Recensione di Keepsake - Il Mistero di Dragonvale

Copertina Videogioco Keepsake
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Avventura
  • Sviluppatore:

     Wicked Studios
  • Distributore:

     n.d.
  • Lingua:

     n.d.
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     Disponibile
- Ambientazione ed atmosfera
- Localizzazione in Italiano
- Giocabilità
- Fondali un po' troppo statici
- Ritmo a volte troppo basso
- Sistema di aiuto molto permissivo
A cura di (Stefo) del
Amanti delle avventure grafiche “punta e clicca” tradizionali, fatevi avanti! E’ il momento di rispolverare la vecchia lucidità mentale, la solita voglia di esplorare ed interagire con tanti personaggi perché è arrivato Keepsake, nuova fatica di Lighthouse Studios, che ci immergerà in una magica atmosfera medievale intrisa di mistero e strani accadimenti, ambientata nel ‘500.
Il titolo arriva in Italia forte di una campagna di promozione aggressiva, una prezzo incredibilmente competitivo ed una completa localizzazione in grado di far godere al meglio delle potenzialità del titolo. Cominciamo ad analizzare il titolo partendo dal background ambientale e storico…

La Trama
Siamo nel ‘500, quando La protagonista, Lydia, arriva davanti alla scuola di magia più rinomata del Vecchio Mondo, l’Accademia di Dragonvale, alla quale è stata ammessa. Ma non trova nessuno ad attenderla e l’imponente portone è chiuso… forse un esperimento magico fallito?
Affiancata da un insolito accompagnatore, un lupo fifone, che da subito lascia trapelare di nascondere la sua vera identità, Lydia comincia a esplorare le differenti ambientazioni desolate dell’accademia.
La curiosità iniziale della protagonista di trasforma in ansia e preoccupazione quando ritrova un oggetto donato come simbolo di eterna amicizia… la sua mente è pervasa da lontani e confusi ricordi…
Così viene presentata la vicenda cha andremo nell’immediato a vivere. Senza dubbio si tratta di un’ambientazione quanto mai affascinate e stimolante… per lo meno per il sottoscritto, che ha sempre adorato le atmosfere magiche medioevali.
Con queste premesse comincia il viaggio di Layla, alla ricerca della verità su Dragonvale.

Gameplay
Come vi dicevo in precedenza, Keepsake si presenta come una classica avventura grafica “punta e clicca”, con controllo completo di tutta l’azione di gioco tramite il nostro fidato mouse. L’interfaccia di gioco si presenta molto pulita, semplice, accessibile e poco invasiva. Molte possibilità di interazione con i vari elementi di gioco sono nascoste, ed attivabili cliccando sui relativi tasti nell’interfaccia principale. Un primo aiuto importante nel familiarizzare con i controlli e lo schema di gioco ci viene subito offerto all’inizio della nostra avventura, grazie ad un tutorial implementato direttamente nello svolgimento del gioco. Tramite questo escamotage potremo subito vedere come muoverci, dialogare ed interagire con gli elementi attivi dello scenario. Un ruolo molto importante, in questo senso, viene svolto dal puntatore del mouse che, a seconda dell’area evidenziata e delle situazioni di gioco, assumerà una forma ed un colore diverso, indicandoci le azioni possibili. Non pensiate che sia superfluo completare il tutorial 8anche perché è obbligatorio…), in quanto rispetto alle avventure grafiche standard, il sistema di controllo è lievemente diverso (già vi ho detto del puntatore che cambia forma e colore, in più vi dico che anche gli spostamenti del personaggio sono controllati in maniera diversa dal solito). L’avventura di Layla è suddivisa in due vasti “capitoli”, con svolgimento non lineare, incentrati sul raggiungimento di due obiettivi principali. Nel primo dovremo concentrarci nell’esplorare la desolazione dell’accademia di magia (completamente vuota… chissà perché?) e superare tutta una serie di puzzle che fungono da “esame di ammissione” all’accademia stessa. Il secondo capitolo ci porterà ad esplorare più in profondità le zone più nascoste e misteriose dell’accademia, alla ricerca della causa della sparizione di tutti gli allievi… in sintesi alla risoluzione finale del “Mistero di Dragonvale”.
Lo svolgimento del gioco vero e proprio lascia molto spazio alla libertà d’azione, concedendo spazi sempre molto ampi da esplorare, e dialoghi con parecchie opzioni a disposizione, con farsi e domande a volte significativi, a volte transitori; il tutto per ricreare al meglio il senso di una vera avventura. In più (come è logico che sia) i dialoghi ci permetteranno di acquisire nozioni fondamentali per l’avanzamento della narrazione. Il vero fulcro del gioco, però, è rappresentato dalla risoluzione dei vari puzzle ed enigmi che ci vengono proposti.
In senso del tutto generale si tratta di enigmi risolvibili nella maggior parte dei casi con l’utilizzo di una dose sufficiente di logica. Difficilmente si troveranno situazioni “improponibili” o assurde.
La complessità degli enigmi si attesta su livelli discreti, anche se a volte, alcune situazioni, fermano per troppo tempo l’avanzamento del personaggio principale. Questo sia per complessità (che, comunque, ribadisco, non è eccessiva) che per lunghezza vera e propria delle azioni necessarie a risolvere l’enigma. Mi torna in mente un esempio relativo ad un puzzle in cui, spostando delle pedine su una scacchiera, è necessario creare lo spazio per spostare un dragone… mamma mia, ragazzi! LUNGHISSIMO! Davvero devastante, ma non tanto per la difficoltà, ma perché mi ha occupato davvero moltissimo tempo.
Una novità davvero inedita si presenta agli occhi dello sprovveduto e frettoloso giocatore… un vistoso punto di domanda sulla barra delle icone nell’interfaccia di gioco! Cosa sarà mai?
Semplice: la risoluzione a molti problemi del gioco! Cliccando sull’icona, sarà possibile attivare un sistema di aiuti istantaneo che sarà in grado, in alcuni casi, di suggerirci dove recarci (ovviamente non il punto preciso, eh!) ed in altri casi di aiutarci nella risoluzione degli enigmi, facendoci fare “quella mossa che pensavo da un bel po’, ma non sapevo se farla”.
Il mio suggerimento personale è di tralasciare il più possibile l’utilizzo di tale funzione che, se abusata, porta praticamente alla risoluzione del gioco senza la ben che minima fatica. Dubito che i veri amanti delle avventure grafiche possano farne uso smodato, ma i novellini o, più semplicemente, chi vuole “tutto subito” potrebbe rischiare di trasformare Keepsake in una serie di azioni senza profondità e senso. Il sistema, per fortuna, non è attivabile accidentalmente: un solo click sull’icona porterà solo sullo schermo una messaggio che ci chiede se VERAMENTE vogliamo essere aiutati… uomo avvisato, mezzo salvato!

