicessi 'eh, ma se potessi scendere di macchina e rubare altre auto... Invece è solo un corri corri'. Mah... Io certa gente non la capisco.
  • ri-arzak
    Livello: 1
    249
    Post: 66
    Mi piace 3 Non mi piace 0
    faccio una premessa, dicendo che ero un felice (anzi entusiasta) possessore di xbox 360. approfittando dell'avvento della nuova generazione e ritenendo di aver giocato a tutti i principali titoli della passata, ad ottobre ho venduto la mia console per prendere una ps3 e provarne i titoli esclusivi. ultimamente - nell'ordine - ho finito heavy rain (che mi è piaciuto tantissimo), uncharted 2 (molto bello), little big planet 2 (molto carino), e in questi giorni sto giocando a beyond. avendo giocato da poco a heavy rain per me è stato molto immediato percepire la "parentela", la continuità tra i due titoli. se beyond dura 6-8 ore come ho letto, in questo momento dovrei essere a circa metà del gioco. la storia è SPETTACOLARE, e questo è pacifico e viene detto in tutte le recensioni e i commenti dei lettori-giocatori. CIRCA IL GAMEPLAY E LA GIOCABILITA', mano a mano che si familiarizza con i controlli ci si rende conto che beyond - dal punto di vista dei controlli di gioco e della giocabilità-manovrabilità (troppo rarefatta, secondo alcuni) di jodie/haiden è semplicemente una evoluzione di heavy rain. o almeno una delle evoluzioni possibili. secondo me fa bene a lamentarsi chi crede che i giochi debbano avere una natura, come dire, più interattiva. a me questo gioco sta piacendo TANTISSIMO, perchè quello che si perde in smanettamento si guadagna in suspence e coinvolgimento nella storia. personalmente mi sento di consigliarlo a tutti gli appassionati, con la premessa che si tratta di un titolo molto particolare, che probabilmente appartiene – insieme a heavy rain, ad un genere del tutto nuovo.
  • Ale1899
    Livello: 2
    16
    Post: 11
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    Grazie mille,direi scaffale a questo punto
    Originariamente scritto da paskua
    Decisamente si! Per quanto mi riguarda l'ho trovato di una noia mortale e ho passato quasi tutto il tempo a rimpiangere tutto il gameplay potenzialmente sprecato che il gioco si limita a mostrarci ricordandosi ogni tanto di farci premere qualche bottone. E questa sarebbe "Interattività"? MM....no. Proprio non ci siamo. Se in HR la limitata interazione era perdonabile , con questo BEYOND mi ha fatto davvero inca...re". Non vedo l'ora di venderlo e dedicarmi a qualche altro Gioco ,
    dimenticando questo esperimento fallito.
    Per rispondere alla tua domanda: è terribilmente noioso e il gameplay è praticamente inesistente. La storia è ovviamente carina e ci si emoziona spesso ma da videogiocatore esigo qualche puzzle, qualche enigma, fasi stealth più incisive (ma quali noiose?? non esistono!!!!) e ogni tanto un bel "game over"....così è una serie di cut-scenes incollate una appresso all'altra , tutta estetica ma veramente niente sostanza. Grossa Delusione!
  • Ale1899
    Livello: 2
    16
    Post: 11
    Mi piace 0 Non mi piace -6
    Originariamente scritto da Ale1899


    grazie mille direi scaffale..
  • mariozenoni83
    Livello: 0
    7
    Post: 2
    Mi piace 4 Non mi piace -1
    Bellissimo gioco, molto coinvolgente....storia stupenda con colpi di scena un pò come heavy rain.rispetto a heavy rain é mancata la colonna sonora intrigante.cmq complimenti a i produttori, uno dei pochi titoli ps3 a farti emozionare e riflettere.ti mette in condizione di scegliere in azioni psicologiche non indifferenti...w i games e w la f...
  • paskua
    Livello: 1
    38
    Post: 403
    Mi piace 1 Non mi piace -5
    Originariamente scritto da Ale1899
    ma il gameplay com'è? facile annoiarsi?


    Decisamente si! Per quanto mi riguarda l'ho trovato di una noia mortale e ho passato quasi tutto il tempo a rimpiangere tutto il gameplay potenzialmente sprecato che il gioco si limita a mostrarci ricordandosi ogni tanto di farci premere qualche bottone. E questa sarebbe "Interattività"? MM....no. Proprio non ci siamo. Se in HR la limitata interazione era perdonabile , con questo BEYOND mi ha fatto davvero inca...re". Non vedo l'ora di venderlo e dedicarmi a qualche altro Gioco ,
    dimenticando questo esperimento fallito.
    Per rispondere alla tua domanda: è terribilmente noioso e il gameplay è praticamente inesistente. La storia è ovviamente carina e ci si emoziona spesso ma da videogiocatore esigo qualche puzzle, qualche enigma, fasi stealth più incisive (ma quali noiose?? non esistono!!!!) e ogni tanto un bel "game over"....così è una serie di cut-scenes incollate una appresso all'altra , tutta estetica ma veramente niente sostanza. Grossa Delusione!
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