Recensione di Dynasty Warriors Empires

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Action-Adventure
  • Sviluppatore:

     Koei
  • Data uscita:

     22 Febbraio 2013
- Tantissimi personaggi carismatici
- Editor ben sviluppato
- Coop online e offline
- Ripetitività classica della serie
- Graficamente non convince
- Cali di frame rate
- Opzioni strategiche solo superficiali
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A cura di (FireZdragon) del
Tecmo Koei non sembra essere intenzionata a modificare le sue strategie di mercato. Dopo circa un anno dal rilascio di Dynasty Warriors 7, ecco arrivare come consuetudine l’espansione strategica Empires che, esattamente come i precedenti capitoli, ci permetterà di riunificare la Cina dei tre regni sotto un unico vessillo. Ci sarà qualcosa di nuovo in pentola?



I’m LU BU!
L’unica modalità presente, chiamata per l’appunto Empire Mode, ci permetterà di scegliere una tra le cinque fazioni principali disponibili e portare i propri comandanti, battaglia dopo battaglia, alla conquista del territorio cinese.
A differenza della serie principale, Empires non seguirà una trama prestabilita per la narrazione ma lascerà scegliere al giocatore con quale fazione allearsi di volta in volta e a quali battaglie partecipare. Nei panni di uno dei condottieri più valorosi degli eserciti Wu, Shu e Wei, o come un qualsiasi soldato creato ad hoc tramite il versatile editor presente, ci troveremo dapprima a dover gestire con accortezza i rapporti con le regioni limitrofe alla nostra per evitare di essere travolti in breve tempo dalla guerra, e poi a lanciare un assalto coordinato assieme alle nostre truppe per la riconquista del paese.
Per poter effettuare una qualsiasi azione bisognerà tuttavia appoggiarsi al consiglio di guerra, una riunione indetta periodicamente dal nostro sovrano per pianificare al meglio le mosse successive. Gli ordini saranno chiari e richiederanno principalmente di rafforzare alleanze con i regni vicini o schierarci in difesa delle città per scongiurare un’imminente invasione. Nel caso il piano non sia congeniale alle nostre aspettative, potremo pur sempre proporre la nostra idea e, se i legami con gli altri comandanti saranno buoni, sovvertire la decisione del consiglio grazie al loro appoggio, influenzando in maniera significativa il futuro del popolo cinese.
A difficoltà normale, per esempio, temporeggiare per rinforzare il nostro esercito o seguire la via della pace è risultato del tutto superfluo dato che la nostra sola forza bruta era più che sufficiente per spazzare via qualsiasi resistenza. Tra schermaglie per fiaccare il nemico e continue invasioni atte ad allargare i nostri possedimenti la vittoria con il dominio totale del territorio è quindi giunta davvero in fretta.
Maggior strategia è invece richiesta in modalità Chaos o Hard, dove avere compagni di squadra in grado di spalleggiarci e un numero di truppe sul campo pari se non superiore a quelle dell’avversario si è rivelato essere un elemento indispensabile per raggiungere la vittoria. Ma come funziona esattamente il tutto?
Dynasty Warriors ci ha abituato a scegliere il nostro condottiero e con questo proseguire in maniera lineare nella campagna senza badare a eventuali perdite umane o a strategie, Empires invece cerca di approfondire il discorso mettendo in campo un numero limitato di truppe per ogni scontro e obbligando il giocatore a conquistare base dopo base con criterio, impedendogli di correre verso il campo nemico principale per ottenere una celere vittoria.



