Recensione di Silent Hunter 4 Wolves Of The Pacific

Copertina Videogioco Silent Hunter 4
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Simulazione
  • Sviluppatore:

     Ubisoft
  • Data uscita:

     22 marzo 2007
- Simulazione ben realizzata
- Grafica dettagliata ed accattivante
- Sonoro molto curato
- Gameplay ripetitivo ed essenziale
- Richiede una buona dose di pazienza
- Qualche bug di troppo
A cura di (Jackazz) del
Silent Hunter III fu una piacevole sorpresa quando uscì, circa due anni fa, esclusivamente per Personal Computer. Anticipiamo subito che non vedrete mai il titolo Ubisoft approdare sulla vostra console preferita. Silent Hunter è una simulazione d'altri tempi, un affezionato ricordo di quella rimpianta stagione corredata di manuali enciclopedici, folli curve d'apprendimento e grandi soddisfazioni. Sia chiaro, Silent Hunter IV non è un gioco per tutti. E' impegnativo, difficile da gestire e padroneggiare. Ma se almeno una volta nella vita avete sognato di solcare i mari a bordo di questi dardi ipertecnologici (almeno per l'epoca), siete nel posto giusto: continuate a leggere.

4 Giugno 1942
Silent Hunter IV comincia dalla storica battaglia di Midway, combattuta dalla Marina Imperiale Giapponese e gli U.S.A, nell'oceano Pacifico. Se nell'episodio precedente i generosi programmatori rumeni vi avevano donato la possibilità di comandare in lungo e in largo un gigantesco U-Boat tedesco, questa volta avrete a che fare con uno Skipper statunitense, riprodotto fin nei minimi dettagli.
La campagna proposta, di cui parleremo più approfonditamente tra poche righe, porta sullo schermo, missione dopo missione, le battaglie navali tra giapponesi ed americani. Se nomi come "Mar dei Coralli" e "Passaggio di Palawan" non vi dicono niente, sarete in grado di apprezzare l'accurata ricostruzione storica solamente a metà.
Il cosiddetto "career mode" a cui accennavo poco fa è il cuore del gioco. Se mi permettete di tralasciare ancora per un attimo le numerose opzioni previste, vorrei porre la dovuta enfasi sul sistema dei progressi: una volta completate le missioni in programma vi saranno assegnati alcuni "punti esperienza" mascherati da riconoscimenti. La notorietà è un attributo essenziale per godere di determinate migliorie tecnologiche e circondarsi di un equipaggio scelto. Il successo, in tal caso, è assicurato affondando navi nemiche, abbattendo aerei ostili e salvando piloti alleati. Viceversa, il mancato rispetto di tali condizioni risulterà in una perdita dei suddetti punti. Nel caso vi dimostriate dei perfetti comandanti, abili strateghi o geniali pianificatori potrete assegnare al vostro equipaggio di fiducia medaglie o sudate promozioni. La campagna di Silent Hunter IV regge il confronto con un altro grande classico, prodotto ai suoi tempi dall'ormai defunta Microprose. I più attenti tra voi avranno sicuramente richiamato alla mente, viste le mie ultime parole, Falcon 4.0, ancora oggi ricordato per una delle campagne dinamiche più emozionanti della storia dei videogiochi. Le missioni si somigliano un po' tutte e gli obbiettivi, in questi casi sono sempre gli stessi: pattugliamento di zone calde, ricognizioni fotografiche dei siti nemici o ancora difesa e salvataggio in supporto a missioni aeree. Sotto questo profilo, la recente produzione Ubisoft strizza eccessivamente l'occhio al suo predecessore.

Profondità del Gameplay
L'oceano Pacifico è enorme, col risultato che talvolta incontrerete più di una difficoltà a scovare i nemici. Lo stile di gioco diviene piatto e monotono dopo poche missioni, colpa, questa, da imputare allo schema estremamente ripetitivo: "naviga fino alla zona interessata, affonda il mercantile barra corazzata, torna alla base e se ti capita butta giù qualche velivolo nemico".
Alcuni passi avanti sono stati compiuti nel campo dell'intelligenza artificiale: a dispetto del terzo episodio il vostro equipaggio non avrà più bisogno di una baby-sitter dall'occhio vigile, essendo ora in grado di cambiare posizione e portare a termine i propri compiti senza alcun influsso esterno.
Una buona dose di enfasi è posta sul sistema di combattimento, dato che per affondare una nave dovrete prima calcolare la sua velocità di direzione, calibrare il siluro (sperando che non faccia cilecca, ahinoi) ed infine godervi un grande spettacolo pirotecnico. Da sottolineare come ai livelli di difficoltà più bassi queste manovre siano del tutto escluse: ai meno esperti tra voi basterà agganciare una nave e fare fuoco.
Tra le novità introdotte vale la pena di rammentare i miglioramenti apportati ai sistemi TBT (Torpedo Bearing Transmitter) e alla postazione TDC, strumenti indispensabili per la buona riuscita di uno scontro a fuoco. Il primo calcola direzione e distanza del bersaglio ed il suo funzionamento è assimilabile all'uso di un comune binocolo. Il TDC si dimostra utile per confermare i dati raccolti e fornisce ulteriori indicazioni su angolo d'impatto, gradi e velocità del siluro in procinto di essere lanciato.

