Recensione di Gran Turismo 5

Copertina Videogioco Gran Turismo 5
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Simulazione guida
  • Sviluppatore:

     Polyphony Digital
  • Distributore:

     Sony
  • Lingua:

     Completamente in italiano
  • Giocatori:

     1 - 16 (multiplayer online)
  • Data uscita:

     24 novembre 2010
8.8
Voto lettori:
8.5
- Varietà di eventi impressionante...
- 1000 auto...
- Modello di guida raffinato...
- Fotorealistico...
- ... ma la componente online non convince
- ... ma solo 200 sono Premium
- ... ma privo di una gestione delle collisioni
- ... ma solo in alcuni frangenti
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A cura di (Folken) del
Inserire nella console il disco di un titolo tanto rimandato quanto Gran Turismo 5 fa uno strano effetto, eppure dopo tanta attesa uno dei sequel più bramati dai possessori di Playstation 3 è arrivato, portando con sé un carico di aspettative quasi impossibile da sopportare per qualunque prodotto. Le promesse fatte da Polyphony Digital non sono poche, ma la natura fortemente conservativa del franchise non ha tardato a palesarsi. Il nuovo nato di Yamauchi si propone con prepotenza, puntando tutto sulle caratteristiche che lo hanno reso l’oggetto del desiderio di milioni di appassionati, sebbene la formula non riesca a togliersi di dosso una polvere accumulatasi nei cinque anni di lontananza dal mercato.

Vita da piloti
Gran Turismo 5 si presenta come di consueto con un filmato iniziale spettacolare, introducendo ai ricchissimi quanto esteticamente ricercati menu di gioco. La schermata iniziale permette di accedere alle quattro modalità principali, ovvero GT, Arcade, Generatore di Tracciati e GT-TV. Come di consueto la sezione principe dell’intera produzione è la modalità GT, all’interno della quale si nasconde un intero mondo costruito pensando a tutti gli appassionati di auto. Attraverso una comoda quanto elegante interfaccia potrete accedere a diverse sottosezioni, tra le quali A-Spec e B-Spec. Queste ultime sono la riproposizione dello schema classico della serie, ovvero una nuova carriera automobilistica fatta di competizioni tematiche da affrontare col giusto modello d’auto: nella prima guiderete i vostri mezzi, mentre nella seconda potrete controllare dal muretto il vostro team di piloti virtuali. Si nota una novità apparentemente piccola ma in realtà capace di rinfrescare consistentemente una formula piuttosto vecchia, rappresentata dal livello di crescita. Questo numero, indipendente nelle due modalità Spec, identificherà la vostra evoluzione professionale andando a sbloccare l’accesso ai diversi contenuti di gioco, siano essi le auto o gli svariati eventi, e crescerà grazie all’esperienza che guadagnerete a fine gara assieme ai consueti crediti. Quest’aggiunta riesce ad aumentare il coinvolgimento di una carriera altrimenti asettica, fatta di competizioni suddivise per livello di difficoltà, in tutto cinque, da Principiante a Estremo. Lo sforzo profuso dal team di Yamauchi nel cercare di personalizzare l’esperienza di ogni utente si palesa anche nell’introduzione di opzioni utili per modificare dettagli come il colore della schermata principale o della vostra tuta, arrivando persino all’inclusione di una foto per il profilo e del messaggio di benvenuto.
A lato delle modalità Spec troverete una sezione dedicata agli eventi speciali, dove potrete mettere alla prova le vostre capacità in competizioni diversissime tra loro, a volte anche piacevolmente originali. A partire dalle gare sui Kart, troverete una scuola guida tutta dedicata al campionato NASCAR, dove Jeff Gordon vi illustrerà le basi di questa particolare disciplina in vista delle stipulazioni vere, passando per il Rally o il simpatico Grand Tour e molto altro. Per quanto riguarda l’offerta, Gran Turismo 5 rimane ai vertici della categoria sia per numero di eventi che per cura realizzativa, sebbene sia ancora facile vincere molte competizioni solamente grazie alla potenza del proprio mezzo: la selezione all’ingresso non sarà sempre sufficientemente rigorosa, elemento che permetterà al giocatore di partecipare con auto sensibilmente troppo performanti rispetto a quelle dei concorrenti, garantendo così vittorie facili in diverse occasioni. Si sente inoltre la mancanza di un accesso facilitato ai concessionari quando dovrete acquistare una macchina utile per gare con determinati requisiti.
Il resto dell’offerta della modalità GT comprende le classiche Patenti, in questo episodio utili solo a guadagnare soldi e punti esperienza oltreché migliorare le proprie capacità, Viaggio Fotografico, dove potrete portare il vostro bolide preferito in giro per il mondo per scattare fotografie districandovi tra decine di opzioni diverse, e GT Auto, dove potrete coccolare le vostre auto con lavaggi e cambi d’olio. Ancora, potrete dedicarvi al tuning acquistando nuove parti per potenziare nel dettaglio ogni mezzo, fare delle prove libere nella modalità Pratica o visitare il Concessionario sia del nuovo che dell’usato. A fianco di tutto ciò si collocano gli eventi B-Spec che, in parallelo alla carriera da pilota, vi permetteranno di dare vita ad un vostro team guidato dall’intelligenza artificiale, che potrete controllare in gara trasmettendo ordini via radio. Seguendo la competizione dai box sarà possibile ordinare ai vostri ragazzi di aumentare, diminuire o mantenere il ritmo, oppure di superare un avversario, tutto tenendo sempre sotto controllo le loro statistiche, quali energia mentale e fisica. Fondamentale sarà anche mantenere in equilibrio l’apposito cursore sulla barra dello stress, in modo da non agitare troppo i piloti; se esagererete nelle richieste questi potranno commettere errori anche gravi, compromettendo la gara. Purtroppo non siamo rimasti molto colpiti da questa modalità: ci è parsa innanzitutto un po’ limitata, garantendo poca libertà decisionale al giocatore, e sfrutta perdipiù le medesime competizioni degli eventi A-Spec, non riuscendo ad elevarsi ad esperienza alternativa vera e propria.

