Recensione di Age of Pirates: Caribbean Tales

Copertina Videogioco Age of Pirates
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Akella
  • Distributore:

     Atari
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     Disponibile
- Il mare come grande novità giocabile - Comandi Scomodi
- Anima RPG sciatta
- Grafica non esaltante
A cura di (Mindead) del
Presentiamoci innanzitutto
Benvenuti nei Caraibi! Paradiso fiscale oggi, un tempo meta della più terribile pirateria, in cui ciurme di uomini sbandati riuscivano addirittura a fronteggiare gli eserciti regolari di tante fazioni alla conquista del nuovo mondo.
Age of pirates è un gioco multiforma ossia l'esperienza di gioco si avvale di diversi aspetti, offrendo caratteristiche multiple.
Si apre come un RPG, dandoci la possibilità di personalizzare il nostro personaggio, sia esso uomo o donna, e ci catapulta su una delle tante isole dei caraibi dove, colpo di scena, uno sconosciuto ci consegna mezza mappa del tesoro da parte di nostro padre. Da qui si comincia...poca int

Dura la vita nei mari...
Difficile decidere se schierarsi con gli spagnoli o con gli olandesi, con gli inglesi o direttamente con i pirati, ma una volta optato per questa o quella fazione il gioco rimane pressochè identico.
Difficile anche assegnare i primi punti esperienza alle varie caratteristiche del nostro personaggio che oltre alle classiche skills ereditate dagli RPG, presenta capacità nella battaglia navale.
Difficile, soprattutto se chi ha creato il gioco ha avuto la malsana idea di non includere un tutorial che spieghi almeno le basi del comportamento del buon pirata!
Ma andiamo avanti, la giornata è lunga ed il mare cosi calmo sembra quasi tendere all' infinito.
Nelle isole presenti nel gioco lo scopo è quello di procacciare dei compiti da assolvere per accumulare esperienza, risorse e denaro.
Le isole, pressapoco identiche, hanno una taverna, un municipio con tanto di governatore, un cantiere in cui acquistare o potenziare il proprio vascello ed, ovviamente, il porto.
Il gioco è stato fornito di un rapido menu che ci risparmia di camminare per spostarci da un posto all' altro potendo scegliere direttamente la locazione verso cui vogliamo dirigerci, elemento utile per risparmiare del tempo ma che ammazza lo spirito dell' RPG.
Trovare i primi incarichi è una stupidaggine: scortare navi o consegnare merci da un capo all' altro dei caraibi in un tot di tempo al fine di guadagnare la cifra pattuita o ancora schierarsi col governatore ed assolvere per conto suo missioni di vario genere.
Da subito non convince l'interazione con gli NPC, animati come zombie e vaganti malamente per le strade cittadine con il compito di fornirci Tips sul gioco e con essi esperienza.
Ma imbarchiamoci dato che la vita sulla terra ferma non è poi cosi entusiasmante!
Salpare verso il blu infinito è piacevole più che star coi piedi per terra, tale piacere è stimolato dalla discreta grafica dei flutti che di certo aiuta ad immedesimarsi nel ruolo dell'ammiraglio (o dell' ammiraglia).
Ogni nave che si rispetti ha con essa un equipaggio ed ogni equipaggio deve essere ben remunerato se non si vuol finir sgozzati al chiaro di luna, per non esser stati in grado di sostenere le spese della nostra missione.
E poi diciamocelo, ma se durante il tragitto dalle Antille alle Barbados incontrassimo una nave pronta allo scontro chi la prenderebbe a cannonate se non i nostri fedeli marinai ben pagati e ben nutriti ?
Quindi equipaggiare la nave di cannoni e munizioni è tanto importante quanto assumere nelle taverne i marinai che in essa stabiliranno la propria casa.
In mare si può sfruttare l' inquadratura in terza persona necessaria per salpare, attraccare e combattere mentre per effettuare lunghi spostamenti c'è una mappa tattica che, offrendo una più larga visione, ci permette di solcare i mari in modo piu consono al viaggio.
Ogni tanto capita addirittura di incontrare una tempesta e doversi cimentare nell'attraversarla, spesso riportando danni di varia entità alla nostra bagnarola.
Le battaglie sono probabilmente l' elemento più divertente di questo gioco, il vento va sempre tenuto sotto controllo, è ad esso che si devono gli spostamenti una volta spiegate le vele, è quindi ad esso che vanno affidate le manovre quando a poche centinaia di metri un avversario ci prende a cannonate!
Noi ovviamente non siamo da meno e alle cannonate rispondiamo pesantemente con altrettanti colpi, virando in modo da sfruttare ogni archibugio del nostro vascello e centellinando sapientemente le munizioni in esso contenute.
Quando le navi collidono si salta su quella dell' avversario (o lui salta sulla nostra), gli equipaggi si scannano a vicenda ed anche noi, armati di stiletto e di pistola, abbiamo la possibilità di menar le mani con tre tipi di colpi: forte, medio e leggero.
A fine battaglia conquistiamo, se abbiamo vinto, la nave del nemico e con essa le sue ricchezze, contenti ? Non ancora? Andiamo Avanti...
Svariate sono le navi a nostra disposizione cosi come svariati i suoi upgrade: dalle vele ai cannoni, alle giunture, alle munizioni ed ovviamente più bella e grossa è la nave, più "dindini" dovremo tirar fuori per acquistarla! Ma col tempo si riesce a tirar su una flotta di massimo cinque navi con la quale, seminare morte nelle acque risulta piu divertente del solito. Necessaria è ancora la flotta per la conquista delle isole dei caraibi, infatti arrivati ad un certo punto magari ci vien voglia di conquistarne una e per far ciò tocca prendere a cannonate i bastioni che la difendono, e vi assicuro che è molto piu divertente questo che attraccare in spiaggia per prendere a spadate o schioppettate i resistenti di questo o quell' insediamento.
Una volta conquistata un' isola si è governatori di essa e si gode del fatto che ognuna produca risorse atte al commercio, magari rivendibili altrove a prezzi maggiorati.

