Recensione di The House Of The Dead Overkill: Extended Cut

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Sega
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Sottotitolato in Italiano
  • Giocatori:

     1 - 2 (Cooperativa Locale)
  • Data uscita:

     28 ottobre 2011
- Semplice e immediato
- Trama folle!
- Ottima rigiocabilità
- Gameplay divertente
- Non per tutti
- Nessuna novità nel genere
- Estremamente ripetitivo
- Senza Move ha poco senso
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A cura di (Fatum92) del
Quello dei rail-shooter è un genere di nicchia, difficilmente apprezzato dalle nuove generazioni. Viceversa, i giocatori più anziani non potranno che ricordare beatamente le giornate trascorse in quei luoghi di ritrovo tanto in voga decine di anni fa: le sala giochi. Sugli schermi dei cabinati era facile vedere scorrere le immagini di uno sparatutto su binari molto famoso e amato dai giovani hardcore gamer dell’epoca: The House of The Dead. Con l’avvento delle console da salotto, però, i generi arcade tipici delle sale giochi sono lentamente scomparsi per fare spazio alle moderne tipologie videoludiche. Tuttavia, una console come Nintendo Wii, grazie alle sue peculiari caratteristiche, è riuscita a riportare in auge proprio il genere dei rail-shooter, passando per titoli come Resident Evil: The Umbrella Chronicles, l’ottimo Dead Space: Extraction e The House of The Dead: Overkill, uscito nel 2009. Così, dopo circa due anni, anche PlayStation 3 ha infine deciso di ospitare qualche zombie tramite una versione aggiornata del titolo SEGA, ribattezzato per l’occasione The House of the Dead: Overkill Extended Cut. Il suddetto porting ha ovviamente visto la luce grazie alla nuova periferica Sony, il PlayStation Move. Pur essendo giocabile anche con un semplice pad, ci permettiamo, infatti, di sconsigliare l’acquisto a coloro sprovvisti dell’accessorio.

Ironia, comicità, satira, trash, splatter, gore, donne, motori e zombie…

La trama di questo capitolo di The House of the Dead, vede l’agente G investigare su misteriosi sparizioni nei pressi della Louisiana. Ad aiutarlo vi è un poliziotto locale di nome Isaac Washington. Questo semplice e banale incipit narrativo è solo un pretesto per inserire zombie e mostruosità assortite. Tuttavia, se vi aspettate un plot dalle tinte horror dovrete rivolgervi altrove, poiché The House of the Dead Overkill: Extended Cut non è altro che una lunga parodia dei peggiori b-movie sugli zombie. Trash a vagonate, cascate di non-sense, lessico scurrile e qualche dose di splatter e pura violenza mettono in scena uno spettacolo suddiviso in nove brevi capitoli, introdotti come fossero ognuno un film a parte, assolutamente esilarante e demenziale oltre ogni limite, sufficiente a divertire anche, e soprattutto, attraverso l’assurdo scambio di battute pronunciate dagli insani protagonisti.

Mirare e sparare

In termini di giocabilità ci troviamo alle prese con un classico sparatutto su rotaia, in cui il compito del giocatore si limita al semplice mirare e sparare per eliminare gli orripilanti morti viventi.
Dopo aver calibrato correttamente il proprio PlayStation Move si entra immediatamente nel vivo dell’azione. La periferica risulta abbastanza precisa, seguendo fedelmente i nostri movimenti. Malgrado non manchi qualche incertezza possiamo rassicurare sul buon lavoro svolto dal team di sviluppo. Massacrare ondate di zombie è divertente e appagante e, nonostante la pressoché nulla libertà di movimento, la buona realizzazione dei “percorsi” creati dai programmatori, la giusta dose di splatter e la discreta varietà di nemici bastano a coinvolgere e a interessare l’utente, dall’inizio del livello fino al momento della boss-battle. I lunghi scontri a base di piombo e sangue, infatti, vedono il loro culmine quando si è finalmente faccia a faccia con il boss dello stage. Nella maggior parte dei casi tali battaglie risultano decisamente appassionanti e impegnative, dovendo scovare il punto debole del nemico per avere la meglio. Certo, non si raggiungono livelli di difficoltà ostici (come tutto il resto del gioco tra l'altro), ma anche per tale motivo il divertimento è assicurato. Tuttavia, causa una ripetitività alle volte fin troppo percepibile, alcune di esse appaiono poco interessanti da portare a compimento, anche se la buona caratterizzazione degli avversari non le rende quasi mai realmente noiose. Al termine di ogni livello potremo verificare le classiche statistiche come il punteggio ottenuto, la percentuale di precisione o i soldi guadagnati. Grazie a quest’ultimi si potranno infatti comprare nuove armi e all’occorrenza potenziarne le caratteristiche.

