Recensione di Medieval II: Total War

Copertina Videogioco M2TW
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Strategico
  • Sviluppatore:

     Creative Assembly
  • Distributore:

     Leader
  • Giocatori:

     1-2
  • Data uscita:

     Disponibile
- Realistico
- Graficamente spettacolare
- Longevo e divertente
- Tattica e Strategia
- Graficamente pesante
A cura di (Mindead) del
Prefazione storica
Il Medioevo (termine coniato da Flavio Biondo, ispirandosi a Francesco Petrarca) è il periodo intermedio, il cui inizio viene collocato, per l'intera Europa, nel 476, cioè nell'anno che segna, secondo una convenzione fissata dagli storici, la deposizione dell'ultimo imperatore romano Romolo Augustolo e di conseguenza la fine dell'Impero Romano d'Occidente. Diversamente, la conclusione di questa era viene collocata in ciascun paese in date diverse, che coincidono con la nascita delle rispettive monarchie nazionali ed il periodo rinascimentale. Alcune date comunemente utilizzate sono il 1453, con la caduta di Costantinopoli in mano ai Turchi o la fine della Guerra dei Cent'Anni tra Inghilterra e Francia, il 1492, con la fine del periodo islamico in Spagna e la scoperta delle Americhe da parte di Cristoforo Colombo, ed il 1517, con la Riforma protestante. Secondo l'impostazione della storiografia marxista, condivisa anche da alcuni storici non marxisti, il Medioevo si concluderebbe con la fine del feudalesimo e l'avvento dell'industrializzazione nel XVII secolo.

Che la guerra abbia inizio!
Quanto aspettavo questo momento! Dopo esser stato traviato da Rome: Total War ho seguito assiduamente i risvolti legati al preannunciato Medieval 2: Total War, conscio del fatto che sarebbe stato un grande gioco ed infatti si è dimostrato tale; analizziamo il perché.
Come dice il titolo stesso, Medieval 2: Total War è ambientato in quell’epoca da cui la letteratura e la fantasia in genere hanno creato saghe ed epopee tanto care alla letteratura, a differenza di quest’ ultime però, Medieval 2: Total War rimane sempre nell’ambito del reale senza mai sfociare nel fantastico o nel fantasy, è quindi un titolo che tenta di accreditarsi la nomea di gioco profondamente realistico per quanto riguarda gli elementi presenti in esso.

Qualcosa è cambiato?
La fisionomia del gioco non è per niente diversa da quella dei suoi predecessori, le modalità permettono di affrontare campagne nei panni di una delle popolazioni vigenti, come la Spagna, la Francia, il Sacro Romano Impero o l’Inghilterra.
Lo scopo principale, secondo le regole, è quello di conquistare gran parte dei territori in un tempo massimo di circa duecento turni (ognuno di essi equivale ad una stagione). Ciò tuttavia non comporta un obbligo, potendo, allo scadere del tempo, continuare a giocare, per quanto l’obbiettivo principale non sia stato raggiunto.
Il tutto avviene in una grande mappa del mondo conosciuto al tempo nella quale non sono presenti soltanto le nazioni selezionabili all’ inizio, ma anche altre popolazioni, come i Mongoli per esempio, che il gioco non ci fornisce la possibilità di impersonare nella modalità campagna, non prima di aver concluso il gioco stesso con una delle fazioni di default.