E’ ora di indossare il casco
Dopo la panoramica sulle modalità e le loro caratteristiche, arriviamo al momento della verità, con le quattro ruote sull’asfalto. Quando scatterà il verde vi accorgerete da subito di quanto il modello simulativo dell’opera di Yamauchi sia rimasto fedele a sé stesso, riprendendo e perfezionando i punti forti che da sempre lo contraddistinguono. Su tutti la spettacolare sensazione di pesantezza restituita dalle auto che rispondono alle sollecitazioni del terreno in modo credibile, sia esteticamente che pad (o meglio ancora volante) alla mano. Vedere muoversi le sospensioni e di conseguenza pneumatici e scocca con tanta naturalezza, assecondando le sottili variazioni dell’asfalto o le asperità di un cordolo preso con decisione, restituisce sensazioni che non possono lasciare indifferente alcun appassionato. Eppure il modello di guida di Gran Turismo 5 nasconde decine di variabili oltre alla distribuzione del peso, le quali si mettono in mostra guidando auto tra loro diverse oppure elaborandone una, personalizzandone le prestazioni, l’aerodinamica o modificandone l’assetto nell’apposita sezione.
In gara tutto rasenta la perfezione, almeno fino a quando non entrerete in contatto con qualcos’altro. È qui che il titolo Polyphony mette in luce la vecchiaia del progetto, non solo mostrando un modello dei danni approssimativo oltreché ininfluente ai fini della simulazione, ma soprattutto, e più grave ancora, una gestione degli urti arcaica e capace di rovinare la sospensione dell’incredulità. Le auto appariranno come di gomma, in grado di rimbalzare su ogni superficie senza subire alcuna conseguenza, trasformando alcune gare in autoscontri nei quali potrete tranquillamente sfruttare i vostri avversari per frenare ed affrontare alla giusta velocità determinate curve. Tale difetto limita pesantemente la qualità della simulazione, in quanto giocando titoli analoghi che implementano un modello dei danni (vedi Forza Motorsport 3) si è abituati a cercare di evitare a tutti costi qualunque contatto per non compromettere la propria gara. Gran Turismo 5 riesce a fare anche di peggio, non punendo in alcun modo il taglio delle curve, se non in alcune particolari competizioni, o bloccando le vostre uscite di pista con sgradevoli muri invisibili, permettendovi così di vincere slealmente. Si parla, soprattutto in quest’ultimo caso, di dettagli, ma è proprio dalle piccole cose che si distinguono i veri capolavori. Abbiamo accennato al tanto sospirato modello dei danni ma chi attendeva la rivoluzione, almeno per la serie, rimarrà inevitabilmente deluso quando si ritroverà di fronte ad un’aggiunta posticcia, fatta di ammaccature della carrozzeria che appariranno solo in seguito a diversi urti e che comunque non ostacoleranno la vostra marcia. Sono sì presenti dei danni meccanici attivabili solo da un certo livello in avanti, ma riguarderanno esclusivamente l’usura dell’auto, delle gomme e il consumo del carburante, davvero il minimo indispensabile. Discorso analogo per le condizioni meteo, presenti solo in alcuni tracciati e non dinamiche, sebbene almeno queste influiscano realmente sulle prestazioni della vostra quattro ruote. La scelta di costruire l’esperienza di gioco in modo progressivo, rendendo disponibili opzioni ormai fondamentali per le simulazioni di guida solo aumentando l’esperienza, è decisamente opinabile. Certamente limita in parte il fattore rigiocabilità non permettendo di affrontare più volte il medesimo evento personalizzandone il livello di sfida.
Seguirà la medesima parabola ascendente l'abilità dei vostri avversari, guidati da un'IA che segna dei sensibili passi avanti rispetto a quanto mostrato dalla serie, sebbene non riesca sempre a comportarsi in modo ottimale. Talvolta potrà capitare che un avversario vi tamponi fino a spingervi fuori strada come se non si fosse accorto della vostra presenza, ma fortunatamente nella maggior parte dei casi tutto filerà liscio e capiterà anche di vedere auto avversarie commettere errori o tentare di sorpassare altri piloti virtuali.
Avrete poi a disposizione la modalità Arcade, nella quale si nascondono gare veloci tradizionali ma anche un Time Trial, il Drift e lo Split Screen per due giocatori. Infine, la modalità Generatore di Tracciati si è rivelata una piacevole aggiunta ma ben lontana dall'editor liberamente configurabile che molti speravano. L'utente potrà infatti influire su ben pochi parametri per dare vita a percorsi nuovi, che comunque sarà possibile condividere con la comunità via internet.

