Recensione di Puppeteer

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Platform
  • Sviluppatore:

     Japan Studio
  • Distributore:

     Sony
  • Data uscita:

     11 settembre 2013
9.0
Voto lettori:
8.6
- Stilisticamente eccezionale
- Ottima narrazione
- Elementi di gameplay riusciti
- Livelli dinamici
- Buona longevità
- A volte il ritmo di gioco cala eccessivamente
- Gestione della "fatina" poco immediato
- Impossibile vedere il game over
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A cura di Tommaso Valentini (FireZdragon) del
Originalità, fantasia, voglia di sperimentare. Tre caratteristiche che sempre più spesso mancano nel mondo dei videogame, vuoi per la necessità di monetizzare il più possibile ogni progetto, vuoi perché il pericolo di finire a gambe all'aria in un mercato così mutevole è sempre dietro l'angolo. E' così che le nuove IP faticano a farsi avanti, soffocate dai numerosi titoli altisonanti che affollano le vetrine degli store digitali e nascoste dalle decine di cover tutte uguali dei giochi più blasonati ammassate sugli scaffali dei negozi.
Per fortuna però ogni tanto qualcuno su questi scaffali fruga, sposta i giochi che conosce alla perfezione, mette in luce un prodotto di cui magari non ha mai sentito parlare e se ne innamora.
Questo è quanto auguriamo a Puppeteer, un'esclusiva Playstation 3 che arriva nel periodo più difficile dell'anno, quasi in concomitanza con l'uscita di un certo GTA V, e che corre il pericolo concreto di passare quasi inosservato, e questo, credeteci, potrebbe essere uno sbaglio enorme se amate i giochi di valore.



Si apra il sipario!
Puppeteer è un platform 2D ma non di quelli classici, no. Puppeteer fa tutto quello che gli amanti del genere desiderano ma a modo suo, incantandoli dapprima con una trama dalle tinte dark incredibilmente carica di personalità e poi travolgendoli con un gameplay semplice, accessibile e in grado letteralmente di tenervi attaccati al gioco per tutta la sua soddisfacente durata.
Partiamo quindi dalla storia, caratteristica solitamente messa in secondo piano quando l'essenzialità del gameplay ci porta a saltare da una piattaforma all'altra, che qui ci accompagna con una voce narrante fuori campo eccezionale, anche con il doppiaggio italiano, raccontando le gesta di Kutaro mentre questo tenta di recuperare la sua anima e la sua testa dal malvagio Black Bear. Il gigantesco orso di pezza ha infatti rubato un paio di forbici incantate dalla dea dalla luna, assorbito i poteri di una magica gemma oscura e frantumato in dodici pezzi la pietra lunare, donando ogni frammento ad uno dei suoi generali, il tutto ovviamente per prendere il controllo completo del nostro satellite e riuscire ad assorbire così tutte le anime dei bambini sognanti presenti sulla terra. Il destino del pianeta sembra ormai segnato e toccherà a Kutaro, aiutato da una misteriosa strega, dal gatto Ying Yang e dalla "fatina" Picarina contrastare il male che avanza e rimettere le cose a posto.
Il cammino verso il successo tuttavia non sarà cosa da poco, Kutaro dovrà affrontare draghi malvagi, castelli incantati, correre più veloce di un treno in sella ad un ronzino, sconfiggere mostri di ogni sorta e infine affrontare faccia faccia il re orso, combattendo non solo contro la sua malvagità ma anche contro le proprie paure.
Puppeteer ci porterà quindi livello dopo livello attraverso le rivisitazioni delle più classiche fiabe, facendoci ora finire nella bocca di una balena, camminare sugli abissi marini per aiutare Nettuno mentre sirene e granchi cantano in coro, o ancora inseguire il bianconiglio attraverso un livello pieno di orologi e carte magiche.
I riferimenti sono chiari, questo è certo, ma il modo in cui il tutto viene presentato ci ha davvero lasciato a bocca aperta, con una costruzione dei livelli mai vista prima e un'idea di fondo che merita tutto il nostro plauso. Tutta l'avventura si svolgerà infatti in un semplice teatrino immobile e mentre il nostro eroe si sposterà da una parte all'altra del palco, la scenografia scorrerà tirata da fili invisibili mutando la forma dei livelli in continuazione con idee di design brillanti.



