Recensione di Demon's Souls

Copertina Videogioco Demon's Souls
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     From Software
  • Distributore:

     Namco Bandai
  • Lingua:

     Inglese coi sottotitoli in italiano
  • Data uscita:

     Disponibile dal 25 Giugno 2010
9.1
Voto lettori:
8.6
- Gameplay unico
- Gratificante
- Longevo e rigiocabile
- Ottimi controlli
- Online rivoluzionario
- Lock sui nemici troppo rigido
- Tutorial non chiaro su molte caratteristiche
- Traduzione in italiano non perfetta
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A cura di Andrea Porta (andymonza) del
La massificazione del mercato videoludico ha portato a diverse conseguenze, molte delle quali positive. Come dimenticare i tempi in cui “videogiocatore” era sinonimo di asociale e fanatico della violenza gratuita? Eppure, almeno per la categoria di giocatori più incalliti ed affezionati, non tutti gli outcome di questa tendenza sono risultati graditi: il più evidente ed universalmente riconosciuto è senza dubbio il generale livellamento verso il basso della difficoltà media dei titoli, laddove anche la fascia oggi considerata “core” di rado riesce ad offrire sfide davvero consistenti, concentrandosi più che altro sulla buona qualità della narrazione o sulla varietà delle offerte ludiche. In questo contesto, i ragazzi di From Software e di Sony Japan Studio hanno fatto una coraggiosa scommessa con sé stessi, ovvero portare sul mercato un prodotto caratterizzato da una difficoltà senza compromessi, ostico, punitivo in maniera brutale, a tratti sconfortante e proprio per questo in grado di elargire gratificazioni sincere, palpabili illusioni di conquista.
Peccato che le menti dietro al marketing europeo non abbiano considerato tale titolo adatto ai nostri lidi, confinandolo in un limbo di rumor e date probabili, costringendo i fan ad acquistarlo sugli scaffali dell’import; dopo la pubblica ammenda per la grossa svista da parte di Sony, Demon’s Soul arriva finalmente in Europa grazie a Namco Bandai. Sugli scaffali italiani arriva in questi giorni la Black Phantom Edition, una sorta di Collector's per ripagare l'anno e passa di attesa, contenente un libro di artwork, un CD con la colonna sonora ed una completissima guida realizzata dai fan nordamericani.
Abbiamo approfittato di questa nuova edizione per riprenderlo in mano dopo le passate prove sulla versione giapponese e verificare se il fascino è rimasto intatto, anche ad un anno e mezzo di distanza dalla data d’uscita originale.

Cuore di tenebra
Demon’s Soul è action RPG in terza persona, caratterizzato da meccaniche di gameplay che rendono l’esperienza di gioco unica nel suo genere. Nonostante la connotazione ruolistica, il background narrativo non è particolarmente sviluppato: in seguito alla liberazione del demone noto come Antico da parte dell’avido Re Allant, il regno di Boletaria viene ricoperto dalla Nebbia Oscura ed invaso da creature demoniache. Nei panni di un eroe solitario il giocatore si trova a compiere l’ennesimo tentativo di salvataggio, attraversando la Nebbia e preparandosi a combattere i Demoni. L’esperienza di gioco comincia con la creazione del proprio alter ego, possibile grazie ad un completo editor ed alla scelta della classe. In particolare quest’ultima ricopre un ruolo fondamentale, essendo in grado di condizionare profondamente lo stile di gameplay necessario per ottenere il meglio da ogni specializzazione. Il roster è molto ampio, laddove le 10 classi disponibili non si limitano a coprire l’offerta standard dei giochi di ruolo (dal classico tank, al mago, al curatore, al cacciatore) ma propongono interessanti ibridi (come il Nobile ed il Cavaliere del Tempio); se questo non bastasse, durante l’avventura la spesa delle Anime (ovvero la valuta di gioco, utile sia per aumentare le caratteristiche del personaggio sia per acquistare armi, armature ed oggetti di gioco) permetterà di plasmare ulteriormente le abilità di base, cambiando anche radicalmente il gameplay offerto dalle singole classi. Terminato questo approccio standard, Demon’s Soul svela tutta la sua natura criptica gettando il giocatore a capofitto in un tutorial che volutamente spiega il minimo possibile sui comandi di base, per poi metterci brutalmente di fronte alla dura verità: morire costa caro e succederà spesso. Molto spesso.

