Recensione di Code of Honor: The French Foreign Legion

Copertina Videogioco CoH:TFFL
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     CITY Interactive
  • Distributore:

     Blue Label
  • Data uscita:

     Disponibile
- Non ce ne sono - Tutto
A cura di (Threepwood) del
Nel corso del mese appena conclusosi, e anche in queste pre-natalizie giornate di dicembre, siamo stati letteralmente invasi da titoloni. Quasi tutti quei giochi oggetti di discussione durante la torrida estate sono ormai sugli scaffali e fra Mario impegnato a viaggiare per la galassia, la nuova avventura di Halo, le furtive scorribande in terra santa di Altair, le atmosfere paradisiache di Crysis e tanti altri, riusciamo a trovare un po’ di tempo per quei giochi che non hanno un così grosso successo. Oggi parleremo di Code of Honor: The French Foreign Legion e saggeremo il suo potenziale per verificare se anche il prodotto di Blue Label Entertaiment può riuscire a divenire un piacevole sollazzo nella giungla dei grandi nomi.

La legione straniera eh … io volevo solo un taglio di capelli ben fatto!
Il nostro lavoro consiste nel giudicare un titolo nella sua interezza indipendentemente dal fatto che provenga da una casa rinomata o che sia realizzato da un team di nuova creazione. Ebbene il nostro giudizio, soprattutto ora, non sarà di certo influenzato dal lusso al quale siamo stati abituati da tutta quella valanga di titoloni sopra citati. Tutto ciò per dire che il gioco in questione si presenta veramente male ed è solo l’inizio di una reazione a catena, un effetto domino che compromette tutto il prodotto. Se avessimo ricevuto il titolo in una scatola bianca e privo del classico libretto, a questo punto ci troveremmo in un bell’imbarazzo. Nel gioco nulla vi verrà spiegato, non saprete né chi siete e nemmeno perché siete stati abbandonati in quello che sembra essere un deserto e soprattutto perché avete un mitragliatore in mano. Fortunatamente abbiamo il libretto d’istruzioni, pensavamo quasi mancasse anche quello, in questo modo possiamo giusto raccontarvi qualcosa e capire se dobbiamo usare il fucile per abbattere un nemico o se dobbiamo smontarlo e cercare di barattarlo con il primo beduino che passa in cambio di un cammello e un po’ d’acqua. Impersoneremo Claude Boulet, un caporale scelto della legione straniera Francese che dovrà vedersela con un gruppo di rivoluzionari in Costa d’Avorio. Il gruppo ribelle sembra essere entrato in possesso di alcuni rifiuti radioattivi che potrebbero essere usati per creare bombe e minacciare i paesi europei. Come nel più classico dei film d’azione chiudiamo quindi il tempo delle domande e passiamo all’azione.
Parlando del gameplay si va a toccare un tasto piuttosto dolente, visto che è uno dei più rodati e ormai abusati nella storia del videogame. Ci troviamo alle prese con un banalissimo fps: un tasto per sparare, uno per correre, i direzionali per muoversi e i numeri sulla tastiera per cambiare armi. La nostra esaltazione è praticamente azzerata, ma non ci perdiamo d’animo e decidiamo di proseguire per verificare se il titolo è quantomeno divertente da giocare. Benissimo, ricarichiamo le nostre batterie con tutta la nostra fiducia nel titolo che abbiamo di fronte e decidiamo di far saltare qualche testa. Dopo le prime sparatorie siamo vittime di un mancamento, tanto da cadere fragorosamente sulla tastiera premendo una sequenza impressionante di tasti, provocando così il totale riavvio del sistema. Fin da subito notiamo come gli sviluppatori non abbiano nemmeno tentato di rendere realistici gli scontri o se hanno tentato, lo hanno fatto veramente male. Il nostro evoluto fucile di precisione non è in grado di scalfire un transatlantico a cento metri di distanza, figuriamoci quindi i soldati nemici. In secondo luogo la IA dei nostri avversari è forse talmente pessima da non avere precedenti. Tuffandoci fra i soldati nemici come dei folli, riusciamo comunque a uscirne vivi, le loro “tattiche” di attacco sono sempre le stesse ogni volta e i loro riflessi praticamente da coma. Come se non bastasse avremo a disposizione tutte le armi nel giro di qualche minuto di gioco e medikit e munizioni spunteranno dal terreno come funghi.

Aspetto tecnico
Devastati ormai nello spirito e nel corpo, decidiamo di tuffarci sul comparto grafico e sonoro, non si sa mai che la nuova generazione abbia casualmente contagiato gli sviluppatori. Per nostra sfortuna non è assolutamente così. Le impostazioni del menù non prevedono una quantità di opzioni grafiche nemmeno decenti, ma nonostante tutto decidiamo di giocare il titolo al meglio e stiamo a vedere cosa esso riesce a darci. Il risultato è pressoché inguardabile. I pochi specchi d’acqua presenti sono orrendi, le ombre improponibili, i dettagli dei personaggi e la loro realizzazione è ridicola e tanto vale per esplosioni ed effetti luce. Le texture sono forse inferiori a quelle del miglior Quake 3 (gioco di sette anni fa), non che il resto sia tanto meglio! Parlando del comparto audio … beh non si può dire che i programmatori siano stati incoerenti. Nonostante la possibilità di godere dell’EAX il risultato è comunque pessimo, gli effetti audio sono osceni e talvolta non si sentono nemmeno, senza contare che la colonna sonora è praticamente assente.

Multiplayer
Assente

Hardware
Windows 98/ME/2000/XP
DirectX 9.0; Pentium o AMD Athlon 1,6 Ghz
512 MByte RAM
Scheda Video: ATI Radeon 8500 o GeForce3
Schedaq Audio DirectX 9.0 compatibile
2GByte Hard Drive
Recensione Videogioco CODE OF HONOR: THE FRENCH FOREIGN LEGION scritta da THREEPWOOD Code of Honor è un totale fallimento e non è sicuramente nella lista dei regali di Natale da fare ad un giocatore. Fare una critica di questo genere non è mai piacevole, come non è certo a noi gradito stroncare una casa “minore” che avrebbe invece dovuto dimostrare decisamente qualcosa in più per conferire una ragion d'essere a questo scialbo, noioso e mal riuscito titolo. Un elettrocardiogramma piatto per tutta la durata della nostra esperienza di gioco. Tutto da rifare. Ma anche no...
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