Recensione di Call of Duty: Modern Warfare 2

Copertina Videogioco Modern Warfare 2
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Infinity Ward
  • Distributore:

     Activision
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1 - 18 (multiplayer online)
  • Data uscita:

     10 novembre 2009
- Tecnicamente ottimo
- Giocabilità fedele alla serie...
- Multiplayer ancora valido...
- Trama appassionante
- Longevità scarsa
- ...forse troppo
- ...ma deludente in molti aspetti
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A cura di (Xravy) del
I tempi cambiano, e la vita è una continua mutazione di eventi che si susseguono senza sosta, che ci piaccia o no. Anche nel mondo dei videogame, sempre più vincolato alla spettacolarizzazione, ai numeri ed al vasto e complesso fenomeno del marketing. Il cambiamento è una legge universale, assoluta, a cui sembra aver aderito pienamente anche Infinity Ward, sviluppando Call of Duty: Modern Warfare 2, ultimissima installazione di uno dei franchise che negli ultimi anni ha attirato moltissime attenzioni da parte degli appassionati degli sparatutto in prima persona. Una “evoluzione” che per certi versi lascia soddisfatti e per altri lascia in bocca un sapore vagamente amaro e nostalgico.
Al centro di questa sensazione è collocata una delle verità, sempre dette a bassa voce, sussurrate, che affligge oramai una ristretta cerchia di appassionati: il PC, per molti sviluppatori, forse non è più la piattaforma principale per l'intrattenimento videoludico.
Modern Warfare 2 è, probabilmente, la materializzazione di questo cambiamento evidente, specie se si confrontano la versione PC con quella console, come vedremo più avanti nel corso di questa recensione, incentrata su un videogame contraddistinto da numerosi pregi ed alcuni difetti che scontentano una parte dei fan della serie, quasi tutti possessori della piattaforma PC.

C'era una volta...
Call of Duty: Modern Warfare 2 è il diretto discendente del primo, ed omonimo, capitolo ambientato in questo particolarissimo universo di stampo futuristico. Temporalmente collocato cinque anni dopo le vicende narrate nel primo Modern Warfare, questa sesta installazione della saga di COD ci mette fin da subito in situazioni poco piacevoli, in un contesto politico sempre più pesante. La morte di Imran Zakhaev, divenuto martire ed eroe nella madrepatria russa, altro non è stata che una miccia, innescata al termine del precedente capitolo, che conduce verso una guerra ancor più aspra per mano del nuovo “villain” di questa storia, Vladimir Makarov, erede spirituale dello stesso Zakhaev, presso cui aveva prestato servizio. Un temibile e spietato nemico, che non esita a spargere paura e violenza in tutto il mondo tramite il più potente dei veicoli: il terrorismo.
In questo difficile contesto saremo chiamati a vestire i panni del sergente Gary Sanderson, membro della squadra internazionale di elite, conosciuta con il nome di Task Force 141, gruppo di soldati direttamente impegnato nella contrapposizione agli atti terroristici di Makarov.
Una storia ricca di adrenalina, intrighi e suspence, che però lascia impresso nel giocatore un senso di “già visto”, a causa di un’evidente somiglianza rispetto al precedente capitolo della saga.

Déjà vu
Senz'altro Infinity Ward nel corso di questi anni è riuscita a mettersi in evidenza grazie all'ottimo lavoro svolto con la saga di Call of Duty, forte di eccellenti capacità tecniche e, soprattutto, narrative, proponendo al mercato ed ai videogiocatori dei videogames dai forti contenuti, caratterizzati da una narrazione spiccatamente cinematografica in grado di trascinare con forza chi impugna mouse e tastiera (o un pad) in un’avventura emotivamente travolgente. Modern Warfare 2 riesce nell'intento solo parzialmente, ed il motivo è ascrivibile perlopiù al già menzionato senso di déjà vu che si prova davanti a questa storia ed a queste ambientazioni, forse eccessivamente simili al precedente Modern Warfare, nonostante siano ben realizzate ed emotivamente appaganti. Soprattutto questa sensazione viene amplificata da una eccessiva “prudenza” nella modalità single player, del tutto simile al suo predecessore e, sebbene le ore di gioco siano aumentate leggermente (orientativamente lo story mode può essere completato in 6 ore circa) l'impressione, forte, è che gli sviluppatori abbiano osato poco, ricalcando a grandi linee la struttura narrativa, le missioni ed i tipici stereotipi del genere.
Il primo Modern Warfare, pur nella sua brevità, teneva incollato il videogiocatore davanti allo schermo grazie ad una storia incalzante, contraddistinta da una regia dinamica e particolarmente ispirata, aumentando sensibilmente il fattore immersivo in grado di coinvolgere il videogiocatore; un fattore alquanto affievolito, purtroppo, in Modern Warfare 2, apparso quasi privo di idee nuove e vincenti sul versante artistico.
Fortunatamente l'esperienza di gioco risulta comunque molto appagante, grazie ad un dinamismo di base da cardiopalma, che ci lancerà in azioni belliche adrenaliniche senza soluzione di continuità, fulcro di questa creatura targata Activision, trasportandoci praticamente in ogni continente del pianeta, per annientare con “carezze di piombo” i terroristi che fomentano ancor di più una situazione ambientale già critica.

