Recensione di Tom Clancy's Splinter Cell Trilogy HD

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Ubisoft
  • Distributore:

     Ubisoft
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     Disponibile dal 23 Agosto 2011
6.5
Voto lettori:
10
- Mission design ancora ottimo
- C'è il supporto alle TV 3D
- Doppiaggio favoloso
- Fluidità molto criticabile
- Scarsa ottimizzazione generale
- Eliminato del tutto il multiplayer
A cura di Gianluca Santilio (musehead) del
Che il buon giocatore conservi gelosamente i ricordi dei videogame che più lo hanno appassionato è cosa risaputa, proprio come il fatto che le case di software siano ben liete di concedergli di riassaporare quelle vecchie emozioni, ovviamente dietro adeguato compenso. Non c'è da sorprendersi, dunque, che da tempo ogni compagnia abbia escogitato più maniere di rinfrescare i propri classici, Ubisoft compresa, la quale per Splinter Cell ha scelto la strada del soft-remake, tanto di moda di questi tempi. 

Lo spumante è per l'anno prossimo 
Già, perché la prima cosa che verrebbe da pensare è che siano passati dieci anni dall'avvento di Sam Fisher, ma andando a spulciare la data di pubblicazione dello Splinter Cell originale ci s'imbatte in un Novembre 2002. Questa collezione, in realtà, si pone soprattutto l'obiettivo di sfruttare la corrente moderna del porting con miglioramenti, proprio come l'equivalente trilogia di Prince of Persia pubblicata all'inizio di quest'anno dalla stessa casa francese, per inserirsi nella collana Classics HD disponibile sul servizio digitale Sony. Si prendono gli episodi della vecchia generazione di console, si portano fino a 1080p e si offrono ad un prezzo ridotto per la gioia del giocatore così come del publisher, che può fare tutto ciò affrontando costi di sviluppo molto contenuti. La Tom Clancy's Splinter Cell Trilogy HD porta le prime tre uscite della serie sulla Playstation 3 con episodi acquistabili anche separatamente sul PSN, una buona notizia per chi ha intenzione di recuperare esclusivamente le avventure che si è perso, mentre gli altri potranno attendere l'edizione su disco in arrivo a breve.

L'uomo “nuovo” dello stealth 
Le virgolette sono d'obbligo, perché Sam Fisher non è un ragazzino: nato nel 1957, la sua carriera è un tripudio di operazioni militari di successo in giro per il mondo, al punto che la neonata organizzazione segreta americana per la sicurezza, Third Echelon, ha voluto proprio lui come prima scelta. Sarà una “splinter cell”, ovvero un'entità che opererà in solitaria affidandosi alle indicazioni, spesso centellinate, comunicate dal quartier generale che metterà a disposizione anche il meglio della tecnologia militare.
La prima operazione, che costituisce la sceneggiatura dell'originale Splinter Cell, si svolge prevalentemente nell'area caucasica, dove il (fittizio) leader della nazione georgiana, in rapida ascesa economica, sembra covare piani che preoccupano l'intelligence americana. Purtroppo, i due agenti mandati in avanscoperta hanno bruscamente interrotto le comunicazioni e toccherà proprio a Fisher recarsi sul luogo e far luce sull'accaduto, non potendo che imbattersi in una pericolosa cospirazione internazionale con elevate possibilità di scatenare una guerra. 
Splinter Cell: Pandora Tomorrow, invece, parte da molto più lontano, precisamente Timor Est, uno Stato divenuto indipendente da pochi anni ed adiacente all'Indonesia, con la quale i rapporti politici sono estremamente ostili. L'ONU, e quindi gli Stati Uniti, sono dalla parte di Timor Est e per questa ragione l'ambasciata americana di Dili è stata presa d'assalto dalle milizie indonesiane capitanate da un tale Sadono, una sorta di eroe popolare. L'intervento di Fisher partirà dalla liberazione dell'ambasciata per continuare in un tour di suggestive ambientazioni esotiche nel tentativo di scongiurare la terribile minaccia di un'arma biologica. 
In Chaos Theory, infine, la crisi si sposta ancora più ad Oriente: Corea del Nord e Giappone sono nuovamente ai ferri corti e neppure la Cina si sente tranquilla. Le preoccupazioni derivano dalla supposta violazione da parte dell'esercito nipponico dell'articolo 9 della costituzione post-bellica, che impone al Giappone di non poter costituire una forza militare capace di intervenire al di fuori dei confini nazionali. In virtù della strettissima partnership commerciale, gli Stati Uniti si schierano immediatamente al fianco del popolo giapponese, ma toccherà ancora a Third Echelon ed al suo agente migliore indagare e venire a capo di questa delicatissima tensione. 
Ogni avventura prevede dalle otto alle dieci missioni dalla durata generosa. 

