Recensione di Yakuza 3
PS3

Copertina Videogioco Yakuza 3
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Team CS1
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Giapponese sottotitolato in inglese
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     12 Marzo 2010
7.5
Voto lettori:
8.2
- Trama ed atmosfera ottime
- Scene di intermezzo ben dirette
- Tantissime cose da fare
- Troppo simile ai predecessori
- Combattimenti legnosi
- Tecnicamente "vecchiotto"
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A cura di Valerio De Vittorio (Folken) del
C’è voluto più di un anno e mille suppliche da parte degli appassionati prima che SEGA si decidesse finalmente a far approdare anche nel vecchio continente una versione comprensibile del terzo capitolo della serie Yakuza. Alla fine, però, è arrivato, sebbene privato di alcuni contenuti giudicati incomprensibili per gli utenti occidentali, con la sua aria gustosamente retro e denso di tutti quei diversivi che hanno fatto la fortuna del franchise.

Un duro dal cuore tenero
Le vicende di Yakuza 3 prendono piede subito dopo quanto raccontato nei precedenti episodi per Playstation 2 e vedono Kazuma Kiryu impegnato nell’accudire un gruppo di bambini orfani, in un luogo imprecisato dell’isola di Okinawa. Egli si è ritirato dagli affari per dedicarsi al suo sogno di dare a chi come lui è destinato a crescere senza genitori un luogo accogliente che li ospiti. Ben presto, però, il passato farà di nuovo capolino nella sua vita, in quanto gli interessi dietro alla terra sulla quale è costruito l’orfanotrofio, ma soprattutto il tentato omicidio di Daigo della famiglia Dojima e sesto Chairman del Tojo Clan, costringeranno il nostro eroe ad abbandonare le assolate spiagge di Okinawa ed i propri bambini per tornare a Tokyo e scovare l’attentatore. Non ci vorrà molto prima che la trama si complichi, prendendo forma in un plot ben congegnato anche se non sempre facile da seguire visto il gran numero di personaggi ed intrighi nei quali vi ritroverete coinvolti. È certo comunque che gli amanti della serie si ritroveranno presto a proprio agio vista la presenza di numerosi personaggi noti e alla rigorosa continuità narrativa mantenuta dagli sviluppatori.
La lentezza ed eccessiva verbosità dei primi capitoli non deve trarre in inganno: una volta tornati nella capitale nipponica il ritmo della narrazione diverrà più incalzante, ma soprattutto le scene di intermezzo stupiranno con una gustosa regia da gangster movie ed uno stile tutto giapponese, in grado di regalare alcune chicche davvero imperdibili. Inoltre la scelta, probabilmente obbligata da limiti di budget, di mantenere le voci originali innalza ulteriormente l’autenticità delle cut-scene, a nostro modo di vedere uno dei punti forti dell’intera produzione.
Purtroppo però la maggior parte dei dialoghi verrà rappresentata a schermo nella più classica forma testuale, fattore che non aiuterà molto la fruibilità della storia, per via dei molteplici riferimenti alla cultura nipponica, ai tanti personaggi, al ritmo serrato dei dialoghi e persino una rappresentazione testuale poco attraente che risulterà indigesta agli utenti meno avvezzi a tale costume.

Tante cose da fare e così poco tempo per farle…
L’esperienza video ludica offerta da Yakuza 3 non si differenzia sostanzialmente in niente rispetto ai due predecessori, sebbene ne ampli quasi ogni aspetto. Per chi non conoscesse la serie, il titolo SEGA è un gioco d’azione free-roaming che presenta diversi punti in comune col genere RPG. Nei panni di Kazuma avrete una serie di missioni sequenziali da portare a termine per avanzare nella storia e allo stesso tempo una folta lista di quest secondarie che potrete raccogliere conversando con alcuni NPC residenti nelle città che visiterete. In ogni momento potrete, infatti, abbandonare il vostro obiettivo primario per dedicarvi alla libera esplorazione di Tokyo, che nella trasposizione video ludica si presenta densa di locali visitabili, dai ristoranti ai club notturni, passando per sale giochi karaoke e molto altro. Ad avvicinare Yakuza 3 al mondo dei giochi di ruolo troviamo anche quattro statistiche del protagonista, incrementabili a suon di punti esperienza, e delle specie di scontri casuali, qui rappresentati da svariati soggetti poco raccomandabili che sovente incroceranno il vostro cammino, desiderosi di farvi la pelle ad ogni angolo della città.
Caratteristica peculiare del titolo è la presenza al quanto massiccia di minigiochi con i quali potrete perdere tempo, nel qual caso desideraste distrarvi per un po’ dalla trama principale. Tra golf, sale giochi, karaoke, lap dance, e moltissimi altri, ve n’è davvero per tutti i gusti. Purtroppo, come i più attenti già sapranno, la versione occidentale arriva privata di alcuni contenuti quali gli Hostess Club e alcuni giochi tipicamente giapponesi come lo Shogi ed un quiz dedicato alla storia nipponica.