Diamoci un taglio
SCE Japan Studios ha avuto il merito di non fermarsi alla prima idea buona ma di concentrarsi anche sulle meccaniche di gameplay, regalandoci anche in questo caso qualcosa di unico. Durante i primissimi livelli di gioco Kutaro riuscirà a sottrarre le forbici a Black Bear e con queste ritagliarsi un posto nella storia. Grazie a Calibrus, il nostro eroe potrà uccidere le larve, nient'altro che bambini ormai trasformati dalla malvagità in schiavi al servizio del re orso, liberandoli così dalla maledizione, e interagire con lo scenario volando letteralmente mentre le forbici tagliano i drappeggi della sceneggiatura, le foglie degli alberi o le nuvole di fumo disegnate sullo sfondo. I livelli in questo modo riescono a svilupparsi tanto in orizzontale quanto in verticale regalando davvero tantissima dinamicità al gioco. Non mancano ovviamente puzzle e enigmi da risolvere per tenere impegnata la testa del giocatore, ben salda sulle spalle al contrario di quella di Kutaro.
Come vi abbiamo detto nell'incipit infatti Kutaro ne è stato privato e durante il corso dell'avventura, per evitare di morire, dovrà frugare in ogni angolo per cercarne di nuove. Ogni testa rappresenta in sostanza un tentativo extra nel caso venissimo colpiti e una volta consumate tutte quelle a nostra disposizione perderemo una vita. Un problema a dir poco marginale a dire il vero dato che i checkpoint sono piuttosto frequenti e la quantità di vite accumulate è forse fin troppo alta.
Le teste hanno anche una seconda funzionalità, e potranno essere attivate per scovare sfide speciali o interagire con particolari sezioni dello scenario, facilitando talvolta gli scontri contro i boss o aprendo passaggi alternativi.
Teste e forbici non sono le uniche peculiarità di Puppeteer per quanto riguarda il gameplay e a questi due elementi vanno ad aggiungersi i poteri di quattro paladini del bene che doneranno a Kutaro altrettanti strumenti per avanzare nella storia: il classico rampino permetterà di tirare i diversi elementi dello scenario, potremo lanciare bombe, spostare la sceneggiatura grazie alla forza dei luchadores o ancora ripararci dietro uno scudo per parare e respingere i proiettili. Elementi ovviamente necessari per sconfiggere i dodici generali e il re orso in combattimenti divertenti e che culminano con QTE semplici e spettacolari che daranno alle battaglie un taglio davvero speciale.



In due c'è più gusto
Presente infine la possibilità di giocare con un amico, o magari con il proprio pargolo, l'intera avventura, anche se il secondo giocatore sarà relegato a semplice aiutante e il suo unico obbiettivo sarà quello di interagire con lo sfondo, muovendo oggetti, liberando bambini sperduti e scovando gemme nascoste. Il sistema drop-in drop out è comodo e in caso voleste affrontare l'avventura completamente da soli potrete muovere Picarina, che sarà sempre con voi, con lo stick destro, una pratica a dire il vero non sempre semplicissima, soprattutto nei livelli veloci e in continuo movimento.
La difficoltà è purtroppo tarata su un livello decisamente basso e le possibilità di vedere il game over sono praticamente ridotte allo zero. La vera sfida risiede quindi nel terminare il gioco scovando tutte e cento le teste nascoste nei vari livelli, trovare le sfide secondarie e completarle entra il tempo limite e nulla più.
Il primo playthrough vi impegnerà per circa sette ore o poco più mentre potreste mettercene almeno il doppio per ottenere ogni più piccolo segreto nascosto.
Chiudiamo infine con il comparto tecnico che sicuramente non lascia sbalorditi per mole poligonale ma sorprende con colori brillanti e cupi che si mescolano alla perfezione in ambientazioni da sogno fortemente dinamiche, un doppiaggio di prim'ordine e una buona, anche se non perfetta, gestione della fisica dei salti, ai quali si affiancano atmosfera e personaggi di prim'ordine che vi sapranno rapire e portare nel magico mondo di Puppeteer.
Recensione Videogioco PUPPETEER scritta da FIREZDRAGON Puppeteer non è perfetto, a volte il ritmo di gioco cala forse in maniera eccessiva in favore della narrazione, la difficoltà è ai minimi storici e controllare Picarina nei livelli veloci non è semplicissimo ma la direzione artistica e l'originalità del progetto ci fanno soprassedere su questi difetti marginali. Puppeteer è un prodotto nuovo, una IP originale e un platform 2D mai visto prima e merita tutto il nostro apprezzamento. Sony Japan è riuscita a dare vita ad un titolo di valore e il nostro consiglio, per tutti gli appassionati del genere, è di non lasciarsi sfuggire questa piccola perla teatrale.

