Recensione di InFAMOUS: Festival of Blood

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Sucker Punch
  • Distributore:

     Sony
  • Data uscita:

     26 Ottobre 2011
- Storia simpatica
- Nuovi interessanti poteri
- Ottima atmosfera
- Un buon DLC
- Longevità e rigiocabilità troppo basse
- Alcune idee potevano essere sfruttate di più
- Rimane solo un DLC
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A cura di (Fatum92) del
Sono molte le esclusive Sony di ottima qualità. InFAMOUS 2 è una di queste. Un titolo che a modo suo tenta di offrire qualcosa di diverso senza però innovare il genere (o i generi) a cui appartiene. Lo fa con una trama sempre interessante, con una parziale libertà di scelta al giocatore, ma soprattutto con un protagonista carismatico, capace di riscrivere il personaggio del supereroe. Con due capitoli alle spalle molto apprezzati e amati da una buona fetta di appassionati, il talentuoso team Sucker Punch decide di celebrare l’arrivo di Halloween con InFAMOUS: Festival of Blood, titolo digital delivery liberamente scaricabile da chiunque. Non un semplice DLC dunque, ma un vero e proprio gioco, seppur palesemente dedicato ai fan dell’uomo elettrico. Cole vuole festeggiare in grande stile…

La storia di Zeke

Accolti dall’indimenticabile accompagnamento sonoro che chiude il secondo episodio, Festival of Blood comincia in un bar disabitato. Intento a scolarsi qualche birra vi è quell’egocentrico di Zeke che, non smentendosi nemmeno questa volta, non si farà troppi problemi ad inventare qualche storiella per fare colpo sulla ragazza appena entrata nel locale. Ed è così che la trama prende il via.
L’avventura che andremo a vivere sarà quindi la storia raccontata da Zeke, completamente frutto della sua malata immaginazione. Immaginazione nemmeno tanto straordinaria, considerando la banalità complessiva della narrazione. Senza svelarvi nulla, sappiate che Cole dovrà vedersela con vampiri, antiche leggende, paletti di legno e croci benedette, in quello che sembra un episodio uscito da serie televisive quali Buffy o Supernatural. La trama proseguirà in maniera lineare, prevedibile e senza sensazionali colpi di scena o intrecciati risvolti. Fortunatamente l’abuso dei soliti cliché non pesa più di tanto sulla qualità complessiva del plot, grazie anche ad una buona caratterizzazione dell’antagonista e all’ottima atmosfera che avvolge la vicenda.

Cole il vampiro!
Il gameplay ricalca quello visto in InFAMOUS 2, ma arricchito da nuove interessanti novità. Dopo pochi minuti dall’inizio dell’avventura Cole verrà infatti infettato da un vampiro di cui preferiamo non rivelarvi nulla. Avrà tempo fino all’alba per evitare di divenire uno dei tanti sudditi di questo perfido e potente nemico. Nella pratica ciò significa che oltre ai soliti poteri elettrici potremo fare affidamento anche sulle spettacolari capacità di un vampiro. Le nuove abilità sono poche, ma inevitabilmente donano nuova linfa vitale alla giocabilità, impreziosendola con alcune trovate assolutamente meritevoli di attenzione. Il gamaplay tenta in ogni modo di regalare un’esperienza il più possibile simile a quella del gioco ufficiale. Dalla schermata di pausa agli obiettivi secondari, dallo stile comics della narrazione alle missioni principali, tutto è studiato per fare credere al giocatore di trovarsi alle prese con un titolo completo. La natura free-roaming non verrà quindi snaturata: gironzolare liberamente tra le strade di una New Marais in festa alla scoperta di vasi contenenti sangue (utili per accrescere alcuni parametri) o di glifi nascosti sulle pareti (che sostituiscono in maniera originale le registrazioni audio degli episodi principali) risultano però l’unica reale offerta all’infuori della storyline.
Quest’ultima appare nel complesso ben realizzata. Le missioni, accessibili in qualsiasi momento, si dimostrano abbastanza diversificate e divertenti, con combattimenti decisamente più impegnativi di quelli affrontati in InFAMOUS 2. Pur presentandosi con poche varianti, i nemici dispongono di attacchi capaci di mettere spesso in difficoltà, soprattutto quando si presentano in numero elevato. All’opposto Cole può fare affidamento, oltre che sugli utilissimi colpi corpo a corpo, sui poteri elettrici; purtroppo non tutti sono presenti ed è impossibile scambiarli come nel gioco originale, vengono automaticamente sostituiti una volta sbloccati. Tuttavia, come già detto, le abilità da vampiro rendono il tutto più fresco e appagante. Insomma: se da una parte i combattimenti perdono qualcosa, dall’altra si aprono nuove possibilità, con risultati in termini di divertimento e coinvolgimento del tutto simili a quelli della produzione maggiore. Inoltre i nuovi poteri risultano ancor più utili nelle fasi esplorative, rese molto interessanti dalle buone idee degli sviluppatori.

