Recensione di Bleach: Soul Resurrecciòn

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     SCE Japan Studio Racjin
  • Distributore:

     Namco Bandai
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     1 Settembre 2011
- Ottima realizzazione tecnica dei personaggi
- Gameplay divertente
- Monotono
- Scarsa offerta ludica
- Modalità storia mal sfruttata
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A cura di (drleto) del
Grazie all’avvento dell’attuale generazione di console, gli amanti di anime, o più in generale di animazione, si sono trovati di fronte all’avverarsi dei loro sogni più reconditi. La potenza grafica delle console Microsoft, Sony e Nintendo è riuscita infatti a restituire un aspetto estetico assolutamente stupefacente, del tutto similare alla controparte televisiva. In questo modo i videogiocatori si sono spesso ritrovati ad essere attori protagonisti nelle vicende che tanto hanno amato, e non semplici spettatori. Namco Bandai con Bleach: Soul Resurrección proporrà a tutti gli amanti della serie di Tite Kubo le avventure di Ichigo Kurosaki e compagni, a partire dal termine della saga della Soul Society.

Dynasty
A differenza di quanto si possa pensare, la parte fondamentale di Bleach: Soul Resurrección non risiede nella modalità campagna, ma nella modalità Missione e nella Soul Attack, le uniche due scelte utili per cercare di migliorare i protagonisti, in modo da poter sopravvivere agli obiettivi più complessi che vi troverete ad affrontare.
A frenare il godimento della modalità storia arriva, infatti, tutta una serie di incomprensibili scelte di design che, al posto di arricchire il prodotto Namco Bandai con cut scene prese di peso dall’anime, riferimenti al fumetto o quant’altro, presenta 14 missioni di lunghezza variabile tra i 5 ed i 10 minuti, troppo simili tra di loro, sia nell’aspetto che nel level design. Come se non bastasse queste sono introdotte semplicemente da un breve testo che dovrebbe fare da collante tra un capitolo e l’altro e sono sviluppate intorno ad una struttura lineare, con banali corridoi pieni zeppi di nemici tutti uguali da affrontare, inframmezzati da sezioni intermedie con avversari di dimensioni superiori. Il tutto terminerà con spettacolari boss battle, incapaci però di veicolare e trasmettere, a differenza di quanto succede nella serie televisiva e nel manga, le emozioni, la drammaticità e la forza degli scontri di un cast di personaggi molto vario e spettacolare. Tutti coloro che non conoscono alla perfezione l’opera in oggetto, si troveranno dunque spaesati nell’affrontare i vari Grimmjow o Barragan, dato che non avranno idea delle motivazioni, del passato o dei legami di questi personaggi.
A dispetto della monotonia del gameplay, grazie alla sua semplicità ed immediatezza, il sistema di combattimento è sufficientemente reattivo e divertente per consentire lunghe sessioni di accumulo di Soul Point, senza annoiarsi. Quadrato sarà deputato ai colpi normali, mentre triangolo farà partire mosse capaci di consumare il Soul Meter. Con cerchio consumeremo completamente questa barra per una spettacolare mossa speciale (solitamente diversa se eseguita in aria o coi piedi per terra) e con X eseguiremo un salto. I due bumper del pad saranno delegati ad agganciare i nemici o ad effettuare una parata, mentre i grilletti ci consentiranno di eseguire uno scatto o di attivare la modalità Ignition, anticamera dell’attacco finale, diverso per ognuno dei vari personaggi, ma con in comune una potenza devastante. Questo set di controlli accomunerà tutti i personaggi, con leggere differenze a seconda della velocità di ognuno di essi o la propensione per gli attacchi a corto o a lungo raggio. Alla fine di ogni quadro, anche in caso di sconfitta, verranno assegnati al personaggio utilizzato i punti anima accumulati, necessari per accrescerne le capacità, aumentando la potenza d’attacco, la difesa, la salute e così via. All’interno della scacchiera utilizzata per salire di livello, potremo incontrare caselle che andranno a sbloccare ulteriori personaggi, mentre alcune sezioni saranno bloccate da determinati requisiti, che vi spingeranno ad utilizzare più di un protagonista e non a concentrarsi ad esempio solo su Ichigo.

Missioni
L’anima alla Dynasty Warriors risulta più evidente nelle 28 missioni di difficoltà crescente di cui è arricchito il gioco. Sarà impensabile, infatti, terminarle tutte con un unico playthrough, dato che i protagonisti saranno inizialmente ben lungi dal possedere la potenza per affrontare ad esempio altri due personaggi principali contemporaneamente, magari senza poter utilizzare il salto o la barra dell’Ignition. A complicare le cose, infatti, nonostante una struttura dei livelli ed una fauna sfortunatamente troppo simile a quella della storia, verranno inseriti degli handicap in grado di dare maggior pepe alla sfida. In questo modo ripetere più volte una stessa missione sarà utile per raggiungere il livello necessario per affrontare la sfida, ma a volte, per poter accedere a nuovi poteri con un personaggio sarà necessario portare ad un determinato livello un altro, attivando un meccanismo che spingerà l’appassionato ad affrontare più volte la stessa sessione per terminare il gioco in maniera agevole.
Completate almeno 11 missioni si sbloccherà il Soul Attack, modalità nella quale potrete competere con altri giocatori tramite leaderboard online. L’offerta ludica si chiude qui, con la possibilità di visionare il materiale sbloccato durante la partita o gestire la crescita dei vari personaggi.

Bello ma…
Gli amanti della serie troveranno in Bleach: Soul Resurrección tutti i personaggi preferiti, ottimamente animati e caratterizzati, valorizzati oltretutto da diversi effetti speciali in grado di rendere spettacolari i vari combattimenti e soprattutto le mosse finali. Sfortunatamente ai protagonisti si affiancano tutta una serie di avversari piuttosto anonimi, troppo simili tra di loro e poco reattivi, oltre che fondali spogli e monotoni. Come se non bastasse i pochi oggetti distruttibili dello scenario a volte metteranno in crisi il frame rate, altrimenti molto costante.
Buone le musiche ed il doppiaggio, sia in lingua giapponese sia in inglese; peccato non siano presenti molti filmati presi dall’anime, nei quali le voci potessero risaltare.
Difficile valutare la longevità: l’offerta ludica è infatti piuttosto scarsa, con 14 capitoli per la storia, 28 missioni ed una manciata di Soul Attack, ma la difficoltà di queste ultime spingerà coloro che si faranno prendere da Bleach: Soul Resurrección a passare molte ore sul prodotto.
Recensione Videogioco BLEACH: SOUL RESURRECCIÒN scritta da DRLETO Bleach: Soul Resurrección è un titolo dedicato ai fan dell’anime dello Studio Pierrot. La modalità storia non fa sconti a coloro che non conoscono per intero le vicende, presentando una successione di scontri piuttosto frammentaria, mentre le altre missioni saranno troppo simili e monotone per suscitare qualsivoglia interesse. Un sistema di combattimento piuttosto divertente ed un cast di personaggi carismatico consentono al titolo Namco Bandai di poter risultare appetibile anche coloro alla ricerca di un prodotto dal forte impianto musou.
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