Per ulteriori approfondimenti potete visualizzare la replica del nostro Play LIVE per Puppeteer.
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    Numero commenti: 57
  • sampsonite
    Livello: 2
    206
    Post: 111
    Mi piace 0 Non mi piace 0
    Non ce l'ho fatta. Stilisticamente bellissimo, ben raccontato, curatissimo nei doppiaggi, ma non ce l'ho fatta. In genere se un gioco mi piace è l'unica, o quasi, attività che voglio fare quando sono in casa (a volte dal momento in cui poggio la chiave sulla mensola a quello in cui accendo la PS3 passano meno di dieci secondi...). A questo non mi veniva voglia di giocarci. Dopo un po' di giorni in cui gli ho spesso preferito la Tv, ho deciso d'abbandonarlo e son passato a qualcos'altro. Forse non mi piacciono i platform, i giochi con un tasto per saltare e uno per agire. Per me, più stile che sostanza. Ma forse in futuro, chissà.
  • beniamix
    Livello: 5
    2128
    Post: 497
    Mi piace 8 Non mi piace -1
    Originariamente scritto da Solid-SteBro
    i giochi difficili li rigioco sempre, i giochi facili a volte non riesco nemmeno a finirli. Peccato per puppeteer ma dovrà aspettare per quanto mi riguarda.


    Appunto avevo scritto "personalmente" ..... era solo un mio pensiero .....
    c'è chi cerca una sfida , chi cerca il divertimento in un videogioco....
    Io cerco un paio d'ore di svago..... non la sfida ... ma non condanno un gioco che può darti tanto divertimento perché non ha un livello di sfida elevato..... Non credo che livello di sfida alto è sinonimo di divertimento... ma solo gratificante.
  • Solid-SteBro
    Livello: 7
    21950
    Post: 2313
    Mi piace 3 Non mi piace -7
    Originariamente scritto da beniamix
    Il fatto che non sia troppo difficile non lo ritengo un problema , anzi personalmente i giochi troppo difficili che ti fanno sudare le cosi dette 7 camicie, magari una volta finiti non li rigiochi più.... un gioco bello divertente, ed incantevole come questo , magari lo rigiochi visto che non ti "stressa" io credo che i giochi con difficoltà "troppo" elevate possono essere più gratificanti da portare al termine ... ma meno rigiocabili ....


    i giochi difficili li rigioco sempre, i giochi facili a volte non riesco nemmeno a finirli. Peccato per puppeteer ma dovrà aspettare per quanto mi riguarda.
  • bre94ff
    Livello: 4
    821
    Post: 227
    Mi piace 4 Non mi piace 0
    Almeno quest'anno l'11 settembre sarà un bel giorno!
  • beniamix
    Livello: 5
    2128
    Post: 497
    Mi piace 5 Non mi piace -1
    Il fatto che non sia troppo difficile non lo ritengo un problema , anzi personalmente i giochi troppo difficili che ti fanno sudare le cosi dette 7 camicie, magari una volta finiti non li rigiochi più.... un gioco bello divertente, ed incantevole come questo , magari lo rigiochi visto che non ti "stressa" io credo che i giochi con difficoltà "troppo" elevate possono essere più gratificanti da portare al termine ... ma meno rigiocabili ....
  • rogueleader
    Livello: 3
    -2007
    Post: 175
    Mi piace 2 Non mi piace -6
    finalmente un'esclusiva per ps3 che non sembra una cavolata eretta a capolavoro! a fine gen... meglio tardi che mai! :-)
  • Asuma
    Livello: 3
    1343
    Post: 277
    Mi piace 4 Non mi piace -2
    Provata la demo e mi sono subito innamorato l'11 settembre Puppeter deve essere mio.
  • Drakman
    Livello: 4
    545
    Post: 81
    Mi piace 3 Non mi piace -2
    Finalmente una ventata d'aria fresca!
    Ormai siamo in un periodo dove nel 90% dei casi se si vuole giocare a qualcosa di nuovo ci si deve buttare sugli indie...da un lato è un bene, così i piccoli sviluppatori vengono supportati, ma sarebbe bello qualche volta vedere idee di questo tipo sviluppate ad alto budget da studi famosi. Puppeteer è uno di quei rarissimi casi. Mi ispira da morire, stile grafico da vendere, idea geniale, e realizzazione ottima avendo maggior budget di un prodotto indipendente
  • HonorThyFather7
    Livello: 3
    240
    Post: 56
    Mi piace 12 Non mi piace -2
    Originariamente scritto da Even
    Premesso che il videogioco deve adempiere ad una ed una sola funzione: divertire.
    Un gioco facile non mi diverte, mi annoia, in tal caso il gioco non sta svolgendo la sua funzione: divertire, quindi no, non è per niente una cosa marginale.

    tecnicamente un gioco deve "intrattenere" non divertire. Paragonandoli ai film, le commedie ti fanno divertire, ma un film drammatico no; eppure lo guardi comunque! Allora non dovresti giocare neanche flower, journey, okami e via discorrendo, visto che non sono "divertenti"
  • Even
    Livello: 6
    13408
    Post: 3938
    Mi piace 5 Non mi piace -10
    Originariamente scritto da Giuseppe Maturo
    Senza offesa ma non è la difficoltà a decretare la qualità di un gioco. I tempi sono cambiati i videogame hanno raggiunto nuove vette, nuovi modi per esprimere la loro qualità.


