Recensione di Sinking Island

- Un'atmosfera unica
- Ottimo plot
- Buona gestione delle indagini tramite il PPA
- Dialoghi eccessivamente prolissi
- Spostamenti frequenti e spesso molto lenti
- Doppiaggio italiano scadente
A cura di (andymonza) del
Essere il guru di un genere relativamente di nicchia può essere un compito molto, molto difficile. Quando poi il genere in questione è quello delle avventure grafiche, che contro ogni aspettativa conta ancora oggi un gran numero di veri appassionati, la questione può farsi ancor più complicata.
Questo tipo di titoli infatti deve puntare necessariamente su caratteristiche il cui sviluppo richiede una giusta ispirazione e soprattutto molto tempo per un'adeguata gestazione.
Perdipiù i fan di un genere “minore” sono naturalmente più esigenti del giocatore medio, per ovvi motivi tra cui una scelta più limitata ed il lungo lasso di tempo che può passare tra una valida uscita ed un'altra.
Dopo due capolavori assoluti come Amerzone e Syberia l'attesa che si genera dietro ad ogni annuncio di un nuovo lavoro di Benoit Sokal è sorprendente. I plot appassionanti e sfaccettati, i personaggi principali e comprimari “vivi” e convincenti, i dialoghi degni di megaproduzioni hollywoodiane e soprattutto le ambientazioni favolose ed oniriche hanno reso indimenticabili i suoi lavori precedenti: anche solo eguagliare tali fasti è un obiettivo enorme, e la parziale delusione del recente Paradise ne è la conferma.

Un giallo d'atmosfera
Un miliardario in sedia a rotelle, eccentrico e megalomane, trovato morto; un'isola nel Pacfico; un hotel di lusso sfrenato; dieci sospettati; un uragano in arrivo.
Questa imbrigliata matassa prende vita sotto i nostri occhi, per l'occasione quelli del detective Jack Norm, talentuoso investigatore inviato da un suo collega indisposto a far luce sul misterioso ritrovamento del cadavere del magnate Walter Jones da parte del suo avvocato. E' solo precipitato da quella rupe, o vi è stato spinto? E cosa sono quei graffi che ha sulla faccia?
Tutto quello che sappiamo è che Jones aveva invitato i suoi eredi sull'isola di Sagorah per informarli sul testamento. L'isola è sede del “Jones Hotel”, mostruosa torre in stile art decò da lui stesso ideata come nido di lusso sfrenato per le migliori vacanze di tutto il jet set mondiale, e come sua ultima dimora. Giunti sul luogo, scopriamo che la divina punizione per l'ubris dell'uomo sta giungendo sotto forma di un cedimento del fondale marino sottostante l'isola, che schiacciata sotto il peso dell'aberrante grattacielo, è destinata a svanire tra i flutti portando con sé tutte le prove. Abbiamo a disposizione solo tre giorni prima che lo stesso destino che fu di Atlantide ricada su Sagorah.
La simulazione dello scorrere reale del tempo era già stata sperimentata con successo in un'avventura grafica in “The Last Express”, splendido ma commercialmente sfortunato titolo del '97. Oggi Sokal ce la ripropone, arricchendola di un elemento claustrofobico dovuto al progressivo inabissamento dell'isola, che rende lo spazio a disposizione via via più esiguo.

Private Investigation
A livello di gameplay Sinking Island non si discosta affatto dai canoni del genere; Jack Norm è un investigatore alla vecchia maniera, e si affiderà esclusivamente alla raccolta degli indizi ed a lunghi interrogatori dei sospettati per giungere alla cattura dell'assassino.
Per tenere ordine nel complicato intreccio avremo a disposizione un palmare, il PPA (o Personal Police Assistant), la cui principale funzione è quella di tenere traccia di tutte le domande che Norm si pone sul caso, a cui potremo dare risposta una volta accumulate un certo numero di prove, come se fossero tasselli di un puzzle. Avremo inoltre la possibilità di confrontare alcuni elementi, come la foto di una scarpa con delle impronte rinvenute.
Per quanto tale meccanica si riveli riuscita e ben integrata nell'esperienza di gioco, essa trova il suo limite nell'eccessiva linearità con cui è stata concepita: ci siamo trovati più di una volta tra le mani una prova indiziaria eclatante, senza però poterla utilizzare per progredire nell'avventura prima di aver trovato tutti i tasselli della relativa domanda, con un conseguente senso di frustrazione e scarso realismo.
Il mouse è come da copione lo strumento principale per compiere tutte la pletora di azioni a disposizione: useremo il tasto sinistro per dare a Jack una destinazione, ed il destro per aprire l'inventario. L'interazione con lo sfondo è limitata esclusivamente agli oggetti ed alle parti di scenario che hanno una qualche rilevanza: il puntatore del mouse assumerà diverse forme passando su questi hot-spot, ed un clic sarà sufficiente per compiere la relativa azione.
La modalità real time è affiancata da una modalità senza limiti di tempo, a tutto vantaggio dei giocatori meno esperti, che risulta tuttavia molto meno coinvolgente.