Gestire il Medioevo
Medieval 2: Total War è un gioco gestionale nel quale, a prescindere dalla fazione scelta, abbiamo a disposizione alcuni territori gestibili nei modi più disparati. Ogni territorio è contraddistinto dalla presenza di una città o di un castello, roccaforti che devono essere abbattute o comunque conquistate se ne si vuol prender possesso. Bisogna lavorar sodo per lo sviluppo della nostra civiltà, soprattutto se si vuole che essa abbia il predominio sulle altre! Ogni città ha un certo numero d’abitanti e produce un reddito stagionale, tale reddito è necessario ad implementare la città stessa attraverso la costruzione di nuovi edifici o attraverso l’upgrade di quelli già esistenti. Vanno costruite le strade se si vuole che il commercio proliferi e le casse dell’impero si arricchiscano, vanno creati a tal proposito mercati e porti nei quali le genti daranno inizio alle trattative per la compravendita d’ogni tipo di bene materiale. Altrettanto importante è la costruzione delle chiese, luoghi di controllo sulla popolazione che daranno benessere e felicità al volgo, così come gli anfiteatri, nei quali sarà possibile organizzare corse giornaliere, mensili o annuali. L’ordine pubblico ha una vitale importanza nella gestione dei territori, se esso è basso il popolo si ribella, il che è male, per ovviare a questo problema è annoverata la costruzione di torri e stabili, nei quali la prefettura e le milizie svolgeranno il loro compito di tutori dell’ordine.
Quando le cose filano liscio, la popolazione è felice e cresce di numero, costringendoci ad alcuni upgrade forzati atti ad espandere l’ampiezza della città (o del castello) per ospitare più cittadini. Tali upgrade sono di vitale importanza in quanto causa prima del malcontento popolare se trascurati.
Nei luoghi di giubilo, di fede e d’amministrazione pubblica vengono formate alcune unità molto interessanti. Tra queste spicca il prete, una figura che, con la sola presenza, converte la popolazione pagana o infedele alla religione cattolica: La figura del prete è fondamentale perché è l’unica (eccetto l’assassino che vedremo in seguito) a poter processare ed ardere gli eretici che infestano casa nostra. Il prete, come tutte le unità del resto, dopo aver svolto il suo compito, acquisterà fama e competenza e magari sarà promosso cardinale dalla Santa Sede, cosa che lo renderà ancora più efficace nella sua lotta all’eresia e che lo accrediterà un giorno ad esser eletto come Papa!
La spia invece è un’ unità di ampio raggio d’azione, essa percorre un bel pezzo di mappa intrufolandosi ovunque desideriamo e rivelandoci informazioni talvolta fondamentali. Tali informazioni potrebbero essere il numero ed il tipo di milizie presenti in un castello (o in una città) che magari desideriamo attaccare. La spia, una volta introdotta in un insediamento nemico, ha una buona possibilità di aprirci i cancelli della città nel caso noi decidessimo di attaccarla.
Come il prete, anche la spia acquista esperienza, quando ha successo. La sua infallibilità talvolta viene arrestata se nella città in cui ha tentato di intrufolarsi c’è una grande presenza di milizie e di edifici di controllo dell’ordine pubblico e nel caso venisse scoperta sarà allontanata o addirittura uccisa.
Essendo il mondo di Medieval 2: Total War ricco di risorse, il gioco ci fornisce la figura del mercante, ossia un’unità che aprirà mercati laddove saranno presenti risorse e scambierà quest’ultime con i mercanti delle altre fazioni. Inutile rispiegarvi il concetto dell’esperienza, vale infatti anche per il mercante.
L’assassino è un’altra fondamentale figura nel panorama di Medieval 2: Total War. Infatti è colui che sabota gli edifici avversari creando il malcontento fra la popolazione o impedendo la costruzione di determinate unità, almeno fin a quando i complessi danneggiati non vengano riparati da chi di dovere. L’assassino sgozza i generali delle fazioni avversarie demoralizzando le truppe che magari attaccheremo dopo che il nostro fido sicario gli avrà ammazzato il capo. Egli può uccidere chiunque, ma non è detto che ci riesca, sta a noi scegliere.
In fine c’è l’intoccabile diplomatico, l’unità che curerà i rapporti con i nostri vicini, che offrirà doni ad essi per ammorbidirli e farceli amici, che tratterà la pace nel caso ce ne fosse bisogno e che proporrà alleanze. Le alleanze, ahimé, non sono gestite come vere e proprie collaborazioni fra imperi, bensì come patti di non belligeranza fra le diverse fazioni. Talvolta infatti capita di trovarsi circondati da diverse fazioni che tentano di invaderci da ogni punto cardinale, trattare la pace e l’alleanza con qualcuna di queste eviterà che esse ci attacchino, favorendo lo spiegamento di forze verso i punti nevralgici più sensibili all’invasione. Talvolta il diplomatico potrà proporre agli alleati di attaccare questa o quella fazione in cambio di denaro o d’accesso militare nelle nostre province. Tuttavia il supporto militare, nel caso il diplomatico avesse successo, non coinvolge noi in prima persona in queste guerre intestine, ma lascia vedersela all’A.I. che gestisce tanto gli alleati quanto i nemici.

