Recensione di Dungeon Siege II: Broken World

Copertina Videogioco DS II BW
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Gas Powered Games
  • Distributore:

     Take Two Interactive
  • Lingua:

     Italiano (sottotitoli)
  • Giocatori:

     1-4
  • Data uscita:

     Ottobre 2006
- Buona storia
- Sonoro di qualità
- Due classi ed una razza nuove
- Graficamente vecchiotto
- Dungeons poco ispirati
- Inferiore all'originale
A cura di (umbojami) del
Dungeon Siege II: Broken World rappresenta il solito, rischioso esperimento volto a sfruttare a qualche tempo di distanza un brend ed una struttura di grande successo, apportando un numero ristretto di modifiche e sperando nel supporto dei fan della serie. Questo nuovo capitolo,presentato come un'espansione pur funzionando anche senza l'originale, prende il via un anno dopo la sconfitta di Valdish e del suo tentativo di evocare il temibile Lord Zaramoth, vedendoci alle prese con una strana epidemia in grado di trasformare ogni essere vivente in un mostro; a noi starà ovviamente il compito di trovarne le cause ed estirparle.

Gameplay magico?...magari!
Per chi non lo sapesse la serie di Dungeon Siege è sempre stata caratterizzata dal gamplay tipico degli hack 'n slash, come Diablo per intenderci, trasportando l'utente in un mondo fantasy nel quale sviluppare il proprio alter ego virtuale, recuperare oggetti ed avventurarsi nei dungeons in compagnia di un party. I due primi episodi hanno avuto il grande pregio di affiancare a delle ambientazioni estremamente evocative ed avvolgenti, un sistema di quest e sub-quest molto ricco.
Broken World è stato pensato per aggiungere qualcosa senza stravolgere nulla. La prima innovazione portata in dote dall'oggetto di questa recensione è una razza nuova di zecca, i dwarwes. Si tratta di una sorta di nani, particolarmente adatti agli scontri corpo a corpo ed in generale alle attività in cui l'uso della forza fisica prevale su quello della magia.
Due è inveice il numero delle iclassi inedite che potremo ora controllare: il blood assassin e il fist of stone. Il primo predilige il combattimento a distanza essendo specializzato nell'uso di armi ad ampia gittate e nella magia del fuoco. Il secondo unisce i colpi ravvicinati melee, in grado di danneggiare un numero considerevole di avversari contemporaneamente, ad alcuni poteri di recupero e di accrescimento della difesa.
Il cuore dell'esperienza sarebbe dovuto essere un ulteriore approfondimento di quanto di buono si era già potuto vedere, una sorta di Doungeon Siege II alla seconda. Purtroppo, al posto che fare un passo avanti se ne sono fatti almeno un paio all'indietro: per tutta la durata del gioco, una dozzina di ore comprese le fasi di esplorazione supplementare, non vivrete nessun momento davvero memorabile, intrappolati come sarete in una serie di dungeons senza carisma e molto spesso estremamente noiosi. La difficoltà media tende verso il basso, specialmente se sfrutterete l'opportunità di caricare un party sviluppato nel precedente episodio, risultando addirittura irrisoria per i giocatori più smaliziati verso questo genere di produzioni.
Altra grossa falla nel sistema di gioco è la poca varietà presente. Dai nemici fino ai boss, quest'ultimi in quantità davvero esigua, vi sembrerà di ripetere costantemente le stesse missioni e di perseguire gli stessi obbiettivi. Si è persa per strada anche ogni minima implementazione strategica dato che molto di frequente sarete sommersi da avversari che, nel loro comunque essere molto vulnerabili, vi costringeranno ad adottare come miglior tattica possibile quella di sferrare colpi all'impazzata ed alla cieca.
Il multiplayer resta quello di sempre, sfruttabile tramite le classiche partite online sia in versus che in cooperativa. Certamente qualche nuova modalità sarebbe stata gradita per migliorare quest'aspetto tradizionalmente debole nelle produzioni Gas Powered Games.
Esposti i molti motivi che muovono in me un forte sentimento di delusione verso un'occasione sprecata, è indubbio che siano presenti anche alcuni fattori positivi. Innanzi tutto la gestione del party e della crescita dei personaggi, rimaste sostanzialmente immutate, si dimostrano valide ed in grado di regalare soddisfazioni. In seconda battuta, pur con le pecche sopra descritte, i veri appassionati della saga troveranno ulteriori spunti e non credo si vorranno far mancare gli ultimi tasselli di una storia tessuta con abilità.
Il giudizio complessivo sugli aspetti non meramente tecnici, quindi, è minato da una longevità piuttosto misera e da una giocabilità che pur regalando due nuove professioni ed una razza, manca di mordente e si dimostra troppo facile e ripetitiva.

Una grafica vecchiotta ed un sonoro gagliardo
Il motore che muove questo Broken World è lo stesso di Dungeon Siege II, a sua volta una rivisitazione di quello del primo episodio, ed inizia a dimostrare come gli anni passino per tutti. I poligoni e le texture non sono infatti in linea con la qualità messa in luce da titoli sviluppati più di recente, essendo i primi in numero non elevatissimo e le seconde poco dettagliate. Difettose anche le telecamere che, se non impostate al massimo della distanza, vengono spesso messe in crisi da oggetti che coprono la visuale rendendo l'azione caotica ed a tratti frustrante. Tutto sommato buono invece il design delle ambientazioni e degli effetti, alcuni davvero spettacolari, che quanto meno evidenziano una certa cura.
Buono invece il comparto sonoro. Le musiche sono di natura orchestrale e riescono nel non facile compito di sottolineare i diversi momenti e le emozioni che li contraddistinguono. Gli effetti non sono nulla di diverso dai soliti clangori e crepitii, ma svolgono il loro lavoro più che onestamente.

Multiplayer
Presente sia in modalità versus che in cooperativa. Si consiglia una connessione ADSL.

Hardware
Pentium Intel 1,8 Ghz o equivalente
512 Mb RAM
Scheda video con 128 Mb di VRAM dedicata
Recensione Videogioco DUNGEON SIEGE II: BROKEN WORLD scritta da UMBOJAMI Dungeon Siege II: Broken World non è quello che sarebbe stato lecito aspettarsi: nonostante sia frutto di un anno di programmazione infatti, la volontà messa in luce è stata quella di aggiungere qualche contenuto senza però tenere gli standard qualitativi al livello solitamente mostrato. Il gameplay si dimostra ripetitivo, povero di contenuti e fin troppo facile, mentre la longevità si assesta sulle 12 ore, risultato sufficiente ma non sicuramente esaltante. Tecnicamente si registrano una grafica troppo datata per essere riproposta ulteriormente ed un sonoro buono. In conclusione l'acquisto potrebbe far gola agli amanti della serie e solo a loro, per tutti gli altri è meglio orientarsi altrove.
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