Recensione di Paraworld

Copertina Videogioco Paraworld
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Strategico
  • Sviluppatore:

     SEK Ost
  • Distributore:

     Koch Media
  • Lingua:

     Italiano, parlato inglese.
  • Giocatori:

     1-8
  • Data uscita:

     Disponibile
- Innovativo
- Ottima Grafica
- Localizzazione discreta
- Richiede Pc potenti
A cura di (Onilink) del
Se ci sono dei generi in cui la piattaforma PC può dire la sua, senza alcun dubbio sono gli sparatutto in prima persona (FPS) e gli strategici, in tempo reale e non.
Il titolo oggetto di recensione, Paraworld, fa parte della grande famiglia degli RTS, famiglia di cui fanno parte la serie di Warcraft, della Blizzard, e quella di Age of..., prodotta e sviluppata dalla Microsoft.
E in un campo ormai saturo di idee ed innovazioni, si affaccia la tedesca SEK con la sua ultima fatica: da un mondo ormai perduto, arriva Paraworld.

Dal mesozoico con furore.
Ricordate quei giocattoli che una ventina d’anni fa (forse era qualcosina di meno, diciamo seconda metà anni ottanta) furoreggiavano nei negozi, insieme agli He-Man e alle tartarughe ninja? Erano formati da un dinosauro, di taglia variabile, con delle armature applicabili sul corpo e personaggi che guidavano le suddette bestie; se non ricordo male si chiamavano Dino Riders.
Bene, prendete quelle figure, mettetele in un contesto alla Stargate (il film), ed avrete ottenuto l’atmosfera che permea il titolo.
La trama è semplice e, sebbene non priva di clichè, appassionante.
Uno matematico del diciannovesimo secolo, Jarvis Babbit, a capo della sua organizzazione, la SEAS, viene a conoscenza di una dimensione alternativa, un mondo simile al nostro, ma ancorato all’era preistorica: Paraworld.
Gli abitanti di questo strano mondo sono in qualche modo ancorati alla conoscenza troglodita, ma per loro il tempo non è un problema: conoscono il segreto della vita eterna, e per questo motivo Babbit decide di prendere possesso di quei territori.
La storia si ripete, ed ai giorni nostri, tre scienziati riescono a scoprire il modo per andare in quel fantastico mondo.
L’ostile matematico, però, non volendo che la notizia si divulgasse, imprigiona i tre colleghi in Paraworld.
Ai nostri eroi non resterà altro che esplorare queste terre, dove uomini e dinosauri vivono insieme, nel tentativo di trovare uno stargate, un modo per tornare a casa.

