Recensione di Malicious

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Alvion
  • Costo:

     7.99€
  • Data uscita:

     8 febbraio 2012
- Struttura di gioco interessante
- Level design ispirato
- Stile grafico molto particolare
- Sistema di combattimento un po macchinoso
- Problemi di inquadrature e telecamera
- Poche modalità di gioco
- Qualche calo di frame rate
Loading the player ...
A cura di (Slice) del
Gli action, in questa generazione di console, hanno visto il loro mercato espandersi notevolmente e, sopratutto, ramificarsi in derivazioni più o meno originali che cercano di variare il classico approccio del genere.
Tra le tante varianti di gioco, quella chiamata “Boss Rush Game” è sicuramente la più particolare, e grazie ad esponenti illustri come Shadow of the Colossus, è riuscita a ritagliarsi quello spazio probabilmente insperato all’inizio dello sviluppo.

Boss Fight estenuanti
Il progetto sviluppato da Alvion, un team giapponese poco conosciuto che ha precedentemente lavorato a piccoli progetti su console Nintendo, prova a riportare in auge il genere proponendo su PSN Malicious.
Nel titolo in questione dovremo prendere i comandi di un eroe, uomo o donna è a discrezione del giocatore, e combattere il male dopo che una serie di arcani profeti hanno deciso di risvegliarci vista l’incombente minaccia che si sta manifestando sulla loro terra. Esattamente come accadeva nei titoli di qualche generazione or sono, Malicious ci rimanda direttamente all’hub centrale, all’interno del quale potremo scegliere uno dei sei livelli selezionabili e soprattutto, prendere confidenza con i comandi di gioco. Proprio quest’ultimi a causa di un lacunoso tutorial dovranno necessariamente essere assimilati sul campo con le prime ore di gioco che serviranno per prendere confidenza con le potenzialità espresse dal mosse effettuabili. Ogni livello, fondamentalmente, non è altro che una mega arena all’interno della quale ci dovremo confrontare con un boss. Non fatevi ingannare dalla descrizione però, la presenza di sole boss fight non significa scarsa longevità, ma al contrario tattica e duelli estenuanti che, sopratutto le prime volte posso protrarsi fino a mezz’ora di gioco per un solo nemico. Questa conseguenza non scaturisce unicamente dall’elevata barra di vita del nemico o dalla difficoltà tutt’altro che conciliante, ma purtroppo anche da una serie di limiti tecnici e di gameplay; analizziamo però il tutto con il dovuto ordine.

Gameplay old school
Come dicevamo, le classiche sfide man vs boss sono proposte in una forma non del tutto inedita ma che riesce ad essere efficace almeno nelle prime battute. Oltre al nemico principale su schermo avremo una serie indecifrabile di servitori dello stesso che seppur estremamente più deboli del nostro eroe cercheranno con la densità di parare le spalle al loro padrone. Questi, oltre ad offrire un ulteriore variabile al giocatore nell’economia dello scontro, servono sopratutto come agnelli sacrificali per caricare una sorta di barra chiamata Aura. Ogni uccisione equivale ad un punto aura. Una volta raggiunto il giusto quantitativo, i punti potranno essere spesi per attivare una sorta di mossa speciale o potere che tramite la pressione simultanea di L1 e X rilascerà sul campo di battaglia un'abilità devastante, che se usata con la giusta perizia può essere in grado di ribaltare le sorti dell’incontro. Questa super mossa è ad ogni modo coadiuvata dalla classica alternanza di colpi leggeri e pesanti che utilizzeremo, molto più naturalmente, per la maggior parte del tempo. Ogni volta che riusciremo ad uccidere un nemico acquisiremo un nuova move list che potremo cambiare in qualsiasi momento della partita tramite la pressione delle quattro direzioni sul d-pad. Per quanto questo sistema sia in grado di offrire un discreto numero di approcci abbastanza unici, la scelta di posizionare lo scambio proprio sulla croce direzionale rende la giocabilità e la possibilità di modificare il proprio stile di lotta estremamente macchinoso, alla luce sopratutto dell’estrema frenesia che gli scontri offrono in particolari punti. Indipendentemente dal tipo di livello con cui decideremo di iniziare la nostra serie di incontri, ad ogni vittoria la difficoltà di gioco salirà gradualmente, scelta questa non di circostanza, ma assolutamente strategica. La giusta scelta della sequenza con il quale affrontare i livelli si rivelerà fondamentale per il proseguo del gioco, soprattuto alla luce del fatto che l’acquisizione di alcuni poteri può favorire o meno il giocatore nella disputa con alcuni boss.
Altro punto da elogiare è l’ottimo lavoro di level design svolto dai grafici giapponese che a parte un livello abbastanza chiuso e scolastico ambientato in una biblioteca, offre delle ambientazioni ispiratissime, che permettono approcci differenti e che necessità senza ombra di dubbio di essere preventivamente studiate se non si vuole incappare in un facile game over.
Il classico fine partita è infatti sempre dietro l’angolo e cosa ancora più importante a livello normale oltre ad una intelligenza artificiale di per sé ostica, si avranno a disposizione unicamente tre continue. Questa scelta apportata dagli sviluppatori avvicina sicuramente il prodotto ad un tipo di utenza che non si lascia scoraggiare troppo facilmente da una serie abbastanza scontata di uccisioni e di conseguenza da tante partite ricominciate dall’inizio. Alcune lacune tecniche, inoltre, non aiutano decisamente il giocatore nel suo intento. La possibilità di loockare la visuale su un nemico specifico potrebbe essere un validissimo appoggio, se solo questa opzione funzionasse nel modo migliore. Questa lacuna è figlia di un sistema di inquadrature che purtroppo il più delle volte va pesantemente in difficoltà facendo letteralmente impazzire le telecamere, facendo perdere il focus sullo scontro. Un problema che purtroppo non è assolutamente da sottovalutare visto che la maggior parte di questi scontri richiede che la telecamere si fissi su un personaggio specifico, il più delle volte proprio il boss.