Molto occidentale 
Quando si cominciò a sentir parlare di Splinter Cell, in molti si attendevano un emulo di Solid Snake, poi le cose evolvettero in maniera molto diversa da Metal Gear Solid. Se lì c'era il giapponesissimo Hideo Kojima a stendere la sceneggiatura, con tutto il carico di ammiccamenti alla cultura manga/anime della sua terra, qui troviamo la prestigiosa firma di Tom Clancy, celebre autore statunitense che ha fatto della fantapolitica la sua specialità. Ogni vicenda è un abile mix di riferimenti a fatti realmente accaduti e situazioni di pura invenzione, con svolgimenti perlopiù localizzati in luoghi remoti di cui il giocatore medio sa poco o nulla. La forte credibilità degli avvenimenti giova enormemente al fattore di coinvolgimento ad anche il gameplay segue la stessa linea: Sam Fisher rimane un agente straordinario ma non un supereroe, di conseguenza le azioni che può compiere contemplano una rosa di possibilità spettacolari ma verosimili. Parafrasando un dialogo in Chaos Theory: “Ma dopo tre allarmi la missione salta?”, “Sam, non siamo mica in un videogioco!”. 
Le meccaniche alla base di Splinter Cell si configurano come appartenenti al genere stealth e possono risultare spiazzanti per un giocatore poco determinato. Qui, infatti, non ci vengono consegnate istruzioni precise, bussole che indicano sempre la direzione da prendere e congegni che monitorano ininterrottamente l'ubicazione ed il campo visivo dei nemici: Sam Fisher può contare solo sul buio, sul fisico e qualche arma che è sempre meglio non toccare, mentre l'approccio all'obiettivo è solitamente da improvvisare. Se è pacifico che ciò possa rendere ostici alcuni passaggi, bisogna dare atto agli sviluppatori di aver previsto soluzioni multiple per alcune situazioni che, salvo in caso di esigenze particolari, potranno essere risolte secondo l'attitudine del giocatore. 
Avanzando dal primo Splinter Cell fino a Chaos Theory si può rivelare un progressivo ammorbidimento della difficoltà, sia grazie a nemici più “tolleranti” (ma non più stupidi) che a controlli ottimizzati, ma aumentano anche le indicazioni via radio. Apprezzabilissimo il mission design, capace di offrire una sorprendente varietà di situazioni, avvalendosi di scenari dal carattere radicalmente differente e problematiche peculiari. 

