Recensione di Half-Life 2: Episode 1

Copertina Videogioco HL2: Episode 1
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Valve
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     Disponibile
- Prezzo Budget
- Tecnicamente ottimo
- Trama Misteriosa
- Atmosfera Intrigante
- Scarsa longevità
- Un po' troppo lineare
A cura di (Redazione SpazioGames) del
Si ri-svegli dottor Freeman.
A due anni dall’uscita del pluripremiato Half Life 2 di casa Valve, ecco apparire sui nostri monitor quella scrittina che si aspettava da diverso tempo e che indica lo sblocco di Episode One, la prima di una serie di tre espansioni legate al secondo capitolo di una delle saghe più amate degli ultimi anni.
Come ormai tutti (o quasi) sapranno, Half Life 2 scosse il mondo videoludico su pc e sicuramente servì a smuovere una concezione più moderna del genere FPS. Questo titolo fece parecchio parlare di sé dividendo l’utenza negli scettici che ne criticarono alcuni fattori quali la troppa linearità e i cultori che dipinsero questo titolo come un “capolavoro assoluto” e se vogliamo come una killer application su pc. Senza ricadere sul luogo comune “la verità sta nel mezzo”, sicuramente si può dire che certe limitazioni di questo gioco vennero controbilanciate da diversi aspetti piuttosto interessanti, che riuscirono a coinvolgere ed appassionare moltissimi giocatori sparsi per il Mondo, anche se si deve ammettere che una parte di questa fama, il titolo Valve, lo deve sicuramente alla sua cronistoria d’uscita, tra rimandi, versioni del codice rubate e distribuite in rete, copie pressoché illegali vendute in Russia; tante situazioni che contribuirono a mitizzare in parte Half Life 2 creando uno dei più grandi fenomeni di Hype di questi ultimi anni.
Forte di questo successo e del continuo supporto che offre all’utenza attraverso la piattaforma Steam, valve continua il suo progetto di farci peregrinare nei più torbidi meandri di City 17 con questo EPISODE ONE, ai tempi AFTERMATH, prima del cambio di nome. Per quanto siano stati rilasciati trailer, screens, dichiarazioni ed interviste e praticamente tutti sapevano già tutto, lo stesso la domanda sorge spontanea: riuscirà questo Episode One a mantenere alto il nome di Half Life 2 o si cominciano già a perdere colpi? Cerchiamo di scoprirlo.

The City of Angels
Si deve subito premettere che questa espansione non gode di una durata elevata per cui si può finire il gioco dopo circa 5, 6 ore. Parrebbe un insulto una durata del genere tuttavia i costi contenuti e la qualità del prodotto finale riescono a giustificare ampiamente queste “poche” ore di gioco anche perché ci si rende subito conto della varietà di situazioni che reggono le fila della trama.
Episode One prosegue la storia riprendendo il finale (per molti enigmatico, per altri stupendo e per altri ancora sciocco ed insensato) e quindi ripartendo da quel punto per svilupparsi in maniera dinamica benché gli spazi lasciati alla narrazione siano pochi, ma non per questo negativi. Cercando di non rovinare la sorpresa a chi non ha avuto modo di giocare e/o finire HL2, si può dire che la vicenda ci vede anche questa volta nei panni del dottor Freeman con l’intento di uscire dalla cittadella e di fuggire da City 17 la città fulcro del gioco principale che fu soggetta ad un’invasione aliena da parte dei Combine con conseguente sottomissione dei cittadini. Per quanto si possa supporre che un gioco così corto non riesce ad esprimersi adeguatamente ci si deve ricredere poiché le locazioni, anche questa volta, saranno piuttosto varie, spaziando dagli interni della cittadella Combine, ad ospedali, parcheggi, spazi aperti urbani, edifici vari e stazioni ferroviarie. Le ambientazioni, come al solito sono caratterizzate egregiamente e servono a dare quella sensazione di tensione per tutta la durata del gioco, sia che si parli di oscuri scantinati, sia che ci si trovi a camminare “sotto il sole” in piazza. Non esiste un attimo di tregua, si è sempre in movimento con quella sensazione di essere braccati, quella sensazione di immaginarsi qualcosa di brutto che ci aspetta, non sapendo bene dove e quando. Non si riesce a giocare rilassati ad Episode One. Probabilmente questo è un bene ed un male perché tende a tenere incollato il giocatore al monitor, con il rischio di finire il titolo troppo in fretta.
Dal punto di vista grafico il motore Source offre sempre ottimi scorci, con giochi di luci ed ombre impeccabili. Le texture non sono sempre di elevatissima qualità come nella mappa Lost Coast, basta vedere le zampe di Dog oppure certi oggetti, però nel complesso si nota, seppur lieve, un salto in avanti rispetto al titolo originale HL2. Particolare cura è stata data alle caratteristiche dei vari materiali e le riflessioni sui metalli, inoltre è stato implementato in maniera massiccia l’effetto HDR (High Dynamic Range) che serve a dare più lucentezza e riflessi alle superfici oltre ad aggiungere quell’ effetto di “abbagliamento” per un quadro generale molto più realistico. La cosa interessate di questo motore Source è la sua scalabilità, infatti per ottenere queste ricchezze grafiche non è necessario un PC di fascia altissima ma con i settagli corretti si riesce ad ottenere un giusto equilibrio tra qualità e fluidità.
Gli schemi rimangono, come nel predecessore, piuttosto lineari e quella sensazione di “barriera invisibile” può infastidire chi preferisce muoversi con un raggio d’azione più ampio come in titoli quali Far Cry. Le situazioni che dovremmo affrontare, tuttavia, ci distraggono da questa “rotaia di gioco” e la coerente successione di schemi rende la linearità un punto debole marginale.

