Recensione di Pro Evolution Soccer 2010

Copertina Videogioco PES 2010
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Sportivo
  • Sviluppatore:

     Konami
  • Distributore:

     Halifax
  • Data uscita:

     Disponibile / Giugno 2010 iPhone
- Gameplay divertente e più simulativo…
- Impatto grafico notevole
- Online finalmente godibile
- Su PC la concorrenza non è spietata
- …ma anima ancora arcade
- Soliti difetti storici della serie
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A cura di (ViKtor) del
L’eterna battaglia tra Pes e Fifa ha assunto negli anni i connotati di un confronto epico, quasi in stile bene contro male. Quale fosse il bene e quale il male è rimasta valutazione delegata unicamente al giocatore, in base ai gusti orientati verso i lidi della simulazione piuttosto che quelli dell’immediatezza puramente arcade.
Proprio come la letteratura ci insegna nei suoi migliori racconti bellici, l’epilogo di tante battaglie ha visto trionfare Davide contro Golia, almeno sul ring delle console maggiori. Su PC invece? Beh, qui occorre rivedere qualche passaggio dell’ultimo capitolo.

Aria di rinnovamento
La scialba versione PC di Fifa 10, recensita su queste stesse pagine pochi giorni fa, ha spianato la strada all’arrivo di PES 2010, pur senza i trionfalismi che ne accompagnavano l’uscita in passato. L’occasione per Konami era però ghiotta, perché con poche migliorie avrebbe conservato il dominio sul mercato PC e, soprattutto, mantenuto saldo l’ultimo trono, l’ultimo baluardo reduce da annate poco felici.
Ciò che chiedevano gli appassionati era di tornare il più possibile a quelle meccaniche di gioco abbandonate nelle ultime due edizioni in favore di una maggiore immediatezza. PES 2008 e PES 2009, infatti, erano caratterizzati da un gameplay orientato all’arcade, tradendo quella filosofia che ha fatto la fortuna della storica serie giapponese.
Lanciandosi subito in campo e affrontando un’amichevole veloce si capisce immediatamente che il feedback degli utenti è stato finalmente ascoltato. Questo PES 2010 è più lento, più difficile e generalmente più realistico dei suoi due predecessori, pur non raggiungendo le vette di eccellenza delle vecchie versioni old-gen.
Il ritmo di gioco è meno frenetico, più armonioso nello scorrere delle azioni e meno legato alle super giocate dell’Ibra di turno o a rimpalli “flipper”. Ma questo non è l’unico miglioramento evidente: la fisica del pallone è stata ulteriormente affinata, raggiungendo nuove vette di realismo e rendendo passaggi, cross e lanci filtranti molto credibili. Discorso diverso per quanto riguarda i tiri, a volte ancora troppo incisivi nella loro potenza e precisione (soprattutto se scoccati da giocatori di alta classe) e di conseguenza non sempre plausibili.
I repentini cambi di direzione palla al piede, tanto bistrattati dagli appassionati, sono stati eliminati quasi definitivamente. Qualche campione è ancora in grado di andare via dal difensore con una veloce virata di 90°, però non è più la norma e difficilmente si assiste alle ormai famose discese palla al piede da centrocampo alla porta.
I difensori, dal canto loro, godono di una maggiore fisicità che li rende capaci di fermare con discreta efficacia gli attaccanti, sia che si tratti del possente, ma lento Borriello sia del minuto, ma incontenibile Messi. Ciò non significa che i contrasti abbiano guadagnato in incisività. Gli arbitri sono molto più attenti che in passato, dimostrandosi fiscali su tutti i contatti. Da questo punto di vista si è tornati alla filosofia del vecchio PES 5, in cui il gioco veniva fermato spesso; se sia un pregio o un difetto questo dovete deciderlo voi, oggettivamente però si guadagna in realismo e richiede più tatticismo e freddezza in fase difensiva.
Ma cosa non va in questo PES 2010? La risposta è semplice come calciare un rigore per Pirlo: ci sono gli stessi difetti “storici” di sempre, quelli che ci portiamo avanti dalle versioni passate e che ormai conosciamo alla perfezione. Passaggi e cross telecomandati, super campioni in grado di centrare la porta in ogni situazione e, soprattutto, i celeberrimi “binari” che tanto allontano da quella libertà d’azione che la luccicante next-gen dovrebbe regalarci.
In realtà, ad essere onesti, un piccolo passo avanti nel controllo dei giocatori è stato fatto introducendo un acerbo sistema analogico a 360°. Ben lungi dal voler permettere quella libertà pressoché totale vista in Fifa 10 versione Xbox360 e PS3, questa implementazione riduce un minimo l’effetto “binario”, però non riesce a liberarcene del tutto proprio per via degli automatismi con cui vengono scagliati i passaggi filtranti e i conseguenti movimenti dei giocatori senza palla.
Se a questo aggiungiamo una precisione quasi chirurgica nel trovare il compagno e una facilità di conclusione a rete a volte disarmante, chiudiamo il quadro di un prodotto che vuole provare a tornare la simulazione per eccellenza, ma senza per ora riuscirci.
PES 2010 è ancora filo-arcade: divertente, giocabilissimo ed adrenalinico, ma pur sempre immediato e meno profondo che in passato, su questo non c’è dubbio.

