Recensione di Rise of Nations: Rise of Legends

Copertina Videogioco Rise of Legends
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Strategico
  • Sviluppatore:

     Big Huge Ganes
  • Distributore:

     Leader
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1-8
  • Data uscita:

     Disponibile
- Rise of Nations
- Grafica spettacolare
- Multiplayer potenzialmente eterno
- Comparto audio non adeguato
- Richieste hardware esose
- Problemi di connessione per il multiplayer
A cura di (Rasta) del
Rise of Nations
Risale al 2003 l'uscita di uno dei migliori RTS (strategici in tempo reale) di sempre. Rise of Nations, opera prima dell'allora giovane Big Huge Games, riprendeva il modello strategico dettato da Age of Empires, ma rivoluzionandolo con una tecnica più innovativa e soprattutto con elementi originali nel gameplay. Su tutte, la modalità "Conquista il mondo" ha consentito a “Rise of Nations” di entrare nel cuore di ogni appassionato del genere, realizzando un sogno per molti amanti della strategia: coniugare l'impostazione ludica del celebre gioco da tavolo “Risiko” (mappa dei territori, armate e rinforzi strategici da muovere, sistema delle carte...) alla conduzione delle battaglie nel più puro stile RTS, decisamente più emozionante ed infinitamente più godibile del banale ed aleatorio tiro di dadi.
Ma le migliorie aggiunte al classico gameplay erano numerose: l'evoluzione e lo sviluppo temporale delle nazioni dagli albori del passato al futuro remoto nell’arco di una sola partita, le risorse rare, l'assedio e la conquista delle capitali e dei territori, e tanto altro. Buona anche l'espansione Thrones & Patriots, che tra l'altro aggiunge al gameplay la figura degli eroi, introdotta in quello stesso periodo da WarCraft III e Age of Mythology, ma proprio l'uscita di questi due capolavori ha offuscato in parte il valido add-on di “Rise of Nations”. Comunque, il successo di pubblico e di critica, i premi ed i riconoscimenti, non potevano non spingere gli sviluppatori a mettere in cantiere un seguito, ma l'annuncio di “Rise of Legends” sconvolge tutte le scontate previsioni: il concept storico lascia il posto al fantasy...

Rise of Fantasy
Al centro del nuovo soggetto fantasy di “Rise of Legends” (d’ora in poi ROL), tre civiltà che si contendono la conquista del pianeta. La modalità single player dipana la trama attraverso le tre campagne, una per ciascuna civiltà, che andiamo a vedere da vicino:
VinciCiviltà umana e tecnologica: basano il loro sviluppo sulla meccanica e l’automazione, come fa intuire il loro nome mutuato direttamente da Leonardo. Ed infatti il suo caratteristico stile dei progetti e degli schizzi è ripreso perfettamente nel design degli edifici e delle unità tecnologiche (macchine a vapore, uccelli meccanici, robot), ossia le unità speciali di cui possiamo usufruire oltre a quelle umane base (fanteria e cavalleria). Alcuni degli eroi della fazione dei Vinci sono il Doge governatore di Venucci, signore della tecnologia offensiva e d’assedio, il Capitano Pirata Lenora, eroina che regge il controllo dei cieli, e il leader più importante della fazione, Giacomo, inventore di Miana, che realizza lanciatori di granate e tanti gadget speciali, ed è anche il principale protagonista della trama che percorre tutte le tre campagne.
AlinCiviltà mistica e magica: è la civiltà antagonista dei Vinci, con cui si contende il dominio del pianeta. Se i suoi nemici diretti rappresentano tecnologia e progresso, gli Alin traggono i loro poteri dalla magia e dalla natura. I loro edifici sono tra i più suggestivi mai visti, hanno un sapore “mediorientaleggiante”, torri da mille e una notte, costruzioni da sogno dettagliatissime. Ed anche le loro unità richiamano l’oriente e la magia, come maghi, dragoni, ninja, scorpioni. Alcuni degli eroi Alin sono Dakhla, il guardiano della sabbia magica, Damanhur la fiamma del deserto, ed il più carismatico di tutti, Sawu, Alin oscuro e signore del cristallo magico, che sembra essere uscito direttamente da una lampada.
CuotlCiviltà mitica e divina: nel bel mezzo della guerra tra Vinci ed Alin, il terzo incomodo è rappresentato da una civiltà aliena, precipitata dallo spazio in epoche remote. La fazione Cuotl è guidata da vere e proprie divinità, simili a statue di pietra animate, dagli incredibili poteri, come Xil, il Dio del Sole, che ha il potere della luce e del calore, Czin, il Dio della morte e della decomposizione, e Shok, la Dea della tempesta, che si abbatte sul nemico con fulmini e pioggia. Le unità speciali Cuotl sono creature di natura simile a quella degli eroi, raffiguranti animali e dispositivi meccanici. Le unità base sono soldati indigeni che nei tratti fisionomici ricordano le civiltà precolombiane (Maya, Aztechi, Inca) e dello stesso stile sono le costruzioni (templi, santuari…), attraversate da linee di energia che rivelano la principale differenza tra i Cuotl e le due restanti civiltà.

