Recensione di F.E.A.R. Extraction Point

Copertina Videogioco FEAR Ep
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Monolith
  • Data uscita:

     Fine 2006
- Aspetto audiovisivo ancora impressionante
- Ottima atmosfera
- Intelligenza Artificiale dei nemici ben sviluppata
- Cortissimo
- Nessun multiplayer
A cura di (AWesker) del
Senza sorprese, F.E.A.R. è stato nominato miglior sparatutto del 2005, grazie alla sua grafica mozzafiato, l’azione di gioco intensa e la sua incredibile atmosfera. Eccoci qui, ad un anno di distanza, a tornare a parlare di quel titolo, con l’arrivo nei negozi della sua espansione, sviluppata non più direttamente dai Monolith (che hanno saputo sfornare un altro grande gioco, Condemned, disponibile per PC e Xbox 360), ma da TimeGate Studios, software house che in passato si è occupata della creazione della serie Kohan. Saranno riusciti a mantenere alto il buon nome del primo capitolo?

Alma è tornata più cattiva che mai
Per coloro che non hanno mai avuto modo di toccare con mano il capolavoro Monolith, evito di fornire spiegazioni spoileranti sulla trama di F.E.A.R. Dovete sapere però che le vicende raccontate in questo Extraction Point hanno luogo subito dopo l’epilogo visto nel precedente episodio. Ancora una volta ci troveremo nei panni di un soldato molto ben addestrato della F.E.A.R. a combattere contro i Replicanti, dei cloni che possono essere controllati a distanza da Paxton Fettel, senza il quale non possono muoversi. A complicare la cattura del suddetto criminale, oltre ai suoi fedeli “sudditi”, ci mette lo zampino Alma, misteriosa ragazzina dai capelli neri (avete presente Samara Morgan del film “The Ring”? Ecco, è praticamente la sua sosia in formato digitale) dai poteri soprannaturali, la quale cercherà di spaventarvi con visioni inquietanti e altro ancora.

Sparatorie cinematografiche
Il gameplay di F.E.A.R. Extraction Point, trattandosi di un’espansione, è praticamente lo stesso del capitolo originale, quindi ci troviamo di fronte ad un cosiddetto “more of the same”. Ciò non è primariamente da considerare un difetto, ma dal seguito di uno dei migliori sparatutto in prima persona mai creati, ci saremmo aspettati qualche novità degna di nota. Le uniche differenze sono rappresentate dall’aggiunta di alcune armi, come la carabina laser, una mitragliatrice pesante, una mina che permette di posizionare una torretta ovunque vogliamo e la presenza di scatole che possono essere rotte per recuperare alcuni oggetti, come medikit o munizioni per il nostro arsenale. Non mancano ovviamente nuovi nemici, nella fattispecie replicanti più forti con uniformi diverse, robot giganti e “fantasmi” traslucidi particolarmente fastidiosi, vista la loro velocità di attacco e la loro capacità di rendersi invisibili.
Le sparatorie rimangono il fiore all’occhiello del titolo, possono essere definite con solo una parola: SPETTACOLARI! Gli avversari che dovremo affrontare, infatti, possono usufruire di una intelligenza artificiale particolarmente sviluppata e troverete più di un punto in cui il loro comportamento vi sembrerà verosimile e, nello stesso tempo, davvero scaltro. Infatti i soldati faranno di tutto per sfruttare a loro vantaggio la struttura del livello, cercando di nascondersi dietro tubi, muri, finestre e, se non presenti, addirittura, creandoseli da soli, ad esempio spostando mobili, facendo cadere scaffali e altro ancora. L’azione in questi frangenti è incalzante e dovrete fare particolare attenzione anche voi a quello che vi circonda, in quanto spesso e volentieri cercheranno di accerchiarvi, in modo da non darvi nessuna via di scampo. Ricordo inoltre che possono percepire i vostri passi se state correndo e vedervi se vi state spostando con la torcia accesa, quindi state estremamente attenti. Per vostra fortuna, possedete dei poteri che loro non hanno, mi sto riferendo ovviamente ai riflessi iper-sviluppati che possono essere usati per “rallentare il tempo” (feature che è stata resa celebre da film quali Matrix, ed è stata portata anche nel mondo dei videogiochi dal capolavoro Remedy, Max Payne). Premendo infatti il tasto Ctrl (di default) vedrete lo schermo diventare di un colore bluastro e tutta la scena rallentata, permettendovi di mirare con più precisione ed essere, quindi, sempre “un passo avanti” rispetto a loro. Ovviamente questa opzione è da usare con parsimonia, visto che la sua durata è limitata, quindi è consigliata soprattutto nelle situazioni critiche, dove siete coinvolti in un combattimento con molti soldati contemporaneamente. A differenza della maggior parte degli FPS, inoltre, non potrete portare tutte le armi che vorrete, ma ne potrete trasportare fino ad un massimo di tre (oltre alle granate), questo vi costringerà a scegliere con cura quali continuare ad usare e di quali disfarvi, in base alle vostre preferenze ma anche in base a quello che dovrete affrontare.
Oltre alle sparatorie non mancheranno i classici “salti dalla sedia”, dovuti alle improvvise apparizioni di Alma e di scene particolarmente violente dove il sangue scorre a fiumi, complice anche l’atmosfera che regna all’interno del gioco e, dato che è ambientato di notte, la costante presenza del buio e di giochi di luce.