Lungo il sentiero
Call of Duty: Modern Warfare 2, da un punto di vista del gameplay, è quanto di più classico ci si possa aspettare da un FPS arcade, caratterizzato da una modalità storia di ottima fattura, seppur di breve durata. Le poche ore di gioco che vi occuperà la modalità single player, consentono di vivere comunque battaglie epiche, ricche di azione ed anche piuttosto variegate, con ambienti estremamente curati e vasti e con una storia di contorno coinvolgente ed emotivamente immersiva.
Proprio le ambientazioni sono però, indirettamente, il tallone di Achille del titolo, poiché Infinity Ward non ha forse sfruttato appieno le eccellenti mappe da lei stessa create, che si distinguono rispetto a quelle dei suoi stessi concorrenti grazie alle considerevoli dimensioni ed ai dettagli curati in modo maniacale dei vari elementi posti a schermo. Vaste, ben dettagliate ed adatte all'uso delle strategie più disparate, le mappe risultano in qualche modo sotto utilizzate a causa dell’esasperato script di gioco, che guida il giocatore praticamente su un solo “sentiero”, andando a limitare considerevolmente la libertà di azione, gelando i bollenti spiriti degli strateghi degli sparatutto.
Una rigidità forse un po' eccessiva, che viene quasi completamente compensata dalla pesante revisione della IA di gioco, in grado di mettere a nostra disposizione dei compagni discretamente utili, anche nelle fasi più concitate, e dei nemici agguerriti (specialmente con il nostro personaggio), che ci renderanno la vita certo non semplice nel corso di tutta la modalità campagna.
Fortunatamente gli sviluppatori hanno corretto anche alcuni difetti legati proprio allo script, liberando finalmente il giocatore dal fastidioso fardello delle ordate nemiche infinite viste nel precedente Call of Duty 4, che diminuiscono considerevolmente con il passare del tempo e che non lanciano più quantità industriali di granate per stanarci dalla nostra copertura.
Proprio l'aspetto legato ai ripari è ancor più un elemento decisivo di questo Modern Warfare 2, che vede corrette tra l'altro, grazie ai feedback degli utenti di CoD 4, alcune piccole meccaniche di gioco che riguardano essenzialmente il numero di colpi necessari per abbattere un determinato obbiettivo. Regole che valgono sia per noi che per l'IA, ovviamente.
Pur non introducendo un sistema di coperture Infinity Ward ha pensato bene di aggiungere un’interessante novità in ambito “protezione”, lanciando nella mischia di Modern Warfare 2 lo scudo anti-sommossa tipicamente usato dalle forze di polizia. Si tratta di una copertura abbastanza originale, forse inedita in un FPS, che permette di ripararsi con efficacia nelle situazioni più difficili ma che, in alcuni casi, si rivela essere anche un'arma a doppio taglio, poiché impedisce a chi lo utilizza di sparare direttamente mantenendo lo scudo in posizione di difesa, mettendoci nei panni di un vero e proprio bersaglio mobile e (quasi) inerme.