Tutto sommato...
L' idea che Age of pirates: Carribean tales dà è quella di essere un gioco incompleto, nè carne nè pesce.
Offre varie modalità di gioco ma nessuna di queste è curata abbastanza da meritarsi lode e plausi e non stiamo parlando di difetti marginali ed umanamente comprensibili.
Questa è una grande pecca! Magari se fosse stato curato a sufficienza un solo aspetto sarebbe stato abbastanza per conferire a questo titolo un'originalità derivata dalla tematica principale: i pirati.
Troppa carne al fuoco porta Age of pirates a decadere verso la difficile mpostazione dei comandi, con riferimento specifico ai mille shortcuts, verso la "Deficienza artificiale" e cosi scadere nella noia, prima nemica di ogni gioco.
La grafica è nettamente diversa da una modalità all'altra.
Mentre quella marittima è piacevole quella cittadina o pedestre che dir si voglia è minimalista e mal architettata.
Il gioco seppur in italiano è doppiato da cani, mai sentito un doppiaggio così pessimo in vita mia!

Multiplayer
Solcare i mari in compagnia è sempre piu gustoso che farlo da soli no? Grazie al multy parecchie missioni possono essere svolte insieme. Magari c'è chi preferisce guerreggiare e far colare a picco il nemico sul fondo dell' oceano ma c'è anche chi può, volendo, preferire scortare una nave col supporto di una flotta di amici collaborando con essi nel viaggio e negli imprevisti che esso presenta.

Hardware
Windows XP,
1.5Ghz,
256 Mb RAM,
1.1 shader 3D-videocard
Recensione Videogioco AGE OF PIRATES: CARIBBEAN TALES scritta da MINDEAD Age of pirates è un titolo che non si assesta fra le Hit del momento a causa di gravi disattenzioni strutturali.
Seppur noioso e a tratti ostico offre comunque la possibilità di navigare in un mare del tutto nuovo alla piattaforma PC, capace di esaltare il libero arbitrio e che magari riuscirà a conquistare l'attenzione di qualcuno.

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