Recensione di Sword of Destiny

Copertina Videogioco SoD
  • Piattaforme:

     PS2
  • Genere:

     Azione
  • Distributore:

     Atari
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     10/2/2006
- Nulla - Praticamente tutto, un disastro totale
A cura di (Cyberdex) del
Ecco uno dei tanti (purtroppo) prodotti che non vorremmo fossero mai pubblicati. Chiariamo: questo giudizio non dipende da considerazioni di carattere personale, ma trovo inconcepibile che siano presenti sugli scaffali dei nostri negozi prodotti così palesemente anonimi e al di sotto degli standard qualitativi. Non c’è niente che vada bene in Sword of Destiny: il gioco è semplicemente un tentativo fallito, un buco nell’acqua, un prodotto che avrebbe fatto meglio a non veder mai la luce. Se, invece, le intenzione della software house erano quelle di puntare al titolo di “peggior gioco della generazione”, tanto di cappello, ha sfiorato il colpaccio.

L’arte visiva è stata assassinata
Graficamente siamo alla soglia del ridicolo. Ad onor del vero i filmati presenti nel gioco sono decisamente di buona fattura, il problema casomai si verifica quando vanno a narrare una storia che oscilla fra l’inconsistenza e lo stereotipo. Sword of Destiny, per non sfigurare, sarebbe dovuto uscire più o meno dieci anni fa, nel periodo in cui impazzava la Playstation della vecchia generazione, anche se il gameplay lo avrebbe condannato in ogni caso. Invece siamo nel 2006, ed un prodotto del genere è quanto meno fuori luogo. Textures oscene e poligoni che si contano sulle dita di una mano, roba che i 3000 e passa poligoni di Snake versione Metal Gear Solid 3 se li mangiano a colazione. Per non parlare del senso artistico, che viene letteralmente ucciso dalla povertà di idee con cui sono allestite le scenografie dei vari livelli che, nostro malgrado, andremo ad affrontare.

Come non fare un action
La noia domina incontrastata. I fondamentali dell’action ci sono, ma esclusivamente quelli. Poverissimo di combo, di sfida, di divertimento.
Pian piano, andando avanti nel gioco, si ha la possibilità di acquisire nuove armi, di cui è possibile migliorare le prestazioni in maniera altamente elementare, e nuove abilità, anch’esse migliorabili, senza dare però mai l’idea di poter offrire realmente qualcosa di piacevolmente fruibile al giocatore. La struttura a binari è tremendamente marcata, tanto da far apparire tutti i livelli di gioco come semplici strade murate ai lati, come accadeva nei giochi di 10 anni fa. Porte sbarrate da incantesimi spesso ostruiscono il prosieguo del gioco, ed è necessario spezzare l’incantesimo sconfiggendo tutti i nemici presenti nell’area, come accade, ad esempio, nel blasonato Devil May Cry.
Ma la monotonia regna, vista l’assenza di varietà nel gameplay. Spesso è sufficiente premere ripetutamente un singolo tasto per avere ragione di orde di intere di nemici, caratterizzati fra l’altro da una pessima intelligenza artificiale, ammesso che non si cada vittima dell’altrettanto pessimo calcolo delle collisioni e sistema di controllo in generale.
Recensione Videogioco SWORD OF DESTINY scritta da CYBERDEX Un disastro totale, da ignorare e dimenticare, possibilmente.
Non regge il confronto con nessuna produzione odierna, e probabilmente neanche passata. Non offre buoni spunti sotto nessun aspetto, visivamente poco curato e poco giocabile.
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