Recensione di Legendary

Copertina Videogioco Legendary
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Spark Unlimited
  • Distributore:

     Atari
  • Data uscita:

     30 Settembre 2008
- Momenti cinematografici e spettacolari
- Un'ottima idea di fondo...
- ...ma sviluppata poco e male
- Ripetitivo
- Scarsa longevità
- Eccessivo scripting
- Multiplayer accessorio
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A cura di (Kraken) del
Rubare un antico manufatto non dovrebbe essere un problema, per un ladro professionista. Nei primi attimi di gioco offerti da Legendary, vi ritroverete proprio in questa situazione. Vestirete infatti i panni di Charles Deckard, abile truffatore assoldato da un ricco collezionista per un furto del tutto atipico: una reliquia misteriosa riposta nel museo di New York, la quale scopriremo più avanti essere niente di meno che il leggendario Vaso di Pandora in grado, secondo le leggende, di liberare nel mondo ogni tipo di essere mostruoso.
Le prime fasi scorrono in rapidi secondi, tra passaggi giocati e brevi cinematic che ci daranno una (seppur pallida) infarinatura di base sulla storia. Il bello verrà una volta aperto il vaso.

Aprire un vaso, scatenare un inferno
Dopo aver aperto il Vaso di Pandora (azione che accadrà nei primi secondi di gioco), ci ritroveremo sbattuti a terra da una strana energia, e con un marchio mistico sulla mano destra: uno snello tutorial ci illustrerà il potere base garantitoci dal questo strano segno e cioè una cura immediata.
Potremo ricaricare il nostro marchio grazie a piccole nuvole di energia mistica che troveremo dopo l'uccisione dei nemici o sparse per i livelli; man mano che avanzeremo nella storia, appariranno altri tutorial che ci insegneranno usi diversi di questa energia (ovvero una potente spinta energetica)
La componente tattica che questo trick aggiunge al gioco è minima, visto che converrà molto spesso, e anzi quasi sempre, l'uso della prima abilità, ovvero la cura basilare.
Dopo essere scappati dal museo (che rapidamente si decomporrà sotto i nostri occhi divorato dall'energia magica) ci ritroveremo per le strade di una New York impazzita, dove faremo la conoscenza del nostro primo e letale nemico: lo scripting eccessivo.
Sia chiaro, la spettacolarità di questa prima fase è ammirevole e ben curata, anche se un po' troppo sopra le righe: vedremo grifoni volare e ghermire le loro prede, macchine correre verso di noi ed esplodere e assisteremo persino alla nascita di un golem di acciaio, che torreggerà su di noi per qualche secondo, prima di “decidersi” ad attraversare un intero palazzo sfondandolo da parte a parte. Purtroppo, però, i giocatori non avranno nessuna parte in questo, come in molti altri frangenti del gioco.
Molte volte ci ritroveremo al punto di dover aspettare un particolare evento per trovare la giusta strada, come il provvidenziale scoppio di una vettura o l'esplosione di una porta, data la totale assenza di qualsivolgia tipo di percorso alternativo: dovremo seguire un binario, molto preciso e definito.
Se nei primi attimi del gioco questo può considerarsi un pregio, a lungo andare questa sorta di “film interattivo” non mancherà di stancare, offrendo al giocatore la sensazione di un coinvolgimento solo parziale nel caos e nell'invasione di creature ultraterrene, che spesso saranno ridotte solo a “portinai” sul nostro binario di gioco.

Classico, fin troppo
Dal punto di vista del gameplay, Legendary ci propone la classica dinamica dello sparatutto: avremo diversi tipi di armi (non molte, ma dei tre classici tipi: fucile, fucile a corta distanza e pistole) oltre ad un'arma da corpo a corpo, l'ascia da pompiere, che ironicamente ci ritroveremo ad usare molte volte, data la sua eccessiva potenza. I nemici rispondono bene (per noi) ai colpi, e data la loro origine soprannaturale giustificano molte volte una resistenza fin troppo coriacea; unica pecca, e vistosa, è l'intelligenza artificiale che li muove, in grado solo di farli avanzare verso di noi in grossi branchi e dotandoli di una scarsissima furbizia.
La longevità del single player e' del tutto insufficiente, richiedendo solo otto ore scarse per il suo completamento in difficoltà media.

Vaso di Pandora: istruzioni per l'uso
A differenza delle versioni console, in questa versione PC Legendary propone una definizione del parco ombre più avanzata e organica, anche se ancora non del tutto al passo con i tempi: la palette di colore risulta più accesa, così come gli effetti speciali di luce e colore; purtroppo, il resto della grafica rimane sul livello delle versioni console, dandoci un'impressione troppo “rarefatta” e raffazzonata, e ricorrendo spesso a effetti blur che altro non faranno che distrarci dalle evidenti pecche grafiche in fatto di antialiasing e definizione di texture. Poco convincenti le animazioni dei mostri e degli umani, legnose e ripetitive.
Il sonoro si attesta su buoni livelli, soprattutto durante le azioni più spettacolari, garantendo un coinvolgimento ottimo e dandoci la vera impressione di ritrovarci sul posto, inseguiti da qualche grifone affamato o da un paio di lupi mannari molto, molto arrabbiati. Purtroppo il livello dei rumori di armi e incantesimi sono approssimativi e appena sufficienti.

Multiplayer
Il multiplayer del titolo vede una sola modalità a squadre, in cui otto giocatori si affronteranno su diverse mappe per il controllo e l'accumulo delle sfere di energia mistica, una modalità che delude nella sua ripetitività e nel suo inconsistente coinvolgimento.

Hardware
Sistema Operativo: Windows Vista/XP, Processore: Pentium 4 3.0 Ghz, Memoria: 12.5 GB di spazio su Hard Disk, 1GB RAM, Scheda Video: ATI Radeon X1300, NVIDIA GeForce 6800
Recensione Videogioco LEGENDARY scritta da KRAKEN Una mancata realizzazione di un concept intrigante e misterioso: quante volte nel mondo dei videogiochi e' capitato di dire, pensare o scrivere questa frase.
Legendary ne è l'ennesimo esempio: a fronte di una storia dal potenziale infinito e dai numerosi agganci con la mitologia mondiale, davanti a noi appare un gioco del tutto mediocre, uno sparatutto budget che farà la felicità di coloro che cercano un titolo di scarso impegno, ma che inevitabilmente lascerà dell'amaro in bocca a coloro che speravano in un titolo coinvolgente e innovativo. Se amate distruzione gratuita e grossi mostri, dateci un'occhiata.
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