Tempus fugit 
Nonostante il gameplay di questa saga sia tutt'oggi molto valido, si avverte l'età del concept. Sia ben chiaro che non si tratta di un difetto, semmai di sensazioni sopite che ritornano a galla, quelle dei tempi in cui per superare una sezione bisognava davvero riflettere col rischio di non cavare comunque un ragno dal buco. Ripercorrendo gli Splinter Cell potreste sentire un po' di ruggine fra i neuroni e qualche ingerenza dopo l'ennesimo fallimento, ma chi pazienterà per qualche ora per ricalibrarsi alle esigenze del programma ne trarrà grosse soddisfazioni. 
Brutti difetti, invece, ce li ha il reparto tecnico. In tutta franchezza, il primo impatto con questa collection è sconfortante, soprattutto per chi partirà dal capostipite della serie, e tradisce un disinteresse quasi totale verso l'ottimizzazione. Presentazione e filmati di intermezzo sono vistosamente sgranati, ma è il dazio da pagare alle TV in alta definizione; assai meno comprensibile è il mancato riadattamento delle schermate dei menu al formato 16:9, che le fa apparire fastidiosamente schiacciate. Si poteva evitare, eccome, ma ancora più incomprensibile è la scattosità generale della grafica: altro che 60 frames al secondo, spesso bisogna accontentarsi di un terzo! Paradossalmente, l'aggiornamento dello schermo migliora con Pandora Tomorrow e, soprattutto Chaos Theory, che vantano un dettaglio considerevolmente maggiore, ma rimanendo parecchio criticabile per le possibilità di una Playstation 3, la cui programmazione dell'hardware non dovrebbe essere un mistero per una delle compagnie più competitive al mondo. A tutto ciò bisogna aggiungere gli inestetismi congrui a titoli vecchi dai nove ai sei anni, quindi texture sgranate, animazioni talvolta approssimative e ambienti ogni tanto troppo spogli. La Ubisoft è intervenuta in alcuni casi sostituendo qualche tessitura, ottenendo miglioramenti molto timidi, anzi, il contrasto tra il vecchio e il nuovo appare piuttosto evidente se non inopportuno. Questa riedizione prevede il supporto alle televisioni 3D, ma i problemi illustrati non creano certo i presupposti ideali per goderselo. 
Ciò che non invecchierà mai è la strepitosa voce di Luca Ward nel doppiaggio di Sam Fisher: carismatica, affascinante e capace di conferire spessore ad un personaggio dalla personalità non travolgente. Valido anche il resto dell'audio, dalle altre voci all'accompagnamento musicale, assente (giustificato) per la quasi interezza dell'azione per poi entrare di prepotenza nei momenti più concitati, ma sempre con molta qualità, non casuale considerando che le colonne sonore vantano firme come quella di Jesper Kyd o Jack Wall. 