Sul campo di battaglia!
Una volta decisa la mossa da compiere e scesi sul campo di battaglia ci troveremo di fronte una mappa divisa in numerosi settori, ognuno dei quali definito da una mini fortezza. Facendoci largo a suon di fendenti tra le truppe nemiche, il nostro compito principale sarà quello di entrare nella base sfondando le porte principali, massacrare ogni soldato al suo interno e prenderne il possesso. Solo a questo punto si potrà passare a quella successiva, in un continuo tira e molla contro le forze nemiche decise a riconquistare i propri possedimenti. Con arguzia, tattica e abilità si arriverà infine a poter entrare nel castello finale dove affrontare il comandante avversario e porre la parola fine alla battaglia.
Il sistema di gioco è rimasto pressoché invariato: ogni guerriero avrà le sue mosse e il suo set di armi preferito e tramite combinazioni semplici, alternando come sempre colpi veloci, forti e mosse Musou, saremo in grado di sbaragliare le migliaia di avversari che tenteranno di opporsi ai nostri desideri di conquista.
Interessante la possibilità, tra una battaglia e l’altra, di recarsi in città a fare acquisti, comprando nuovi pezzi per le armature e oggetti capaci di aumentare in maniera passiva la nostra salute, le resistenze o la potenza di attacco. Ma non finisce qui, perché con i soldi guadagnati dalle nostre conquiste potremo anche cambiare arma o acquistare nuovi destrieri, scegliendo tra poderosi cavalli, orsi o addirittura elefanti.
La personalizzazione delle armi tuttavia non è completamente libera, dato che ogni condottiero avrà il proprio equipaggiamento preferito grazie al quale scaricare dei potentissimi attacchi EX, altrimenti non disponibili con set differente da quello standard. Per farvi un esempio pratico Lu Bu, da sempre esperto di armi ad asta, con una delle sue combinazioni più podrose potrà sferrare una serie di fendenti a raffica per poi afferrare il malcapitato di turno e schiantarlo con un’esplosione al suolo. Questo però solo con se munito di lancia, perché se passerà a spade o mazze la mossa EX non si attiverà, facendo concludere la combo con qualche colpo di anticipo. Sarà poi possibile cambiare al volo arma durante il combattimento per ottenere boost temporanei alla velocità e all’efficacia della stessa.
La varietà, come dicevamo, è sempre più che buona e oltre a spade, mazze e lance classiche non mancano armi più esotiche come ventagli, artigli, lance da assedio o addirittura archi e bombe.
Purtroppo la ripetitività del gameplay e l’efficacia smisurata di alcune combo rispetto al parco mosse completo dei guerrieri vi farà ripetere in continuazione sempre le solite combinazioni di colpi, portando l’intero gameplay alla canonica ripetitività classica della serie.



Lo stratagemma mi condurrà alla vittoria!
Come anticipato, in modalità chaos, i soli fendenti non basteranno ad avere la meglio sui nemici e pianificare di volta in volta da quali e quanti commilitoni farsi spalleggiare in battaglia diverrà fondamentale per uscire a testa alta dagli scontri. Le vostre scelte si rifletteranno direttamente sul campo, con il numero di basi iniziali a vostra disposizione e la quantità di truppe in gioco direttamente legate alla forza dell’esercito. Data la non proprio brillante gestione strategica da parte dell’intelligenza artificiale, potrete tentare di favorire i vostri compagni tramite l’uso di speciali stratagemmi, nient’altro che mosse speciali disponibili in numero limitato che vi permetteranno di influire direttamente sulle battaglie, potenziando per esempio una base, evocando truppe supplementari o, perché no, rendendovi immortali per un determinato periodo di tempo. Ci saranno anche stratagemmi dediti ad annullare i bonus attivati dagli avversari o fiaccare con fiamme e frecce basi al di fuori della vostra portata.
Purtroppo una volta pompato al massimo il vostro personaggio e presa dimestichezza con le meccaniche di gioco la brutalità diverrà ancora una volta il metodo più efficace per vincere e gli stratagemmi torneranno ad avere un ruolo solo marginale nell’esito degli scontri.
A seconda delle quest completate verrete ricompensati con punti esperienza utili a far salire alcune vostre caratteristiche, come il coraggio, la saggezza la disciplina o la malvagità, ed ognuno di questi fattori vi garantirà l’accesso a stratagemmi dedicati supplementari.

Same old story
Dal punto di vista tecnico non ci sono miglioramenti di sorta rispetto al precedente capitolo. Un’IA sempre troppo passiva, unita a texture in bassa definizione per le ambientazioni e modelli poligonali raffazzonati per le truppe base non elevano il prodotto al di sopra della sufficienza.
Solo i personaggi principali risultano adeguatamente curati, anche se la maggior parte delle nuove mosse musou inserite sono decisamente meno spettacolari e sceniche di quelle presenti nei vecchi capitoli. Svetta in questo senso l’editor che ci permetterà di creare da zero un ufficiale assegnandogli particolarità estetiche originali e mosse mutuate dalle centinaia di eroi già presenti.
Da segnalare infine la possibilità di giocare tutta la campagna online insieme ad un amico o anche spalla a spalla in split screen, consci però che il frame rate, già non propriamente stabile, subirà crolli evidentissimi durante i momenti più concitati.
Recensione Videogioco DYNASTY WARRIORS EMPIRES scritta da FIREZDRAGON Dynasty Warriors 7: Empires non evolve la formula classica dei titoli Tecmo Koei. Gli appassionati sanno già benissimo cosa aspettarsi dato che praticamente nulla di rilevante è cambiato rispetto alle precedenti iterazioni. Un comparto tecnico mediocre e la solita ripetitività di fondo ancorano il gioco a una risicata sufficienza. Le interessanti opzioni strategiche introdotte da Empires non riescono ad approfondire meccaniche ormai straviste, per un rinnovamento dovremo attendere con buona probabilità la next gen.
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