Recensione di Rugby 2005

Copertina Videogioco Rugby 2005
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Sportivo
  • Sviluppatore:

     EA Sports
  • Distributore:

     Electronic Arts
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1-2
  • Data uscita:

     disponibile
- Aspetto grafico
- Giocabilità
- Longevità
- Per appassionati
- Menù perfettibile
A cura di (Fachiro) del
E due
Tanti sono i tentativi di Electronic Arts di portare sugli schermi dei nostri computer l’antico gioco anglosassone. La prima versione (2004) era caratterizzata da una programmazione con uno standard grafico nato vecchio e comandi di gioco eccessivamente complicati, unito al ad un’impostazione dei menù squisitamente da console. Il tutto risultava quindi molto frustrante per chi normalmente è abituato ad un mouse, ora che si trovava a doversi muovere nei sottomenù solo con la tastiera.
Questa volta le cose funzionano molto meglio: la versione 2005 e’ effettivamente tutto un altro gioco, a differenza di quanto spesso accade con i vari episodi della serie FIFA. Tuttavia, a dire il vero, qualche perplessità riguardante i menù e sottomenù rimane, pur se in forma meno grave che in passato.

Engage!
Lo sentiremo dire all’arbitro un attimo prima che si scontrino i due pacchetti di mischia. Il gioco propone praticamente tutte le situazioni che si possono verificare durante una partita di rugby: sono quindi presenti mischie, “carrettini” (o maul, per anglofoni), drop al volo, calci in touch che rispettano la regola dei 22 metri difensivi. E possibile chiamare il “mark” sempre all’interno dei propri 22 metri; fanno ugualmente la loro comparsa i “calcetti a seguire”, gli “up & under” e viene rispettata la regola del fuorigioco. Ci sono calci di punizione e la regola del vantaggio, molto ben implementata, come pure il gioco alla mano con tanto di “salto di uomo” nei passaggi e le efficaci le partenze alla mano. Sono inoltre presenti e apprezzabili scene in cui i giocatori si accapigliano, gli infortuni e le sostituzioni.

Tasti e Tecnica
Con tale ampia possibilità di scelta, il timore che l’eccesso di tasti da memorizzare possa in qualche modo guastare l’esperienza di gioco, come succedeva nel primo capitolo della serie, è comprensibile: niente paura, si tratta esclusivamente di imparare i tasti base (non poi molti) e gradualmente aggiungere tutti gli altri al nostro repertorio, in modo da variare le azioni e renderle più efficaci.
Per quanto riguarda l’esame delle varie situazioni di gioco possiamo dire quanto segue:
- Rimesse laterali; sono sufficientemente ben fatte, con 3 tipi di possibilità. La difficoltà è abbastanza ben calibrata. Le rimesse a favore si perdono quasi esclusivamente per distrazione ed e’ difficile vincere quelle a sfavore. Non avrebbe comunque guastato una qualche variante per rendere meno ripetitiva questa sezione. E’ possibile variare un po’ la direzione di lancio (contro il regolamento, e a rischio di sanzione arbitrale anche nel gioco).
- Le mischie; l’inserimento dell’ovale è semplice, si tratta di avere il tempismo giusto. La spinta del pacchetto di mischia funziona allo stesso modo, ed è influenzata molto dalle “skill” dei giocatori e quindi lascia poco margine di manovra a chi impugna il joypad. Vero è che comunque ci viene data la possibilità di far ruotare la mischia e in seguito ampia scelta su come proseguire l’azione, con passaggi alla retroguardia piuttosto che agli avanti, o uscite laterali alla mano. E’ anche possibile far crollare la mischia, ma in questo caso c’è la possibilità che l’arbitro intervenga fischiando una punizione.
- I calci a liberare, calcetti a seguire e up & under; sono di immediata comprensione, facili da eseguire, meno facili da padroneggiare, com’è giusto che sia. Anche in questa sezione sensibili sono le differenze tra un giocatore e l’altro a seconda delle abilità personali, bene così.
- I calci piazzati; seguono un’impostazione già vista e collaudata nei vari “Madden” di football americano: con una pressione del tasto si fa avanzare una barra che viene poi fermata con un ulteriore click, per impostare la forza. Un’ultima pressione stabilirà l’eventuale effetto da imprimere all’ovale. Ci può essere il vento a disturbare e, di nuovo, le skill del calciatore sono importanti ai fini della precisione.
- Il gioco alla mano; ben realizzato, anche se soffre di un piccolo ritardo nell’effettuazione dei passaggi, ritardo che richiede una certa abitudine per non arrivare a infastidire il giocatore. Come già detto oltre al passaggio semplice è possibile eseguire finte (una volta tanto efficaci) e salti di uomo. Putroppo ancora assenti i passaggi direttamente verso le nostre spalle.
A questo punto va fatta una precisazione importante e doverosa: nel gioco è stato inserito un indicatore per squadra che potremmo definire di “determinazione”. In buona sostanza avremo un’indicazione visiva di quanto ogni squadra stia giocando sulle ali dell’entusiasmo, fattore molto importante in uno sport di fisicità assoluta come il rugby.
Ma come ciò influenza il gioco? E’ presto detto: quando stiamo attaccando una serie di azioni che ci permettono di guadagnare terreno accresceranno questo indicatore, come pure calci ben eseguiti o placcaggi evitati, simulando così una maggior foga corale della squadra. Più cresce l’indicatore meno possibilità avremo di farci rubare il pallone in una mischia a terra, i placcaggi degli avversari saranno meno efficaci e così via. Viceversa un placcaggio particolarmente duro da parte dei nostri avversari, un nostro passaggio errato o un mischia persa contribuiranno a far scendere il nostro indicatore, innalzando quello dell’avversario e gettando nello sconforto la nostra squadra. In queste circostanze viene data l’impressione a chi impugna il joypad di essere travolto da una pressione a volte insostenibile. Il sistema funziona piuttosto bene, anche se non dovete aspettarvi che alzando l’indicatore dell’Italia sia poi una passeggiata fare meta contro i neozelandesi, tutt’altro!

