Recensione di Aion

Copertina Videogioco Aion
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     NcSoft
  • Distributore:

     CidiVerte
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     25 settembre 2009
8.5
Voto lettori:
8.5
- Ottimo motore grafico, in grado di funzionare anche su macchine meno performanti
- Design ispirato e orientaleggiante
- Personalizzazione dei personaggi ai massimi livelli
- Meccaniche di gioco rodate e ben equilibrate
- Nulla di veramente innovativo nel gameplay
- L'end game rappresenta ancora un'incognita
- Lunghe code per accedere ai server nelle ore di maggior affollamento
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A cura di Fabrizio Ridella (Fabfab) del
Dopo una lunghissima gestazione, arriva anche da noi uno dei giochi di ruolo on-line più attesi dell'anno. La storia ha inizio una decina di mesi fa in Corea, dove Aion fa il suo debutto ufficiale, per poi arrivare anche in Cina; di una versione occidentale si parla fin da subito, ma gli sviluppatori preferiscono andarci cauti perché i gusti dei players europei ed americani sono diversi da quelli orientali, specie nel campo dei MMORPG. In estate si possono finalmente apprezzare anche da noi i frutti del lavoro di NCSoft grazie alla Closed Beta, resa accessibile a chi aveva fatto il preordine: con i server aperti in determinati weekend di luglio ed agosto, i giocatori occidentali possono così farsi finalmente una prima idea del titolo, iniziativa cui fa seguito un'intera settimana settembrina di Open Beta. E sebbene non troppo pubblicizzato, Aion si trova in breve tempo al centro dell'attenzione: la beta del gioco risulta infatti essere la più stabile e completa mai vista per il lancio di un MMORPG. Le aspettative salgono così come i pre-order, che - è notizia di questi giorni - hanno raggiunto la ragguardevole cifra di quattrocentomila. E sebbene la data ufficiale sia fissata al 25 settembre, preordinando si è potuto usufruire di una pre-release al 20 settembre che si è immediatamente segnalata per una clamorosa affluenza di giocatori, che hanno dato vita a code chilometriche per poter giocare su alcuni server. Un successo annunciato?

Ali bianche e nere
La trama alla base del gioco parla di un dio, Aion, che crea il mondo di Atreia con i suoi abitanti. La divinità - che veglia sulla sua creazione da una edificio che sovrasta tutto, la Tower of Eternity - desidera che su Atreia regnino pace ed armonia, e per questo genera una razza superiore, i Balaur, che ha l'incarico di vegliare sulle altre, compresa quella degli umani. I Balaur però, ebbri del loro stesso potere, finiscono per ribellarsi e portare morte e distruzione sul pianeta: per questa ragione Aion dona ad alcuni esseri umani dei poteri speciali ed un bel paio d'ali, trasformandoli in Daeva ed affidando loro l’incarico di difendere la Tower of Eternity, ultimo baluardo di salvezza per la razza umana. Ne scaturisce una tremenda guerra che si protrae per secoli, fino a culminare nella distruzione della torre, avvenuta a seguito di un evento poco chiaro: si narra di un tradimento da parte dei Balaur o addirittura interno alla stessa fazione umana, ma nulla è certo se non che le conseguenze sono fatali per il mondo di Atreia, che si trova letteralmente spaccato in due.
Nella parte inferiore dello stesso, fertile e luminosa, si rifugia la fazione degli umani noti come Elyos, mentre nella parte superiore, oscura e selvaggia, rimangono intrappolati gli Asmodian. Separate per secoli ed ignare della reciproca presenza, una volta rincontratesi le due fazioni rispolverano rancori mai sopiti e danno vita ad una guerra fratricida, accusandosi a vicenda dell'antico tradimento che portò alla rovina di Atreia. Il campo di battaglia prediletto è l'Abyss, una zona devastata che galleggia proprio al centro di quello che resta del pianeta, nella quale sopravvivono anche gli ultimi superstiti dei Balaur, decisi a vincere il secolare conflitto approfittando delle divisioni nel campo avverso.

Libertà di creazione
Quello appena narrato è il background del mondo di Aion, con il quale gli sviluppatori giustificano la presenza delle due fazioni di angeli in perenne lotta tra loro, in cui i Balaur, terza forza non controllabile dagli utenti, fungono da elemento destabilizzante.