Vita e morte a Boletaria
Ogni incontro con qualsivoglia nemico, anche il più debole, è determinante e può risultare nella dolorosa sconfitta del protagonista; a questa importante considerazione va aggiunto il fatto che in Demon’s Soul la morte dell’eroe non è definitiva, ma porta con sè pesanti conseguenze, ovvero l’istantanea perdita di tutte le Anime faticosamente accumulate fino a quel momento, le quali potranno essere recuperate solo ripercorrendo tutta la strada dall’inizio del livello sino al punto del decesso, affrontando nuovamente tutti i nemici incontrati: se nel tragitto si dovesse morire nuovamente, le Anime perse precedentemente saranno definitivamente disperse ed il livello andrà nuovamente ripetuto. Importante è anche la perdita della forma fisica, che si manifesta ad ogni decesso sotto forma di un notevole accorciamento della barra della salute: essa potrà essere ripristinata solo in seguito alla sconfitta di un boss o tramite l’utilizzo di speciali oggetti di gioco, disponibili tuttavia in quantità molto limitata, il che si traduce nell’affrontare la maggior parte dell’esperienza con una barra della vita accorciata.
Naturalmente non esiste alcuna forma di rigenerazione automatica della salute né del Mana utilizzato dalle classi magiche, tranne in caso di rari oggetti che la implementano. Il recupero potrà perlopiù avvenire solo tramite la consumazione di speciali erbe, presenti nel mondo di gioco in molte forme tra loro differenti per effetti ed efficacia; esse potranno essere raccolte in generose quantità, ma la loro consumazione ferma completamente qualunque mossa di attacco o difesa, rendendone complicato l’utilizzo in combattimento.
Del tutto mancante è la possibilità di mettere in pausa il gioco, in quanto l’apertura dell’inventario lascerà attiva l’azione a schermo, rendendo così possibile “riposare” dal gameplay solo in aree libere da nemici. Del tutto particolare il sistema di salvataggio, che alla mancanza di slot alternativi o checkpoint affianca la memorizzazione della partita grosso modo ogni due, tre secondi: questo significa che spegnere la console non potrà salvarvi da morti improvvise o dall’uccisione accidentale di NPC fondamentali per il prosieguo della trama. In buona sostanza, prestate molta attenzione a quello che fate.
Quella delineata finora è senza dubbio una struttura di gioco molto punitiva, che costringe il giocatore ad imparare le rigide regole dell’universo di gioco castigandolo per ogni minimo errore o distrazione: perché dunque consigliamo Demon’s Soul, definendolo senza paura di sbagliare uno dei migliori action RPG mai creati? Le ragioni sono da ricercare in un sistema di controllo quasi perfetto, facile da memorizzare ed impegnativo da padroneggiare, in un concept che maschera buona parte del grinding facendo sì che sia il giocatore stesso a procurarselo tramite gli inevitabili errori, in un level design allo stesso tempo moderno e vecchio stile, che dissimula l’infinita sequenza di combattimenti con percorsi multipli, intricati marchingegni e spettacolari boss fight.