Training Needed
Consiglio anche ai più esperti tra voi di fare una capatina nel tutorial, prima di addentrarvi nella lunga e difficoltosa campagna. Come dicevamo nelle righe introduttive, Silent Hunter IV è estremamente complicato, e sarebbe addirittura impossibile se non fosse per un alto grado di customizzazione delle opzioni, che permette anche al giocatore dallo stile più arcade (si fa per dire) di gioire per i contenuti proposti. Fin dalle prime fasi di gioco è possibile impostare il livello di realismo su una scala da zero a cento. In tal caso il livello di difficoltà prescelto va ad influire sui progressi ottenuti, in modo tale che solo affrontando una missione alla massima difficoltà prevista potrete beneficiare della totalità dei punti di notorietà. Sarà compito della funzione di tutorial impartirvi lezioni di navigazione, addestrarvi sul funzionamento dell'artiglieria e il lancio dei siluri, insegnarvi ad usare strumenti come radar e sonar, indispensabili per una missione sottomarina ed infine fornirvi la giusta preparazione per affrontare un attacco a convoglio.
Single Patrols è il nome di una ulteriore modalità di gioco. Quest'ultima si propone come una via di mezzo tra la lunga campagna dinamica e le brevi missioni rapide. Il vostro obiettivo principale, in questa occasione, consisterà nel pattugliare determinate zone che, concedetemi di anticiparvelo, pulluleranno di nemici ed eventi non scriptati.
L'interfaccia, una volta presa confidenza con lo spirito simulativo del titolo, si rivela essere dettagliata e funzionale. Spie, leve e pulsanti rimarranno per tutta la durata dell'azione sotto i vostri vigili occhi, in attesa che voi possiate impartire ordini all'equipaggio o effettuare manovre di emergenza. La lista delle azioni disponibili è praticamente infinita: mi sembra utile elencarne solamente alcune, al fine di non appesantire la lettura. Impostare la velocità con un click, determinare la profondità del sottomarino oppure cambiare la direzione del timone. Per chi non ne avesse abbastanza, si segnala la presenza dell'emersione (o immersione, a seconda dei casi) di emergenza, il lancio di contromisure, l'uscita del periscopio e l'utilizzo del cannone da coperta, così come della contraerea pesante. Tutto questo è possibile in Silent Hunter IV!

Comparto tecnico
A livello grafico, le visuali offerte si dimostrano pregevoli ed ispirate, pur non toccando livelli notevoli. L'acqua si dimostra essere di buona fattura: vedrete le onde incresparsi, reagire agli spostamenti del vostro sottomarino. L'alternanza giorno/notte è resa sapientemente, attraverso colori vivi e splendenti, che non mancheranno di sottolineare i momenti più poetici alla guida del vostro incrociatore. Per quanto riguarda le fasi più concitate, le magnifiche esplosioni sapranno rendere giustizia all'impegno profuso di volta in volta nel tentativo di affondare questa o quella nave nemica. Il sonoro segue la stessa sorte dell'impianto grafico: si dimostra efficiente ma mai sopra le righe, senza infamia nè lode.

Multiplayer
Fino ad otto giocatori via LAN, quattro se si tratta di giocare online. Tra le modalità disponibili si cita la cooperativa oppure il classico scontro testa a testa. Missioni dinamiche e non scriptate, per una rigiocabilità pressochè infinita.

Hardware
Sistema Operativo: Windows® XP/Vista
Processore: 2GHz Pentium 4, AMD Athlon (raccomandati 3GHz Pentium 4 o AMD Athlon)
RAM: 1 GB (raccomandati 2 GB)
Scheda Video: 128 MB RAM, DirectX 9–compatibile, con supporto a Pixel Shader 2.0 (raccomandati 256 MB RAM )
Scheda Audio: DirectX 9 –compatibile
DirectX: DirectX 9.0c o successive
DVD ROM: 4x minimo
Hard Disk: 6 GB
Schede video supportate:
ATI® RADEON® 9600/9700/9800, X300 to X850, X1300 to X1800
NVIDIA® GeForce™ 6200/6600/6800/7800
Recensione Videogioco SILENT HUNTER 4 WOLVES OF THE PACIFIC scritta da JACKAZZ Silent Hunter IV è un'ottima simulazione, curata fin nei minimi particolari. Se siete appassionati del genere, alla ricerca di un titolo longevo ed impegnativo, il gioco Ubisoft fa al caso vostro. A tutti gli altri si consiglia una prova prima dell'acquisto, se possibile.
caricamento in corso...
SCREENSHOTS
RECENSIONI E SPECIALI CORRELATI
SpazioGames.it - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Monza dal 22/02/2008 con autorizzazione n.1907
© 1999 - 2012 GALBIT SRL TUTTI I DIRITTI RISERVATI - P.IVA 07051200967
Spaziogames.it utilizza i cookie per assicurarti la miglior esperienza di navigazione. Se desideri maggiori informazioni sui cookie e su come controllarne l'abilitazione con le impostazioni del browser accedi alla nostra Cookie Policy.