Dimenticatevi dunque della variegata fauna vista in giochi come World of Warcraft, in cui convivevano umani, elfi, nani, gnomi, orchi, troll, tauren, non morti e goblin; in Aion si possono giocare solo le due varianti di un’unica razza (gli Elyos sono umani con ali bianche, gli Asmodian hanno ali nere, artigli e movenze più ferine) e di conseguenza l’editor finisce inevitabilmente per ricoprire un ruolo di primaria importanza nell’economia del prodotto. Quello di Aion è davvero stupefacente, uno dei migliori mai visti in un MMORPG, e non solo. Grazie ad esso é davvero possibile sbizzarrirsi nella creazione del proprio personaggio, potendo intervenire su ogni minimo dettaglio del viso e del corpo. Con un poco di pazienza è quindi possibile dare vita a umani, elfi, nani, gnomi, giganti e qualunque tipo di creatura umanoide si desideri; la versatilità è tale che molti giocatori si sono sbizzarriti nel riprodurre le fattezze di personaggi famosi (il compianto Michael Jackson, Rambo, Obama…) con risultati a volte davvero sorprendenti. Naturalmente alla fine quello che spicca di più in-game sono altezza e stazza, mentre per i dettagli dei volti è necessario zoomare: ma la sensazione di trovarsi effettivamente di fronte a tanti personaggi diversi è forte. E' proprio il caso di dire che l'unico limite risiede nella fantasia del giocatore, nel bene come nel male (capita a volte di imbattersi in mostri orripilanti, dalle proporzioni completamente sballate, che rovinano in parte l'atmosfera del gioco). Una precisazione: una volta scelta una fazione, su quel server non sarà possibile creare personaggi della fazione avversa, per ovvie ragioni...
La personalizzazione comunque non termina una volta creato il personaggio: anche in-game sarà possibile intervenire modificando aspetto ed addirittura sesso (si tratta però di opzioni non ancora attivate, che probabilmente saranno a pagamento). Inoltre i programmatori hanno fatto di più: non solo tramite apposite tinture sarà possibile variare il colore dei propri abiti, ma sarà anche possibile trasferire le caratteristiche di un pezzo da un oggetto all'altro. In pratica il giocatore non sarà più costretto a cambiare equipaggiamento ogni volta che trova un pezzo più potente, perchè volendo potrà trasferire le caratteristiche di quest'ultimo all'equip che più gli aggrada: in questo modo ogni giocatore potrà vestire il personaggio come preferisce, dando vita al proprio personalissimo stile.

No fly zone
Tratto caratteristico di Aion è la presenza della ali, che dona una inedita profondità agli scenari di gioco, i quali possono dunque essere percorsi a terra ed in cielo, per non parlare degli scontri contro altri giocatori umani, in cui la componente aerea svolge una funzione innovativa e coinvolgente. Tuttavia proprio tale elemento caratterizzante denota alcuni evidenti limitazioni. Innanzitutto le ali sono a tempo: vanno evocate e spariscono dopo un certo periodo, che per i primi livelli assomma ad appena un minuto. Se la valenza strategica di questa scelta risalta nelle fasi di PVP (scontro giocatore contro giocatore, ndR), altrettanto non può dirsi per le fasi PVE (giocatore contro Intelligenza Artificiale, ndR), in cui l'esplorazione e la raccolta di risorse deve essere continuamente interrotta per far "ricaricare" la barra di volo, con conseguente allungamento dei tempi. Altra scelta discutibile è quella che limita la capacità di volare in zone rigidamente predeterminate: capita molto spesso che all’interno della stessa area di gioco ci si trovi improvvisamente di fronte a barriere invisibili che impediscono di proseguire in volo, obbligando il giocatore ad atterrare e farsela a piedi. Addirittura nelle stesse capitali delle due fazioni non è concesso di volare, obbligando i giocatori a sfiancanti corse a piedi da un capo all’altro delle stesse. Il limite è giustificato a livello di background (antefatti alla storia, ndR), in quanto per volare i Daeva hanno bisogno che nell’aere sia presente una sostanza nota come Aerys, abbondante nelle zone PVP, poco presente in quelle PVE: se non altro rimane sempre possibile tentare di evocare le ali per lunghe planate a livello del terreno, possibili lanciandosi da punti elevati. Tuttavia avremmo preferito che anche nelle fasi di PVE i livelli fossero strutturati in modo da sfruttare questa interessante caratteristica.