Tell me, Dr. Freeman, if you can.
Come anticipato prima la trama prosegue dall’interruzione di HL2. In verità sono pochissimi i momenti di vero sviluppo della trama, che si risolvono con poche battute da parte dei vari personaggi fino a raggiungere un finale che si fonde con un trailer del secondo episodio previsto per la fine del 2006. Sembra quasi che la già complessa trama non si riesca a svelare e che sembrano nascere altri oscuri dubbi, però certi discorsi pressoché mandati da altoparlanti e monitor fanno capire bene la situazione creatasi attorno alle nostre vicende.
Punto forte di questo titolo è la presenza al nostro fianco di Alyx come personaggio non utilizzabile ma necessario in molte situazioni. Anche il rapporto con lo stesso Dr. Freeman sembra essersi affinato parecchio. Dal comportamento di Alyx può trasparire quasi un nascosto affetto che si manifesta con battutine e scherzi durante momenti più o meno di tensione ma anche con balzi ed abbracci di gioia. Inoltre traspare il suo vero carattere che sfocia in un punto preciso, forse il più terribile dell’intero gioco, durante il deragliamento di un treno; infatti in questo contesto vediamo la nostra compagna urlare di terrore e fermarsi di colpo nascondendosi il viso forse per piangere o forse per non voler vedere ciò a cui ha assistito. In ogni caso, qualsiasi cosa provi è stupefacente come Valve si sia data da fare sul carattere di questi personaggi, oltre ad un movimento facciale impressionante che serve a dare maggior enfasi ai sentimenti, con espressioni scherzose, di paura, la fronte aggrottata o sguardi nervosi. Tutte queste piccole e forse invisibili finezze marcano la differenza tra un buon gioco ed un ottimo gioco e da questo punto di vista Valve ci ha sempre abituati molto bene con tocchi di classe come se ne sono visti pochi in altri giochi.

