Recensione di Beyond Divinity

Copertina Videogioco Beyond Divinity
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Larian Studios
  • Distributore:

     Leader Spa
  • Lingua:

     italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     disponibile
- 300 NPC con i quali interagire
- Personalizzazione totale delle abilità del personaggio
- Musiche di atmosfera
- Grafica ormai datata
- Specifiche tecniche richieste e reali davvero assurde per quel che viene proposto
- Poco innovativo
A cura di (Chomog) del
Il Diablo è ancora dentro me
Diablo, il famosissimo titolo Blizzard che ancora molti di noi portano nel cuore, è perennemente, nella sua seconda incarnazione, il termine di paragone per gli action-rpg disponibili sul mercato PC.
Pur essendo ormai vetusto di parecchi anni il gioco si distingue ancora per un’elevatissima giocabilità e rigiocabilità, per i tanti artefatti da trovare, i tre livelli di difficoltà ed i molteplici personaggi da crescere durante l’avventura, una classe innata che solo la Blizzard ci ha abituato a farci gustare nei suoi prodotti.
Nel 2002 uscì un titolo che portava il nome di Divine Divinity e che si proponeva come simpatica alternativa per chi aveva finito e strafinito Diablo 2 e voleva un titolo simile ma, perché no, leggermente diversificato.
Oggi Larian Studios ci propone, grazie alla distribuzione di Leader S.P.A., questo suo seguito meglio caratterizzato e più profondo dal punto di vista dell’atmosfera, grazie anche ai tocchi di classe di artisti che hanno dimostrato, in passato ed in questo titolo, di saper davvero svolgere il loro mestiere di romanzieri e musicisti.

Uniti nel peccato in cerca della liberazione
Il titolo ci vede stranamente uniti ad un cavaliere della morte per opera di un nefasto demone che ha scelto noi come suo “oggetto” degli esperimenti lanciandoci, insieme al tetro cavaliere, in una dimensione parallela popolata da deformi creature pronte a divorare sia noi che il nostro “legato” compagno.
Paladino e Deathknight dovranno quindi unire le loro forze per riuscire prima di tutto a rompere questo beffardo incantesimo e poi ritornare a svolgere i loro compiti secondo il proprio modello di vita, uno combattendo per difendere il sacro ed i deboli, l’altro per appagare la sua fame di potere combattendo battaglie contro 1000 soldati insieme.
Pur sembrando distinto tra bene e male, il gioco offre una tale diversificazione tra i due personaggi tanto da dare la possibilità di creare un cavaliere adattando le caratteristiche ad un uomo, una donna o un ragazzino; personalizzando, sia prima del gioco che durante, il protagonista come meglio crediamo.
Maggior tensione durante la partita sarà data dal rischio che entrambi i personaggi muoiano se la morte arrivi a toccare anche solo uno di loro, tanto per sottolineare la grandezza del maleficio imposto dal demone. È gradevole, infine, notare come i dialoghi siano incentrati sia sul tono serioso e realista che su quello scherzoso, grazie in primis al cavaliere oscuro che nasconde dentro di sé un cuore da burlone.

