Recensione di Megaman X8

Copertina Videogioco Megaman X8
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Capcom
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     Disponibile
- Grafica colorata
- Giocabilità oltre i limiti del frustrante
- Livello di sfida mal calibrato
- Gameplay scontato e punitivo
A cura di (Maxduro) del
Ennesima incarnazione digitale dell’amatissimo e oramai leggendario robottino blu di Capcom per i nostri PC, Megaman X8, frutto di un porting diretto da PS2, compie decisamente un passo indietro rispetto alle non apprezzate innovazioni introdotte dal suo predecessore (X7) e ripropone una meccanica di gioco tradizionale a scorrimento, marchio di fabbrica di questo brand. Gli appassionati e i fanatici che non avevano gradito le velleità tridimensionaliste del suo predecessore possono fare balzi di contentezza? Direi di no. Complici una generale piattezza del level design, meccaniche di gioco scontate e frustranti, scontri con i boss poco avvincenti e non da ultimo un sistema di controllo da tastiera che soffre terribilmente di un porting eseguito in maniera sconsiderata.

Conosciamo un mito.
Per chi non conoscesse affatto di cosa si parli, in Megaman X8 avremo la possibilità di gestire Megaman e due suoi baldi compagni (Zero e Axl) guidarli attraverso una serie di livelli, separati tra di loro, in un mondo robottoso e paffuto in cui dovrete farvi strada ta miriadi di robot cattivi, boss giganti e congegni per salvare il tutto da una ennesima catastrofe frutto della solita mente malata e megalomane.

Megaman X8 è strutturato in una serie di livelli ben distinti tra loro, ognuno caratterizzato da un obiettivo specifico, e che presentano una ambientazione peculiare. Superata una fase iniziale adibita a breve (e incompleto) tutorial, avrete la possibilità di scegliere uno qualsiasi dei livelli a disposizione senza preclusioni di sorta. Non esistono quindi livelli più facili o difficili a priori ed in teoria potreste cominciare da quello che più vi aggrada. In pratica giocando ci si rende immediatamente conto che la calibrazione della difficoltà è stata affidata ad un sado/masochista che si è divertito a creare livelli sconcertanti. Solo per portare un esempio, in alcuni si procede con facilità estrema fino ad incontrare passaggi incredibilmente frustranti e a dir poco insormontabili in un altalenarsi illogico di fasi puerili e assurdamente difficili senza alcun profitto per il gameply. Benché la maggior parte di questi livelli si presenti come un classico platform a scorrimento orizzontale, alcuni di essi introducono uno stile di gioco leggermente differente. In un paio, ci ritroveremo alla guida di un’astronave da combattimento con telecamera alle nostre spalle. Nonostante sia possibile in qualche modo “manovrare” il mezzo compiendo accelerazioni repentine o frenate brusche, dovremo sostanzialmente sparare a tutto quello che si muove e che ci viene incontro fino al raggiungimento dell’immancabile boss di fine livello. In un livello, invece, dovremo affrontare un percorso in “modalità stealth” e stare attenti a proseguire scansando riflettori che scansionano l’area o bot che rilevano la presenza di intrusi. Benché l’idea sia carina la realizzazione non lo è altrettanto, complice un level design veramente masochista in cui con un sistema di controllo tutt’altro che preciso ci sarà invece richiesto di compiere movimenti millimetrici e misurati per non essere scoperti. In generale i margini di errore sono ridottissimi in tutte le missioni e per avanzare, più che l’abilità nel gestire Megaman e i suoi compagni, sarà necessario memorizzare le varie trappole e nemici presenti nelle varie postazioni per poterli evitare in anticipo ed eludere il famigerato “game over”.
Anche il sistema di salvataggio e checkpoint è scarsamente funzionale. Non possiamo salvare all’interno di un livello ma sfruttare solo la possibilità di continuare a partire dall’ultimo checkpoint visitato. Il numero di questi punti non è elevatissimo così come i “continua” disponibili non sono infiniti e solo l’idea di dover rifare un livello dall’inizio è subito tremendamente frustrante. Ulteriore e colpevole complice di una scarsa giocabilità, anche il sistema di controllo che su PC è stato mappato su tastiera senza la possibilità di utilizzare un joypad compatibile. A mio avviso la natura di un platform si sposa male con i comandi da tastiera, soprattutto in situazioni molto frenetiche dove è richiesta la pressione precisa e consapevole di tasti in rapida successione. La limitata possibilità di personalizzare la mappatura dei comandi inoltre fa da amara ciliegina su questa insipida torta.

Due al prezzo di uno
Una delle caratteristiche intriganti di questo platform sta nella possibilità di scegliere all’inizio di ogni livello, due fra i tre personaggi disponibili (Magaman, Zero e Axl) e di poter cambiare dall’uno all’altro nel corso del gioco per sfruttarne le differenti potenzialità. Megaman è dotato del classico sparo frontale e di quello potenziato, Zero è in grado di sparare in tutte le direzioni e di volare per brevi tratti mentre Axl è esperto nel combattimento ravvicinato e si serve di una spada laser. Inoltre nel proseguo del gioco è possibile impadronirsi delle armi dei nemici sconfitti per incrementare l'arsenale delle nostre meccaniche controparti digitali. Tali intuizioni sono anch’esse mortificate dalla calibrazione sgangherata della difficoltà e dalla scarsa utilità degli armamenti complementari e raramente vi pentirete di aver scelto una coppia di eroi piuttosto che un’altra. Stesso discorso per quanto riguarda le lotte con i boss che in generale sono prive di elementi divertenti o impegnativi. Le tattiche utilizzate dai vari boss sono semplici e ripetitive (come nei vecchissimi platform) e una volta decifrate non lasciano molto margine all’improvvisazione o all’abilità. Si tratterà di scegliere il personaggio che fa il danno maggiore (Megaman) e sparare addosso a questi robottoni senza troppi complimenti.

Graficamente Megaman X8 è un gioco piacevole a guardarsi, dotato di un aspetto tutto sommato godibile e colorato. Buono il modeling dei personaggi principali, decisamente meno ispirato il character design dei robot avversari e soprattutto dei boss finali il cui appeal è spesso profondo come una pozzanghera. L’audio è mediocre. Pochi gli effetti degni di nota e generalmente monocorde. Anche il doppiaggio dei personaggi nelle varie “cutscene” è scontato e fiacco.

Multiplayer
assente

Hardware
- non dichiarato -
Recensione Videogioco MEGAMAN X8 scritta da MAXDURO Purtroppo Megaman X8 non convince assolutamente. Caratterizzato da uno schema di gioco datato e mal implementato, fa sfoggio di una tale mole di manchevolezze da renderlo indigesto perfino ai fan più sfegatati e miopi della serie. Giocabilità ai minimi termini e frustrata da una calibrazione della difficoltà fuori da ogni logica, sistema di controllo farraginoso e insufficiente, appeal generale del prodotto sotto la media fanno di Megaman X8 un gioco da evitare in attesa di una migliore incarnazione videoludica del simpatico robottino blu e dei suoi eroici compagni.
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