Recensione di Resident Evil 4 HD

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Survival horror
  • Sviluppatore:

     Capcom
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Parlato inglese, testi a schermo in italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     20 - 27 Settembre 2011
- Mira e sparo con i dorsali
- Contenutisticamente completo
- Nessuna miglioria tecnica
- Sottotitoli originali
- Prezzo elevato
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A cura di (andymonza) del
Nel panorama sempre più vasto dei remake HD, Resident Evil 4 è stato a lungo atteso: nonostante le controversie che ne accompagnarono il rilascio, che segnava il passaggio dello stile della saga da puro survival horror ad uno stampo decisamente più action, il titolo è infatti rimasto nei cuori di moltissimi appassionati. L’atmosfera malsana del villaggio di El Pueblo, le indimenticabili boss fight ed il mercante d’armi sono diventati veri e propri meme della videoludica, confermando il grande impatto che la produzione ha avuto nel corso della sua generazione, con effetti che si sono spinti sino a quella successiva.
Capcom propone oggi la Resident Evil Revival Selection, ovvero la rimasterizzazione in HD di Resident Evil 4 e Resident Evil: Code Veronica, venduti separatamente su XBox Live e Playstation Network al non indifferente prezzo di 1600 Microsoft Point o 19,99 euro. A chi se lo fosse perso anni fa, consigliamo già sin d’ora l’acquisto immediato, e, perché no, la rilettura della nostra recensione originale per piattaforma Game Cube, che trovate qui.

Infected Amarcord
Gli action/shooter in terza persona, oggi così diffusi, trovano qui gran parte delle loro radici. Esplorando i molti anfratti del villaggio di El Pueblo e le successive ambientazioni, i deja vu saranno moltissimi e non solo legati al titolo in oggetto: le sue influenze su molti sparatutto odierni risultano infatti oggi ancor più evidenti.
Nonostante i sette anni abbondanti intercorsi tra il rilascio ed oggi, Resident Evil 4 è ancora un titolo giocabilissimo, in grado di regalare brividi ed esaltazione in egual misura: lo straordinario traguardo raggiunto da Capcom è stato infatti quello di bilanciare adeguatamente i momenti in cui si devono centellinare le pallottole – molto ridotti rispetto ai precedenti capitoli, ma ancora presenti – e quelli in cui invece si avanza ad arsenale spianato, aprendosi letteralmente la strada tra i Ganados.
Unico vero ostacolo alla fruibilità sono oggettivamente i controlli: per quanto la possibilità offerta da questa Selection di mirare e sparare con i due dorsali giunga gradita ed in linea con le produzioni più recenti, il layout antiquato e la legnosità dei movimenti del personaggio non rendono il mix piacevole e comodo da utilizzare. Stesso può dirsi della necessità di accedere al menu per cambiare arma, operazione davvero scomoda quando ci si trova accerchiati dai nemici. Si tratta di ostacoli non certo insuperabili, ma di cui tenere comunque conto.
Altro eccezionale pregio del titolo era senza dubbio la capacità di valorizzare l’esplorazione, non fine a sé stessa, ma enfatizzata sia dalla volontà di potenziare l’arsenale e sbloccare le armi segrete – operazioni possibili grazie agli indimenticabili mercanti d’armi – sia dalla necessità di proseguire nell’avventura stessa, la quale porta il giocatore a dover battere con cura ogni angolo degli intricati livelli.
Gli scontri con i nemici riescono ad essere tesi ed impegnativi, per quanto i Ganados non dispongano di armi troppo complicate: falcetti, forconi, bottiglie molotov ed altri rudimentali strumenti riescono comunque a mettere in difficoltà il giocatore, grazie alla capacità degli avversari di lanciarsi in maniera animalesca contro il protagonista, scandendo l’incedere con un ritmo molto più frenetico rispetto a quello concesso dagli zombie dei precedenti capitoli. Non manca naturalmente una massiccia componente narrativa, ricca di intrigo e misteri che avvolgono la setta dei Los Illuminados e l’origine delle terribili Plagas.
Peccato che l’ottima qualità del mix ceda un po’ nella seconda parte dell’avventura, facendo scricchiolare le solide basi con ambientazioni meno ispirate e un ritmo action a tratti esagerato. Del resto, di titoli d'azione in grado di durare 15 ore abbondanti non se ne fanno praticamente più, si tratta dunque di un difetto ampiamente compensato dalla ricchezza dell’offerta.

Trapiantato
Per la riedizione di un titolo tanto importante per l’evoluzione dell’intero media videoludico ci si sarebbe aspettata grande cura da parte di Capcom. Pochi minuti basteranno invece per rendersi conto di quanto grossolanamente il lavoro sia stato affrontato: nessun filtro aggiuntivo o miglioramento delle texture è stato applicato, limitando il riadattamento ad un upscaling selvaggio per raggiungere i 1080p. A fronte di bordi nettamente più definiti, le texture hanno naturalmente subito un impastamento evidente anche da notevole distanza. Persino il frame rate tende a vacillare durante le sequenze più ricche di effetti, come l’indimenticabile boss fight contro il boss Del Lago, ed i sottotitoli si presentano ancora nella loro sbiadita forma originale. Recenti collection HD hanno dimostrato come pochi ritocchi e qualche sostituzione di texture possano davvero attualizzare grafiche anche obsolete, ma sembra che Capcom abbia scelto la via più semplice, trapiantando letteralmente il gioco originale nell’era dell’alta definizione.
Fortunatamente, dal punto di vista dei contenuti il gioco si presenta completo: Trofei ed Obbiettivi sono stati aggiunti, così come la mini avventura dedicata ad Ada Wong, Separate Ways, e la modalità Mercenari.
Recensione Videogioco RESIDENT EVIL 4 HD scritta da ANDYMONZA Il giudizio espresso da questa recensione, così come il suo voto, sono da considerarsi come originati dall’analisi della qualità della rimasterizzazione: il suo giudizio su Resident Evil 4 Spaziogames lo diede già a suo tempo, e potete tutti trovarlo qui.
Purtroppo il lavoro di Capcom lascia davvero a desiderare: upscaling selvaggio del motore grafico ed una manciata di obbiettivi e trofei sono davvero un misero omaggio ad un titolo entrato di diritto nella storia del videogioco. L’esborso, non indifferente, vale la pena affrontarlo solo ed esclusivamente se doveste esservi persi l’originale e, naturalmente, non doveste avere più a disposizione le console sulle quali venne rilasciato.
Solo in questo caso la Revival Selection farà per voi, permettendovi di recuperare una pietra miliare del genere. Tutti gli altri non hanno davvero nessun motivo per prendere in considerazione questa magra riedizione.
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