Recensione di Alien Breed 3: Descent
PS3

Copertina Videogioco
  • Genere:

     Action-Adventure
  • Sviluppatore:

     Team 17
  • Costo:

     8,99 €
  • Data uscita:

     Disponibile
6.5
Voto lettori:
N.P.
- Valido come scacciapensieri
- Molto divertente in cooperativa
- Da evitare se avete giocato i prequel
- Molto ripetitivo
- Narrazione incomprensibile
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A cura di Niccolò Longoni (Zartas) del
Tutti i team di sviluppatori possono fregiarsi di avere una qualche creazione di cui vanno particolarmente fieri o mediante la quale si sono fatti conoscere al grande pubblico dell’universo videoludico: se i developers di cui parliamo sono quelli di Team 17, non è difficile ricondurre al loro nome quella gallina dalle uova d’oro che è il brand di Worms. Benché i rosei vermetti siano un trademark davvero celebre, bisogna altresì riconoscere come anche la serie di Alien Breed sia riuscita a ritagliarsi uno spazio nella nicchia dei titoli disponibili via digital download. Dopo Alien Breed e Alien Breed 2: Assault, titoli incentrati sulla sempreverde formula dello sparatutto con visuale isometrica, il terzo e conclusivo capitolo Alien Breed 3: Descent si presenta come l’episodio conclusivo della serie

Fumose vicende nello spazio
Quando ci si trova pad alla mano a giocare un sequel, non è mai facile immergersi a pieno nel mondo di gioco e comprendere le vicende dei capitoli precedenti, a meno che gli sviluppatori non abbiano introdotto una qualche sorta di riassunto degli eventi passati, come fatto ad esempio da BioWare nelle sue recenti produzioni. Benché il background narrativo non sia certo di assoluta importanza, è altresì vero che i pochi fumetti presenti nell’introduzione di Alien breed 3: Descent danno al giocatore davvero pochi indizi per capire che cosa stia accadendo nel mondo di gioco. Certo è che il giocatore prenderà i panni di Theodore J.Conrad, un ingegnere che farebbe impallidire Isaac Clarke per quanto riguarda fermezza di nervi e capacità belliche: in breve, vi ritroverete su una nave spaziale prossima a precipitare e infestata da forme di vita aliene, mentre una cyborg (con cui presumibilmente avete condiviso le avventure dei capitoli precedenti) folle sembra aver perso il controllo e essere intenzionata a trasformarvi in spezzatino. La causa di questa mutazione è niente meno che l’enigmatica figura del Dottor Klein, sorta di scienziato pazzo che si palesa, nelle sue prime manifestazioni, sotto forma di un occhio fiammeggiante (!) che farebbe invidia a Sauron. Speriamo di essere riusciti a trasmettere la nostra perplessità in queste poche righe: in conclusione possiamo dire che la trama non si presenta certo come il cavallo di battaglia di Alien Breed 3.

Ti sparo in isometrica
Le meccaniche di gioco del titolo Team 17 sono assolutamente in linea con gli standard del genere, a partire dai controlli: il vostro personaggio si muoverà in uno spazio isometrico mediante l’utilizzo della levetta analogica sinistra, mentre alla destra sarà delegato il compito di puntare l’arma verso l’orda aliena che dovrete trucidare durante le vostre sessioni di gioco. Analogamente al sistema di comandi, anche il concept alla base di Descent è molto semplice: al giocatore non verrà chiesto null’altro che avanzare lungo livelli molto lineari, eliminando ogni sorta di essere vivente sul suo cammino in un continuo aprire porte, sbloccare aree e raccogliere munizioni. Queste ultime sono in realtà sovrabbondanti, estinguendo una possibile componente serviva che avrebbe sicuramente dato una maggiore personalità al titolo, un po’povero sotto questo punto di vista: le varianti della formula di gameplay sono davvero ridotte all’osso, con alcune sezioni in cui la telecamera si restringe e l’oscurità domina la scena, costringendovi quindi all’utilizzo della torcia, o a sequenze d’azione che si svolgono in zone prive d’ossigeno (strizzando l’occhio a Dead Space), in cui dovrete controllare, oltre che la salute del vostro eroe, anche la riserva di ossigeno. Ciononostante bisogna ammettere che il gameplay, benché sia tanto essenziale da risultare un po’povero, fa di questa semplicità la sua forza, risultando un gradevole scacciapensieri: le potenzialità in questi termini sono incrementate drasticamente nel caso in cui abbiate la possibilità di giocare la campagna in compagnia di un amico. Una nota di merito va all'arsenale, che oltre ai classicissimi mitragliatori e shotgun, include anche gingilli decisamente fantascientifici: friggere gli alieni con un cannone che spara saette o sfoderare un'arma che grazie a delle ignorantissime cartucce al plasma è in grado di creare dei piccoli buchi neri pronti a distruggere ogni forma di materia organica è quanto mai soddisfacente.

E vai di Unreal Engine
Dal punto di vista grafico, Alien Breed 3 non è certo un capolavoro di tecnica, ma riesce a non sfigurare eccessivamente per essere solamente un titolo per PSN: nello specifico, l’Unreal Engine 3 fa ancora una volta il suo dovere, presentando una grafica sufficientemente valida. interessante. si vede, in particolar modo nelle architetture e i buoni effetti luce che caratterizzano il titolo. Le mappe sono ricche di dettagli benché l’interazione non si assesti certo su livelli mirabolanti, ma d’altro canto questa non può essere considerata una mancanza considerata la natura del titolo. Se una nota di merito va all’effettistica generale (buone le luci, così come i vari effetti di fiamme ed esplosioni), lascia un po’perplessa la scarsa cura riposta sui modelli poligonali: per gli alieni, la cosa non è un particolare problema, in quanto la loro natura ben si presta a imperfezioni di ogni genere, tuttavia il viso rettangolare del mascelluto Conrad potrebbe lasciarvi qualche perplessità. Queste considerazioni sono però volte a cercare il pelo nell’uovo, in quanto la natura leggera del gameplay del titolo vi terrà di sicuro lontani dalla ricerca di imperfezioni grafiche di ogni sorta, anche considerata la breve durata della campagna principale, che si assesta sulle 5-6 ore: non granchè, nemmeno se vi assommiamo l’immancabile Survival Mode.
Recensione Videogioco ALIEN BREED 3: DESCENT scritta da ZARTAS Alien Breed 3: Descent è un titolo che non finisce di convincere appieno su nessun fronte, a causa di una narrazione fumosa, un gameplay ripetitivo e un comparto tecnico non certo eccellente: queste lacune non minano però più di tanto l’esperienza ludica se siete alla ricerca di uno scacciapensieri con cui passare qualche ora insieme a un amico. Per il prezzo di 8,99€ sul PSN, il terzo capitolo della saga di Alien Breed potrebbe tenervi piacevolmente impegnati se non avete troppe pretese: nel caso in cui siate degli amanti di gameplay vari e particolarmente complessi, investite il vostro denaro altrove.
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