Recensione di Fable - The Lost Chapters

Copertina Videogioco Fable
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Lionhead Studios
  • Distributore:

     Leader
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     Disponbile
- Possibilità di scegliere un allineamento morale
- Grande quantità di cose da fare
- Sistema di controllo farraginoso
- Impossibilità di muoversi liberamente nello scenario
A cura di (Maxduro) del
Fable è stato senza dubbio uno dei più attesi giochi per Xbox del 2004. Nato dall’intuito geniale di Peter Molyneux, il padre del celeberrimo Black & White, nel giro di poco tempo ha saputo farsi largo tra la schiera di concorrenti e piazzarsi in cima alle vette di gradimento dei videogiocatori mondiali, possessori della scatoletta Microsoft. Fable ci metteva nei panni di un fanciullo qualsiasi, costretto dagli eventi ad intraprendere la dura carriera dell’eroe per riscattare la propria vita ed i propri amari ricordi. Ambientato in un mondo fantasy – fiabesco, Fable ha saputo introdurre tantissimi elementi nuovi ed intriganti nell’universo dei giochi di ruolo. La possibilità di fare scelte di carattere morale nel corso dell’avventura (oramai marchio di fabbrica delle produzioni targate Molyneux), il fatto di vedere il nostro beniamino invecchiare e cambiare aspetto con il tempo a seconda del nostro allineamento, e un mondo circostante relativamente reattivo alle nostre scelte costituiscono solo alcuni dei marchi distintivi ed oramai famosi di questa produzione. Fra i pochi difetti accreditabili a Fable vi era una durata risicata (attorno alle 10 ore se giocato tutto di un fiato) ed una linearità eccessiva della trama di gioco.
A distanza di poco più di un anno, Peter mantiene le promesse e regala ai possessori di PC (e di XBox) questo Fable: The Lost Chapters (FTLC) che aggiunge una grafica al passo coi tempi, un bilanciamento generale del motore di gioco e soprattutto una sezione completamente nuova, denominata “Lost Chapters”, che si apre là dove terminava l’originale Fable e prolunga significativamente l’esperienza di gioco nelle fredde lande a nord di Albion.

Da bambino a adulto....
Per tutti coloro che conoscono o che hanno giocato all’originale Fable per XboX, questo FTLC è sostanzialmente lo stesso gioco. Strappati al bucolico succedersi dei giorni nella ridente cittadina di Oakvale da una banda di spietati banditi, vedremo i nostri sogni di fanciullo bruciare insieme alle case e ascolteremo le grida dei nostri concittadini mentre impotenti assistiamo all’uccisione di nostro padre e al rapimento di nostra sorella. Quando tutto sembra oramai perduto, però, un personaggio misterioso ci trae in salvo e ci regala l’opportunità di crescere, di imparare a lottare nella Gilda degli Eroi e un giorno di vendicarci di questo eccidio insensato. Così inizia la nostra avventura nelle terre di Albion, il nostro peregrinare sul sentiero che un giorno potrebbe portarci alla gloria o alla distruzione.