Caliamo un poker di…rabone!
Tutti i titoli calcistici Konami, fin dai primi episodi su PSX, hanno mostrato un aspetto su cui non c’è rivale che tenga: la minuziosità nella riproduzione della tattica del gioco del calcio. Anche il nuovo episodio non fa eccezione, quindi navigare nei vari menu di gestione della formazione è come sempre soddisfacente e illuminante nella quantità di variabili proposte.
Quest’anno esordisce, inoltre, il nuovo sistema di “carte”: ogni giocatore ha a disposizione una serie di carte abilità attive o passive, in relazione al ruolo che ricopre in campo e al suo valore come calciatore. Un Ronaldinho, ad esempio, possiede una carta che gli permette di eseguire l’elastico, così come Cannavaro ha a disposizione un bonus sui recuperi difensivi.
Le personalizzazioni in tal senso sono molte e associando con saggezza le carte si possono notare leggeri miglioramenti nelle prestazioni dei nostri giocatori, soprattutto di quelli più importanti.
Per il resto, i moduli utilizzabili sono pressoché infiniti in tutte le loro varianti e occorre come di consueto spendere un po’ di tempo per trovare l’equilibrio che più ci soddisfa con la nostra squadra del cuore.
Parlando di modalità, non possiamo che iniziare dalla storica Master League, presente in tutto il suo carisma e con una succosa aggiunta: la Club House. Tramite questa opzione viene aggiunto il controllo del vivaio della nostra squadra, che se coltivato a dovere sfornerà campioncini degni della Cantera del Real Madrid. Roba da far vedere a qualche nostro presunto dirigente di Serie A...
Altra novità durante la stagione della Master è l’introduzione dell’Europa League (la vecchia Coppa Uefa) che grazie alla licenza ufficiale va finalmente a sostituire la vecchia coppa fasulla delle scorse edizioni.
Per il resto, avrete di che divertirvi con la Champions League, con la divertentissima “Diventa un Mito” riproposta senza evidenti modifiche alla struttura e con coppe, coppette e tornei vari.
Le competizioni ufficiali di Champions e Europa League denunciano però il solito annoso problema delle licenze: tutto bello e “televisivo”, peccato che magari vi potreste ritrovare in finale con il Chelsea del mai troppo rimpianto Ancelotti che veste una casacca blu non originale. Ci sono ancora troppi buchi, che fortunatamente verranno colmati dai primi kit-server disegnati dagli appassionati. Ma rimane solo un palliativo.