Classi e quest
Una volta creato il proprio personaggio e scelta una classe di partenza tra le quattro presenti (Warrior, Scout, Priest e Mage) siamo finalmente pronti a tuffarci nel mondo di Aion, che per i primi nove livelli prende per mano il giocatore grazie ad un esteso tutorial e lo introduce agli aspetti principali del gioco. Raggiunto il decimo livello finalmente si diventa Daeva e si ottengono le ali, scegliendosi anche una specializzazione: ce ne sono due per ogni classe, il che porta in via definitiva ad otto il numero tra cui scegliere. Le classi presenti ricalcano quanto già visto in buona parte parte dei MMORPG precedenti: è possibile scegliere tra classi dalle capacità offensive o difensive, che combattono in mischia o colpiscono a distanza, oppure che si avvalgono di magie offensive, di supporto o curative. Le differenze tra le due fazioni, estetica a parte, sono inesistenti: la progressione di gioco è molto simile, le classi ed i poteri praticamente gli stessi, mentre il level cap (livello massimo raggiungibile, ndR) al momento si attesta al 50.
Già da subito si può personalizzare l'equip grazie all'inserimento di Manastone, che donano dei potenziamenti in determinate abilità: tuttavia le cose cominciano a farsi realmente interessanti ai livelli avanzati, quando entrano in gioco Stigma e Godstones. Si tratta di artefatti che, rispettivamente, permettono di far acquisire nuove abilità ai personaggi e donano poteri alle loro armi; naturalmente parliamo di oggetti abbastanza preziosi, che richiedono tempo ed impegno (o semplicemente molto denaro) per essere acquisiti, specie quelli più potenti. Esistono inoltre Titoli per il proprio personaggio che in genere si acquisiscono completando quest: tali onorificenze, oltre ad abbellire il nostro nome, aggiungono anche svariati bonus alle statistiche, rendendo dunque appetibile l'acquisizione degli stessi.
Il gameplay risulterà immediatamente familiare agli amanti dei MMORPG: ci si muove in un mondo non istanziato in cui interagire con NPC (personaggi non giocanti, ndR) che ci forniscono quest a ripetizione, la maggior parte delle quali del genere “uccidi tot creature, raccogli tot oggetti”. Si tratta di un classico sistema di quest che permette al giocatore di livellare portando a termine i vari incarichi: la maggior parte di queste missioni sono molto semplici da completare, anche perché appositi indicatori su mappa permettono di trovare facilmente il committente, il luogo dove metterle in atto e a chi consegnare. Ci sono comunque alcune eccezioni in cui al giocatore è richiesta una maggiore attenzione nella lettura del testo per capire come agire; la maggior parte degli incarichi sono svolgibili in solitario, ma alcune volte è necessaria la composizione di un party, data la difficoltà.
Aion prevede tre tipi di missioni: Campaign, Quest e Work Order. Il terzo tipo consiste in incarichi strettamente legati alla professione, e torneremo a parlarne a breve. Le missioni Campaign sono obbligatorie e costituiscono l'ossatura su cui poggia il gioco: permettono di comprendere a fondo la trama ed in particolare si concentrano sullo sviluppo del nostro personaggio, che vedremo spesso protagonista di scene animate, a tutto beneficio del coinvolgimento del giocatore. Missioni di questo tipo, ad esempio, ci accompagnano già attraverso i primi dieci livelli, portandoci prima a scoprire qualcosa sul nostro passato, poi a guadagnarci il titolo di Daeva e di conseguenza le ali, in una breve ma bellissima sequenza in cui veniamo acclamati dai nostri pari (lato Elyos) oppure guardati con invidia e sospetto (lato Asmodian).
Il combattimento non propone nulla di veramente nuovo: si selezionano poteri e capacità dall'apposita barra cliccandovi sopra ed il personaggio eseguirà la relativa azione. Interessante risulta essere la possibilità di dare vita a Chain, vale a dire concatenare tutta una serie di attacchi per ottenere una sequenza distruttiva maggiore, ricorrendo ad abilità non disponibili in prima istanza. Le Chain sono personalizzabili dal giocatore, che dovrà indovinare la sequenza migliore in base all'avversario che si trova ad affrontare.