Viaggio nel Nexus
Le terre di Boletaria si presentano divise in cinque mondi accessibili dal Nexus. Quest’ultima ambientazione fa da hub, raccogliendo la maggior parte dei mercanti e gli istruttori del gioco, presso i quali aumentare le proprie caratteristiche e migliorare l’equipaggiamento. Una volta sconfitto il primo boss si avrà libero accesso a tutti i mondi di gioco, fattore che permetterà al giocatore di decidere liberamente in che ordine affrontare le diverse sfide. Il level design delle ambientazioni, perlopiù lineare, si allinea agli stilemi del dungeon crawling: alternando con buona cadenza ambientazioni aperte e chiuse, i livelli offrono una serie di incontri predeterminati con nemici dotati di pattern d’attacco ed equipaggiamento differenti i quali attaccheranno talvolta da soli, talvolta in gruppo. Tener loro testa sarà una questione di riflessi, conoscenza delle peculiarità della propria classe e memorizzazione delle sequenze d'attacco, le quali si accompagnano ad animazioni tanto ben realizzate quanto facilmente distinguibili l’una dall’altra. Questo, unito al precisissimo sistema di controllo, genera un combattimento tattico di grande spessore, una sorta di partita a scacchi dove ogni piccolo errore può avere enormi conseguenze, senza contare una sensazione di perenne incertezza ed inquietudine che vi accompagnerà per tutto il vostro lungo viaggio.
Pad alla mano, le sensazioni restituite dai controlli dei Demon’s Soul sono immediate e molto precise: colpo rapido e potente, schivata e parata rappresentano l’ABC del combattimento in mischia, cui va aggiunta una potentissima contromossa attivabile alla pressione del grilletto sinistro durante un attacco nemico: inizialmente difficile da padroneggiare, questa si rivelerà fondamentale per liberarsi velocemente degli avversari. Le classi addestrate all’uso degli incantesimi avranno necessità di un catalizzatore per lanciarli, una sorta di bacchetta da stringere nella mano principale, concedendo così la possibilità di stringere uno scudo nell’altra. Come anticipato in precedenza infatti, il concetto di classe pura in Demon’s Soul non esiste, permettendo anche ai caster di utilizzare armi da mischia e proponendo classi miste. Molto importante per i combattenti dalla distanza è il lock sui nemici ottenibile con la pressione dell'analogico destro: seppur efficace quando il nemico si trova di fronte al giocatore, in seguito a ribaltamenti delle posizioni o schivate la telecamera rimane agganciata al bersaglio con effetti talvolta disorientanti.
Se già gli incontri con i nemici standard possono sempre riservare imprevisti, le cose si fanno ancora più serie durante le boss fight: combattute in spazi chiusi, esse mettono il giocatore nella sgradevole condizione di dover memorizzare “al volo” i differenti pattern di attacco ed i punti deboli del nemico, evitando allo stesso tempo attacchi che sono perlopiù in grado di mettere KO in un istante. Sangue freddo, improvvisazione ed un buon istinto saranno assolutamente fondamentali, unitamente ad una buona dose di pazienza in caso di ripetuti fallimenti.

Scoprendo Boletaria
Il level design proposto da Demon’s Soul varia abbondantemente la sua offerta nel passaggio da una porzione di mondo all’altra: seppur apparentemente lineari, le ambientazioni offrono molti percorsi alternativi e segreti da scoprire, alcuni dei quali dipendenti dal concetto di tendency: sotto questo nome si nasconde infatti un’interessante caratteristica del concept del gioco, che prevede la raccolta di informazioni sulle prestazioni del giocatore e, nel caso si sia connessi ai server onine, di quelle degli altri user in quel momento attivi. La somma di questi dati restituirà una tendency bianca o nera per la porzione di mondo in cui ci si trova, aprendo o chiudendo certi percorsi, rendendo i nemici più o meno deboli ed il loot conseguentemente ricco o scarso. Il numero di resurrezioni è uno degli elementi fondamentali di questa equazione, nella misura in cui più si muore, più il mondo di gioco diventa ostile nei confronti del giocatore. A nemici più forti ed agguerriti corrisponderà tuttavia un loot più ricco, rendendo talvolta appetibile questa opzione. Nel complesso una meccanica interessante, la cui comprensione è importante per coloro a cui interesserà esplorare e comprendere Boletaria in ogni suo aspetto, ma che andrà ad influenzare inevitabilmente l’esperienza di ogni giocatore.