Design onirico
Sotto l’aspetto estetico invece, dobbiamo assolutamente sottolineare come la scelta fatta dagli sviluppatori sia stata estremamente azzeccata, offrendo un affresco visivo decisamente di impatto e discretamente originale.; il tutto sapientemente supportato da una grafica in cell shading quanto mai ispirata e che ben si amalgama con lo stile scelto per i personaggi di gioco molto vicino al mondo manga. Alla luce di quanto vi abbiamo raccontato è quindi ancor più sconfortante notare come in più di un’occasione il frame rate non riesca a reggere la mole poligonale su schermo, restituendo al giocatore qualche scatto che va un po troppo al di là della sporadicità.
Azzeccatissimo invece il comparto audio, con una serie di tracce orchestrate d’estremo impatto e ben amalgamante nel contesto ludico proposto dal titolo di Alvion. Probabilmente il miglior elemento dell’intera produzione.  Peccato invece per la presenza della sola lingua inglese, che potrebbe far storcere il naso a chi l'inglese proprio non riesce a digerirlo. In termini strettamente numerici oltre ai sei livelli citati e la possibilità di sceglire un eroe o un eroina, il titolo oltre alla modalità principale offre una modalità alternativa chiamata Time Trial e la possibilità di postare i propri punteggi all’interno di leaderboard mondiali. Peccato che queste modalità, per qualche arcano motivo, si potranno sbloccare unicamente dopo aver finito il gioco a livello normale e in meno di un’ora. Una scelta folle oltre che estremamente difficile da realizzare. Scelta che penalizza di molto le modalità di gioco e la possibilità di variare la tipologia di regole agli scontri.
Dovendo giudicare Malicious non possiamo che sottolineare l’apprezzabile volontà degli sviluppatori di proporre qualcosa di fresco ed interessante all’interno del vastissimo mondo degli action game. Purtroppo qualche limite sotto l’aspetto dei controlli e una serie di scelte concettuali abbastanza azzardate non lo spingono oltre la sufficienza. Rimane comunque un ottimo trampolino di lancio per una software house che, se saprà far tesoro dei suoi errori, potrà togliersi più di una soddisfazione in futuro.
Recensione Videogioco MALICIOUS scritta da SLICE Malicious è un action game interessante, che gli amanti del genere action potrebbero apprezzare per il suo stile così distante dalla massa. Tuttavia alcune imperfezioni tecniche ne limitano prepotentemente il potenziale. Prima dell'acquisto vi consigliamo quindi una prova preventiva, per saggiare il sistemo di controllo e capire se il titolo può rientrare nelle vostre corde di video giocatore.
Scrivi un commento
Per commentare occorre essere utenti registrati.
Se non hai un account clicca qui per registrarti oppure clicca qui per il login.
caricamento in corso...
SCREENSHOTS
SpazioGames.it - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Monza dal 22/02/2008 con autorizzazione n.1907
© 1999 - 2012 GALBIT SRL TUTTI I DIRITTI RISERVATI - P.IVA 07051200967
Spaziogames.it si avvale di cookie per le finalità illustrate nella privacy policy. Se accedi a un qualunque elemento sottostante acconsenti a utilizzarli.