Signori, ecco l'IW4
Call of Duty 4: Modern Warfare è un titolo abbastanza recente, ed ancora oggi rappresenta uno dei migliori sparatutto presenti sul mercato, anche in ambito grafico. Lecito, anzi sacrosanto, attendersi quindi dal suo diretto discendente un miglioramento complessivo in grado di tenere la saga al passo con i tempi ed essere competitivo nei confronti della diretta concorrenza. Questo salto in avanti c'è stato grazie all'engine proprietario, giunto alla versione 1.04, che prende il nome di IW 4 e che si è rivelato veramente sorprendente sotto moltissimi aspetti poiché, pur trattandosi di una mera evoluzione del precedente IW, che muoveva i fili di Modern Warfare, la nuova versione di questo interessante motore grafico è riuscita a migliorare considerevolmente alcuni dei già eccelsi pregi di COD 4, specie sul versante della profondità di campo (ora molto più nitida e dettagliata) e sul comparto di illuminazione HDR, ancor più evocativo che in passato, in particolare nelle sequenze di gioco con scarsa luce ambientale, dove riesce letteralmente a togliere il fiato al videogiocatore, restituendo un coinvolgimento visivo difficilmente riscontrabile in altri videogames del medesimo genere.
Ottimo anche il lavoro svolto sul fronte delle animazioni ambientali e dei personaggi, entrambe lievemente perfezionate, e sulle texture, che sono estremamente ricche di dettagli, salvo alcune rarissime eccezioni.
Come se non bastassero questi miglioramenti, Infinity Ward ha profuso un particolare impegno in Modern Warfare 2 anche sul versante del level design, molto complesso e variegato, con mappe piuttosto articolate e dettagliate, che ben si presterebbero anche ad un gameplay libero da vincoli scriptati. Cosa che, purtroppo, non avviene.

Multiplayer
L'aspetto più controverso e criticato di Modern Warfare 2 è senz'altro il comparto multiplayer della versione PC, che ha in comune molti elementi con la versione console, alcuni positivi ed altri negativi. Uno degli aspetti positivi ed innovativi del comparto multigiocatore di MW2 è senz'altro l'introduzione delle Spec Ops, sbloccabili dopo aver concluso la modalità singolo giocatore, che ci permettono di affrontare in una sorta di time trial le mappe di gioco, in singolo o in multigiocatore, in locale tramite split screen o online, e che va ad aumentare considerevolmente la longevità del titolo. Questa particolare aggiunta è stata ideata appositamente per accontentare tutti i fan di CoD che chiedevano a gran voce di poter affrontare il gioco in cooperativa, ed Infinity Ward, non potendola integrare nella modalità storia (per ragioni prettamente narrative) ha optato per questa efficace e divertentissima soluzione, che si è rivelata essere estremamente appagante. Un altro degli aspetti meritevoli di lode di Modern Warfare 2 è il sistema di level up basato sui perks, già visti nel suo predecessore ed introdotti dal primo Fallout: il principio di funzionamento, nonostante il nome inusuale, è estremamente semplice e consiste nell'attribuzione al giocatore di abilità speciali sbloccabili tramite la crescita di livello. Questo sistema, oltre ad aumentare considerevolmente lo spirito di competizione tra i giocatori, permette anche una notevole personalizzazione del proprio personaggio, in puro stile RPG, andando anche incontro alle richieste ed alle skill dei gamer più esigenti. Se sul versante delle idee Infinity Ward ha dimostrato un certo dinamismo, soprattutto nel comparto online, non si possono non registrare con disappunto una serie di note stonate sul versante della struttura di questo comparto, che mira ad essere il punto di forza di questa ambiziosa produzione. Il sistema è basato sull’infrastruttura proprietaria IWNet, a sua volta inglobata per l'occasione in Steam, la piattaforma sviluppata da Valve per il gioco online ed il digital delivery. Questa scelta da parte di Infinity Ward ha un significato alquanto complesso e porta in dote uno degli aspetti più criticati della versione PC di Call of Duty: Modern Warfare 2: niente più server dedicati ed assenza di supporto ai mod sviluppati dai fan (probabilmente nuove mappe saranno rilasciate da dagli sviluppatori sotto forma di DLC). Questa scelta, oltre a suscitare le ire degli appassionati, va a modificare pesantemente le abitudini ed i crismi del gioco online tipici dei gamers che vedono nel personal computer lo strumento ideale per l'intrattenimento videoludico ed i tornei. La prima e più evidente limitazione è data proprio dall'assenza di server dedicati, a vantaggio di una struttura basata sul peer to peer, con host a rotazione casuale (selezionato dal software di volta in volta), scelta che va a diminuire drasticamente il numero di giocatori online su una mappa, precipitando dai canonici 32/64 giocatori, tipici degli FPS online (e dello stesso COD) a soli 18 elementi, per partite in 9vs9. Questa decisione ricalca con precisione quanto fatto, ad esempio, nella versione Xbox 360, anch'essa basata su server host, sul matchmaking (abbastanza veloce, a dire il vero) e non su server dedicati, poiché il supporto a più giocatori avrebbe comportato diversi problemi alla rete internet, suscitando probabilmente le ire degli ISP. Un altro aspetto particolarmente curioso è l’impossibilità di effettuare dei “kick” su giocatori estranei e su chi usa gli hack ed i cheat da parte di chi hosta la partita. Nonostante le rassicurazioni dei produttori, su questo aspetto permangono infatti dei dubbi. La decisione di poggiare il gioco online sulla piattaforma Steam e sul sistema anti-cheat VAC, sviluppato dalla stessa Valve, potrebbe rivelarsi alquanto problematica per la community online PC, se non si rivelerà gestita ottimamente e con efficienza dalla stessa Infinity Ward. Un limite teorico di questa scelta, è senz'altro il sistema anti-cheat, che registra i comportamenti scorretti (come l'uso di codici, trucchi, ecc), segnalando all'amministrazione di sistema. Si tratta di un sistema efficientissimo contro i classici cheat e le modifiche al codice, ma il ban effettivo di questi cheater avviene solo successivamente, in un lasso di tempo in cui il “furbacchione” può continuare a giocare indisturbato, falsando le classifiche ed aumentando la frustrazione dei giocatori. Un sistema anti-cheat valido, non in grado però di rilevare con efficienza i content hack, che non vanno a modificare il codice (e che quindi non attivano il sistema di protezione di VAC), permettendo a chi li mette in pratica di avere dei vantaggi notevoli. La speranza è che tutte le parti in causa riescano a fronteggiare questo problema di non facile soluzione, mettendo al sicuro una fan-base da sempre affezionata che nel corso degli anni ha mostrato un interesse sempre maggiore al brand Call of Duty ed al gioco multiplayer online.