    Premesso che il videogioco deve adempiere ad una ed una sola funzione: divertire.
    Un gioco facile non mi diverte, mi annoia, in tal caso il gioco non sta svolgendo la sua funzione: divertire, quindi no, non è per niente una cosa marginale.
  • FireZdragon
    Redattore
    Mi piace 6 Non mi piace -1
    Originariamente scritto da Mugico
    FireZDragon il mio commento non voleva essere una critica diretta a te o alla tua recensione. Se così è parso me ne scuso. Piuttosto, e me ne dai conferma con questa tua cortese risposta, ho voluto cogliere lo spunto per riflettere su quanto i tempi siano cambiati. CUT


    Nono Mugico assolutamente, avevo capito bnenissimo infatti parlavo in generale. La verità è che ormai il video-gioco per come veniva inteso dieci anni fa non esiste più. Con il perfezionamento dell atecnologia siamo arrivati a un punto nel quale ormai i titoli sono in grado di offirre esperienze che sepsso esulano dal semplice gameplay e che, grazie alle componenti tecniche in questo caso, stupiscono il giocatore e donano momenti unici.
    Cambiando genere e prendendo il più recente the last of us ad esempio se guardo unicamente il gameplay di difetti ne posso sicuramente trovare (si anell'ia che nel comportamento di ellie ad esempio), difetti che però vengono messi da parte o che passano in secondo piano quando poi ti trovi immerso in quell'atmosfera, con quei personaggi e con quelle ambeintazioni così dannatamente realistiche. E' un merito, almeno per come la vedo io, dell'evoluzione dei videogiochi, si è sacrificata la ricerca sfrenata della perfezione nel gameplay (e non in tutti i giochi sia ben chiaro, platinum ad esempio io la premio sempre nel senso esattamente opposto) per poter offrire qualcosa di nuovo, un qualcosa che ogni tanto vale da solo il costo del biglietto.
    Ancorarsi ormai solo al gamplay diventa troppo limitante al giorno d'oggi, i videogiochi sono ormai diventate produzioni decisamente molto più complesse e questo lo vedo solo come un bene per l'industria.
  • FireZdragon
    Redattore
    Mi piace 1 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da evilgio81
    il prezzo di questa opera d'arte ?
    meno di quaranta euro

    Originariamente scritto da Mugico
    FireZDragon il mio commento non voleva essere una critica diretta a te o alla tua recensione. Se così è parso me ne scuso. Piuttosto, e me ne dai conferma con questa tua cortese risposta, ho voluto cogliere lo spunto per riflettere su quanto i tempi siano cambiati. CUT


    Nono Mugico assolutamente, avevo capito bnenissimo infatti parlavo in generale. La verità è che ormai il video-gioco per come veniva inteso dieci anni fa non esiste più. Con il perfezionamento dell atecnologia siamo arrivati a un punto nel quale ormai i titoli sono in grado di offirre esperienze che sepsso esulano dal semplice gameplay e che, grazie alle componenti tecniche in questo caso, stupiscono il giocatore e donano momenti unici.
    Cambiando genere e prendendo il più recente the last of us ad esempio se guardo unicamente il gameplay di difetti ne posso sicuramente trovare (si anell'ia che nel comportamento di ellie ad esempio), difetti che però vengono messi da parte o che passano in secondo piano quando poi ti trovi immerso in quell'atmosfera, con quei personaggi e con quelle ambeintazioni così dannatamente realistiche. E' un merito, almeno per come la vedo io, dell'evoluzione dei videogiochi, si è sacrificata la ricerca sfrenata della perfezione nel gameplay (e non in tutti i giochi sia ben chiaro, platinum ad esempio io la premio sempre nel senso esattamente opposto) per poter offrire qualcosa di nuovo, un qualcosa che ogni tanto vale da solo il costo del biglietto.
    Ancorarsi ormai solo al gamplay diventa troppo limitante al giorno d'oggi, i videogiochi sono ormai diventate produzioni decisamente molto più complesse e questo lo vedo solo come un bene per l'industria.
  • MatteLoL
    Livello: 2
    443
    Post: 94
    Mi piace 1 Non mi piace -3
    Wow, bel giocoun po' come Rayman Legends!
  • evilgio81
    Livello: 4
    662
    Post: 275
    Mi piace 2 Non mi piace -3
    il prezzo di questa opera d'arte ?
  • Bonez
    Livello: 1
    159
    Post: 85
    Mi piace 1 Non mi piace -10
    E' il nuovo Little big planet.
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