Recensione di Penumbra: Overture Episode One

Copertina Videogioco Penumbra
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Avventura
  • Sviluppatore:

     Frictional Games
  • Data uscita:

     2007
-Splendida atmosfera "de paura"
-Motore fisico notevole
-Tante novità per il genere
-Piuttosto breve
-Enigmi talvolta fin troppo semplici
-I.A. dei nemici non eccelsa
A cura di (seifer77) del
I videogiocatori appassionati di avventure grafiche, ultimamente, possono dirsi tutt'altro che felici; il panorama videoludico attuale ben poco offre a coloro che di pietre miliari come Monkey Island "et similia" ne hanno fatto una personalissima religione. Qualche sparuta apparizione di misconosciuti titoli appartenenti al genere, spesso senza molte pretese e, per di più, a prezzo budget (ed è il caso di questo Penumbra) nel tentativo di accalappiare aficionados e non di quella tipologia di videogame che un tempo mieteva proseliti e che oggi pare dimenticata dalla massa, non può certo soddisfare un pubblico che in passato è stato senz'altro ben abituato.
Qualche tempo fa, capitò che gli svedesi di Frictional Games sviluppassero una tech demo dimostrativa, atta a mettere in mostra le potenzialità dell'engine 3D interno e del motore fisico Newton Game Dynamics; oltre alle dovute mirabilie a livello grafico, la demo in questione poteva fregiarsi anche di una trama vera e propria e ciò non tardò ad appassionare coloro che ebbero la possibilità di darvi un'occhiata. Fiutato l'affare, gli scandinavi Frictional non tardarono ad offrire a quella demo che tanti aveva incuriosito la forma di un videogioco vero e proprio. Così nasce Penumbra: Overture Episode One, primo episodio di una trilogia che farà la felicità degli affezionati meno impressionabili di cui sopra; già, perchè il suddetto giochillo è una sorta di ibrido tra un'avventura grafica vecchio stampo e un survival horror stile Resident Evil, con una spruzzatina di FPS, che rischia di attirare anche i fan di uno dei generi più in voga del momento (almeno per quanto riguarda la piattaforma PC).

Papà!? Ma non era morto!?
Il protagonista dell'avventura, e dunque colui che potremo controllare con i nostri fidi mouse e tastiera, sarà tale Phillip, il quale ha appena perso la madre; il gioco, infatti, comincia proprio con il funerale della donna. Ad arricchire il tutto, nonchè a conferirgli un ulteriore dose di macabrezza, Phillip si ritroverà tra le mani un pacco, speditogli dal padre; l'inghippo sta nel fatto che costui dovrebbe essere, teoricamente, già morto da un pezzo! Il pacco in questione contiene la chiave di una cassetta di sicurezza, che il nostro uomo non tarderà ad utilizzare, recuperando, una serie di documenti redatti in una lingua sconosciuta. Tradotti questi, il nostro Phillip partirà per la gelida Groenlandia, alla ricerca della soluzione di questo mistero.
Il plot dell'avventura è già di per sè piuttosto inquietante, pur non essendo esattamente originalissimo ma, man mano che si prosegue nello svolgimento degli eventi, assumerà connotati ancor più sinistri!

Un'avventura grafica in prima persona!?
Ebbene si! Come già accennato poche righe più su, Penumbra differisce dai "colleghi" appartenenti allo stesso genere a causa di una visuale in prima persona che non è esattamente usuale in un prodotto del genere; dunque, vivremo la vicenda con gli occhi del nostro Phillip: i movimenti del nostro eroe avverranno tramite l'utilizzo contemporaneo di mouse e tastiere, proprio come in ogni FPS che rispetti; a differenza però di ogni classico sparatutto, l'interfaccia di gioco sarà piuttosto scarna. Le diverse informazioni sul nostro personaggio potremo visualizzarle spingendo il tasto TAB della tastiera; così facendo, oltre ad accedere all'inventario, i cui "slot" disponibili saranno visibili al centro dello schermo, potremo visualizzare il nostro livello di salute e lo stato di carica della torcia: entrambe le barre potranno essere ripristinate raccogliendo determinati oggetti disseminati per gli scenari, nel primo caso i classici medikit, nel secondo delle semplici batterie.
L'innovazione che Penumbra apporta all'asfittico panorama delle avventure grafiche viene evidenziata, inoltre, dal fatto che il giocatore, oltre a trovarsi alle prese con i classici enigmi di genere, sarà chiamato a scontrarsi direttamente con le mostruose creature che popolano le innevate pianure groenlandesi; gli scontri, tra l'altro, richiederanno una notevole dose di astuzia, dato che affrontare direttamente e a viso aperto gli avversari potrebbe portare, nella maggior parte dei casi, a morte certa, essendo questi in superiorità numerica nel 90 per cento dei casi; dunque, piuttosto che lanciarsi a testa bassa verso un nemico,sarà opportuno mimetizzarsi nell'ombra e interagire con gli oggetti presenti sull'improvvisato campo di battaglia, lanciandoli contro di esso: pur non essendo questa l'unica tattica utilizzabile, spesso si rivelerà quella maggiormente conveniente, complice anche l'intelligenza artificiale delle creature rese, in verità, piuttosto tonte!