Fascino old style
Per portare a compimento ogni missione vi ritroverete quasi sempre a dover menare le mani. I combattimenti rispecchiano quanto già visto nei precedenti capitoli, mettendovi a disposizione due tasti, rispettivamente per il colpo debole e quello forte, con i quali concatenare elementari combo. A donare varietà ci pensano le mosse speciali, eseguibili una volta riempita un’apposita barra di energia a suon di colpi mandati a segno e che permettono di esibirvi in spettacolari fatality. Torna anche la possibilità di impugnare qualunque tipo di oggetto contundente reperibile nei vari ring improvvisati, quali sgabelli, sedie, tavoli, divani, biciclette e così via. Potete inoltre comprare armi più tradizionali dai rivenditori da tenere nel vostro inventario e, una volta assegnate ai pulsanti del d-pad, vi torneranno utili negli scontri più difficili. I combattimenti sono sicuramente ancora divertenti da giocare, ma risultano molto limitati a causa di tutta una serie di magagne ereditate dai vecchi titoli e che in Yakuza 3 non sono state risolte. Principalmente si fa sentire l’assenza di una maggiore flessibilità del lockon, il sistema per agganciare il bersaglio, così da non ritrovarsi a menare fendenti nell’aria, cosa che invece vi capiterà molto spesso. Inoltre la scarsezza di mosse e combinazioni disponibili, unita all’eccessiva legnosità del protagonista, danno la sensazione di trovarsi davanti ad un titolo concettualmente poco attuale e che risulterà in certi frangenti frustrante.
La longevità è sicuramente un punto forte del titolo, in quanto Yakuza 3 è in grado di garantire tantissime ore di divertimento, grazie all’enorme quantità di cose da fare. Inoltre un’utile lista terrà traccia del livello di completamento dei vari oggetti collezionabili, sotto missioni e punteggi dei minigiochi, elemento espressamente dedicato a tutti i completisti.

Invecchiamento precoce
Purtroppo poco attuale è anche l’aspetto estetico del titolo SEGA, che ha sicuramente goduto di tutte le cure del caso, ma che allo stesso tempo si ritrova privato del livello tecnico a cui la corrente generazione ci ha ormai abituati. Durante le cut-scene, il motore grafico dà il meglio di sé, con volti molto ben caratterizzati ed animati e una resa a video definita e molto più pulita rispetto alle fasi giocate. A fare da contraltare, troviamo texture degli abiti poco definite che paiono un retaggio della generazione passata. In-game, però, la situazione peggiora, in quanto l’immagina risulta alquanto sporca e la presenza di numerose texture in bassa definizione penalizza la qualità globale, che comunque, nonostante l’anno di vecchiaia, si presenta ancora piuttosto godibile. Tokyo è stata resa con grande dovizia di particolari e l’alto numero di passanti vi garantirà il giusto grado di coinvolgimento. Anche qui, però, nell’interazione con essi si fa sentire la mancanza di un sistema dedito alla gestione delle collisioni, con il risultato che vedrete spesso dei personaggi passare attraverso altri.
Di tutt’altra caratura il comparto audio, caratterizzato da musiche ottime e sempre al posto giusto, e da effetti adeguati. A primeggiare sono però le voci giapponesi, davvero eccezionali nella loro peculiarità e capaci di coinvolgere il giocatore nell’atmosfera del gioco.
Recensione Videogioco YAKUZA 3 scritta da FOLKEN Yakuza 3 è un titolo decisamente anomalo. Se paragonato alla concorrenza, si ritroverebbe con le ossa rotte per via di tutta una serie di magagne, riproposte sostanzialmente invariate rispetto ai vecchi episodi. La mancanza di innovazione e le meccaniche di gioco per certi versi antiquate sono infatti gli aspetti più criticabili della produzione SEGA, unite ad una realizzazione tecnica che in un anno è invecchiata piuttosto male. D’altro canto, gli appassionati si sentiranno subito a casa grazie ad un’ambientazione davvero ben realizzata, una trama coinvolgente, una regia eccellente ed una miriade di minigiochi e sotto quest da portare a termine. Consigliato senza remore a tutti i fan del carismatico Kiryuu e soci, a patto che non si aspettino particolari novità, mentre a tutti gli altri suggeriamo di dargli comunque un’occhiata, in quanto Yakuza 3, nonostante tutti i limiti, resta un titolo atipico e degno di attenzioni.
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