Gameplay
Nonostante l’impressione di completo stravolgimento del perfetto gameplay di Rise of Nations che potrebbero dare le immagini, ad ogni appassionato del precedente capitolo basterà solo qualche partita per rendersi conto che tutte le caratteristiche vincenti della meccanica di gioco sono rimaste intatte, con le dovute correzioni necessarie per il nuovo concept fantasy. Ad esempio ritroveremo fattori strategici cruciali come l’instaurazione di rotte commerciali tra le città delle nostre nazioni, la ricerca nei diversi campi di sviluppo (qui caratteristici di ogni civiltà), i bonus di supremazia.
Tra le maggior innovazioni, va annoverata la nuova gestione delle città, costituite da un nucleo centrale che potrà evolversi ed espandersi con distretti vincolati alla città stessa (fino a comporre splendide ed immense capitali), che forniscono significativi add-on, mentre potremo costruire in qualsiasi posizione edifici per la produzione di unità e per la difesa del territorio. Inoltre in ogni scenario saranno presenti diversi insediamenti neutrali, che potremo conquistare per rafforzare la nostra nazione e le file del nostro esercito.
Anche gli eroi sono stati caratterizzati in maniera differente, con un tocco di RPG (“WarCraft III” docet) e con diversi poteri, sia passivi, sia attivi (evocazione/creazione di unità, attacchi speciali). Se nel primo capitolo potevamo scegliere tra ben 18 civiltà diverse tra loro, c’è da dire che le sole tre fazioni di questo seguito sono caratterizzate in maniera profonda, estremamente differenti, ma non solo. Più che in altri RTS, la scelta della civiltà condiziona fortemente fin dall’inizio la nostra strategia. Ad esempio, tutte le civiltà necessitano di raccogliere la risorsa primaria, il timonium, minerale fondamentale per costruire edifici e addestrare unità. Ma esiste anche una risorsa secondaria, che per Vinci ed Alin è la ricchezza, che può essere incrementata con le carovane e le rotte commerciali, mentre per i Cuotl è l’energia, generata da reattori edificabili attorno alle proprie città. Va da sé che mentre Vinci e Alin puntano ad espandersi per stabilire rotte commerciali, i Cuotl necessitano del maggior numero possibile di reattori, da cui dipendono strettamente, cosa che richiede una strategia completamente diversa e più complessa. Questo è solo un semplice esempio dei tantissimi fattori che differenziano le tre civiltà, e dobbiamo complimentarci con gli sviluppatori per aver saputo caratterizzarle così bene. In particolare il numero di unità differenti di cui potremo usufruire per ogni fazione è notevole, di caratteristiche estremamente diverse, e per comprenderne il migliore utilizzo occorrerà dedicare molto tempo a questa release.
Un commento anche alla I.A. nemica, che nella maggior parte delle situazioni è sembrata molto sviluppata e a livello di difficoltà elevato offre sfide avvincenti, anche se in qualche raro frangente si è mostrata un po’ lenta in termini di reattività.