Trascina, solleva, getta.
Essendo nato come tech demo di un motore fisico, Penumbra, per forza di cose, non può che trarre forza da questo punto di vista; il Newton Game Dynamics, al quale si accennava qualche riga più su e già visto in Half-Life 2, mostra tutte le sue potenzialità, rendendo l'azione di gioco estremamente realistica; rispetto al capolavoro di Valve, infatti, sono state perfezionate diverse "sciccoserie": innanzi tutto, ogni oggetto avrà un suo peso e questo influirà quando chiameremo il nostro personaggio ad utilizzarlo. Gli oggetti più pesanti potranno solo essere trascinati (come per esempio le rocce), mentre quelli più leggeri potranno essere sollevati o addirittura lanciati, cosa molto utile quando questi potrebbero servire per colpire le mostruose creature che ci verranno contro (come descritto nel paragrafo precedente).
Nonostante le interessanti innovazioni apportate al motore fisico, la grafica di Penumbra non è assolutamente granchè e se non fossimo a conoscenza della recente uscita del gioco, potremmo tranquillamente scambiarlo per un titolo di qualche anno fa.
Il comparto tecnico, comunque, si distingue ugualmente grazie al sonoro, davvero terrificante e realizzato ottimamente; buona parte degli spaventi che Penumbra causerà ai giocatori, saranno dovuti proprio alle torbide atmosfere che il comparto sonoro contribuirà in gran parte ad arricchire.
La nota stonata, nel complesso, è però la breve durata: trattandosi solo della prima parte di una trilogia, Penumbra non è stato reso propriamente lunghissimo e un giocatore esperto potrà completarlo nel giro di poche ore.

Multiplayer
Assente.

Hardware
Sistema operativo Windows XP/2000 e Vista (Windows 95/NT non supportati)
Processore 1,5 Ghz
512MB di Ram
1 GB di spazio libero su disco
Unità CD-ROM
Scheda video ATI Radeon 8500 o NVIDIA GeForce3 Ti (GeForce 4MX non supportata)
Tastiera e mouse
Recensione Videogioco PENUMBRA: OVERTURE EPISODE ONE scritta da SEIFER77 Penumbra è una gran bella sorpresa, soprattutto perchè arriva ad arricchire un panorama, quello delle avventure grafiche, in triste ed inesorabile declino a livello di innovazioni. Il titolo di Atari, dal canto suo, prova ad implementare alla classica struttura del genere numerose novità, in primis la visuale, non più in terza ma in prima persona e, più in generale, numerosi particolari provenienti dall'universo degli FPS. Impossibile catalogarlo sotto la voce di un solo genere, perchè trattasi di un ibrido assolutamente inusuale nel panorama videoludico odierno. Non mancano le dolenti note come la durata, davvero troppo breve per un qualunque appassionato, già abituato a scervellarsi nella risoluzione di enigmi, taluni dei quali, tra l'altro, altro difettuccio, in Penumbra non richiederanno certo di essere dei fulmini di guerra. Il progresso potrà essere rallentato dagli scontri con i nemici ma, una volta presa la mano, il giocatore non faticherà più di tanto a sconfiggerli. Ma di contorno ci sarà un'atmosfera cupa e tenebrosa, che provocherà più di un brivido lungo la schiena, una buona giocabilità e un motore fisico che coglie nuovamente occasione per mostrare le sue (grandi) potenzialità. Insomma, promosso pienamente, in attesa del prossimo episodio.
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