Aspetto Tecnico
Anche ad un anno di distanza, F.E.A.R. rimane uno dei giochi graficamente migliori disponibili su PC. Numero di poligoni abbastanza alto, texture dettagliatissime, effetti pixel shader di eccezionale qualità, così come quelli di luce e particellari, senza contare le ombre dinamiche con la possibilità di attivare le soft shadows per rendere le scene visualizzate ancora più realistiche, completano il quadro di un titolo estremamente soddisfacente alla vista. Attenzione però, come è consuetudine, per poter beneficiare di tutto questo e vedere il gioco nel suo massimo splendore, è necessario possedere un PC molto potente, soprattutto per ciò che concerne la scheda grafica.
Anche il fronte sonoro è decisamente soddisfacente, con una riproduzione degli spari delle armi realistico ed ottimi effetti multicanale che rendono l’atmosfera davvero unica. Quasi totalmente la nostra avventura non sarà accompagnata da una melodia di sottofondo, a parte alcuni momenti incalzanti dove può partire una musica adatta alla situazione, così come succede nel pluripremiato Half Life 2. Il titolo è completamente in italiano, incluso il doppiaggio, purtroppo solamente discreto, effettuato dalle stesse persone del primo capitolo.
Tuttavia il tallone d’Achille è da ricercare nella longevità, purtroppo ridotta a sole cinque ore di gioco, e la mancanza di una modalità multiplayer, ora distribuita gratuitamente sotto il nome di F.E.A.R. Combat, non fa che aggravare la situazione.

Multiplayer
Assente

Hardware
Requisiti Minimi:
Sistema: Intel Pentium 4 1.7GHz o processore equivalente
RAM: 512 MB
Memoria Video: 64 MB
Spazio sull'hard disk: 3500 MB

Requisiti consigliati:
Sistema: Intel Pentium 4 3.0GHz o processore equivalente
RAM: 1024 MB
Memoria Video: 256 MB
Altro: Scheda Video con Hardware T&L e supporto pixel shader 2.0
Recensione Videogioco F.E.A.R. EXTRACTION POINT scritta da AWESKER F.E.A.R. Extraction Point ripropone tutti i punti di forza del titolo originale, quali l'eccezionale atmosfera, l'ottimo aspetto audiovisivo e le sparatorie spettacolari, con una Intelligenza Artificiale dei nemici particolarmente sviluppata. Purtroppo la sua scarsa longevità (solo cinque ore di gioco) pregiudica il giudizio finale, ma non diminuisce l'incredibile valore dell'esperienza. Visto anche il prezzo budget (29,90 euro), è consigliato soprattutto ai fan del primo capitolo, per tutti gli altri è meglio dirigersi prima di tutto sull'edizione originale, per poi continuare con questo se non ne hanno avuto abbastanza.
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