Online rivoluzionario
Per quanto Demon's Soul permetta a chi ha un account Playstation Network di collegarsi costantemente ai server di gioco, non si può parlare di un comparto online tradizionale. Il particolare concept elaborato dai ragazzi di From Software prevede infatti alcune interessanti integrazioni del tutto originali. La prima è la possibilità di lasciare messaggi in qualunque punto, i quali appariranno direttamente nei livelli sotto forma di scritte luminose leggibili alla pressione del tasto X: utilizzando un menu che permette di comporre frasi partendo da un vocabolario predefinito, i giocatori possono così scambiarsi importanti informazioni riguardo a nemici nascosti, trappole, segreti e tattiche per sconfiggere i boss. A questo si aggiungono le macchie di sangue: esse rappresentano il punto di morte di altri giocatori connessi ai server, e permettono al tocco di osservare i loro ultimi secondi di vita sotto forma di spiriti: anche queste si rivelano utilissime, rivelando con anticipo alcuni incontri e letali trappole. Meno utile, ma comunque affascinante, è la possibilità di scorgere gli spiriti degli altri giocatori anche durante il normale gameplay, i quali appaiono sotto forma di spettri semitrasparenti ricordandoci che, in qualche modo, non siamo mai soli. A questo vanno aggiunte le limitate possibilità di cooperativa e player versus player, le quali dipendono dall'utilizzo di determinati oggetti rinvenuti nel mondo di gioco, disponibili in quantità relativamente scarse: essi permetteranno occasionalmente di cooperare nell'abbattimento di un boss (fino a quattro i giocatori supportati), oppure di "invadere" il mondo di altri giocatori con l'obbiettivo di dar loro la caccia. Molti sentiranno la mancanza di una cooperativa più libera ed elastica, ma va detto che parte dell'atmosfera di gioco verrebbe vanificata dalla possibilità di affrontarlo in compagnia.

Comparto Tecnico
A fronte di un design di grande impatto e personalità, il comparto tecnico di Demon’s Soul soffre leggermente l’uscita ritardata nei territori europei, soprattutto se confrontato con le recenti esclusive Playstation 3. I lati positivi fortunatamente non mancano, concretizzandosi in un comparto animazioni notevole ed in un utilizzo intelligente della fisica Havok, utile sia a livello “scenico” sia per permettere alcuni piccoli puzzle all’interno dei livelli. I modelli poligonali sono discretamente densi per ambientazioni e boss, anche se il dettaglio sui nemici standard non è eccezionale. Buone nel complesso le texture, a patto di non osservarle troppo da vicino. Il comparto audio fa un uso interessante della colonna sonora, utilizzata di rado e solo in alcuni momenti topici, lasciando per la maggior parte del tempo il ruolo da protagonisti ai notevoli effetti ambientali. Il doppiaggio in inglese non è eccezionale, né lo sono purtroppo i sottotitoli in italiano, i quali presentano traduzioni non sempre rigorose del testo originale: mai al punto da rovinare i dialoghi o le descrizioni, ma abbastanza da scontentare i giocatori più esigenti.

Do you Demon’s Soul?
Per quanto si potrebbero spendere molte altre parole per tentare di spiegare il concept di Demon’s Soul e la “formula magica” che gli permette di porsi come esperienza unica nel suo genere, la verità è che pochi giochi necessitano di una prova diretta per essere compresi come il prodotto From Software. I requisiti per buttarsi in quest’esperienza sono naturalmente la pazienza, una certa accondiscenza nei confronti dell’inevitabile disorientamento che seguirà alle prime ore di gioco, ed una mentalità vagamente achiever che accenda la voglia di superare sé stessi e soprattutto gli ostacoli posti dagli sviluppatori. A ricompensarvi per questo bagaglio iniziale c’è un gameplay che, a fronte di un po’ di inevitabile frustrazione, saprà gratificarvi con soddisfazioni di rado sperimentate, un utilizzo dell’online rivoluzionario pur nelle sue limitazioni ed una sottile assuefazione che una volta accesa vi porterà a spendere moltissime ore in quel di Boletaria.
Insomma, acquistatelo a rischio e pericolo delle vostre uscite serali, e non dite che non vi avevamo avvisato…
Recensione Videogioco DEMON'S SOULS scritta da ANDYMONZA Demon’s Soul è un’esperienza unica nel suo genere ed adatta solo ad un certo tipo di giocatori: esige una grande mole di concentrazione e pazienza restituendo in cambio un appagamento davvero raro a trovarsi altrove. La grande cura riposta in ognuno degli elementi della formula ed il grande lavoro di bilanciamento ne fanno un’opera ludica di rara fattura, in grado di mettere da parte la narrazione per concentrarsi completamente sul gameplay, contrariamente a quanto l’odierna tendenza vorrebbe. L’acquisto è caldamente consigliato a tutti coloro che siano in cerca di esperienze ludiche nuove e molto impegnative, assolutamente da evitare nel caso una struttura di gioco punitiva ed ermetica come quella sopra descritta non faccia per voi. Certo è che i ragazzi di From Software hanno creato un’opera che sarà ricordata molto a lungo, e che speriamo possa avere un seguito negli anni a venire.
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