Modalità, croce e delizia
Questo perché troppo spesso alcuni giochi sono funestati dalla scarsità di opzioni di gioco disponibili: non e’ questo il nostro caso. Rugby 2005 ci dà la possibilità di partecipare a svariati tornei: 6 nazioni, 10 nazioni, coppa del mondo, campionato con una selezione di squadre di club europee, amichevoli, e una tournee dei Lions, cioè la selezione delle quattro nazionali del Regno Unito.
C’e’ un filmato che spiega, a scopo dimostrativo, cosa è possibile fare in una partita e le regole basilari del rugby, molto utile.
E’ presente anche un tutorial, che esplica passo passo come eseguire le varie azioni, con test pratici da superare se volete giocare anche solo un’amichevole. Detto così sembra seccante (e per i più esperti lo è) ma si dimostra invece utilissimo e piuttosto ben fatto.
La grafica dei menù è mal realizzata, in bassa risoluzione e molto rozza; i menu’ stessi non sono un esempio di chiarezza. Fortunatamente durante le partite la situazione cambia: alta risoluzione ed animazioni veramente ben realizzate che danno la sensazione della fisicità dell’azione di gioco. Le divise a volte si sporcano di terra fin troppo e con alcune squadre si stenta anche a distinguere i giocatori. Il comparto audio è piuttosto ben realizzato, con i soliti cori a favore di una o dell’altra squadra (dettaglio a scelta dell’utente). Gli effetti sonori sono buoni seppur limitati: qualche urlo di più visto lo sport simulato non avrebbe fatto male a nessuno. Le casse anteriori riproducono effetti sonori (tra i quali le tifoserie), mentre le casse posteriori ci daranno modo di sentire l’arbitro parlare (anche se limitatamente) durante la partita, o qualche urlaccio del nostro allenatore, un’idea simpatica che va a irrobustire la sensazione di “esserci”, pur non aggiungendo nulla al gameplay.

Multiplayer
Assente.

Hardware
Requisiti minimi: Processore da 800 Mhz, 256 MB di RAM, scheda video con 32 MB.
Recensione Videogioco RUGBY 2005 scritta da FACHIRO Pienamente conscio che si tratta di un titolo di nicchia, devo comunque lodare il tentativo di EA di realizzare un valido seguito al rozzo e sfortunato primo capitolo della serie.
I miglioramenti sono stati consistenti e sostanziali, da ogni punto di vista. Chi avesse acquistato il primo capitolo può tranquillamente concedersi il secondo: non e’ assolutamente lo stesso gioco. Gli amanti del rugby hanno finalmente trovato pane per i loro denti, con un titolo ancora migliorabile, ma che in questa versione 2005 è sicuramente di miglior realizzazione e, quel che più importa, divertente da giocare.
Un po' più di cautela per chi non conosce il rugby: lo sport potrebbe non piacervi e l'azione di gioco risultare troppo frammentata o complessa.
Engage!
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