Tutti insieme... separatamente! 
Abbiamo già accennato alla possibilità di acquistare singolarmente questi tre episodi. Sarebbe stato molto bello, tuttavia, se gli sviluppatori si fossero impegnati per dare un senso di uniformità a questa collection. Ognuno di questi Splinter Cell è molto simile agli altri, ovviamente, ma tutti hanno aggiunto qualcosa alla formula originale, come ad esempio nuove movenze, collisioni migliorate o più evolute intelligenze artificiali, e sarebbe stato molto gradito se questi progressi fossero stati condivisi anche dagli episodi più anziani, cosa che non è invece avvenuta. Molto più importante sarebbe stato uniformare l'interfaccia che soffre di una differente mappatura dei controlli: si tratta per fortuna di cambiamenti minori, ma ognuno dei tre capitoli vi costringerà a ridefinire un po' le vostre abitudini. 
Tutti e tre offrono una novità per chi li aveva giocati in formato console: la presenza del salvataggio/caricamento rapido che permette di salvare la situazione nel momento in cui preferiamo, il che tradisce la derivazione PC di questo remake e rende meno drammatiche le missioni più impegnative.
Spariscono, invece, tutte le possibilità di gioco online adottate da Pandora Tomorrow in avanti, rivoluzionarie all'epoca e molto meno oggi, ma non è certo un buon motivo per disfarsene!
Recensione Videogioco TOM CLANCY'S SPLINTER CELL TRILOGY HD scritta da MUSEHEAD I cultori di Splinter Cell troveranno probabilmente poco di seducente in questa Trilogy HD considerando la superficialità con cui è stato operato il remake, che si potrebbe quasi considerare una conversione. Rimane tuttavia la granitica qualità di tre pilastri del genere stealth, che vantano ancora oggi un mission design di valore, meritevoli di essere riscoperti da chi non teme una sfida impegnativa. Chi può, dovrebbe comunque valutare se con la stessa cifra richiesta per l'acquisto, se non meno, non sia meglio puntare sul recupero delle uscite originali da giocare romanticamente sulla propria vecchia console.
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    Numero commenti: 43
  • peppino666
    Livello: 1
    898
    Post: 161
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    I giochi sono dei capolavori assoluti ma la collection non è fatta per niente bene!
  • lucacss
    Livello: 5
    13852
    Post: 1642
    Mi piace 3 Non mi piace -1
    Fu un gran gioco per l'xbox.. Cmq da prendere anche x ps3
  • lucacss
    Livello: 5
    13852
    Post: 1642
    Mi piace 1 Non mi piace 0
    Fu un gran gioco per l'xbox.. Cmq da prendere anche x ps3
  • Hokuto_No_Ken
    Livello: 0
    -87
    Post: 7
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    Io credo invece che sia bello rigiocarci, o giocarci addirittura per la prima volta,nonostante non abbia una grafica fotorealistica alla Human revolution per fare un esempio, credo che la struttura del gioco sia ancora avvincente nonostante gli anni passati, dopo tutto Sam Fisher i capelli bianchi li ha sempre avuiti :-).
  • alexcol4444
    Livello: 1
    -46
    Post: 12
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    peccato che non ci sia il multiplayer seno sarebbe un bel gioco
  • Tho555
    Livello: 3
    30
    Post: 17
    Mi piace 5 Non mi piace 0
    Io penso che questo titolo sia un ottimo acquisto per tutti coloro che possiedono una PS3 e si sono persi la trilogia old-gen, mentre chi ha già giocato questi titoli in versione originale, può tranquillamente sorvolare sull'acquisto. Per quanto riguarda la qualità, certamente si poteva fare qualcosa in più per far rivivere la saga di Sam in tutto il suo splendore, magari aggiungendo missioni o modalità extra o contenuti bonus, ma a quanto sembra ci si dovrà accontentare.
  • seby88
    Livello: 7
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    sapete se uscirà la versione per 360?
  • alucard81
    Livello: 7
    4086
    Post: 1510
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    peccato, più cura sarebbe stata gradita, comunque visto che costa poco e non ho più quelli vecchi li riprendo volentieri.
    peccato per il multiplayer rimosso, avrebbe siucuramente aumentato la longevità.
  • LorenzoFi...
    Livello: 3
    55
    Post: 38
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    Allora è il caso che provi Chaos Theory prima, sicuramente non ti piacerà perchè non è un action game che fa finta di essere stealth.
  • tuttohd
    Livello: 1
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    Post: 116
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    io a conviction do voto 10 e lode
  • tuttohd
    Livello: 1
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    Post: 116
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    eliminato tutto il multiplayer? dovrebbero farlo con tutti i giochi.
  • supermario96
    Livello: 6
    1376
    Post: 1894
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    Che delusione! La saga di splinter cell ormai è proprio morta. Non bastava quello schifo di double agent o quel comune sparatutto di conviction, dovevano anche fare un remake col c*** per completare l'opera. Ubisoft si è bevuta il cervello! Ormai si concentra solo su quello schifo di Assassin's Creed e basta.
  • GameRockerxx95
    Livello: 1
    62
    Post: 57
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    Originariamente scritto da JakDaxAle
    Detesto Ubisoft...ormai non sta facendo più nulla di impegno, solo per farsi i soldi e basta, vedi PoP, Rayman ecc. fate un minimo di cose fatte bene cavolo, stessa fine dei PoP collection, veramente venuta male, ci vuole tanto? SCE con le roco collection HD per adersso hanno fatto delle cose veramente fatte benissimo! Stessa cosa con Tomb Raider i Cristal Dinamics, Ubisoft in questa gen mi sta sempre più deludendo...


    non è mica facile creare giochi perfetti...con un semplice schiocco di dita
  • liam14
    Livello: 2
    304
    Post: 100
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    Adoro splinter cell ma la collection non mi convince molto... Solo i primi tre episodi (ottimizzati alla meno peggio) senza alcun extra e pure senza il multy... aspetterò il calo del prezzo e magari un nuovo episodio decente...
  • GaF
    Livello: 6
    189
    Post: 28599
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    Probabilemente recupererò la collection tra qualche tempo, al momento altri titoli hanno la priorità su SC .
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