Recensione di Call of Cthulhu: Dark Corners of The Earth

Copertina Videogioco Call of Cthulhu
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Avventura
  • Sviluppatore:

     Headfirst Productions
  • Distributore:

     n.d.
  • Lingua:

     n.d.
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     disponibile
- Atmosfera ben resa
- Profondo e in grado di catturare
- Tecnica poco curata
- I.A. altalenante
- Tutto in inglese
- Non è un vero sparatutto in prima persona
A cura di (Darkzibo) del
Un nuovo gioco dal titolo quasi impronunciabile è arrivato per Pc. Call of Cthulhu è il classico gioco capace di immedesimarvi talmente tanto da farvi sobbalzare sulla sedia in diverse occasioni. Il titolo di per sé potrebbe apparire come il classico horror survival, più vicino alla serie di Silent Hill che a Resident Evil. Vediamo come Bethesda (già creatrice di un certo The Elder Scrolls IV: Oblivion) è riuscita a ridisegnare l’orrore digitale.

Opera letteraria
Il titolo è basato su un racconto di Lovecraft e si svolge nella città di Innsmouth. In poche occhiate, anche solo osservando le foto, capite che l’atmosfera di gioco è sempre ricca di suspance e che a fatica troverete qualche spiraglio di luce che vi possa dare anche solo un briciolo di conforto. Call of Cthulhu è un titolo capace di penetrarvi nei nervi, di farvi divenire isterici e la paura che riesce a trasmettere è davvero notevole. La città è decadente e le strutture ricordano fasti di un’epoca passata ma ora tristemente abbandonata. Tutto sembra remare dritto contro di voi, riuscendo a creare una tensione al limite del paranoico. A fare da contorno al tutto sono sempre presenti le nebbie che avvolgeranno ogni cosa e vi impediranno di avere anche un solo istante di spensieratezza. In questa ambientazione si muove Jack Walters, ex detective che, a causa dei misteri della città, è caduto in stato di schizofrenia. In questa storia Jack ha l’opportunità di fare luce sul mistero che avvolge la setta di Dagon e soprattutto potrà dare una spiegazione alle strane apparizioni che si fanno sempre più frequenti e che infestano la città di Innsmouth. Come conseguenza di tutto ciò dovrete condurre un’indagine precisa, facendo fronte ai cittadini impazziti e alle presenze irreali. Solo pochi individui, scampati alla pazzia, accetteranno di aiutarvi, anche se il loro cammino sarà spesso segnato da una brutta fine. Purtroppo l’aiuto fornito dai vostri pochi aiutanti si limiterà spesso a qualche consiglio, visto che loro saranno come paralizzati dal terrore. Potete capire che questa esiguità lascia intravedere una mancanza di attenzione sulla progettazione dei livelli, concentrandosi di più sull’atmosfera.
Un elemento che vi terrà poi sempre attenti è la mancanza di un’azione pura (il distruggere tutto presente in molti fps), ma la presenza di un’adrenalina fiorente. Più prosaicamente, avrete un’arma soltanto al termine di alcune ore di gioco, il che rende le prime sequenze molto spaventose e danno un senso di vulnerabilità che vi farà sempre ricercare ripari. Non muniti di armi di vario o genere che potrebbero aiutarvi in un qualche modo, cercherete in ogni luogo qualcosa da far tornare utile in una qualche maniera. Queste prime sequenze, dando un certo senso di fragilità psichica, ricordano le scene horror viste in Silent Hill, dove il vagare nella nebbia lasciava spazio a momenti di vero panico. Tuttavia, non pensate che la presenza di un sostegno psicologico che assume la forma di una pistola basterà ad evacuare completamente le vostre frustrazioni morbose. Infatti, il vostro inventario, assoggettato alla norma del numero di cartucce massime, non vi permette di raccogliere decine di chili di munizioni per esorcizzare i vostri demoni a colpi di revolver. Tanto più che le fasi puramente FPS, abbastanza morbide e caratterizzate da una I.A. risibile, sembrano trovarsi nel gioco per la forma, senza portare un'eccedenza d'interesse. Peggio ancora, vi faranno spesso confidare in una fuga quasi disperata, senza possibilità di salvezza.
Il fulcro del gioco ruota intorno soprattutto alla ricerca e alla fuga. Un punto di vista degno del più grande interesse ma che non impedisce il mostrarsi ad alcune lacune. Prima tra tutte è la giocabilità che, noterete, risentirà soprattutto nel mentre in cui dovrete rispondere con rapidi riflessi ad attacchi improvvisi: i comandi non sono ben calibrati e spesso la vostra reazione subirà un attimo di ritardo utile per subire un colpo. Vero è che il binomio testiera - mouse funziona bene (anche se su console è meglio), ma spesse volte entrerà in contrasto con gli attacchi improvvisi che, oltre a generare una sorta di patema in voi, danneggeranno il protagonista. Infatti, se vi trovate in situazioni difficilmente tollerabili, nervosamente parlando, avrete tendenza a perdere piede ed inserirvi poco a poco in una pazzia auto distruttrice, che potrà anche condurvi al suicidio.

