Recensione di Pro Evolution Soccer 5

Copertina Videogioco Pes 5
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Sportivo
  • Sviluppatore:

     Konami
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1-4
  • Data uscita:

     Disponibile
-Simulazione accuratissima
-Libertà d'azione in campo sconfinata
-Gioco on line migliorato

-Livello di difficolta troppo elevato all'inizio
-Sonoro ancora sottotono
-Poche licenze ufficiali
A cura di (Stefo) del
Periodo autunnale, da sempre campo di battaglia per le nuove pubblicazioni vidoludiche sportive: EA Sports ha sempre scelto questo periodo come il migliore per pubblicare la lunga sequela di titoli sportivi di cui si era accaparrata i diritti di pubblicazione; Konami si interessa solo di calcio (visti i risultati sul campo, è bene che sia così!), e sceglie giustamente di uscire in questo periodo per contrastare l’ascesa di un titolo sportivo come FIFA, che da sempre promette e poche volte mantiene, ma che nelle ultime incarnazioni sta effettivamente migliorando a vista d’occhio!
Siamo nel 2005, vediamo se anche quest’anno Pro Evolution Soccer sarà il re incontrastato delle simulazioni sportive!

Gioco o Simulazione?
E’ ormai tre anni consecutivi che mi occupo della recensione di Pro Evolution Soccer, e devo dire che in questo lasso di tempo sono cambiate davvero un sacco di cose: il gioco è stato migliorato sotto tutti i punti di vista, diventando ormai un’incarnazione quasi perfetta di quello che è lo sport più amato dagli italiani.
Non è il caso di nascondersi dietro lunghi proclami, o frasi fate, ed è meglio che voi sappiate già quello che tutti vogliono sapere: Pro Evolution Soccer 5 è in assoluto il miglior titolo della serie Konami, e valutato tutto l’insieme, anche la miglior incarnazione digitale del calcio su PC!
Come tale, però, “soffre” di un livello di difficoltà decisamente alto, e le prime partite saranno davvero da mani nei capelli, attacchi di panico e nevrosi dilagante… ragazzi, un consiglio: non partite giocando con un livello di difficoltà troppo alto (5 stelle), perché rischiereste di bruciarvi il gioco troppo presto, accantonandolo perché troppo frustrante. E’ bene cominciare pian pianino, dalle 3 stelle, e salire con il passare del tempo e la dimestichezza con i (milioni) di comandi da imparare. Uno degli aspetti che più si è evoluto è proprio la complessità delle mosse disponibili.
In Pro Evolution Soccer 5 tutto quello che accade sul campo è merito o colpa vostra: poche cose avvengono in automatico… i passaggi non sempre vanno a destinazione (anche se elementari), i lanci lunghi a volte vengono svirgolati, i portieri possono fare le loro cappelle…. Insomma: tutto come nel calcio vero! Ma sappiate che se un passaggio di 3 metri di piatto non va a buon fine è perché il vostro giocatore era sotto pressione, o stanco dopo una lunga corsa, o semplicemente avete spostato la levetta analogica del gamepad male! Ogni azione ha una sua reazione specifica: ci troviamo di fronte ad una vera e propria simulazione, non ad un semplice gioco come tanti altri, e questo rende il tutto molto affascinante, ma anche difficile da padroneggiare. Sbagliare un goal davanti alla porta… è colpa nostra, sempre comunque… o di una grande parata del portiere (davvero spettacolari, anche se a volte si fanno impallinare da fuori come dei pollastri). Insomma, diciamo che in PES 5 ci sono davvero poche situazioni “pre-calcolate” o automatizzate: tutto il campo da gioco è un mondo a parte, nel quale può succedere davvero di tutto, in ogni momento, senza preavviso, proprio come in una partita.