La gestione della morte in Aion è particolare: innanzitutto morire comporta sempre una penalità ai punti esperienza, che potrà essere recuperata solo pagando profumatamente. Quando si muore si torna in vita presso punti di rinascita precedentemente stabiliti, il che significa che se si muore mentre si è molto addentro allo svolgimento di una missione occorrerà ricominciare tutto daccapo. Esistono comunque eccezioni: Cleric e Chanter possono resuscitare in loco, così come particolari artefatti permettono di tornare in vita nello stesso punto in cui si è caduti...

Interfaccia e geografia
L'interfaccia di gioco è assolutamente classica per il genere di prodotto. A schermo abbiamo un numero variabile di barre su cui posizionare liberamente poteri ed azioni che possiamo utilizzare; non mancano ovviamente la minimappa, le barre dedicate a salute, punti magia, punti divini (che attivano poteri speciali) ed esperienza, oltre al classico spazio dedicato alle chat, personalizzabile a proprio piacimento. Da segnalare in positivo che NCSoft ha previsto uno specifico canale dedicato alle lingue europee non adottate ufficialmente in Aion: i server infatti avranno come lingue ufficiali solo inglese, francese o tedesco. Per evitare che la general chat venga intasata dagli idiomi più disparati, ogni altra lingua (compreso l'italiano) potrà essere liberamente parlata nel canale appositamente dedicato: l'opzione rende ovviamente molto più semplice anche trovare on-line giocatori del proprio paese (la comunity italiana sembra aver eletto come proprio server ufficiale Telemachus, ma con presenze anche su Perento e Gorgos).
Nella barra è presente anche un doppio orologio, che riporta il tempo "reale" e quello in-game, che dunque se ne discosta e scorre ben più rapidamente.
Per quanto riguarda il PVE il giocatore viene guidato da un sistema di progettazione delle aree che lo guida attraverso una sequenza piuttosto lineare di regioni, ognuna delle quali leggermente più difficile dell'altra quanto a pericolosità dei mob. L'impressione finale è di un mondo abbastanza ristretto, specie per chi ha avuto modo di giocare a titoli come World of Warcraft, dove fin da subito vi era molta più libertà d'azione e soprattutto molte più regioni da esplorare: merito del fatto che ogni razza aveva le proprie zone d'influenza, mentre in Aion essendoci un'unica razza da questo punto di vista è penalizzato. Per il PVP invece è accessibile un'intera zona ad esso dedicato, chiamato Abyss, nel quale prodursi in scontri o assalti alle fortezze; è comunque presente una componente PVP anche nella classica esplorazione degli ambienti, dato che ad un certo punto diventa possibile questare in territori accessibili ad entrambe le fazioni, con prevedibili conseguenze. Non mancano inoltre anche le consuete istance (porzioni di gioco separate dal mondo persistente, ndR), da affrontare in gruppo.

Economia e Commercio
Il primo impatto col gioco è spiazzante: il mondo di Aion è afflitto da una mostruosa inflazione che aumenta a dismisura il prezzo di ogni cosa, o almeno questa è l'impressione iniziale. La valuta locale è il Kinah, rappresentato con la classica moneta d'oro, ma quello che stupisce davvero è la quantità di denaro che viene fin da subito richiesto per ogni cosa: perché in Aion, è bene metterlo subito in chiaro, si paga per tutto, dai trasporti alle professioni, tutto ha il suo prezzo. Già dai primissimi livelli un semplice passaggio per spostarsi in fretta da una località all'altra costa centinaia di Kinah, così come una pozione di cura o l'apprendimento di nuove abilità. E ben presto si passa a cifre a tre-quattro zeri, come se niente fosse. Bisogna farci l'abitudine, certo, ma Aion è un gioco in cui non conviene mai spendere con leggerezza i denari faticosamente guadagnati.
