Recensione di Dragonshard

Copertina Videogioco Dragonshard
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Strategico
  • Sviluppatore:

     Wizard of the Coast
  • Distributore:

     Atari
  • Lingua:

     n.d.
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     disponibile
- Immediato
- Buona la commistione tra i generi
- Divertente se giocato online
- Buona IA
- E' Dungeons & Dragons
- Breve se giocato in singolo
- Rallentamenti grafici
- Poco innovativo
A cura di (Darkzibo) del
Dopo essere stata sfruttata in innumerevoli modi e aver vantato fans sparsi per tutto il globo, la serie di Dungeon & Dragons torna sui nostri schermi, con l’ennesimo capitolo dalle squisite sfaccettature fantasy: Dragonshard. Riuscirà a contrastare i ben più noti Neverwinter Nights e Baldur’s Gate, veri leader negli action – rpg di stampo occidentale ?

Mostri, elfi e compagnia
La storia di Dragonshard, ambientata nel reame di Eberron, è stata scritta da Keith Baker, scrittore e game designer di famosi giochi. Durante il proseguo dell’avventura incontreremo tutte le creature fantastiche come i beholders (chi non ricorda il famoso Eye of the beholder ?), gli elfi e i draghi. Sono presenti due campagne che vedranno contrapporsi l’Ordine, ovvero la tolkieniana alleanza tra uomini, elfi e nani, e il popolo dei lucertoloni, ovvero i draghi. I primi sono mossi dal desiderio di liberare le loro terre anche tramite l’utilizzo del Cuore di Siberys, un monile capace di generare inaudite magie. I draghi, non hanno obbiettivi se non conservare il loro territorio. Entrambe le campagne consentono di vivere la storia di questo titolo seguendo due diversi punti di vista: sarà interessante vedere come sposerete le ragioni dell’una o dell’altra fazione, anche perché, le missioni si svilupperanno in contemporanea, intrecciandosi parecchie volte.
Il gameplay resta il medesimo di molti rts-rpg, come Warcraft 3 o, addirittura, Il Signore degli Anelli: La Battaglia per la Terra di Mezzo. Oltre a una struttura da gdr, ripresa da entrambi i titoli sopraccitati, troverete, oltre alle missioni principali, utili per completare il gioco, diverse quest di difficoltà crescente, che potranno essere risolte in diversi modi in base ai quali riceveremo diverse ricompense che influiranno nel corso della campagna.
Anche dal punto di visto strategico, Dragonshard assomiglia molto ai classici Rts fantasy, due dei quali sono stati nominati qualche riga più in su. Vi ritroverete a governare diverse compagini, ognuna comprendente skill differenti in grado di potenziare il loro attacco. Ci sarà anche un eroe, ovvero il personaggio capace di sbaragliare da solo un notevole quantità di nemici con i suoi poteri superiori alle semplici unità. Risulta interessante vedere come i punti esperienza guadagnati alla fine di ogni missione non facciano avanzare una sola unità, ma tutta la vostra piccola fazione. Diverrà interessante economizzare i punti esperienza, in modo da upgradare la vostra categoria preferita e adottare un certo tipo di strategia oppure livellare tutto l’esercito e impiegarne un’altra. Frustrante non poco il fatto che il completamento di ogni missione, corrisponderà alla sottrazione indiscriminata di quanto avete racimolato durante la schermaglia.

Sottosopra
Le avventure di questo fantasy, si svolgono su due piani: uno esterno, tra le case di una cittadina o in grandi territori, e uno sotterraneo al quale potrete accedervi tramite i passaggi situati un po’ da ogni parte. Tramite la doppia mappa presente sullo schermata, potrete sempre monitorare la situazione e impostare la strategia più adatta.
Vi capiterà di sfruttare il sottosuolo per colpire alle spalle gli avversari, sempre che non siano loro a fare la prima e letale mossa. Qui si può notare la diversità tra i due stili che Dragonshard cerca di raggruppare: all’esterno il gioco è molto rts, mentre nei dungeon vi troverete a fronteggiare, sempre con poche unità che per l’occasione diverranno protagoniste, mostri e altre orribili creature che, come in tutti gli rpg che si rispettano, occupano le zone più claustrofobiche.
La gestione delle truppe presenti sia sul piano superiore che inferiore, è semplificata dall’impiego di semplici clic del mouse che vi permetteranno di individuarle subito, senza il pericolo di perderle lungo la vastità delle mappe magari mentre si sta subendo un attacco nemico.
Una nota dolente è l’impossibilità di posizionare dove vogliamo le caserme, dove si genereranno le truppe. Questa ingessatura voluta dai programmatori, ricorda quanto avviene nel Signore degli Anelli: la Battaglia per la Terra di Mezzo dove i luoghi in cui verranno edificate le caserme sono predefiniti. I monumenti creati forniranno, oltre all’avanzamento di livello, alcune peculiarità alle unità: qualcuna renderà invisibile per un certo periodo di tempo, altre restaureranno le forze.