Hardware
OS: Microsoft Windows XP, Windows Vista and Windows 7 (Windows 95/98/ME/2000 non supportati)
Processore: Intel Pentium 4 3.2 GHz or AMD Athlon 64 3200+ o superiore
RAM: 1 GB RAM
Scheda Grafica: 256 MB NVIDIA GeForce 6600GT o superiore o ATI Radeon 1600XT o superiore
DirectX: Microsoft DirectX(R) 9.0c
Hard Drive: 12GB di spazio libero
Sound: 100% DirectX 9.0c compatible sound card
Internet: Connessione a internet richiesta per l'attivazione online. Connessione internet a banda larga richiesta per il multiplayer.
Recensione Videogioco CALL OF DUTY: MODERN WARFARE 2 scritta da XRAVY Call of Duty: Modern Warfare 2 è senz'altro una delle recenti produzioni di maggiore spicco in questa recente “infornata” di videogames, ed in particolare nell'affollatissimo settore degli FPS. Questa produzione presenta diversi punti a suo favore, grazie ad una grafica rinnovata e spesso entusiasmante a cui si somma un gameplay consolidato ed arricchito, specie nella componente online, da elementi interessantissimi (che ci piacerebbe rivedere anche in futuro) come le Spec Ops ed il sistema di level up con i perks, in grado di regalare diverse ore di divertimento ed una bella ventata d'aria fresca nella serie.
Purtroppo non mancano alcune note negative, come la modalità storia, veramente poco longeva, ed un comparto multiplayer che potrebbe non soddisfare completamente l'utenza PC e soprattutto le sue abitudini, causa l'assenza di server dedicati, un ristretto numero di giocatori rispetto al passato e, aspetto da non sottovalutare, l'assenza di supporto ai mod, da sempre uno dei punti di forza degli FPS online. Tutto ciò va inevitabilmente ad inficiare il voto globale che non può non tenere conto degli inaccettabili passi indietro su questo fronte.
In ogni caso la promessa, fatta tempo fa da Activision Blizzard e Infinity Ward, sembra essere mantenuta in grandissima parte, offrendo ai gamer un eccellente FPS in grado di coinvolgere qualsiasi videogiocatore grazie ad una azione frenetica ed incalzante ed un comparto tecnico di primissimo livello.
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