Aiuto gli Zombine!
Episode One, oltre allo sviluppo della trama e nuovi effetti grafici, non offre nulla di veramente innovativo; la Gravity Gun, forse una delle armi più carismatiche ed originali degli ultimi anni, regna ancora incontrastata e serve a risolvere alcuni enigmi. Nessuna nuova arma è stata aggiunta per cui troviamo le vecchie pistole, fucili a pompa e fucili mitragliatori, granate e lanciarazzi e, ovviamente, il “marchio di fabbrica” della serie di Half Life, ovvero il piede di porco. La fisica eccelle come già si sapeva ed anche in questo gioco, oltre ad offrire una veste più credibile, serve anche per risolvere diversi passaggi, con situazioni più intricate di interessati rispetto al primo episodio. In certi punti infatti si deve ragionare, non solo ponendo un peso su una bilancia, ma si deve pensare come se accadesse a casa propria.
Tra le novità si notano due nuovi tipi di nemici, non propriamente originali, in quanto uno è rappresentato dagli stalker, quelle creature mutilate e disumanizzate che si vedevano di striscio durante le ultime sezioni di HL2 e l’altro nemico è semplicemente un’evoluzione più violenta e pericolosa dei comuni combine. Oltre a queste due novità troviamo i soliti zombie, gli headcrab, gli strider, le gunship e tutti i vari nemici che popolano la saga di HL. Incontriamo anche le Antlion (le formiche leone) in situazioni piuttosto impegnative. Da notare anche la presenza dei Vortigaunt in una veste piuttosto insolita che però non verrà rivelata in questa sede.
La IA dei nemici si attesta sempre su buonissimi livelli e i Combine, i nemici più impegnativi da affrontare a distanza ravvicinata, si muovono in gruppo, cercano di aggirarci per quanto possibile e si coprono tentando agguati e piazzando trappole; il livello di difficoltà impostabile sicuramente ne determina l’approccio durante il gioco per cui assalti alla Rambo non portano quasi mai ad un lieto fine, benché cure mediche e munizioni di scorta si trovino un po’ ovunque.
Il comparto audio è buono con effetti avvolgenti che servono ad immergere ancor più il giocatore nell’azione. Urla disumane di zombie, passi di soldati combine e versi di headgrab si sentono continuamente offrendo una suggestiva sensazione di panico e smarrimento. Ci si deve soffermare un istante sulla traduzione delle voci, un altro fattore che ha fatto discutere parecchio; la maggior parte dei giocatori preferisce le voci originali in inglese, perché più intonate e credibili magari approfittando dei sottotitoli. C’è invece chi ritiene le traduzioni ben fatte ed azzeccate ai personaggi, tra tutti la voce del G-Man; quella voce priva di qualsiasi enfasi ben si adatta al mistero del suo personaggio che non lascia trasparire nulla dai discorsi o dai comportamenti.

Multiplayer
Assente

Hardware
Requisiti Minimi:
Sistema: Processore 1.2 GHz o equivalente
RAM: 256 MB
Scheda grafica DirectX 7
Collegamento a Internet

Requisiti raccomandati:
Sistema: Processore 2.4 Ghz o equivalente
RAM: 512 MB
Scheda grafica DirectX 9
Collegamento a Internet
Recensione Videogioco HALF-LIFE 2: EPISODE 1 scritta da REDAZIONE SPAZIOGAMES Valve ci ha offerto un nuovo pezzo del puzzle, ricco di genialità ma ancora lontano dall’essere l’elemento di chiusura. Di questo Episode One ci rimangono il mistero della trama, le ambientazioni affascinanti ed incredibili scontri a fuoco. Non si può certo dire che tra tutti i titoli usciti in questo utimo periodo sia il migliore in assoluto, ma sicuramente è un gioco da tenere veramente sott’occhio, tanto più che è stand alone e che quindi non necessita del gioco Originale HL2. Dopo questo breve percorso, cercando di districarci tra i vari punti salienti, tentiamo di ricongiungerci con la domanda che ci siamo posti all’inizio: è un degno successore? La risposta, forse scontata, è sì. Questa espansione porta avanti egregiamente la saga in tutti i suoi aspetti, spaziando, frugando sotto le macerie di quella City 17 ormai allo sbando, per capire cosa c’è sotto, per capire come mai, nonostante tutto, andiamo avanti. Forse per rispondere a questi interrogativi dovremo aspettare gli altri due episodi e forse questo titolo non ci sazia la curiosità però ci smuove, ci invoglia a continuare con la mente in attesa che tutti i nostri dubbi o certezze trovino confronto con le prossime uscite. Inoltre dobbiamo pensare che non è un gioco a sé ma è un pezzo, appunto un episodio, che va a legarsi con una produzione potenzialmente enorme, quasi cinematografica.


Articolo a cura di Sauron.
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