Per chi in un gioco di ruolo on-line non è interessato solo ai combattimenti ed al livellamento, Aion presenta un interessante sistema di professioni non fine a se stesso. Il gioco offre sei diversi mestieri: Armorsmithing (creazione di armature pesanti), Tailoring (abiti e armature leggere), Waeponsmithing (armi da mischia), Handcrafting (archi, bastoni e altri cimeli), Alchemy (pozioni) e Cooking (cibi e bevande fornenti vari vantaggi). Ogni mestiere necessita di essere appreso, pagando un apposito istruttore, e poi praticato, in modo da aumentare la propria abilità e riuscire a creare oggetti sempre più potenti. Per poter essere praticato occorre innanzitutto raccogliere le risorse necessarie, quindi fare pratica, magari avvalendosi delle quest denominate Work Order: si tratta di vere e proprie commissioni affidateci dal titolare della professione prescelta e da eseguirsi direttamente sul bancone di lavoro posto nella medesima struttura.
Per procedere alla creazione di oggetti e componenti avanzate è inoltre necessario possedere le recipes (ricette, ndR), che fanno apprendere al personaggio il processo produttivo di nuovi oggetti: è possibile procurarsele sia presso venditori che mediante drop o ricompense di quest. Parte delle materie prime per le professioni vanno raccolte direttamente sul campo, mediante le due abilità Vitality Extraction (che permette di raccogliere qualunque risorsa a terra) e Aether Extraction (che consente di collezionare l'Aether fluttuante nel cielo): più risorse si raccolgono, più il nostro personaggio diventa abile e può ottenerne di migliori, anche se ovviamente ogni step ulteriore prevede il pagamento di una gabella.
Tempo e soldi permettendo (perché ne occorrono molti di entrambi per progredire) il giocatore può intraprendere anche tutti i mestieri presenti, anche se alla fine soltanto due potranno essere portati al livello più alto. Craftare (forgiare oggetti in gioco, ndR) garantisce anche un minimo di esperienza, e permette di creare oggetti di valore assoluto, da utilizzare per il proprio personaggio o da vendere agli altri giocatori, per rientrare in parte degli investimenti.
Da segnalare in positivo che buona parte degli oggetti creabili dal giocatore risultano effettivamente utili: progredendo nei livelli di crafting parallelamente con l'acquisizione di esperienza nel gioco è possibile mantenere un equipaggiamento sempre competitivo, raramente superato dai drop casuali o dalle ricompense di quest, ed il discorso vale in particolar modo per i craft "critici".
Il sistema comune sia al crafting che alla raccolta di oggetti è quello “delle due barre”: una indica l'indice di successo, l'altra quella del fallimento. La prima che arriva al completamento determina l'esito dell'operazione. In realtà il successo arride quasi sempre al giocatore, mentre le possibilità di fallimento sono una variabile sempre più remota man mano che l'operazione diventa familiare. Talvolta casualmente si generano dei “successi critici” che fanno sì che la risorsa raccolta o il bene creato sia di livello superiore al preventiavato.
Nel gioco sono presenti un sistema di deposito per gli oggetti, così come due possibilità di commercio. Il deposito consiste in una sorta di banca in cui è possibile depositare gli oggetti che si intendono custodire, per poi recuperarli in qualunque momento; i pochi slot disponibili all'inizio possono venire estesi pagando a più riprese, ma il costo è molto salato. Lo stesso discorso vale per lo zaino in dotazione al giocatore: ad ogni ampliamento dello stesso il prezzo sale in maniera esorbitante.
Per vendere i propri oggetti esistono i Trade Broker presso i quali depositare i beni che si intendano vendere, dopo averne fissato il prezzo. Allo stesso modo chi ha bisogno di una determinata risorsa – che sia un'arma, un'armatura o un reagente – potrà cercare quello che gli serve navigando tra le varie offerte. Per i più intraprendenti è anche possibile aprire la propria bancarella in qualunque punto del mondo di Aion: il personaggio si siederà su uno sgabello, richiamando i compratori grazie ad un fumetto personalizzabile dal giocatore. Pur se non nuova l'idea è carina, anche se per avere delle serie possibilità di successo occorre cercare di piazzarsi in punti strategici: purtroppo per tenere aperta la propria bancarella occorre rimanere on-line nel gioco, vale a dire rimanere fermi immobili come salami, aspettando i clienti senza poter fare altro.