La vecchia cara visuale isometrica
I programmatori di origine belga hanno ben pensato di rinunciare a cambiare del tutto lo schema grafico precedente con uno più recente, che sfruttasse e necessitasse dell’acquisto delle ultime schede grafiche per PC; la loro scelta è infatti caduta sulla visuale isometrica, tanto cara al videogiocatore della serie Diablo di Blizzard e che ottimamente si sposa con questa tipologia di giochi.
Pur essendo molto tetre le ambientazioni che faranno da sfondo alla nostra avventura, queste sono ben rappresentate e sono ricche di particolari anche in movimento; davvero ben realizzate le animazioni di ogni personaggio, partendo da quelle dei protagonisti e degli NPC principali fino ad arrivare ai mostri contro i quali combattere. Molto corposi e realistici sono gli effetti speciali che accompagnano gli incantesimi: fulmini, saette, fuochi e turbini d’aria sono la ciliegina sulla torta del team belga che però viene leggermente rovinata da un piccolo retrogusto acidulo che trova negli avatar dei personaggi una piccola smorfia di dolore; questi infatti sono realizzati con poco carisma ed appaiono troppo freddi, riportandoci quasi a quella primitiva grafica tridimensionale. Altra nota negativa è l’impatto che sul videogiocatore medio potrebbe avere questa determinata scelta grafica; in tempi moderni e dopo aver ammirato Sacred, ci chiediamo davvero come mai gli sviluppatori abbiano scelto, o meglio avuto il coraggio, di riproporre lo stesso motore grafico di Divine Divinity in versione appesantita. Se, come abbiamo già riportato, le animazioni risultano gradevoli, il numero di poligoni per personaggio è davvero troppo scarso se paragonato a produzioni recenti con eguali esigenze tecnico-prestazionali come configurazione hardware; se a questo aggiungiamo caricamenti snervanti e piccoli scatti durante lo scrolling, non possiamo che ritenerci convinti solo in parte sulla qualità tecnica del titolo.
Il comparto sonoro enfatizza al meglio le furiose battaglie contro i numerosi nemici, con tocchi di classe e musiche che rimangono nel cuore, rendendo il titolo, sotto questo punto di vista, un degno rivale di Diablo.

Un’evoluzione maturata nel tempo
Lo schema evolutivo proposto da Beyond Divinity è quello ormai classico: scelta infatti una classe base tra quelle del guerriero (con elevate abilità di combattimento e la possibilità, come avveniva nel primo Diablo, di poter riparare le proprie armi consumate dall’usura e dal tempo), del mago (i cui arcani studi gli hanno conferito la possibilità di creare incantesimi sia di attacco che di protezione) ed infine del ladro (molto agile e con le skill in grado di conferirgli il potere per aprire facilmente serrature e lucchetti, dandogli agio di entrare in luoghi per gli altri inaccessibili o far suoi tesori che sarebbero rimasti relegati in serrati forzieri), su di essa indirizzeremo la nostra evoluzione.
Uccidendo nemici e completando quest e sub-quest acquisiremo preziosi punti esperienza che, accumulandosi e raggiungendo un determinato ammontare, ci daranno la possibilità di passare di livello donandoci ulteriori punti da attribuire alle caratteristiche principali (forza, intelligenza, costituzione, eccetera); sarà proprio il videogiocatore a scegliere, in quel momento, come far evolvere il proprio personaggio, seguendo la strada che gli è più piacevole ed utile.
Particolare novità introdotta in Beyond Divinity sono i Battlefields, reami oscuri nei quali tutto diviene più difficile ed angusto. Qui tesori e mostri, in grado di ripagarci con la loro morte di tantissimi punti esperienza, saranno presenti in maniera molto numerosa. Questi campi di battaglia allocati a volte in dimensioni parallele alla nostra, il cui accesso avviene tramite speciali reliquie sotto forma di chiave, richiamano i Dark Realms visti in titoli per console come Onimusha di Capcom.
Abbiamo poi un'altra simpatica caratteristica, quella di poter evocare creature dalla diversa utilità che vengono denominate “bambole da evocazione”. Appare ben articolata la loro evoluzione: come per i personaggi principali, infatti, anche qui ci sarà dato ampio spazio per personalizzare questi utili alleati potendo così determinare il loro raggio di azione, il loro ritorno in vita e donando loro i nostri punti abilità per renderli più forti.