Prospettive
La grafica di questo Dragonshard risulta, spesso e volentieri, altalenante: in alcuni casi ci troveremo messi di fronte a una buona qualità, in altri i bug la faranno da padrone. Andiamo con ordine. I personaggi sono ben caratterizzati e formati da un buon numero di poligoni, texturizzati in maniera gratificante. Infatti il rivestimento di ogni personaggi presenta buone doti qualitative, che però danno un senso di semplice restauro. Infatti le differenze con gli altri titoli degli rts a tema fantasy, tra l’altro usciti molto tempo addietro, si riducono all’osso. Certo, si suol dire che ‘squadra che vince non si cambia ma, come l’ambito calcistico insegna, una squadra vecchia, può perdere lo smalto che aveva un tempo. Quello che ci si aspettava dai programmatori di Wizard of the Coast, era non qualcosa di eclatante ma, per lo meno, innovativo. Invece ci troviamo di fronte alla solita minestra riscaldata, ricca di creature mostruose, ma poco impressionanti.
Alla stessa maniera sono ricreate le ambientazioni che caratterizzano il mondo di Eberron: tutte sembrano già state viste (zone ghiacciate, montuose o vaste praterie), in titoli come ad esempio Warcraft 3.
Il motore grafico si destreggia decisamente bene nelle sezioni sotterranee (anche perché piuttosto scarne) mentre, come di solito capita in titoli del genere, le sezioni in cui le armi degli eserciti cozzeranno tra di loro, vedranno sensibili rallentamenti che inficeranno il ritmo del gioco e che vi faranno alterare non di poco, se siete appassionati e ci tenete che in titoli di questo genere funzioni tutto alla perfezione.

Il comparto sonoro, a parte le classiche urla di battaglia, propone una buona varietà di rumori: dal feroce intercedere dei draghi al cozzare delle spade sugli scudi, dal sibilo delle frecce ai ruggiti dei lucertoloni sputafuoco. La colonna sonora è, come è consuetudine, epica e presenta numerosi brani piacevolmente orecchiabili che mai sfociano nella banalità. Li riascolterete volentieri, soprattutto alcuni che nulla hanno da invidiare a altri più blasonati.

In poco tempo
Le due campagne disponibili sono brevi: vi basteranno poche ore per capire come funziona il tutto e, di conseguenza, completare il gioco in poco tempo. Peccato perché la campagna in single player, avvantaggiata dall’essere stata scritta da un buon autore, avrebbe meritato un maggiore approfondimento oltre al solito miscuglio di beholder, goblin e alleanze varie. Le missioni sono solo 14 ma, a correre in aiuto di questa bassa longevità, arriva l’online che si dimostra ben strutturato e che sfrutta al meglio la linea adsl

Hardware
Requisiti per Pc:
Pentium IV 1,5 GHz, 512 Mb RAM
Scheda video da 64 Mb
1,2 Gb liberi su hd
connessione ADSL
Lettore dvd
Recensione Videogioco DRAGONSHARD scritta da DARKZIBO Gli sviluppatori si sono posti l'obiettivo di unire in un solo prodotto elementi tipici degli strategici in tempo reale con quelli dei giochi di ruolo. Tuttavia oltre ad alcune peculiarità piacevoli come l’impiego della doppia mappa, non sono presenti molte altre innovazioni e nemmeno la storia, curata da uno scrittore-designer del calibro di Keith Baker, riesce a approfondire e a catturare completamente l’avventore di questo titolo.
Sicuramente gli appassionati di Dungeons & Dragon troveranno pane per i loro denti in questo mix dinamico; vero è che, come molti tie-in insegnano, un nome non può fare un buon gioco. La tecnica che si attesta su livelli medi, così come la longevità che non si rivela particolarmente elevata, impediscono infatti a Dragonshard di elevarsi rispetto ad altri giochi del genere.
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