Finalmente online!
Mentre PES 5 e PES 6 godevano di una comunità online molto ampia e attiva, con tornei e campionati professionistici organizzati dai maggiori clan europei, il passaggio alla next-gen è stato a dir poco tragico sul fronte multiplayer. Il net-code sviluppato da Konami ha iniziato a fare acqua da tutte le parti, mentre i rivali di EA proponevano un servizio di tutto rispetto e privo di lag.
Nelle community non sono stati in pochi a decidere di boicottare l’acquisto della nuova versione di PES se l’esperienza online non fosse stata finalmente godibile e divertente; come biasimarli, considerando l’importanza sempre maggiore della componente multiplayer in un titolo sportivo, in grado di aumentarne esponenzialmente la longevità, senza considerare l’aspetto del legame sociale.
Bene, finalmente in Konami qualche programmatore deve essersi svegliato, perché in PES 2010 non c’è più neanche l’ombra dell’odiato lag e l’offerta online è finalmente valida e professionale. Che vi buttiate in un match di classifica o in un 2vs2 con qualche vostro amico, nella stragrande maggioranza dei casi vi sembrerà di giocare off-line.
Tornano anche i tornei organizzati sul server ufficiale, quindi preparatevi a mantenere alto il vostro onore nelle varie “Konami Cup” o “Champions League Online” e, se non vi basterà, prendete il vostro giocatore della modalità mito e fatelo esordire in una modalità multiplayer creata ad-hoc.
Insomma, dopo tanti anni il desiderio massimo di ogni appassionato di PES è stato finalmente esaudito. Era ora direte voi: anche noi lo diciamo, ma prendiamo anche atto del fatto che questa novità riveste un’importanza assoluta e gonfia non poco il giudizio finale sul gioco.

Come nella foto della squadra
Tecnicamente siamo di fronte ad un ottimo lavoro. L’impatto grafico è notevolissimo, grazie ai convincenti modelli dei giocatori e alla minuziosa rappresentazione delle divise (almeno di quelle licenziate) e dei manti erbosi, davvero realistici.
Ciò che impressiona di più, però, è la cura riposta nella riproduzione dei volti: tutti i vostri campioni preferiti sono perfettamente riconoscibili, tanto nei lineamenti quanto nelle espressioni.
Peccato che a tutto ciò facciano da contraltare alcune animazioni ancora legnose, soprattutto nella corsa e nei contrasti. Sotto questo aspetto c’è ancora da lavorare parecchio.
Nota positiva i requisiti di sistema: una configurazione media non ha problemi a spingere l’engine a 60 fps al massimo livello di dettaglio. Noi l’abbiamo testato su una ATI Radeon HD4650 e non ha mai ceduto, neanche nelle situazioni più complesse e piene di poligoni come calci d’angolo o punizioni.
Luci e ombre anche dal comparto sonoro: la coppia Sky Pardo-Altafini fa il suo onesto dovere, anche se Josè è sempre più la parodia di se stesso nelle metafore allucinanti che riesce a sparare.
I cori, invece, sono tanto vari quanto tediosi e ripetitivi: si può fare molto di più, ma per fortuna interverrà la solita grande comunità di appassionati a migliorare questo e altri aspetti con patch e mod, che come ogni anno modificheranno pesantemente la scorza audiovisiva del vostro gioco. Lode a loro.

Hardware
REQUISITI MINIMI
Processore: Single Core 2,4 GHz
RAM: 1 GB
Scheda Video: Geforce FX o ATI Radeon 9700
HD: 8 GB

REQUISITI CONSIGLIATI
Processore: Dual Core
RAM: 2 GB
Scheda Video: ATI Radeon HD4650 o equivalente
Recensione Videogioco PRO EVOLUTION SOCCER 2010 scritta da VIKTOR PES 2010 su PC è il ruggito d’orgoglio di un vecchio Re. Ha provato a tornare la simulazione di calcio per eccellenza e, se non c’è riuscito del tutto, questo episodio è sicuramente una buona base di partenza per il futuro. Rispetto alle ultime due versioni i passi avanti ci sono, grazie ad una giocabilità meno frenetica, ad un ritmo di gioco generalmente più lento e realistico e a un comparto online finalmente godibile, che aumenterà a dismisura la longevità e darà nuova linfa vitale alla community multiplayer. Insomma, pur mantenendo ancora un’anima filo-arcade mascherata da simulazione, il nuovo titolo Konami si lascia giocare, diverte parecchio e vi terrà impegnati fino al prossimo puntuale capitolo, fino alla prossima mossa strategica dell’amato/odiato amico Seabass. Per quanto riguarda i giochi di calcio, su PC non c’è di meglio.
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