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One Piece Pirate Warriors

One Piece Pirate Warriors

Ci pensa Rufy a rinnovare i musou!

Provato
A cura di del
Las Vegas – Nella nostra precedente anteprima vi avevamo fornito una panoramica generale su One Piece Pirate Warriors, videogame dedicato ai personaggi nati dalla penna di Eiichirō Oda, già approdato sul mercato giapponese e in arrivo ormai ufficialmente anche sul nostro territorio tra qualche mese.
Al Global Gamers Day di Las Vegas, Namco Bandai ha portato una build giapponese del prodotto, grazie alla quale abbiamo potuto provare con mano le avventure di Rufy e combriccola piratesca così da farci un’idea più chiara su quanto ci aspetta e, ad essere sinceri siamo rimasti piacevolmente sorpresi da questo nuovo musou.

Venti di cambiamento
Ci siamo avvicinati a questo ennesimo musou con ben poche speranze, non che il genere in sé non ci piaccia per partito preso, ma è da tempo ormai che chiediamo a gran voce di poterne vedere una evoluzione, ed il fatto che il titolo si appoggi nuovamente ad un brand famoso ci ha reso da subito scettici.
Per nostra fortuna però, dopo aver superato l’ostacolo della lingua ed essere riusciti a scavalcare quello ancora più ostico dei tasti invertiti per la selezione tipici del sistema di controllo giapponese, One Piece Pirate Warriors ci ha accolto nel suo menù piratesco. Andando a carponi nella scelta dei livelli abbiamo optato per quello che ci sembrava il più semplice di tutti, il classico Episodio 0, uno stage strutturato a mo’ di tutorial in grado di spiegarci con velocità le basi del gameplay e darci il tempo necessario per ambientarci con la dovuta tranquillità.
Appena il livello ha avuto inizio, ondate di soldati della marina ci hanno dato un caloroso benvenuto, continuando a giungere a frotte dai bordi dell’ambientazione. Il sistema di combattimento è come sempre basato su colpi veloci, quelli più lenti ma potenti e mosse caricate da combinare tra loro per eseguire combo da centinaia di colpi.
Le abilità di Rufy tuttavia ci hanno dato l’impressione di poter garantire al gioco una varietà superiore rispetto agli altri titoli targati Tecmo Koei dato che arrivano in maggior quantità e varietà ma, soprattutto, hanno funzionalità ed efficacia piuttosto differenti le une dalle altre.
Il nostro personaggio sembra infatti avere a disposizione diversi modi per affrontare gli eserciti nemici, uno di questi per esempio ci permetteva di roteare le braccia in aria per alzare in volo gli avversari per poi continuare a colpirli con combo aeree mentre era possibile alternativamente aprirsi un varco nel muro di carne che ci affrontava utilizzando mosse dall’impatto frontale devastanti.
Questa varietà è presente anche negli altri musou ma solitamente emerge solo cambiando personaggio mentre in One Piece, l’impressione che abbiamo avuto –ricordatevi che stiamo comunque parlando di qualche decina di minuti di gameplay o poco più- è che ogni protagonista sia stato curato maggiormente e che le sue abilità permettano un approccio differente da combattimento a combattimento.
Accennavamo prima ad un altro problema solito dei musou ovvero la varietà dei nemici. Sin da questo primo tutorial invece abbiamo notato una grande differenziazione degli stessi, con gruppi eterogenei equipaggiati con una buona moltitudine di armi e composti da marinai semplici, capitani e numerose diverse personalità di spicco. Con queste premesse dunque ci aspettiamo che con l’evolversi delle vicende le cose migliorino ulteriormente.
Tornando al tutorial, dopo aver soddisfatto determinate condizioni e aver sbaragliato qualche centinaio di nemici, si è presentato davanti a noi l’immenso Pacifista pronto a ridurci a pezzi. Ancora una volta il gioco ci ha sorpreso, regalando un combattimento spettacolare e dotato di speciali QTE grazie ai quali esaltarci ancora di più durante la battaglia. Lo scontro ha dato l’impressione di essere un combattimento a sé stante, molto differente da tutti quelli visti fino ad oggi dai prodotti tipici Tecmo Koei.
Purtroppo permane il difetto dell’intelligenza artificiale, sempre poco sviluppata, ed il classico movimento all’unisono delle truppe nemiche ma quanto visto ci sembra già un netto miglioramento rispetto al passato e non possiamo che esserne felici.

A caccia di Buggy
Il vecchio clown Buggy si è presentato invece come il nemico numero uno del primo reale livello di gioco. Questa volta il level design ricordava molto più da vicino quello classico, presentando sezioni quadrate in cui combattere collegate tra loro da corridoi più stretti, e obiettivi consecutivi da completare il più velocemente possibile così da ottenere un punteggio maggiore alla fine dello stage, rappresentato come sempre dalle lettere dell’alfabeto dove la S indicherà il punteggio massimo.
Non mancano casse contenenti potenziamenti e oggetti ristoratori per recuperare vita e parte della barra musou, utile per scatenare attacchi micidiali fedeli a quelli visti sul manga. Stupisce la presenza di alcune sezioni platform all’interno dei livelli: una ventata d’aria fresca apprezzatissima e ben riuscita.
Premendo il grilletto del pad potremo così vedere da dietro le spalle del protagonista ed agganciare i punti dove appenderci semplicemente mirandoli .
In questa occasione abbiamo avuto modo di incontrare anche Zoro e l’adorabile, quanto doppiogiochista in questo caso, Nami ma il titolo finale ci permetterà di incrociare le nostre spade con tutti i personaggi presenti nell’arco temporale preso in considerazione da One Piece Pirate Musou. Se il gameplay dunque risulta rinnovato e presenta aggiunte interessanti, dal punto di vista tecnico il titolo zoppica ancora un po’ ma non nascondiamo che alcuni miglioramenti sono stati apportati anche in questo ambito. La decisione di optare per una soluzione basata sul cel shading, ha dato i suoi frutti, presentando personaggi fedeli all’anime, con le classiche righe di china a disegnare ombre sulle texture ed animazioni e mosse speciali veramente piacevoli da guardare. Le ambientazioni purtroppo non hanno lasciato invece il segno, adattandosi come sempre sui bassi livelli necessari per mantenere un framerate stabile nonostante la presenza di centinaia di nemici a schermo.
  • [+] Storia fedele all'anime
    [+] Comparto tecnico sopra la media
    [+] Gameplay vario!

One PIece Pirate Warriors ci ha stupito nonostante la malcelata diffidenza iniziale. Piuttosto che proporre l’ennesimo clone, Tecmo Koei ha optato questa volta per portare qualche piccola novità al genere che, siamo sicuri, non potrà che far contenti i fan. Aspettiamo dunque il titolo con ansia per poter esplorare a fondo alcune feature rimaste nascoste come l’evoluzione dei personaggi ed eventuali modalità extra.

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