Recensione di Yakuza 2

Copertina Videogioco YKZ 2
  • Piattaforme:

     PS2
  • Genere:

     Avventura
  • Sviluppatore:

     SEGA
  • Distributore:

     Sega
  • Lingua:

     Giapponese sottotitolato in inglese
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     19 Settembre 2008
-Combatimenti superlativi
-Tanti minigiochi divertenti
-Storia hollywodiana
-Costa la metà ma vale il doppio
-Ha classe da vendere
-(Troppo) simile al predecessore
-Telecamere ancora capricciose
-Caricamenti eccessivamente frequenti
-Gli "incontri casuali" stancano alla lunga
-Mancata localizzazione italiana
A cura di (Krauron) del
Rappresentare videoludicamente la malavita organizzata non è cosa da poco; basti soffermarsi sul come, una volta che GTA ha dettato legge in questo ambito, tutti i vari esponenti emersi successivamente abbiano ricalcato pedissequamente il suo modus operandi, sfiorando spesso il pacchiano ed il cattivo gusto.
Al suo debutto invece, Yakuza ha spiazzato un poco tutti. Ci si aspettava un versione nipponica del capolavoro Rockstar, invece vide la luce un titolo con una forte personalità, carico di pathos e abbellito da una sceneggiatura degna di Hollywood.
Un seguito era quantomeno scontato (ed auspicato), dunque nulla da meravigliarsi se il gran Kazuma Kiryuu ritorna da protagonista in tutto il suo splendore

La guerra dei mondi
Stavolta il buon Kaz dovrà vedersela con una frangia estremista del clan di Osaka, completamente contraria alle trattative di pace indetta con il clan di Tokyo. Non a caso viene freddato il promotore di questa tregua, il grande boss Terada, che nel suo excursus storico contava partecipazioni attive in ambo i clan.
Assistendo dal vivo al tragico avvenimento, il nostro eroe si reimmerge nei loschi giri mafiosi, deciso a vederci chiaro in questa vicenda. Prima tappa dunque, Osaka, una nuova location da vivere ed esplorare. Un ambiente videoludico decisamente diverso da quanto ammirato nello scorso episodio, con una criminalità meno pomposa e barocca ma altrettanto cinica e letale.
Per affrontarla all’altezza delle nostre possibilità, ritroviamo un impianto di gioco pressoché invariato; il titolo difatti resta sempre un “ambiguo” action, che sconfina in vari generi.
Può essere definito un picchiaduro senza alcuna remora di smentita, visto che pestare la gente è un po’ l’essenza di fondo; oppure lo potremmo chiamare “Action-Gdr”, dato che si accumulano punti esperienza con i quali imparare nuove abilità, in un mondo giorovagabile e ricco di insidie e colpi di scena. Sta di fatto che ancora una volta è stato ripeso il meglio degli elementi che rendono grande un titolo.

Tutti pazzi per Kiryuu
Tuttavia, se questa versatilità ci aveva affascinato nel primo capitolo, ora l’effetto meraviglia è passato, e purtroppo nulla di veramente innovativo fa la sua comparsa.
Il cuore di Yakuza 2 torna ad essere un altalenarsi di missioni saltuariamente intriganti, che esordiscono e si concludono inesorabilmente con una scazzottata.
Nulla da obiettare invece su queste ultime, perfezionate e rese ancora più coinvolgenti. Ora il nostro Kazuma potrà destreggiarsi tra i vari avversari con maggiore fluidità, e distribuire i suoi colpi in maniera omogenea e dinamica. Pugno al primo, calcio al secondo e presa al terzo sembrano ora frutto di un'unica grande combo piuttosto che modalità di attacco diverse assemblate alla buona.
Basti pensare che anche nei colpi speciali può essere coinvolto più di un marrano, e che addirittura potremo ricevere armi dagli stessi spettatori delle risse (chi ha detto Shadow of Rome?).
Tra uno scontro ed un altro non si può che rimanere affascinati da tutto ciò che ci circonda: durante le nostre passeggiate udiremo ancora tutti i mormorii del gran numero di persone che affollano le strade ben illuminate ed accoglienti.
Così come sono pregevoli i minigiochi presenti, ancora più sofisticati e approfonditi rispetto al passato; tralasciando i nuovi arrivati come bowling e golf, due fra questi sono veramente degni di nota; il primo concerne la possibilità di diventare proprietario di una sorta di night club, gestendo anche il ruolo delle accompagnatrici che nel primo Yakuza ci allietarono oltremodo. La seconda novità riguarda il caso di un “metavideogioco” (ovvero un gioco nel gioco): con uno stile visivo alla Tron, questo picchiaduro in prima persona prevede scontri alla Star Wars con tanto di combo e attacchi speciali al seguito.
Anticipazione di un titolo in arrivo?

Avere due anni e non sentirli
Yakuza 2 stilisticamente è un vero gioellino: anche se un vero stacco qualitativo con il passato non è avvenuto, l’atmosfera prettamente jappo è forte in ogni vicolo. E non mi riferisco solo alla mera riproduzione di realtà nipponiche, ma ad un misto di colori, luci e chiaroscuri che inevitabilmente rimanda ad una terra lontana come questa.
I modelli poligonali sembrano maggiormente ridefiniti, mentre il numero di personaggi non giocanti appare sensibilmente lievitato, nonostante alcuni di questi compaiono improvvisamente dal nulla.
Il sonoro non offre nulla di nuovo di quanto già visto, nonostante il doppiaggio giapponese sia davvero adorabile e carico di spessore.
Recensione Videogioco YAKUZA 2 scritta da KRAURON Yakuza 2 più che un seguito sembra la dimostrazione della lezione imparata dagli sviluppatori dopo le lamentele dei fan al precedente capitolo.
Tutti (o quasi) i problemi che affiggevano il gioco in passato sono solo un brutto ricordo, e ora menare la gente è ancora più divertente.
E' tuttavia necessario soffermarsi su una varietà di gioco ancora su buoni livelli, ma ancorata a schemi inspiegabilmente immutati.
Tutto sa troppo di déjà vu e pare che la vera marcia in più sia rappresentata da una sceneggiatura da Oscar, inserita (troppo) spesso e volentieri ad inframezzare le sessioni di gioco. Un gioco, in sintesi, basato su contraddizioni: non è un vero free roaming ma gli ambienti offrono tanto; non si spara ma è un gioco sulla malavita; non è un action puro eppure si picchia durante tutto il gioco.
Ma la cosa più importante è che non è GTA, ma ha tanta tanta classe…
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