Fazioni in guerra
Altra caratteristica di Aion è quella di puntare molto sull'elemento PVP piuttosto che sul PVE, anche se con qualche contraddizione. Come anche il background fa intuire, ci si trova di fronte ad un prodotto dove il realm versus realm (combattimento reame contro reame, ndR) riveste una funzione decisiva: Elyos e Asmodian sono in guerra perenne tra loro, mentre la fazione dei Balaur fa da terzo incomodo.
Il primo assaggio di PVP si ha attraverso i Rift, portali che appaiono casualmente nel proprio reame di appartenenza: attraversandoli si viene catapultati in regioni appartenenti alla fazione opposta. Curiosamente però il gioco penalizza notevolmente gli "invasori", che ad esempio ricevono penalità se attaccano giocatori del reame opposto, fino a risultare addirittura visibili sulla mappa avversa, risultando così facili prede. A meno di Raid (gruppi di giocatori molto numerosi, ndR) organizzati, attraversare i portali risulta dunque molto pericoloso.
Ma la vera zona deputata al PVP è il già citato Abyss: un reame composto da tre immense isole fluttuanti, nel quale si svolge una guerra senza pietà tra le tre fazioni coinvolte. Teoricamente lo scopo principale nell'Abyss è quello di conquistare le fortezze ivi poste, inizialmente in mano ai Balaur. La conquista ed il mantenimento di una fortezza sblocca bonus e istance altrimenti precluse, ma richiede la cooperazione di molte persone, e quindi è operazione riservata prevalentemente alle grandi gilde, che in Aion assumono la nomea di Legioni. Nei panni degli assedianti o degli assediati, il gioco promette grandi battaglie campali. In alternativa nulla vieta di girare in piccoli gruppi ben organizzati alla ricerca della fazione nemica, per il semplice piacere di sterminarla.
Ogni azione compiuta in questa zona porta al conseguimento di Abyss Point, con i quali possono acquistarsi equipaggiamenti e oggetti espressamente pensati per il pvp e non ottenibili in altra maniera.

Tecnica
Resta infine da affrontare l'aspetto tecnico.
Fin da subito Aion ha impressionato i giocatori occidentali per la stabilità del suo motore grafico, rielaborazione dell'engine del primo Far Cry, in grado di far girare il tutto anche su macchine relativamente poco potenti. La cura maggiore è stata dedicata sicuramente ai personaggi, il cui livello di dettaglio è davvero impressionante: armature e vestiti sono di altissima qualità, ricchi di dettagli, ed appaiono efettivamente "indossati" e non incollati sopra come capita in genere. Movenze e gestualità sono state molto curate: ad ogni azione corrisponde una gestualità unica ed abbondano gli effetti speciali che accompagnano i lanci di magie o gli attacchi speciali. Da non dimenticare poi le già citate cut-scene che vedono come protagonista il personaggio creato dal giocatore e contribuiscono notevolmente al coinvolgimento dello stesso: peccato solo per la scarsa espressività dei vari protagonisti.
Anche il mondo di gioco gode di un design particolarmente ispirato, con colori acquerellati ed atmosfere sognanti che si adattano perfettamente al tipo di ambientazione proposto, che gioca sull'assurdo di un pianeta spaccato a metà. Ogni zona è varia e stacca dalle precedenti, rendendo una vera gioia per gli occhi l'esplorazione, grazie anche ad una cura particolare riposta nei dettagli che caratterizzano ognuna delle stesse. Graficamente i programmatori NCSoft hanno trovato un accettabile compromesso tra una resa molto buona e la necessità di non gravare troppo sulle risorse: ad un più attento esame troviamo alberi bidimensionali, assenza di erba e texture di bassa definizione, concentrate nelle zone non esplorabili, che nel complesso non minano la valida resa globale.
Le musiche accompagnano piacevolmente l'esplorazione, mentre i gridolini dei vari personaggi potrebbero venire presto a noia per alcuni, ma per fortuna sono disabilitabili. Impagabile invece il convolgimento sonoro che ogni ambientazione offre: chiunque disponga di un impianto sonoro all'altezza si troverà immerso nella natura che si trova ad esplorare, con il vento che soffia tra le fronde, l'acqua che scorre placida o si tuffa rombante da una cascata, la pioggia battente, i versi degli animali.