Un ambiente buio
La tensione psichica avvertita, come avete ben capito, è molta e questo aspetto è avvantaggiato nella sua manifestazione anche attraverso la tecnica del gioco. I colori sullo schermo inizieranno a mutare, i comandi ad appesantirsi ed il sonoro a distorcersi.
Sul lato visivo, Call of Chtulhu risulta poco curato, con strutture poco dettagliate e una costruzione di modelli che è molto al di sotto di quanto ci si aspetterebbe da un gioco di questi tempi. Le textures non sono invece così esigue anche se spalmate su pochi poligoni. Appare ben ricreata l’atmosfera di gioco, soprattutto grazie alla nebbia che permette a poche luci di essere intraviste, incrementando il fattor emotivo che riesce a ricreare nell’avventore del gioco. Il taglio cinematografico è altrettanto ben reso, riuscendo a coinvolgere anche psicologicamente: purtroppo, per i difetti poc’anzi elencati, qualcosa non è andato per il meglio e spesso noterete diversi bug.
Le composizioni musicali sono abbastanza riuscite, e, anche se non si nota un tema di rilievo, l'ambiente portato dalle sonorità si inserisce perfettamente alla tematica del gioco. Il doppiaggio sembra ben riuscito, trasmettendo ai personaggi quella pazzia che invade pian piano la psiche. Una menzione speciale la meritano i mormorii dell’eroe nel mentre in cui inizia a uscire di senno e delle voci che rimbombano nelle fogne che ripropongono la voci angoscianti di bambini fantasmi.

L’incubo finisce
Nulla da ridire: l’indagine resta interessante ogni minuto, attraverso indizi sempre più macabri senza che ci sia qualche tempo morto. Purtroppo la longevità inciampa in una linearità di gioco troppo rimarcata. Infatti, una volta portato a termine Call of Cthulhu, difficilmente lo riprenderete, a meno che non vogliate ripercorrere di nuovo le stesse azioni e emozioni che, naturalmente, saranno più affievolite.

Multiplayer
Assente

Hardware
- Windows 98SE/ME/XP/2000
- 128MB RAM (256MB RAM for XP /2000)
- Pentium III 800Mhz or better
- 16X CD-ROM drive
- DirectX 8.1 3D compliant video card with 64MB RAM (DirectX 9.0 compliant video card recommended)
- Sound Card (100% DirectX 8.1 Compatible)
- Mouse
- Desktop Resolution of 800X600 @ 16-bit color depth minimum
- 2.0GB hard-drive space for installation.
Recensione Videogioco CALL OF CTHULHU: DARK CORNERS OF THE EARTH scritta da DARKZIBO Il punto forte di Call of Cthulhu: Dark Corners of the Earth è sicuramente l’ambientazione psicopatica in cui il protagonista dovrà svolgere la propria indagine. Questo titolo riesce a prendere le vostre emozioni per poi immergerle in un turbinio di emozioni diverse. Con questa componente, riscontrabile in pochi altri giochi (come il già citato Silent Hill) il titolo di Bethesda psarebbe potuto diventare uno dei giochi di punta di quest’anno, ma purtroppo alcuni difetti, soprattutto sul lato tecnico, ne invalidano questa candidatura. C’è da dire che come FPS non ha grandi possibilità su Pc se confrontato a giochi come Half Life 2, Prey o altri future promesse. Se avete apprezzato Silent Hill dovete sicuramente comprare Call of Cthulhu: Dark Corners of the Earth, visto che tutti gli elementi che hanno imposto il titolo Konami nel mondo ludico, si troveranno anche nel titolo di Bethesda, ulteriormente potenziati e approfonditi. Per il resto pensate che l’avventura in non molto tempo finisce e che una volta terminata non la riprenderete più. Un buon gioco che però poteva essere ben altro.
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