Solo un DLC?
Finora abbiamo elogiato gli aspetti vincenti di questo piccolo prodotto, capace di divertire e coinvolgere grazie a una trama spassosa, a buoni combattimenti, a un mix di nuovi e vecchi poteri, all’atmosfera notturna di New Marais e ad alcune idee originali. Purtroppo però bisogna inevitabilmente fare i conti anche con alcune mancanze che ridimensionano negativamente l’esperienza complessiva. Innanzitutto Festiva of Blood pecca di presunzione. Quello che vuole spacciarsi per un gioco a sé stante alla fine si dimostra soltanto un buon DLC e basta. Quando, al momento dell’appello, elementi come le scelte morali o missioni secondarie degne di tale nome non si presentano, è scontato il sopraggiungere di un pizzico di delusione. Tuttavia, proprio mentre si è disposti a chiudere un occhio su questi piccoli difetti, Festival of Blood dà la stangata finale gettandoci precocemente addosso i titoli di coda. Il vero problema del titolo, infatti, è rappresentato da una longevità imbarazzante. Evitando di dedicarsi agli obiettivi secondari, la quest principale dura all’incirca un’ora e mezza scarsa: un po’ pochino, ne converrete. Oltre a questo, a rendere ancora più amaro il sapore lasciatoci in bocca dalla portata principale, si aggiungono i piatti secondari, che si limitano a fare da semplice contorno. Molti di essi appaiono come mere sfide fine a sé stesse, valide solo per guadagnare qualche trofeo in più, ma inutili a fini strettamente ludici. L’errore più grave è costituito dalla totale mancanza di reali missioni secondarie, riducendo il tutto a un superfluo potenziamento di abilità e poteri o sbloccaggio di trofei.
Le uniche cose interessanti da fare riguardano la ricerca dei collezionabili, ovvero i già precedentemente accennati vasi e le registrazioni audio (glifi). Quest’ultimi in particolare riescono ottimamente nell’intento di immedesimare il giocatore nell’atmosfera e nella vicenda, grazie ai racconti folli del cattivo di turno, davvero ben caratterizzato.
Da far notare poi la possibilità di giocare e creare missioni grazie all’editor di InFAMOUS 2, scelta che va in aiuto della bassa rigiocabilità, e il supporto al PlayStation Move, in verità non particolarmente sfruttato (solo per mirare), rendendo il tradizionale pad indiscutibilmente più comodo.

La notte dei morti viventi
Tecnicamente InFAMOUS: Festival of Blood propone la medesima qualità del fratello maggiore. Ciò su cui vale la pena concentrarsi è la realizzazione di New Marais, completamente rivista dal team. Passeggiare nei vicoli o arrampicarsi sui palazzi della cittadina sarà quindi un’esperienza famigliare, ma allo stesso tempo diversa, con folle di persone per le strade a festeggiare e fare baldoria, gente in costume, musica, vampiri dalle sembianze umane, fuochi d’artificio; il tutto con un’enorme luna a contemplare la scena. Un’atmosfera semplicemente perfetta per festeggiare Halloween.
Positivo anche il comparto audio, con un doppiaggio in italiano di buona fattura, effetti sonori puliti, vecchie musiche, e nuovi brani fondamentali per enfatizzare il clima tenebroso che circonda la città.
Recensione Videogioco INFAMOUS: FESTIVAL OF BLOOD scritta da FATUM92 Sucker Punch ha voluto strafare confezionando un prodotto che a conti fatti si dimostra un buon DLC, ma che fallisce nel tentativo di voler essere quello che non è, ossia un titolo completo. La trama è completamente slegata dagli eventi della serie e, pur rifacendosi volutamente ai classici stereotipi del genere horror, funziona, lasciandosi piacevolmente seguire dall’inizio alla fine. Di suo, la giocabilità, grazie principalmente a nuovi poteri, raggiunge in pieno lo scopo prefissato, ovvero quello di divertire; segno di come gli sviluppatori abbiano lavorato per evitare che Festival of Blood divenisse la brutta e corta copia di InFAMOUS 2. I contenuti ci sono, così come le idee, purtroppo però non tutte sono state sfruttate fino in fondo, lasciando la sgradevole sensazione che si potesse fare tanto di più. Inoltre la longevità bassissima, molto meno di due ore per la storyline, che si sommano a un’altra oretta e mezza necessaria al completamento delle poche e spesso noiose attività secondarie, non gli permettono di raggiungere l’eccellenza. La scelta di dare la possibilità a chiunque, indipendentemente da chi possieda InFAMOUS 2 o no, di divertirsi con Cole è comunque apprezzabile. Gli utenti più coraggiosi che non hanno ancora avuto modo di provare le avventure dell’uomo elettrico potrebbero valutare attentamente l’acquisto, consci però di spendere circa dieci euro in cambio di un piccolo assaggio destinato a esaurirsi in uno o due giorni di gioco. Ai fan più accaniti, invece, Festival of Blood va senza dubbio consigliato, nel quale troveranno un simpatico e divertente modo di festeggiare Halloween in compagnia del loro eroe. Viceversa invitiamo tutti gli altri a pensarci due volte prima di propendere per l’acquisto, ma se la scarsa longevità e i vampiri non vi spaventano, il viaggio in una “terrificante” New Marais potrebbe comunque fare al caso vostro…
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