Sono infinee previsti eventi atmosferici diversi e il passaggio tra la notte e il giorno, che talvolta influisce direttamente sullo svolgimento delle quest.
Da non trascurare anche il discorso server: durante le beta questi si sono rivelati molto affidabili, senza mai denotare problemi di stabilità o di lag. C'è da dire però che le cose sono in parte cambiate con la pre-release del 20 settembre: a causa dell'enorme - e forse inaspettata - affluenza di giocatori, si è assistito a lunghe code per poter entrare (a vole si sono sfiorate le quattro ore di attesa) e il fenomeno è perfino peggiorato in concomitanza del lancio ufficiale, il 25 dello stesso mese. In parte la cosa è dovuta anche ad una precisa scelta strategica di NCSoft, che ha deciso di aprire solo dodici server per la release europea, tra l'altro intervenendo nel bilanciamento delle fazioni. La conseguenza è che quando su un server si verifica uno sbilanciamento di una fazione su un'altra, le adesioni alla prima vengono sospese fino al riequilibrio della situazione. Questo ha causato diversi malumori tra chi non ha potuto scegliere la fazione o il server desiderati, ma si tratta di una situazione temporanea destinata a risolversi, o almeno così speriamo.
La longevità come sempre in questo genere di prodotto è molto alta ed anche al raggiungimento del level cap le cose da fare paiono assai numerose.
Ricordiamo infine si tratta di un gioco a pagamento: chi compra Aion ha diritto ad un mese di gioco, dopodichè dovrà pagare un canone periodico in linea con gli altri prodotti del genere.

Hardware
Requisiti minimi
•Microsoft Windows® XP SP2
•2.8GHz CPU or equivalent
•1GB RAM
•NVIDIA® 5900 Ultra with 128MB RAM / ATI® Radeon® x700 with 128MB RAM or higher
•15GB hard disk space
•DVD-ROM drive
•DirectX® 9.0c (6/2008 update)
•Sound device
•Broadband Internet connection

Requisiti consigliati
•Microsoft Windows® XP SP2/ Vista
•Dual Core CPU 2.0GHz or equivalent
•2GB RAM
•NVIDIA® 6800 with 256MB RAM / ATI® Radeon® x800 with 256MB or higher
•15GB hard disk space
•DVD-ROM drive
•DirectX® 9.0c (6/2008 update)
•Sound device
•Broadband Internet connection
Recensione Videogioco AION scritta da FABFAB Recensire un MMORPG al lancio non è impresa facile, nonostante le varie beta e l'early start, che ci hanno permesso di provare il titolo abbastanza a fondo. La ragione è evidente: si parla pur sempre di un gioco destinato a durare centinaia di ore, il cui valore va dunque anche valutato in base alla sua capacità di appassionare i giocatori per tanto tempo e di tenerli avvinti anche una volta raggiunto il cap, vale a dire il livello massimo. Aion sembra molto promettente anche sotto questo punto, con meccaniche Realm vs Realm molto interessanti e competitive, che tuttavia non abbiamo oggettivamente ancora avuto modo di provare.
Detto questo non possiamo che riconoscere come sotto ogni aspetto Aion si presenti come un ottimo titolo, dotato di un valido motore grafico, un design ispirato, meccaniche di gioco rodate e convincenti, validissimo e potenzialmente appassionante anche sul lungo periodo. Dalle nostre prove non emergono quasi elementi negativi e pertanto risulta impossibile non consigliarlo, sia agli appassionati del genere (ma non a quelli che cerchino innovazioni sconvolgenti) che ai novellini che si avvicinano per la prima volta. Ed anche per coloro che si trovano in difficoltà con la lingua inglese viene in aiuto una community italiana numerosa e ben organizzata.
La risposta del pubblico finora si è rivelata assai calorosa ed i server sono intasati da migliaia di giocatori on-line, con conseguenti lunghe code per poter accedere, il che rappresenta al momento l'unico vero problema del titolo NCSoft.
In definitiva Aion risulta essere un ottimo MMORPG ed in apparenza una degna alternativa a WoW, ennesimo gioiello in un autunno davvero irripetibile per gli appassionati del genere, che possono dunque scegliere tra Aion e Champions Online, la cui recensione arriverà prestissimo sulle nostre pagine.
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