Zombie per tutti
Fortunatamente, però, l’offerta di The House of the Dead Overkill: Extended Cut non si limita a un semplice e sragionato mirare/sparare. Da buon titolo del genere a cui appartiene, il vero fulcro del gameplay riguarda sfide, bonus, collezionabili e punteggi, compatibili con classifiche online. Completare i nove livelli in cui si suddivide l’avventura (ben due in più rispetto alla controparte per Nintendo Wii) è infatti questione di poche ore, tra le quattro e le cinque. Sarà soltanto dopo che inizierà il vero gioco! Finendo la storia una prima volta andremo a sbloccare una modalità denominate Director’s Cut in cui potremo affrontare tutti i livelli a una maggior difficoltà e in versione integrale. Tale opzione di gioco, inoltre, permetterà di cimentarsi in sfide decisamente impegnative, che vanno dal salvare tutti i civili della sequenza, al raccogliere gli oggetti collezzionabili (tracce audio, modelli 3D dei personaggi e pagine di fumetti) o finire la location senza mai morire. Una serie di minigiochi va poi a completare la “confezione”, dimostratasi divertente soprattutto se giocata in compagnia.
Insomma, le cose da fare e sbloccare sono moltissime e permettono al titolo di fregiarsi di un’ottima rigiocabilità, andando a soddisfare le esigenze di tutti, sia di coloro che cercano un prodotto divertente, immediato e facile, sia di quelli che invece cercano sfide impegnative con cui mettere alla prova le proprie abilità.
Purtroppo, tralasciando la folle trama,la giocabilità non pare discostarsi in alcun modo dal genere di appartenenza: nessuna possibilità di scelta, nessun percorso secondario e nemmeno un momento o un’ambientazione (neppure tanto ispirate) che vada in qualche modo a particolareggiare, a rendere unico, a variegare o a innovare le tradizionali (e ormai antiquate) caratteristiche dei rail-shooter pesano inevitabilmente sul giudizio finale. In ogni caso, prendendo anche atto della poca valida offerta attualmente disponibile per usufruire del PlayStation Move, il risultato raggiunto rimane senza dubbio molto apprezzabile.

Vecchio stile
Considerando la console di origine The House of the Dead Overkill: Extended Cut sfoggia un comparto tecnico ovviamente al limite della sufficienza se paragonato agli standard dei titoli per PlayStation 3. Nonostante gli sviluppatori abbiano lavorato per cercare di migliorare la veste grafica (da segnalare un buon supporto al 3D, per i pochi che ne possono usufruire), le limitate capacità tecniche della console Nintendo tornano comunque a mostrarsi anche qui, facendo notare immediatamente l’arretratezza tecnica di modelli poligonali, textures e soprattutto animazioni.
Considerazioni simili vanno fatte anche per quanto riguarda il versante sonoro, afflitto da effetti ripetitivi e talvolta nemmeno tanto convincenti. Nel complesso, affiancati a brani orecchiabili, fanno comunque la loro discreta figura. Buono il doppiaggio, purtroppo solamente in lingua inglese. Tirata d’orecchio per i sottotitoli in italiano, discretamente adattati durante i filmati, ma del tutto assenti nelle fase in-game, facendo perdere alcune battute a chi conosce poco la lingua anglosassone.
Recensione Videogioco THE HOUSE OF THE DEAD OVERKILL: EXTENDED CUT scritta da FATUM92 The House of the Dead Overkill: Extended Cut è un buon sparatutto su binari. Per poterlo apprezzare a fondo bastano tre semplici requisiti: essere adoratori del genere, essere amanti del trash e del non-sense, possedere un PlayStation Move. L’acquisto è quindi consigliato senza alcuna riserva a coloro che si ritrovano in tutte e tre le caratteristiche. Ad ogni modo, ciò non esclude anche a tutti gli altri di potersi divertire con un titolo che fa dell’immediatezza e della follia i suoi pilastri portanti, senza tuttavia dimenticarsi di garantire la giusta difficoltà a chi va in cerca di sfide lunghe e impegnative. Parlandoci chiaro: un buon modo per rispolverare il PlayStation Move.
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