L’Evoluzione della Specie
Eccoci finalmente a poter analizzare le novità vere e proprie di Pro Evolution Soccer 5, quello che è stato migliorato, quello che “già andava bene così” e quello che, ahimè, ancora soffre di qualche piccolo disturbo!
Liquidiamo velocemente il capitolo “modalità di gioco” ed opzioni, in quanto non è cambiato nulla rispetto al titolo precedente: possibilità di partita singola, campionato, coppa, allenamento e la super modalità Campionato Master: una lunga rincorsa verso il successo definitivo attraverso i risultati sul campo, ma anche pianificazione finanziaria, acquisto di giocatori ed allenamento. La vera novità della modalità master è quella di poter creare una squadra da zero (di fantasia o replicando la vostra squadra del cuore) ed affrontare le stagioni con questa squadra. Per me, povero atalantino relegato nell’inferno della Serie B, è stata una manna dal cielo… sto già preparando la mia squadra!
In più, nelle altre modalità di gioco, è possibile giocare utilizzando la stessa squadra creata ad hoc per la modalità master. A livello di miglioramenti, la modalità master gode (come del resto tutto il gioco) di menù un po’ più chiari e moderni rispetto al predecessore, e di una gestione migliorata dell’allenamento (ora più intuitivo ed efficace).
Della modalità multiplayer (rivoluzionata rispetto al passato) parleremo nell’apposito paragrafo.
Veniamo a quello che di più interessa: il gioco vero e proprio, l’impatto con il campo da gioco. Come già vi anticipavo, le prime partite sono assolutamente impossibili: il ritmo di gioco in campo è nettamente diverso rispetto al titolo precedente, in quanto risulta essere più basso, più calibrato, e molto più simile a quanto si vede in TV o allo stadio. Mancano all’appello azioni devastanti con 65 dribbling in velocità o cose funamboliche simili… semplicemente perché nel calcio questo non avviene! Certo: sarà possibile effettuare un’azione spettacolare, tutta di prima con cambi di passo e tiro al volo finale, ma non è all’ordine del giorno. Come nel calcio vero, il fulcro della questione è tenere il pallone, far salire la squadra e sfruttare gli spazi… cosa davvero difficile contro gli avversari gestiti dalla CPU, che ai livelli di difficoltà in cui agevolmente vincevo con “il 4” (5 stelle) adesso stento a racimolare qualcosa in attacco!
L’azione di gioco si svolge in maniera più corale: tutti i giocatori devono partecipare all’azione, che si deve sviluppare con calma, sfruttando tempi e spazi giusti.
Starà a noi, capire come effettuare gli attacchi, dove difendere e via dicendo. Esagerare coi “numeri da circo” non porta a niente, scendere 50 metri con un uomo da solo lo stancherà e basta, perché magari nessun compagno ha seguito l’azione. Nella dinamica dell’azione è più difficile fare cose in velocità, dovremo scegliere bene quando stoppare il pallone, o ripartire subito con un’azione di rimessa. Grande diversità rispetto alle passate edizioni, riguarda la rotazione del giocatore a 90°, che ora avverrà automaticamente con una specie di finta comandata dall’utente, cosa che prima non avveniva. In generale comandare l’uomo risulta più difficile, in quanto tutto il campo da gioco è governato da un tasso maggiore di inerzia e di “pesantezza” dei calciatori. Anche il rimbalzo e gestione del pallone sono migliorati, eliminando quasi definitivamente i fastidiosi momenti in cui sembrava di stare dentro un flipper. Fisicamente parlando, gli scontri tra giocatori lasceranno sempre il segno: è impossibile che due uomini corrano spalla a spalla per metri e metri, senza che nulla accada: prima o poi qualcuno cade e si fa male…
I giocatori in campo, in via generale, godono di un parco movimenti più vasto e fluido, che da vita ad azioni spesso diverse. E’ stato migliorato di molto il comportamento durante gli scontri di gioco e durante i colpi di testa (gli uomini cadono più di frequente, ed in volo sono soggetti ai contati). E’ stato introdotto il concetto del “blocco”: in sintesi, se un uomo sta andando via palla al piede, è possibile fare in modo che un compagno impedisca alla avversario di raggiungerlo, mediante spallata o semplice pressione sul marcatore: semplicemente BELLO!Amanti delle prodezze di prima, sta arrivando il vostro memento: PES 5 sembra fatto apposta per poter tirare impressionanti bombe al volo! A differenza di quello che abbiamo visto nei precedenti capitoli, dove quasi sempre il giocatore cercava l’impatto di testa, in questa edizione tirare di piede al volo è molto più facile, e gli effetti sono spesso devastanti! Ho segnato poche volte, ma quella sensazione di vedere il pallone partire veloce dal collo per poi vederlo stampare sul palo e dire: “Pericoloooooo… non vaaaa!” alla Piccinini è impareggiabile!
Segnaliamo anche l’importazione della gestione tattica del match: è fondamentale studiare prima dell’inizio del match la disposizione in campo dell’avversario, per contrapporre una formazione equilibrata; è altrettanto importante gestire bene i cambi durante il match perchè i giocatori si affaticano molto se troppo sfruttati. Il bello è che in qualsiasi momento della partita è possibile modificare i comandi tattici, spostando la squadra avanti o indietro e modificandone l’atteggiamento in campo!
Tra le migliorie a livello di gameplay dobbiamo sicuramente inserire il comportamento degli arbitri, finalmente verosimile ed equilibrato! Niente cartellini a caso, o fallacci non rilevati: gli arbitri sono parecchio pignoli, e fischiano tutto quello che c’è da fischiare, ammonendo ed espellendo quando è oggettivamente giusto che ciò avvenga. Certo, ogni tanto non vendono e lasciano correre, e li il moccolo è dietro l’angolo, ma accade di rado. Ottima la gestione del vantaggio e del fuorigioco: ora l’arbitro non solo si limiterà a dare il vantaggio (sfruttato meglio di prima), ma anche ad andare ad ammonire espellere o redarguire il giocatore responsabile del fallo in caso di gravità estrema; si tratta davvero di un’ottima trovata. Per quanto riguarda il fuorigioco, è stato introdotto il concetto di “passività”: se lancerete il pallone in una direzione, ma il compagno in fuorigioco è dall’altra, l’arbitro aspetterà di vedere come si sviluppa l’azione per determinare se interromperla o meno. Se avrete un uomo in posizione regolare dove viene lanciato il pallone, ma uno in fuorigioco dall’altra parte, l’azione (come nella realtà) proseguirà regolarmente.
Come vedete il “labor limae” dietro al titolo di casa Konami è davvero incredibile: purtroppo, però non tutto migliorato in maniera così sostanziale. La rosa di squadre e giocatori di cui è possibile utilizzare i nomi “ufficiali” è inferiore rispetto a FIFA (anche se sono già disponibili patch per modificare nomi e giocatori delle squadre), così come il commento sonoro alla partita (affidato alla stessa deludente coppia della passata edizione). Quest’ultimo elemento è lievemente migliorato, ma è ancora decisamente troppo impreciso rispetto ad una telecronaca reale. Personalmente utilizzo il commento in inglese, che è lievemente più carismatico.

