Recensione di Viaggio al centro della luna

Copertina Videogioco Avventura lunar
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Avventura
  • Sviluppatore:

     Kheops Studio
  • Distributore:

     Atari
  • Lingua:

     italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     disponibile
-Ottimo per gli appassionati del genere
-Ambienti di gioco ben realizzati
-Gli enigmi possono richiedere molta pazienza
-Difficile da mandare giù per i giocatori immediati
-Gli enigmi possno richiedere molta pazienza
A cura di (Mr.Funaz) del
Avventura punta e clicca per appassionati del genere, questo Viaggio al centro della luna. Prendendo diretta ispirazione dai racconti di Jules Verne, quali Dalla Terra alla Luna, Intorno alla Luna e dai film di Georges Méliès, uno dei papà del cinema e ideatore e realizzatore del primo film di fantantascienza della storia, “Viaggio sulla luna”. Una produzione francese del 1902 che racconta di un gruppo di uomini che giunge sulla luna viaggiando in una capsula lanciata da un cannone gigante. Gli astronauti vengono catturati dagli abitanti della Luna, ma riescono a fuggire e ritornano sulla Terra. Il film mette in scena alcune delle immagini più rappresentative della storia delle "motion picture". Del resto è realizzato dal primo mago della messa in scena e pensate che Viaggio sulla Luna è ancora sorprendentemente divertente. Difficile dire che tanta antica genialità si sia trasferita nella software house The Adventure Company che ha realizzato questo titolo.

Un viaggio sul satellite
Si tratta comunque di un buon lavoro di una prestigiosa casa di produzione, che ha appena terminato un gioco dedicato alla famosissima scrittrice di gialli Agatha Christie, e che ha in catalogo giochi come Echo–il segreto della caverna perduta, dove ci troviamo proprio proiettati nell’antichità; a Ni.Bi.Ru-Age of secrets, dove, partiti per ispezionare un tunnel segreto della seconda guerra mondiale scoperto nella magica Praga, ci ritroviamo in mezzo a più folti misteri. Qui, invece, in questo Viaggio al centro della luna noi siamo Ardan, gentleman d'epoca vittoriana e all’inizio del gioco ci risvegliamo all’interno di quel che sembra essere una primordiale navetta spaziale. Ci guardiamo intorno, abbiamo una momentanea amnesia, vediamo che in questo strano ambiente ci sono altri due compagni di viaggio, che però stanno dormendo. Raccogliamo allora il primo indizio che ci inorma:
“5 ottobre 1865, a Baltimora, Barbicane presidente del “Gun Club” propone un impresa degna del 19° secolo, costruire un cannone gigantesco per sparare verso un obbiettivo incredibilmente lontano.”
Così iniziamo a prendere confidenza con il gioco. Presa di confidenza che rivela subito due difetti, uno più o meno trascurabile, l’altro più fastidioso. Il primo, quello trascurabile, sta nel sistema di inquadratura e interazione con gli oggetti.
L’inquadratura di gioco è infatti resa in prima persona e ci consente, tramite il comodo utilizzo del mouse, di guardarci intorno a 360 gradi, ma per rendere al meglio anche la profondità in cui è possibile spostarsi nell’ambiente. Dove sta l’inghippo? Nel fatto che in una stanza possiamo vedere tutti gli oggetti, ma non tutti potranno essere oggetto di un esame immediato da parte nostra. Infatti, per esaminare un oggetto, non basta notarlo nell’ambiente, bisogna guardarlo dalla giusta prospettiva decisa dai programmatori. Comunque si può soprassedere, ci si abitua abbastanza in fretta a fare il ragionamento “ho osservato sotto tutti i punti di vista la locazione in cui mi trovo?”.
L’altro difetto risiede nella gestione dell’inventario, gestito in maniera abbastanza scomoda: gli oggetti, prima di essere distribuiti nel nostro protocollo, vengono raccolti tutti insieme in una finestra e, per essere sistemati nei propri slot, dobbiamo premere l’apposito pulsante. Inoltre, prendere in mano un oggetto risulta un po’ macchinoso e in alcune fasi concitate, come l’atterraggio sul suolo lunare, ci è capitato di essere costretti a rigiocarle più volte soltanto per aver impiegato troppo tempo nel cercare di afferrare l’oggetto utile per uscire dalla situazione nel modo migliore. Ci asteniamo dalla descrizione per non svelare enigmi di gioco, che sono una delle caratteristiche salienti di Viaggio al centro della luna. Sappiate che gli enigmi sono ben costruiti, ma, per essere risolti, richiedono a volte non indifferenti quantità di pazienza, condita con qualche nozione matematica e chimica. Nel complesso per andare avanti sarà utile osservare attentamente qualsiasi cosa ed avere un occhio di riguardo particolare per le scoperte scientifiche. Come detto prima, sono utili nozioni di matematica ed una propensione alla cultura scientifica per poter ben giocare. Quindi chi è appassionato di logica, ed è anche molto paziente e scrupoloso, avrà di che gioire. Per tutti gli altri la sola strada da intraprendere consiste nel mettersi di buzzo buono e procedere per tentativi, ma, se questi si fanno troppo lunghi e ripetitivi, l’esperienza di gioco può risultarne compromessa.

Un secolo
La grafica del gioco è ben realizzata e ricrea bene la fine del 1800, il secolo delle grandi scoperte scientifiche, anche se non fa gridare al miracolo, o a quell’innovazione tecnologica o di messa in scena che fu invece la grande caratteristica di quel periodo e del film di Melies.
Il comparto audio è ben realizzato con gradevoli effetti sonori. Il doppiaggio in lingua italiana e tutto il gioco è localizzato nella nostra lingua, anche se a volte risulta un po’ freddo, ma comunque produce un apprezzabile risultato.

Multiplayer
Non è prevista la modalità multiplayer

Hardware
Per giocare serve come minimo:
WINDOWS® 98/ME/2000/XP
Pentium® III 800 MHz
64 MB RAM
64 MB DirectX® 9 Compatible Video Card
DirectX® 9 Compatible Soundcard
16x CD-ROM Drive
Recensione Videogioco VIAGGIO AL CENTRO DELLA LUNA scritta da MR.FUNAZ Il 7 di questa recensione è da prendere con le pinze, perchè il gioco è indubbiamente buono per gli appassionati del genere, mentre può rivelarsi un cattivo acquisto per chi preferisce sparare a tutto in ogni caso. Il titolo, vissuto come avventura, alla fine, è ben realizzato, ma ci sentiamo di consigliarlo solo ai veri appassionati del genere; tutti gli altri rischiano di annoiarsi, o innervosirsi, dopo pochi minuti, al ripetersi delle difficoltà. Perché i suoi pregi sono anche i suoi difetti, e dove l’appassionato trova un pregio, qualcosa che lo stimoli ad andare avanti ed affrontare la sfida, il giocatore casuale può magari trovarci un difetto, che lo induce a smettere anzitempo la missione affidatagli nel “Viaggio al centro della luna”.
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