Rise of Graphics
Diciamo la verità, il comparto grafico per gli RTS, a parità di possibilità hardware, è sempre stato una spanna al di sotto delle realizzazioni grafiche di titoli appartenenti ad altri generi videoludici. In effetti, da un lato i programmatori di giochi strategici dedicano le loro maggiori attenzioni al gameplay, alla ricostruzione fedele delle battaglie storiche, all’allestimento di una I.A. realistica e competitiva. D’altro canto, le risorse hardware che negli altri tipi di videogiochi possono essere impiegate per incrementare l’impatto grafico, negli RTS servono, ad esempio, a gestire contemporaneamente le tantissime unità sullo schermo: in pratica c’è una diversa gestione dell’hardware.
Nonostante i buoni risultati in 2D, la prima rivoluzione grafica fu apportata da “WarCraft III” ed “Age of Mythology”, che mostrarono come il 3D poteva essere utilizzato efficacemente anche per gli strategici. Ma occorre arrivare ad Age of Empires III (d’ora in poi AOE3) per trovare un punto di riferimento grafico per gli RTS, capace di confrontarsi ad armi pari con gli altri prodotti videoludici. ROL riprende in pieno lo spirito di questa “missione", e se AOE3 aveva il suo punto di forza nel realismo con cui erano stati riprodotti gli elementi di gioco (unità, edifici, scenari), ROL, potendo vantare un concept fantasy (quindi slegato da vincoli di fedeltà storica), mostra i suoi muscoli soprattutto nel campo degli effetti grafici e delle animazioni. Ma andiamo con ordine.
Le ambientazioni del gioco sono assai varie, e finalmente ci vengono offerti un buon numero di scenari originali e poco consueti, oltre alle solite location naturali (foreste, deserti, distese artiche). Il livello di dettaglio grafico è notevole, e gli scenari, anche se non molto complessi, sono stati realizzati con perizia e cura dei particolari, e con una serie di finezze grafiche che si faranno notare, specie dagli esploratori più curiosi.
Grande assente negli scenari naturali è l’acqua: fondamentale negli altri RTS (per la raccolta di risorse o per la rilevanza strategica utilizzando unità navali), rappresentata a livelli eccelsi di realismo grafico da AOE3, in ROL non v’è traccia di corsi o specchi d’acqua, evitata probabilmente per semplificare sia l’implementazione grafica (avere una qualità almeno pari a quella di AOE3 comporta costi elevati in termini di implementazione software e di risorse hardware), sia il comparto strategico (non è stato infatti necessario realizzare unità navali/marine). Dopo aver provato il gioco, vi assicuro che non se ne sente la mancanza, ma l’acqua potrebbe essere lo spunto chiave per l’espansione di ROL, ormai consuetudine per gli RTS Microsoft.
La realizzazione di unità ed edifici è curatissima, l’appeal grafico è strettamente legato alla civiltà scelta, il dettaglio è impressionante e le animazioni di altissimo livello. Ma ciò che stupisce è l’uso massiccio ed intensivo degli effetti grafici: auree energetiche, scariche elettriche, nubi gassose, riflessi, trasparenze e tanto altro abbondano nel gioco e rendono l’impatto grafico sorprendente e sempre ricco. Responsabile di tutto ciò il nuovo motore grafico del gioco, che è stato affiancato al Novadex Physics SDK della AGEIA, con lo scopo di rappresentare con realismo (e conseguente spettacolarità visiva) le esplosioni e le fiamme, e con credibilità fisica le frantumazioni e le reazioni delle unità investite dai colpi nemici. Insomma, insieme ad AOE3, ROL si propone come lo standard di riferimento per la qualità grafica degli RTS, ed uno dei titoli visivamente più spettacolari dell’anno che regala alla platea videoludica una dimensione originale e affascinante, una sorta di medioevo futuristico, in cui si fondono antiche alchimie e moderne tecnologie.

Un sonoro non troppo leggendario…
Il comparto audio del gioco sembra essere stato trattato con più superficialità, ma in ogni caso è complessivamente più che discreto. La colonna sonora ben interpreta ogni frangente di gioco e raggiunge il massimo nei pezzi più epici (come il tema principale di "Rise of Nations"), anche se la varietà delle tracce è un po’ limitata. Al tripudio di effetti grafici di cui abbiamo parlato, corrisponde ovviamente una grande collezione di effetti sonori, ma va detto che alcuni sono un po’ anonimi. Inoltre il doppiaggio originale è discreto, ma le voci scelte non sembrano sempre adatte. La review version del gioco che ci è stata fornita per questa recensione (in lingua originale) non ci ha permesso di apprezzare il lavoro dei doppiatori italiani, ma possiamo immaginare che sarà di alto livello come al solito (tranne qualche rarissimo caso, come per il vergognoso doppiaggio di "Half-Life 2"), vista la superiorità italica in questo settore.

A proposito di leggende...
Si dice in giro che la Microsoft, per non dover pagare i diritti sull'utilizzo del marchio Dvd alla Sony (acerrima nemica giapponese del colosso americano), continua a rifiutarsi di editare i suoi giochi su Dvd, utilizzando invece i normali supporti CD-rom. Non so quanto ci sia di vero dietro questa "leggenda", fatto sta che anche questo titolo Microsoft si presenta "spalmato" su ben 4 CD-rom, una soluzione decisamente meno maneggevole di un unico Dvd, su cui sarebbe anche avanzato spazio per aggiungere materiale extra...