La vita dell'eroe.. (o del malvagio)...
Fin dalle prime battute nel mondo di Albion come fanciullo imberbe, ci si rende conto di che pasta è fatto FTLC. Girovagando per la cittadina di Oakvale, vediamo che il tempo scorre naturalmente e la luce segue l’ora solare, determinando un fluido e continuo passaggio dal giorno alla notte. I cittadini di Oakvale si accorgono del nostro passaggio e non ci risparmiano commenti di ogni genere. La laboriosa cittadina sembra animata da vita propria tra mercanti che trasportano casse, comari che chiacchierano sull’uscio o astanti che trincano qualcosa all’osteria. Subito ci rendiamo conto che FTLC ci metterà spesso nelle condizioni di dover prendere delle decisioni che andranno ad influenzare il nostro allineamento. Ad esempio un teppistello per strada ci chiederà di aiutarlo a malmenare un altro bambino per estorcergli qualche moneta. A noi decidere se assecondarlo oppure aiutare il piccolo indifeso a scacciare l’aggressore. Man mano che il gioco prosegue le scelte diverranno sempre più complicate ed emotivamente coinvolgenti e serviranno a delineare il nostro allineamento morale.
Superata però la fase della fanciullezza e appresi i fondamenti di gioco nella fase di addestramento nella Gilda degli Eroi (un vero è proprio tutorial sotto mentite spoglie), Il gioco comincia a farsi serio e la trama a dipanarsi man mano che risolviamo le quest principali che fanno da filo conduttore allo svolgersi della storia.
Pur essendo qualificabile come gioco di ruolo, FTLC lo è in modo certamente atipico a cominciare dal sistema di combattimento orientato all’azione pura. Anche il meccanismo di sviluppo e di potenziamento del nostro alter ego è originale e ci permette di caratterizzare il nostro Eroe in maniera davvero personale. Fondamentalmente abbiamo quattro serbatoi per l’esperienza che raccogliamo durante le battaglie sotto forma di fosfori verdi lasciati dagli avversari sconfitti. Questi sono un serbatoio di esperienza generica più tre di esperienza specialistica che deriva dall’uso delle armi da mischia, delle armi a distanza e degli incantesimi. Ad esempio se in un combattimento usiamo solo magie si riempiranno il serbatoio generale e quello relativo agli incantesimi. Al termine delle missioni potremo rapidamente ritornare alla Gilda, attraverso un agile sistema di teletrasporto, e decidere come spendere i punti esperienza acquisiti per conseguire nuove abilità. Logicamente sarà possibile investire i punti esperienza generici in abilità di tutte le discipline mentre quelli specialistici solo nelle discipline corrispondenti. In questo modo è possibile plasmare il nostro Eroe in maniera efficiente e flessibile adattando la moltitudine di abilità e magie a disposizione al nostro personale stile di gioco. FTLC incoraggia, in questo senso, la sperimentazione e la costituzione di personaggi ibridi offrendo sfide variegate che è possibile affrontare con molte combinazioni di abilità e magie. Solo un unico appunto alla scelta degli sviluppatori di non implementare l’utilizzo di un joypad per la gestione dell’Eroe ma di offrire due possibili configurazioni della combinazione mouse – tastiera. Il sistema di controllo, che a mio avviso avrebbe giovato notevolmente della possibilità di utilizzare un joypad configurabile, risulta invece un po’ ostico in prima battuta e, man mano che le abilità aumentano e gli scontri si fanno più frenetici, decisamente inappropriato. Niente di preoccupante, si riesce a venirne a capo e dopo un po’ ci si abitua ma una scelta degli sviluppatori meno rigida sarebbe stata gradita. Il combattimento in FTLC, quindi, è ben implementato e decisamente divertente e vario anche grazie alla diversità dei nemici che affronteremo e alle loro tattiche di lotta sufficientemente varie e impegnative. Gli umanoidi tendono ad accerchiarvi e attaccarvi alle spalle o dalla distanza inoltre sono rapidi nel mettersi in difesa e bloccare i vostri colpi, i Balverini, specie di lupi mannari, sono forti, agili e compiono rapidi movimenti evasivi, i vari troll richiedono tempismo e colpo d’occhio mentre i non morti attaccano in massa muovendosi lentamente e sferrando poderosi colpi. Altrettanto interessanti e avvincenti sono le sfide con i vari Boss anch’essi impegnative e mai frustranti. Anzi, col progredire dell’avventura i nostri poteri si accrescono in maniera esponenziale prevaricando in molti casi il livello di sfida del gioco che non sempre si dimostra all’altezza della nostra forza. Proprio grazie all’incredibile efficacia di alcuni incantesimi o all’effetto dei potenziamenti di forza e agilità, non è virtualmente possibile produrre un Eroe debole maturando una combinazione sbagliata di abilità e questo impedisce di ritrovarsi alla fine del gioco con un personaggio sbilanciato o inadatto ad affrontare le sfide più ardue.