Grafica e Sonoro
Chi di voi ha già sbirciato tra le foto che accompagnano l’articolo, si sarà sicuramente reso conto che l’impatto grafico di Keepsake è sicuramente d’effetto. Utilizzando degli ottimi fondali in 2D pre-renderizzati e dei personaggi realizzati in 3D reale, si è potuto ottenere l’effetto finale che potete ammirare. Pur ammettendo che la qualità dei fondali è davvero da urlo (perché si tratta di immagini davvero ricchissime di dettagli e dai colori splendidi), devo dire che l’eccessiva staticità degli stessi non mi ha convinto. E’ apprezzabile solo qualche movimento in lontananza (come le cascate) e poco più: una scelta che porta i personaggi (giocanti e non) a non essere sempre perfettamente integrati con il fondale… il tutto sa di “un po’ legnoso”. Quando, invece, entrano in gioco gli effetti speciali, come luci, ombre, riflessi et similia, la musica cambia ed il tutto acquista una nuova vita. La realizzazione dei personaggi non è qualitativamente comparabile ai fondali, ma riesce comunque a convincere con una buona caratterizzazione di ogni elemento.
Passando al comparto sonoro, non si può non elogiare l’incredibile lavoro svolto da chi ha scritto e recitato i dialoghi!
Il doppiaggio (completamente in italiano, per un totale di oltre 30000 parole) è stato curato ancora una volta da veri e propri professionisti (parliamo di Jinglebells Studios), ricreando dialoghi profondi, recitati egregiamente e godibili. Se a questo aggiungiamo che tutta la parte recitata è stata scritta da dialoghisti professionisti, otteniamo davvero un mix esplosivo! Davvero un ottimo risultato!

Giocabilità e Longevità
Entrambi gli elementi si attestano su discreti valori: il titolo risulta subito giocabile, senza troppi intoppi. Il tutorial ci aiuta ad ambientarci, e l’impatto con il primo enigma è soft il tanto che basta per invogliarci proseguire. Le sezioni di esplorazione non risultano affatto noiose, anche se alla lunga potrebbero un po’ appesantire le palpebre ai meno avvezzi al genere. L’ambientazione, poi, riesce a catturare l’attenzione in maniera convincente, garantendo la giusta voglia di proseguire e vedere cosa succede. Il progredire nel gioco aumenta gradualmente il tasso di difficoltà degli enigmi, e la loro durata, cosa che, come vi accennavo, li rende a volte “pesanti”. Un utilizzo cosciente degli aiuti dinamici rende Keepsake un titolo profondamente accattivante sia per i neofiti che per gli esperti del genere. Un utilizzo smodato rovina, invece, in maniera irreparabile la godibilità del titolo, distruggendone la longevità… forse un sistema di aiuti meno permissivo (del tipo “massimo 10 aiuti”) avrebbe limitato i danni.

Hardware
Sistema operativo Windows 98, 2000, ME, XP, Processore da 1 GHz, 256 MB Ram,
Scheda grafica 3D accelerata con 32 MB di RAM (compatibile DirectX)
Scheda audio compatibile DirectX, DirectX 9.0, Circa 1.4 GB liberi su disco fisso
Lettore DVD, Tastiera e mouse
Recensione Videogioco KEEPSAKE - IL MISTERO DI DRAGONVALE scritta da STEFO Tiriamo finalmente le somme della nostra prova su strada di Keepsake! Il titolo di casa Wickeed Studios ha più di un'arma in grado di farlo prendere seriamente in considerazione dal pubblico italiano. Innanzitutto l’ambientazione magica, seguita a ruota da una localizzazione perfetta e da un livello di difficoltà generalmente ben calibrato. Se poi consideriamo che il mercato non offre decine di avventure grafiche, e che il prezzo di vendita è incredibile (19,90€) è facile attribuire a Keepsake un posto di assoluto rilievo nel mercato. Purtroppo, però, è logico aspettarsi qualche piccola carenza: prima tra tutte, il sistema di aiuti troppo permissivo (addirittura in grado di risolvere per noi gli enigmi). A completare il quadro "dei punti negativi" arrivano anche dei fondali pre-renderizzati splendidamente, ma troppo statici ed alcuni puzzle davvero troppo lunghi (per non dire sfiancanti. Miscelati questi elementi... otteniamo il voto finale, che attribuisce a Keepsake il suo valore: una buona avventura grafica!
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