C'è, c'è, manca...
Per ogni elemento presente nel titolo, Gran Turismo 5 sembra presentare una lacuna. A partire dal menu delle opzioni sorprendentemente ricco, che comprende finezze come il tracking della testa tramite il Playstation Eye o settaggi particolari per diversi modelli di volante, al quale mancano però funzioni che permettano di personalizzarne la sensibilità o, ben più grave, l’ampiezza della dead zone.
Il negozio delle elaborazioni comprende diverse parti, ma si rivela un po’ approssimativo ad esempio nella gestione dei freni, che non godono di upgrade dedicati. Assente anche una personalizzazione estetica del mezzo, elemento caro ad una buona fetta di appassionati che nel concorrente diretto Forza Motorsport 3 hanno dato vita ad una community molto affiatata.
Viene così naturale il collegamento al comparto online del gioco, purtroppo un altro elemento che gioca a sfavore del titolo Polyphony. Integrata direttamente nel menu GT, la componente multiplayer si presenta piuttosto lacunosa dal punto di vista delle modalità, permettendo unicamente di creare o entrare in stanze dove scontrarsi con altri avversari, fino a sedici contemporaneamente in pista. Le opzioni a disposizione garantiscono un minimo di personalizzazione, come l’attivazione dei vari aiuti, delle penalità e della graditissima falsa partenza. Per ora questo è tutto ciò che troverete nella sezione dedicata, sebbene lo sviluppatore giapponese abbia già promesso che arricchirà il prodotto con diverse aggiunte gratuite, alcune delle quali previste davvero a breve. La speranza è che Sony e Polyphony supportino attivamente il proprio prodotto corteggiando e coltivando la community come merita, garantendo così maggiore varietà ed una longevità ancora più corposa.