Digressioni Papali
Il santo padre e la sua santa sede svolgono un ruolo importante in Medieval 2: Total War. Nel medioevo Europeo la chiesa ha sempre soggiogato a sè Re ed Imperatori, affermandosi più come un potere politico e militare che come portatrice di sana fede, questa è storia. Tale aspetto è riportato in Medieval 2: Total War nel medesimo modo. Il Papa infatti ci chiederà talvolta di accontentare certe sue richieste come quella di costruire una chiesa o la necessità di creare un prete in un determinato insediamento. Ci chiederà anche di partecipare alle crociate da lui indette in terra santa, ciò comporta dedicare un intero battaglione comprensivo di generale, i quali in caso di successo sarà ricoperto di onorificenze, mentre la sua fazione avrà i favori e le simpatie della santa sede stessa. Tali crociate però non verranno sempre e solo indette al nobile fine di liberare la terra santa dai Mori, ma talvolta ci ritroveremo a decidere se partecipare o no ad una crociata contro Londra per esempio, roccaforte dell’Inghilterra, che magari non sta nelle grazie del Papa. Talvolta invece le città contro le quali verrà indetta una crociata saranno le nostre. Se si è in guerra contro una fazione particolarmente simpatica al Papa egli ci chiederà di cessare le ostilità contro di essa, cosa che ci obbliga al ritiro delle truppe a meno che non si voglia essere scomunicati, il che crea malcontento nel popolo rozzo e ignorante. Quando invece saremo a pieno regime nelle grazie della Santità saremo noi a domandare una crociata contro qualche fazione che ci è ostile e che non sta simpatica manco al Vaticano, cosa ottima perché le truppe che impiegheremo sotto lo stendardo della croce avranno maggiori punti spostamento sulla mappa e verranno ricoperti di ogni tipo di onorificenza nel caso di successo. Ovviamente il Papa ci darà più ascolto ed accoglierà più facilmente tale crociata se la nostra richiesta arriva accompagnata da una tangente di suo gradimento. E’ per questo che il prete è fondamentale, perchè, come si sa, morto un Papa se ne fa un altro, quindi in caso di morte avverranno delle elezioni in cui il nostro candidato potrebbe avere la meglio e diventare Papa, mettendo noi ed i nostri alleati in condizione di favore rispetto alle altre fazioni. Ovviamente anche tali elezioni sono truccabili attraverso, donazioni e concessioni varie c’è la possibilità di orientare il voto altrui verso il candidato a noi preferito.