Nostro figlio ha fatto lo sviluppo!
Lo spostamento sul terreno di gioco avviene sia con ogni singolo personaggio che in gruppo; facile la sua esecuzione: bastano infatti pochi click di mouse per dirigere senza problemi le azioni del nostro piccolo party. Presente anche la possibilità di correre, senza perdere troppo tempo in movimenti furtivi quando non ve ne è la necessità: premendo il tasto R daremo il via a furiose corse che però consumeranno la barra del vigore; in pratica, come nella realtà, dovremo anche riposarci per prendere fiato.
Beyond Divinity non è un titolo slash’em go, ma presenta un ampio arco di interazione con i personaggi non giocanti (NPC), che arrivano fino all’incredibile numero di 300. Le conversazioni sono sia prestabilite che a nostra scelta; se vorremo avremo quindi l'opportunità di raccogliere ulteriori informazioni, entrando ancor più in profondità nella storia, o farci assegnare succose missioni dai personaggi che incontreremo.
Relazione da iniziare con questi NPC sarà anche il baratto, per scambiare dei nostri oggetti, farli identificare (quelli magici) o farli riparare tramite una facile interfaccia che mostra i nostri oggetti e quelli del nostro prezioso amico.
Il combattimento rimane al centro del gioco vero e proprio. Per entrare nella modalità combattimento sarà necessario premere il tasto C che implica l’estrazione dell’arma mettendoci in grado di poter sconfiggere avversari umani e non che ci sbarrano la strada; dopodiché, semplicemente cliccando (con il tasto sinistro o destro), potremo attaccare o lanciare incantesimi o particolari abilità sul malcapitato avversario.
Un’ulteriore piccola novità è costituita dall’attacco rotante a 360°, indispensabile quando verremo circondati da innumerevoli avversari e vorremo liberarcene usufruendo di una rotazione.
Come in Baldur’s Gate dei Black Isle, anche qui, controllando un intero party, avremo a disposizione la barra spaziatrice per mettere in pausa e rendere i nostri combattimenti più strategici pianificando, in questo momento nel quale il tempo si freeza, le nostre mosse.

E’ tutto mio e non voglio darlo a nessuno!!!
I tesori sono il giusto compenso per il guerriero reduce da tante battaglie. Come da tradizione, una volta sconfitti i nemici, ci saranno dati, in base alla potenza degli stessi avversari, molte monete d’oro e preziosi artefatti magici e non da poter usare nel corso dell’avventura.
Gli oggetti hanno una loro durata e vengono usurati dall’uso (ed è qui che viene in soccorso la precedentemente menzionata abilità fabbro). I programmatori non si sono soffermati al mero utilizzo di questi in battaglia ma, per alcune quest, dovremo far interagire più oggetti tra loro come quando ci troveremo a riempire scodelle o tazze con il liquido contenuto in barili.
Alcuni oggetti, per lo più magici, dovranno esser identificati tramite l’apposita abilità o portandoli a determinati NPC. Gli accessori più preziosi potranno esser conservati poi (o trovati) in scrigni chiusi o liberamente aperti che troveremo in molteplici luoghi.
Per recuperare la vitale energia potremo sia dormire direttamente sul luogo di battaglia, accuratamente liberato dai nefasti esseri che le abitano, che ritornare nei villaggi utilizzando l’apposito sistema di teletrasporto basato sull’interazione di due speciali pietre.
L’evoluzione del personaggio più si andrà avanti nel gioco più presenterà ramificazioni: se in un primo momento le abilità disponibili saranno solo poche, facendo evolvere il PG avremo agio di visionare tantissime abilità diversificando così il nostro coraggioso eroe e specializzandolo, tramite “gli incrementabili”, in determinate forme di attacco (perforazione, schiacciamento, eccetera).
Recensione Videogioco BEYOND DIVINITY scritta da CHOMOG Beyond Divinity è un’ottima evoluzione, come sistema di gioco, del precedente Divine Divinity, aumentando all'ennesima potenza le possibilità offerte da un titolo di questo genere, e costituendo così un action-rpg che dà spazio al giocatore per poter evolvere il proprio personaggio secondo un suo schema ed a suo piacimento.
Non mancherà la voglia di rigiocare il titolo, grazie proprio a questa speciale caratteristica, e conseguentemente ne trarrà giovamento la longevità del prodotto.
Dobbiamo però segnalare una nota negativa: il titolo non appare ottimizzato sotto il profilo tecnico. Pur essendo un motore grafico di vecchia concezione, ci appaiono davvero troppo esigenti le caratteristiche hardware richieste per far girar codesto gioco.
Ma questo è solo un lieve difetto di quel che offre Larian Studios a chi ha ancora piacere a giocare a titoli Diablo Style con le speciali caratteristiche di titoli quali Baldur’s Gate per la gestione del party.
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