In definitiva...
Non possiamo che evidenziare il coraggio del team di sviluppatori. Già al tempo del primo capitolo della saga, anziché pubblicare l’ennesimo clone di Age of Empires, i ragazzi della Big Huge Games sfornarono un capolavoro che aveva la sua forza nell’originalità. Oggi, invece di cullarsi sugli allori e bissare facilmente il successo della prima creazione, ci propongono un totale ribaltamento del concept, segno della costante ricerca della sfida. Tuttavia le vere novità nel gameplay rispetto al titolo precedente non sono numerose, ma considerando che stiamo parlando di uno dei migliori RTS di sempre, la cosa è rassicurante (magari AOE3 avesse mantenuto la profondità strategica di AOE2!).

Multiplayer
Modalità fondamentale per il successo del gioco è quella multigiocatore, l’unica capace di fornire il massimo grado di sfida, e per ROL è stata allestita una suite di valore assoluto, un’interfaccia pulita e organizzata, ricca di opzioni di personalizzazione e corredata di una collezione di mappe molto più vasta del solito. Ma c’è qualche perplessità sulla connessione: in base all’accordo con la Microsoft (produttrice e reale distributrice del gioco) e alle anticipazioni dei programmatori, la connessione al server dai nostri PC doveva essere la migliore soluzione mai proposta fino ad oggi, integrata completamente nel sistema operativo Windows XP ed automatizzata. Purtroppo la nostra esperienza con tale sistema non è stata felice, anzi assai problematica, e a dare uno sguardo sul web il problema è condiviso dalla maggior parte dei possessori del gioco. Gli sviluppatori dovranno rivedere il sistema per ovviare agli inconvenienti ed eventualmente fornire una patch di aggiornamento. Risolti questi problemi di connessione, siamo sicuri che il gioco potrà diventare un classico degli strategici online.

Hardware
Come ampiamente descritto, uno dei punti di forza del gioco è la grande realizzazione grafica, ma tutto questo ben di Dio ha ovviamente un costo in termini hardware. Come nel caso di AOE3, però, la qualità grafica è ampiamente scalabile, permettendo a tutti quelli che soddisfano almeno le specifiche minime richieste di fruire degnamente del prodotto:
Requisiti minimi:
- Microsoft Windows® XP
- CPU da 1.4 GHz
- 256 MB di RAM
- Scheda video da 64 MB con hardware T&L

Le opzioni grafiche sono personalizzabili sia in modo manuale, sia in automatico, quest’ultimo consigliato ai meno esperti, che potranno disporre di 5 gradi di dettaglio e di complessità grafica. Purtroppo la qualità massima sarà godibile solo dagli eletti possessori di macchine high-ended, e comunque per ammirare anche solo in parte la spettacolarità visiva di questo titolo, occorre almeno avvicinarsi alla specifiche raccomandate:
Requisiti raccomandati:
- Microsoft Windows® XP
- CPU da 2 GHz
- 1 GB di RAM
- Scheda video da 128 MB con hardware T&L
Recensione Videogioco RISE OF NATIONS: RISE OF LEGENDS  scritta da RASTA “Rise of Legends” è uno strategico che farà la gioia degli appassionati del genere. Chi annovera tra i propri giochi preferiti “Rise of Nations” e “WarCraft III”, non può evitare di provare questa miscela esplosiva, dal gameplay solido e avvincente, che garantirà ore di divertimento, specie in multiplayer. Il lavoro dei programmatori è stato notevole, soprattutto per il comparto grafico, ed il risultato finale è sorprendente, anche se un po’ esoso in termini di risorse hardware. Le novità apportate al gameplay in realtà sono poche, e la virata fantasy potrebbe far storcere il naso ai puristi degli RTS storici, ma “Rise of Legends” rimane comunque un titolo in grado di offrire strategia complessa e profonda, diversamente da “Age of Empires III” che su questo fronte ha un po’ deluso le aspettative.
caricamento in corso...
SCREENSHOTS
SpazioGames.it - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Monza dal 22/02/2008 con autorizzazione n.1907
© 1999 - 2012 GALBIT SRL TUTTI I DIRITTI RISERVATI - P.IVA 07051200967
Spaziogames.it utilizza i cookie per assicurarti la miglior esperienza di navigazione. Se desideri maggiori informazioni sui cookie e su come controllarne l'abilitazione con le impostazioni del browser accedi alla nostra Cookie Policy.