Un mondo in real time.
Per chi non ne fosse a conoscenza, uno strategico in tempo reale è un gioco in cui la nostra abilità nello sviluppare una determinata fazione, intesa sia come crescita militare che come crescita evolutiva, la fa da padrona.
Gran parte del tempo speso sul gioco verrà quindi dedicato a raccogliere risorse ( i classici cibo, pietra e legno), passare d’epoca e costruire eserciti belligeranti, con l’utile addizione di qualche eroe (di norma un’unità con poteri speciali o più forte del normale).
E fin qui tutto normale, direte.
In effetti la cosa è comune a tutti i RTS, ma Paraworld si differenzia nel modo, innovativo su pc ma non nella realtà, di gestire i propri sottoposti.
Quando noi uccidiamo un nemico con una determinata unità, accumuliamo teschi, e più ne accumuliamo, più esperienza quella determinata pedina acquisisce, fino a salire di livello.
Tuttavia anche la crescita di livello è vincolata a dei limiti: in campo non possiamo avere più di 52 unità, suddivisi in ordine decrescente per cinque livelli, con un unico personaggio di livello più alto.
A chiunque abbia messo mano ad un wargame la cosa non risulterà nuova: in effetti, somiglia molto ad un sistema di scelta delle truppe di un esercito di un Warhammer a caso, con la differenza che qui avviene tutto in tempo reale, conferendo quindi profondità al tutto.
Detto ciò, le missioni sono costruite per un sapiente dosaggio della propria potenza bellica: l’indiscriminato livellaggio delle unità non porta a nulla, spesso e volentieri più unità di un certo livello sono molto più efficaci di poche unità di livello alto… in parole da wargames: studiatevi il campo di gioco e scegliete le truppe da mettere in campo, spesso degli esploratori, pedine svincolate dal restare in formazione, valgono ben più di una compatta unità di guerrieri d’elite.
Le fazioni che si opporranno (o che dovremo aiutare) a noi sono tre: Il Clan del Dragon (Ninja), i Dursider (Barbari) ed i Norsemen (Vikinghi).
I primi sono soliti utilizzare uno stile fatto di trappole, fumogeni e con la fanteria più variegata; i secondi utilizzano unità pesanti per il loro attacco, con buona fanteria, e dinosauri d’ogni genere (marini e terresti); mentre gli ultimi preferiscono di gran lunga il corpo a corpo, con unità possenti, fanteria sviluppata e navi letali (il trittico distanza - macchine - ravvicinato non muore mai).
L’Army Controller, l’interfaccia di gioco per impartire comandi ai vari uomini, è semplice ed efficace: al lato sinistro dello schermo è presente un pannello di comando dove è possibile indicare all’unità voluta cosa fare anche se non è visualizzata su schermo.
L’intelligenza artificiale del gioco è di buona fattura, raramente vedremo dinosauri buttarsi in pasto ad un battaglione, e gli avversari ci daranno filo da torcere.
L’avventura principale si dipana in circa una ventina d’ore di gioco, che si allungano se si desidera intraprendere la risoluzione di obiettivi secondari, che però fruttano punti da spendere nella creazione di unità.
Ovviamente è presente una componente multiplayer, online o locale, che mette a disposizione circa 15 mappe su cui possono scannarsi fino ad 8 utenti.
Le modalità con cui darsi battaglia sono il Deathmatch, il Team Deathmatch (uccidiamoci tutti allegramente, ma in squadre), il Difensore (uno difende e tutti attaccano) ed il Dominio (conquista un territorio).

La macchina del tempo.
Il titolo si presenta con una grafica di buona fattura: ottimi colori, animazioni delle unità realistiche, ed ambiente vario (Giungla, terre del nord, savana , piane di magma e ghiacciai)
La cura per i dettagli è molto alta, ma il tutto non è gratis: per godere delle splendide ambientazioni messe a disposizione dal titolo occorre un pc di fascia medio-alta.
I requisiti di sistema infatti vanno (dal minimo al massimo): Processore (1,6 – 3 Ghz), Ram (512 Mb- 1 Gb), Scheda video (128 Mb - ??).
L’aspetto sonoro conferisce un tocco epico ed avventuroso al gioco, mentre il doppiaggio è rimasto in lingua inglese, e sottotitolato da una discreta traduzione nell’italico idioma.

Multiplayer
Online-locale fino ad 8 giocatori Modalità online: Deathmatch, Team Deathmatch, Dominio e Difensore

Hardware
Requisiti Minimi:
- Pentium 1.6 GHz o Athlon equivalente
- 512 MB RAM
- Scheda video DirectX 9 128 MB di RAM


Requisiti Consigliati:
- Pentium a 3 GHz o Athlon equivalente
- 1 GB di RAM
- Scheda video 128 MB RAM
Recensione Videogioco PARAWORLD scritta da ONILINK Paraworld rappresenta un’evoluzione (ed è il caso di dirlo) nel mondo degli strategici, accompagnando ad un’ottima fattura grafica, una serie di innovazioni che farà senz’altro piacere agli amanti degli RTS, tuttavia è sconsigliato a chi ha poca pazienza e non vuole impegnarsi più di tanto, “colpevole” la difficoltà abbastanza sostenuta del titolo in questione.
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