KRIEG
Dedichiamoci all’arte della guerra adesso. Il punto focale di questo titolo è raccolto nelle battaglie.
Nelle città e nei castelli si addestrano le unità e poi le si mandano in giro per il mondo a bere dal calice della vittoria. Perché specifico sempre e città ed i castelli? Perché potremmo irreversibilmente decidere che tipo di insediamento creare nello stesso modo in cui si costruiscono gli edifici. Nel caso della città avremo un’insediamento orientato più al commercio mentre nel caso del castello più verso la guerra, tali insediamenti presentano fisionomie differenti, mentre la città è protetta da una cinta muraria nella quale sarà opzionale o far impiantare torri armate di baliste e in seguito di cannoni, il tutto esteso principalmente in pianura, il castello è arroccato su se stesso e presenta diverse cinte murarie con altrettante torri che richiedono un impiego maggiore d’ artiglieria per farsi breccia nel cuore nemico.
Le unità, come in molti altri titoli, si suddividono principalmente in artiglieria, fanteria e cavalleria.
Ogni unità ha delle caratteristiche d’attacco e di difesa, e delle abilità speciali da sfruttare sul campo di battaglia. Tutte devono essere sfruttate in modo logico e giustificato, se si vuole svolgere una battaglia appassionante e spettacolare. Una volta spiegate le forze sul campo di battaglia ci si rende conto di come questo possa essere particolarmente curato e sempre molto vario, in base a dove le nostre truppe-pedine si trovano sulla grande mappa nella modalità gestionale, il campo di battaglia su cui ci ritroveremo sarà pressoché identico alla fisionomia tridimensionale vista come fosse una scacchiera. In pratica se sulla mappa stiamo attraversando un ponte aldilà del quale c’è la pedina che contraddistingue l’esercito nemico e decidiamo di marciare contro di esso, la visuale sarà zoomata e la battaglia vera e propria avrà inizio catapultandoci proprio su quel ponte che stavamo attraversando! Questo ci permette di spostare le nostre truppe-pedine in posizioni di vantaggio, come le alture, rispetto all’ avversario attendendo che esso ci attacchi o magari sorprendendolo noi. Più pedine sul territorio costituiscono più armata di potenziale attacco, se magari la truppa che vi dicevo prima, nei pressi dell’altura, è particolarmente vicina al nemico, un’altra potrebbe marciare verso di esso da una diversa direzione, magari dai boschi, sorprendendo il nemico e colpendolo da due fronti contemporaneamente. Uno dei due fronti sarà comandato da noi, mentre l’altro dall’intelligenza artificiale, che guiderà in modo abbastanza standard l’avanzata della seconda truppa. Un’altra scelta è quella di decidere se sfruttare l’altra truppa a nostro rinforzo, spesso però risulta sconveniente dal momento in cui tale rinforzo arriva da troppo lontano perdendo cosi un mucchio di tempo.
Tornando al campo di battaglia le unità schierate, prima di gettarsi al macello, potranno essere raggruppate e preposizionale a nostro piacimento e per altro collegate a shotcurts numerici.
Una volta che lo scontro ha inizio è l’inferno, l’avversario avanza intrepido con circa 400 uomini attraverso dei passi montani ricchi di boscaglia, la bruma è bassa e tagliente, egli non sa che 200 cavaliere smontati dal destriero si celano fra gli alberi pronti a gettarsi contro le sue timide truppe come cani rabbiosi! Prima che ci accada però i nostri arcieri, ben nascosti anch’ essi, appiccano fuoco alle frecce ed all’improvviso dal cielo piovono lapilli e zolfo sulle teste dei malcapitati, i quali, presi dallo scompiglio, cominciano a provar paura verso l’avanzata che si erano prefissati!
Il loro generale è un ostinato ed ordina ai suoi uomini di procedere di corsa verso gli arcieri che li bersagliano, ma proprio quando si trovano a poco più di dieci metri da essi, i nostri pazienti spadaccini partono alla carica creando una morsa attorno alla colonna nemica abbattendo così il loro morale. I nostri arcieri, sicuri della protezione della fanteria, ricominciano a tendere le loro corde contro il nemico, ma la loro cavalleria, avvertito il problema, cerca di aggirarli per poi disperderli fra la boscaglia. I cavalieri sono unità potenti che caricando portano con sè tutto quello che trovano, una carica di cavalleria potrebbe disperdere e decimare tutti i nostri arcieri in men che non si dica e purtroppo per loro ciò non accade, perché noi hai lati degli arcieri teniamo, nascosti fra le fronde, unità armate di picche e lunghe lance pronte a spiegare le loro armi riducendo la cavalleria nemica a spiedini.
Il generale nemico scappa, questo è il momento di attaccare massacrando e catturando quanti più nemici possibili! Le unità nemiche sono in rotta, cadono e scappano piene di paura, gli arcieri e le balestre avversarie tentano di battere in ritirata pur coprendosi le spalle e non fanno caso al fatto che la nostra di cavalleria li trapassa ad una velocità tale che il loro folto gruppo si spezza in due parti creando ancor più scompiglio nel cuore avversario. Il generale scappa e cosi un’altra unità di cavalleria, che nel frattempo aveva aggirato le file nemiche parte alla carica verso di esso intrattenendolo in uno scontro all’ultimo sangue, onde rallentare la sua fuga e permettere alla fanteria di raggiungerlo per infliggergli il colpo di grazia o ridurlo in schiavitù.
Al termine della battaglia, se essa è stata condotta contro un esercito, possiamo decidere se rilasciare i prigionieri, se mandarli alla gogna o se chiedere un riscatto, riscatto che a sua volta il nemico può decidere di pagare o no, in caso negativo, i suoi uomini verranno giustiziati.
Se l’attacco vincente fosse invece stato sferrato contro un insediamento si può decidere se occuparlo, se sterminare la popolazione o se saccheggiarlo rubando cosi parecchie ricchezze.
Spesso e volentieri durante gli assedi si tenta di non distruggere la città a cannonate, perché ciò implica che i futuri proprietari, cioè noi, dovranno spendere denaro per ricostruire ciò che è andato distrutto! L’importante è penetrare all’interno e massacrare tutti. L’intelligenza artificiale gioca il suo ruolo all’interno della battaglia, oltre a controllare i nemici ed i rinforzi, si può far comandare l’intera battaglia al computer anche se spesso giocando si ottengono risultati migliori. Tale funzione risulta tuttavia comoda quando si è mille contro cento per cui il risultato è ovvio. Anche durante la battaglia l’AI svolge il suo ruolo fra le nostre fila, infatti raggruppando le unità si può affidare il controllo all’intelligenza artificiale che tenterà di sfruttarle al meglio.
Sui mari invece le nostre flotte, che si acquisiscono come le truppe, combatteranno tenacemente, o almeno il gioco ce lo lascia immaginare, dal momento in cui solo l’AI gestisce le battaglie in mare, una pecca alla quale secondo me prima o poi dovranno rimediare.