Tecnica
Un doveroso cenno al comprato tecnico è sempre bene farlo, per quanto non ci siano da rilevare variazioni eclatanti rispetto al capitolo precedente. In generale l’aspetto grafico risulta essere molto simile a quanto già visto, anche se la qualità e la fluidità delle animazioni è migliorata; in più sono stati aggiunti una serie di nuovi movimenti parecchio realistici. Il dettaglio grafico si è lievemente alzato, rendendo il motore grafico del gioco solo un filino più pesante rispetto a quanto eravamo abituati. Tranquilli, comunque: anche sul mio PC (non recentissimo e prossimo al pensionamento) non ho mai avuto problemi di frame rate. Convincenti gli effetti grafici ambientali, la resa dei giocatori e la realizzazione di manti erbosi e stadi. Il pubblico resta sempre spalmato sugli spalti e dalle inquadrature ravvicinate è orribile; nella vista d’insieme, invece, è assolutamente gradevole. Discorso analogo per il sonoro, quasi del tutto indistinguibile da PES4. In questo senso FIFA è un altro pianeta, seppur PES5 non è male. A pagare lo scotto è soprattutto la telecronaca e la presenza di cori non personalizzati, ma abbastanza generici. L’effetto stadio è ottimo, per carità… ma non così devastante come avrebbe potuto essere.

Multiplayer
Come vi anticipavo il gioco in rete è stato veramente rivoluzionato: non più connessione diretta host / client, ma connessione alla pari attraverso i server di gioco Konami. Appena installato il gioco avremo la possibilità di registrarci sul sito ufficiale per abilitare il gioco on line. Dall’interno del gioco, una volta entrati nella sezione apposita, sarà possibile accedere alle varie lobby di gioco (suddivise per nazione) ed organizzare qualsiasi partita. Le prestazioni del gioco sono nettamente migliorate, eliminando quasi definitivamente il fastidiosissimo LAG che affliggeva il netcode di PES4. Le partite scorrono via lisce, senza grossi rallentamenti, aggiungendo una longevità infinita ad un titolo già di per se magnetico.

Hardware
Windows 98SE/ME/2000/XP, Intel Pentium III 800MHz o equivalente processor, 128 MB RAM, DVD-ROM 4X, NVIDIA GeForce 3 o ATI Radeon 8500 o equivalenti (compatibili
DirectX 8.1), Connessione di rete ad almeno 128Kbps, 800MB su HD.
Sistema di Prova: AthlonXP 2000+, 512Mb Ram DDR 266Mhz, HD 120Gb 7200Rpm, GeForce4 Ti4200 64Mb, Sound Blaster Live! 5.1, Connessione ADSL 4Mbps
Recensione Videogioco PRO EVOLUTION SOCCER 5 scritta da STEFO Altro gioco, altro capolavoro, non c’è che dire. Konami ogni anno esce con una versione nuova di PES, ed ogni anno riesce a sedersi sul trono del vincitore. Anche nel 2005, Pro Evolution Soccer è il miglior gioco di calcio esistente su PC, battendo l’acerrimo nemico e concorrente FIFA 06.
Le ragioni della vittoria sono “di sostanza”: PES 5 si presenta come una vera e propria simulazione, completa di tutto l’occorrente per essere impegnativa, ma anche molto gratificante. Certo, è necessario parecchio allenamento per ottenere il massimo perché quanto imparato fino ad oggi non servirà a molto: lo stile di gioco è stato modificato, abbassando il ritmo, rendendo tutto più reale e meno “da circo”.
Realizzazione tecnica più che buona (se si esclude quanto detto per il sonoro), varietà d’azione sconfinata, impegno sempre alle stelle e soprattutto longevità infinita! Grazie alle migliorie della parte on line e all’editor incluso nel gioco (di cui non abbiamo parlato, in quanto già presente nella passata edizione), PES 5 diventa praticamente eterno.
Beh, ragazzi c’è poco da dire: comprare e giocare assolutamente
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