Tempus fugit...sed lente
Se una struttura narrativa complessa è indubbiamente alla base della natura stessa di ogni avventura grafica, questo non significa che essa debba necessariamente risultare pesante. Tale, purtroppo, è il male peggiore che affligge Sinking Island. La lunghezza dei dialoghi a scelta multipla va spesso ben oltre il necessario, e li rende a lungo andare tediosi e poco fruibili. A questo bisogna aggiungere il fatto che la profondità narrativa non raggiunge i livelli visti nei precedenti lavori di Sokal, e lo studio dei singoli personaggi non è purtroppo sufficiente a smuovere emotivamente il giocatore, che rimane tutto sommato indifferente alla vicenda.
Il senso di lentezza, niente affatto bilanciato dallo scorrere reale del tempo, è poi ingigantito dalla necessità di spostarsi fisicamente per lunghi scenari prima di giungere alla destinazione d'interesse: un sistema di “teletrasporto” o di movimento velocizzato, per quanto poco realistico, avrebbe di sicuro alleggerito questi molti “momenti morti” di cui Sinking soffre pesantemente.

Comparto tecnico
Sagorah è ben diversa dall'atollo paradisiaco che ci si aspetta. Sconvolta dall'arrivo un uragano, essa è perennemente ammantata da quella luce livida tipica dei temporali estivi, che filtrando tra la vegetazione proietta lunghe ombre. Gli autoctoni asserviti ad un padrone che non c'è più, le palme piegate dal vento, il vento che spazza incessantemente il paesaggio sono tutti tasselli di un quadro desolato, decadente, che ci fa sentire fuori dal tempo e dallo spazio conosciuti, risucchiati in una realtà parallela destinata a ripiegarsi su se stessa come un buco nero.
I fondali in 2D sono ad inquadratura fissa, senza scorrimento; la qualità è quella che ci si aspetta dato il portfolio dell'Autore, ed alcune inquadrature lasciano davvero il segno. E' un peccato altresì che meno attenzione sia stata riposta nella modellazione dei personaggi, unici elementi 3D dello scenario, che risultano poco particolareggiati, spesso esagerati nei tratti distintivi e sovente fuori contesto.
Il doppiaggio è tecnicamente parlando il neo peggiore di tutta la produzione; per quanto la presenza del parlato in italiano sia apprezzabile, la qualità piuttosto scadente finisce per rovinare l'atmosfera ed il coinvolgimento.

Hardware
Requisiti Minimi

* Sistema Operativo: Windows XP/Vista
* Processore: Pentium 4 1.5 GHz o AMD equivalente
* RAM: 512 MB
* Scheda Video: 3D 64 MB di memoria
* DirectX 9.0C
* Lettore DVD
Recensione Videogioco SINKING ISLAND scritta da ANDYMONZA Sinking Island è un titolo che porta fortemente l'impronta del suo autore. L'ottimo concept, dai forti tratti decadenti e lynchiani, riesce a far breccia nella sensibilità del giocatore e a trascinarlo con successo nella vicenda.
Un'eccessiva pesantezza dei dialoghi, purtroppo non direttamente proporzionale alla rilevanza narrativa di questi ultimi, e la lentezza negli spostamenti, alleggeriscono la buona presa che il gioco potrebbe avere sul pubblico.
La modalità in real time aggiunge un pizzico di buona ritmica ad un genere solitamente più "rilassato", rendendo l'esperienza di gioco appassionante.
Siamo di fronte ad un lavoro che piacerà ai fan di Sokal e del genere, date le sue innegabili qualità e la buona lavorazione.
Siamo altresì ben lontani dai fasti del passato: riuscirà mai più il maestro a superare se stesso...?
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