Interfaccia e co.
Medieval 2: Total War gode di un’ottima interfaccia grafica che rende il titolo più fruibile, dinamico ed immediato. Alla base dello schermo è presente una barra dalla quale si controllano gli insediamenti e l’eventuale richiesta di truppe. Attraverso di essa si accede ai dettagli delle unità, degli insediamenti e dei rapporti con le altre fazioni, si tiene quindi sottocontrollo il nostro sviluppo. Da tali menù sarà possibile visionare in ogni insediamento il malcontento popolare, il commercio, gli introiti e le uscite, al fine di migliorare attraverso queste nozioni il progredire della comunità.
Utili ma talvolta invasivi sono gli aiuti che il sistema ci sarà. Una voce fuoricampo, accompagnata dall’immagine di una donna nella gestione e da quella di un soldato nelle battaglie, ci fornirà nozioni riguardanti quello che sta accadendo fornendoci anche utili consigli nella costruzione degli edifici, una sorta di facilitazione insomma che ci accompagna passo passo e che magari col tempo e con l’abitudine si tende a disattivare.

Compagni di grafica
La grafica rappresenta la colonna portante di Medieval 2: Total War. Questo gioco non varia di molto dai suoi predecessori, è pressoché identico. La grafica invece col tempo è progredita e non di poco, il dettaglio delle unità è curato tanto quanto le animazioni. Zoomando In e Out durante i combattimenti si nota come le caratteristiche belliche di ciascuna unità siano state realizzate in modo eccelso e computo, così come le ambientazioni e le svariate locazioni in cui si consumano centinaia di vite! Degni di nota sono gli agenti atmosferici, neve, pioggia e foschia non sono mai stati cosi reali e le esplosioni derivate dalle cannonate lo sono altrettanto. L’effetto tuttavia più sbalorditivo, almeno a parer mio, sono le miriadi di frecce che piovono sul campo di battaglia le quali vengono intraviste e accompagnate dal classico sibillino ad effetto Dopler, sensazionale!
C’è da rilevare però che i milioni di poligoni che vengono spostati dallo schermo rappresentano un indice di pesantezza non indifferente per l’ hardware ed anche i pc di nuova generazioni dovranno sudare parecchio per mandare avanti un titolo cosi esoso, soprattutto durante e sotto assedio, la presenza degli edifici costituisce il fulcro dello sforzo da parte dell’ hardware. Io con 1Gb di ram talvolta faccio fatica in presenza dei castelli, 2gb sarebbero senz’altro più adatti.
La giocabilità è molto buona, di rado s’incappa in qualche Bug davvero struggente, come qualche limite nell’ interazione fra i soldati e le mura, ma son difetti che ci ricordano soltanto che nessuno è perfetto e non ledono eccessivamente alla bellezza del videogame.
Il sonoro è spettacolare, i campi di battaglia sono reali, le urla, le cariche, nulla che manchi, tutto presente, completamente in italiano.

Multiplayer
Il multiplayer annovera soltanto le battaglie campali fra due giocatori annullando così l'opzione di mettere in pausa il gioco per disporre il proprio schieramento, rendendo il tutto molto più rapido.

Hardware
Requisiti Minimi:
- Sistema Operativo: Windows 2000/XP
- Processore: 1.5 GHz
- Ram: 512 MB
- Spazio Hard Disk: 700 MB
- Scheda Video: 128 MB con supporto Shader 1 compatibile DirectX 9.0c
- Scheda Audio: compatibile DirectX 9.0c
Recensione Videogioco MEDIEVAL II: TOTAL WAR scritta da MINDEAD Un gioco eccezionale, dotato di una longevità immensa e di qualità grafiche superbe. Il trovarsi in prima persona sul campo di battaglia ed il poter gestire il proprio impero rappresenta il cardine di un’esperienza di gioco senza precedenti adatta ad ogni spirito intraprendente e degna di essere giocata più e più volte.
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