Fotorealismo
Il comparto tecnico di Gran Turismo 5 palesa più di ogni altro aspetto la natura fatta di contrasti che caratterizza la produzione. Il motore grafico, capace di girare in Full HD a sessanta frame per secondo (in gara, mentre a trenta nei replay), sarà in grado sia di stupire che di lasciare perplessi. Alla base di tale contrasto vi è la questione dei contenuti Premium e Standard, i primi inediti e dal dettaglio estetico superlativo, mentre i secondi ripresi dal precedente capitolo e rielaborati all’interno del nuovo motore di gioco. Come esplicitato anche nell’interfaccia di gioco, tale separazione coinvolge perlopiù il parco macchine, di cui solo poco più di duecento sono realmente di nuova generazione e capaci di lasciare a bocca aperta, dotate di interni e di danni estetici più raffinati arrivando ad un livello di qualità mai visto prima. Purtroppo anche tra i circuiti sarà facile notarne alcuni riciclati e afflitti da un livello di dettaglio davvero infimo: non sarà raro vedere le vostre meravigliose e fotorealistiche auto correre a fianco di alberi che sembrano prelevati da un gioco di diversi anni fa. Le auto Standard presentano il medesimo problema, con alcuni modelli che difficilmente distinguerete da quelli Premium e altri invece al limite dell’improponibile per un titolo di questo calibro. Stupisce inoltre notare come nonostante la natura esclusiva di Gran Turismo 5 si riscontrino difetti grafici quali ombre seghettate, tearing e filtri a volte sensibilmente sgranati. Questi dettagli sporcano un impatto grafico che nonostante tutto sfiora spesso il fotorealismo grazie al rendering e al sistema d'illuminazione davvero raffinato, rendendoli ancora più evidenti, inopportuni e fuori luogo. Semplicemente perfetto il comparto audio, dotato di un quantitativo impressionante di campionamenti in alta definizione mixati ad hoc per impianti surround, in grado di farvi sentire realmente dentro l’abitacolo. Allo stesso modo si lascia apprezzare la colonna sonora che vi accompagnerà principalmente nella navigazione dei menu, personalizzabile con la vostra collezione preferita di MP3. I tempi di caricamento delle singole gare sono decisamente buoni, ma solo dopo aver speso un po' di tempo nella sezione dedicata ai file installati, la quale vi permetterà di migliorarli sensibilmente copiando una decina di gigabyte di dati sull'hard disk della vostra console.
Recensione Videogioco GRAN TURISMO 5 scritta da FOLKEN Al quinto capitolo, la serie Gran Turismo non è più capace di segnare il passo, di rappresentare un nuovo standard qualitativo al quale la concorrenza si debba paragonare, rivelandosi come un prodotto impressionante in tutti gli aspetti che da sempre lo rendono il sogno di milioni d’appassionati, ma incapace di rinnovarsi dove non ha mai brillato. A cinque anni di distanza i difetti rimangono ancora gli stessi; mentre la concorrenza ha compiuto passi in avanti capaci di rinnovare un genere costantemente in evoluzione, Gran Turismo si ostina a non implementare un sistema che gestisca le collisioni in modo credibile né un’intelligenza artificiale particolarmente elaborata. A fianco di questo troviamo un comparto tecnico capace di impressionare, a volte per fotorealismo, altre per carenza di dettaglio, un quantitativo di auto da record, ma allo stesso tempo in grandissima percentuale riciclate dal precedente capitolo, importate quindi da una generazione passata ed in molti casi con risultati poco convincenti. La modalità online funziona, sebbene per ora metta in evidenza diverse mancanze sia prestazionali che contenutistiche, non riuscendo a proporsi con convinzione: la speranza in questo caso è che la community trovi un supporto concreto in Polyphony Digital. Gran Turismo 5 appare quindi come un’opera incompiuta, che stenta a rimanere al passo coi tempi, eppure capace di affermarsi ancora oggi, forse più per i meriti dei predecessori che per i propri. Un titolo imprescindibile per tutti gli appassionati di corse disposti a passare sopra ai molti difetti, grazie all’invidiabile capacità che ha di catturare il giocatore nel suo ingranaggio, spingendolo a mettersi alla prova giro dopo giro.
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