Un mondo fatato
Le numerose locazioni di Albion sono magnificamente riprodotte ed ogni area possiede un proprio “mood” ed una propria atmosfera che la rendono unica. In ogni zona inoltre sono ravvisabili una grande quantità di elementi decorativi e minuziosi particolari che oltre a testimoniare la bontà e l’impegno della produzione contribuiscono notevolmente alla rappresentazione di un Albion suggestiva e fiabesca. Albion tuttavia non è vasta come ci si potrebbe attendere e le aree che la costituiscono sono relativamente ristrette e separate tra di loro da fastidiosi seppure rapidi caricamenti. Complessivamente, queste scelte minano la percezione di una Albion come terra unitaria, frammentano la sensazione di trovarsi su un suolo coerente e un po’ spezzano la magia del coinvolgimento e della immedesimazione. Se a questo si unisce la non completa libertà di movimento del nostro Eroe, ostacolato qui e la da mura invisibili che gli impediscono, ad esempio, di lanciarsi liberamente da una scogliera, si intende che FTLC non ha, e forse nemmeno pretende di avere, quella totale mmersività di titoli come Morrowind.
Anche il meccanismo delle scelte morali sicuramente intrigante e che a primo acchito appare validamente implementato, viene ben presto a fare i conti con una struttura di gioco che invece si presenta spesso rigida e senza alcuna possibilità di variazione dalle linee immaginate dagli sviluppatori. Una certa rigidità sarebbe stata comprensibile e condivisibile (i puristi del libero arbitrio non me ne vogliano) per le quest principali, anelli fondamentali per lo svolgimento della trama del gioco. Ma è alquanto strano che in un gioco che fa della libertà decisionale il proprio cavallo di battaglia, in più di una occasione veniamo costretti a ricominciare da zero una quest secondaria solo perché abbiamo fallito l’obiettivo o abbiamo “deciso” di eliminare la persona che ci era stato chiesto di scortare. Benché in molti casi il gioco ci permetta di uccidere e brutalizzare liberamente guardie e cittadini, vi sono varie situazioni in cui ci troviamo di fronte a cittadini invulnerabili ai nostri ripetuti attacchi o che riescono a darsela a gambe prima del colpo fatale pur non rappresentando elementi cruciali della trama. Di contro è pur vero che è affascinante osservare il nostro aspetto cambiare a seconda del nostro allineamento, vedere l’effetto che la nostra aura malefica o benefica fa alle persone intorno a noi. Purtroppo tutto questo ha in definitiva un impatto esiguo sul gameplay visto che sia che scegliamo la via del bene che quella del male avremo da portare a termine le solite quest e solo in rare occasioni saremo chiamati a scegliere fra quest (secondarie) mutuamente esclusive.
Tutto questo però non mina in maniera significativa il divertimento che Fable è in grado di regalare anche in considerazione della miriade di attività che, a parte la trama principale, potremo svolgere nelle diverse località di Albion. Si comincia con i tornei clandestini notturni di lotta a mani nude nelle principali città; le gare di calcio al pollo; le porte Demoniache, portali magici che vi daranno accesso a tesori nascosti solo a patto che sappiate soddisfare le loro enigmatiche richieste; la possibilità di scommettere denaro sull’esito delle vostre avventure nelle condizioni più disparate, senza vestiti addosso o entro un certo limite di tempo; bauli magici sparsi per Albion apribili solo con opportune chiavi d’argento anch’esse difficili da trovare; la possibilità di pescare e cercare tesori scovando mappe e scavando a colpi di vanga; ad Albion ci si può sposare, divorziare, passare una serata in una locanda giocando a BlackJack, a memory o a “trova l’oggetto intruso”; possiamo pagare un bardo per comporre un poema che canti le nostre gesta, possiamo cambiare acconciatura e tatuarci a volontà e la lista non si esaurisce qui.

Aspetto Tecnico
FTLC è un gioco eccellente sotto il profilo tecnico. Una scelta azzecatissima del “character design” mista ad un uso sapiente di luci volumetriche e colori tenui e delicati, restituiscono al titolo un appropriato feeling fiabesco. Come accennavo, Albion è uno spettacolo da osservare ed esplorare sia che ci si aggiri tra le ridenti valli che circondano le città, sia che si percorrano gli oscuri anfratti di Darkwood, sia che si cammini a stento fra le nevi perenni dei territori di confine. Ogni dettaglio è curato con dovizia e ogni particolare svolge il lavoro di far apparire Albion gradevole e suggestiva. Lo stesso dicasi per l’audio che anzi merita un plauso ulteriore. Meravigliosa la colonna sonora orchestrale che accompagna dinamicamente le vostre avventure e piacevole il doppiaggio dei personaggi che non mancheranno di sorprendervi con espressioni nuove anche nelle fasi più avanzate di gioco e costituiranno una parte fondamentale della colonna sonora delle vostre avventure in queste terre fantastiche.

Multiplayer
Assente

Hardware
* Microsoft® Windows® XP
* PC with 1.4 GHz equivalent or higher processor
* 256 MB of system RAM
* 3 GB available hard disk space
* 32x speed or faster CD-ROM drive
* 64 MB shader capable video card required
* Sound card, speakers or headphones required for audio
* Microsoft Mouse or compatible pointing device
Recensione Videogioco FABLE - THE LOST CHAPTERS scritta da MAXDURO Fable: The Lost Chapter non delude le aspettative dell’esigentissima platea di PC gamer offrendo una versione riveduta e migliorata dell’originale Fable, con molti più contenuti, grafica migliorata, oggetti, quest, armi, armature ed in definitiva con più divertimento. Pur non soddisfacendo appieno le aspettative di assoluta libertà che qualcuno si sarebbe atteso, commetteremmo un errore nel valutare questa produzione per ciò che non è o per ciò che sarebbe potuto essere. Fable è un rpg/avventura/action game estremamente avvincente e godibile che rappresenta senza dubbio nel panorama degli RPG classici per PC una ventata di aria fresca e presenta una serie di spunti ed idee che gli sviluppatori futuri farebbero bene ad osservare con attenzione. Consigliato anche a chi ha giocato e amato il Fable per Xbox, direi quasi impedibile per chi ama questo genere di giochi e ha voglia di provare qualcosa di nuovo.

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