Recensione di Etherlords II

Copertina Videogioco Etherlords II
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Nival Interactive
  • Distributore:

     n.d.
  • Lingua:

     n.d.
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     disponibile
- Battaglie magiche divertentissime e varie
- Modalità multiplayer longeva
- Ottima modellazione tridimensionale dei personaggi animati brillantemente
- Storyline e modalità single-player lineare
- Stravolgimento delle meccaniche di gioco rispetto al predecessore
A cura di (Chomog) del
Ed il regno cambiò
Il primo Etherlords, che riscosse un ottimo successo fra l’utenza PC, era un titolo che combinava gli elementi di giochi strategici a turni come il pluripremiato Heroes of Might and Magic di 3DO con gli elementi del gioco di carte Magic the Gathering mantenendo l’ambientazione fantasy medievaleggiante tanto cara ai role play gamers.
Con questo seguito Nival Interactive (sviluppatore di Blitzkrieg, Rage of Mages e Silent Storm) adegua il mondo di Etherlords a quelle che sembrano le richieste dell’utenza e la moda del momento iniziata qualche anno fa con il titolo Blizzard Warcraft III. Combinare, cioè, il gioco di ruolo con la categoria degli strategici sviluppando, sempre in tre dimensioni, quel mondo fantasy tanto misterioso ed affascinante.

L’armatura d’argento è divenuta d’oro
Sono passati ben due anni dalla comparsa nei negozi del prequel di Etherlords II e se già il primo episodio presentava una grafica molto particolareggiata e ben soddisfacente questo seguito, grazie anche all’incremento di potenza delle schede grafiche attuali, davvero lascia a bocca aperta presentandosi in una gradevolissima forma.
Partendo dall’analisi dei modelli tridimensionali dei personaggi del gioco, possiamo notare come questi siano ricchi di dettaglio: gli orchi, ad esempio, sono equipaggiati con armature di cuoio con borchie e cinture, scudi di legno rinforzati con del ferro, enormi spadoni di forma sciabolare con il manico ricoperto da corde per rendere più agevole l’impugnatura e portano copricapi cornuti che ne rendono bene l’immagine di selvaggi.
Anche dal punto di vista anatomico questi non deludono, tanto da presentare una realistica distribuzione muscolare portata all’estremo per quanto riguarda le verdi creature, discorso che si estende anche al resto del bestiario, partendo dai topi-zombie dal colore cadaverico e dalla spina dorsale che sfonda la rimanente pelle in decomposizione; passando per gli stregoni con i loro mantelli logorati dal tempo, attorniati dalla luce, chiaro richiamo alla potenza magica generata da questi esseri arcani ed arrivando fino a quei personaggi più grandi come gli orchi o le enormi tartarughe di preistorica origine con il guscio irto di ossa dalla forma spinosa, fedeli compagni di oscuri signori dell’ombra.
Il carisma del design è di alto livello, la caratterizzazione nell’espressività dei volti è pregevole; in particolare la minacciosa aria dei lupi, con il loro grugno rabbioso che non nasconde le intenzioni voraci nel divorare letteralmente le loro prede, di qualsiasi genere siano. Le animazioni sono fluide e realistiche e danno l’idea della creatura rappresentata con le movenze tipiche che ci si possano aspettare da un cavallo, da un drago o da una leggiadra creatura alata.
Le ambientazioni presentano architetture prevalentemente rurali che ben trasmettono il senso di misticismo e di mistero per quel mondo ormai dimenticato dove l’impossibile diveniva possibile grazie all’ambizione ed all’ego delle persone; elementi costruttivi semplici e squadrati compongono gli edifici che presentano i classici torrioni di stampo medievale, con alte mura per evitare l’assalto degli antichi mezzi di assedio prima che venisse inventata la polvere da sparo (nella storia reale con l’avvento della polvere da sparo, infatti, i torrioni iniziarono ad abbassarsi ed a presentarsi più tozzi allargando il loro spessore e circonferenza).
Gli elementi scenografici sono più semplici: troviamo enormi blocchi di ghiaccio nelle lande innevate, piante selvatiche enormi ed arbusti spinosi che circondano le fortificazioni più isolate, piccoli vulcani e caverne dove è possibile ripararsi e usare come scudo nei momenti di pericolo o di netto svantaggio.
Ottimi gli effetti luce che accompagnano le magie o le armi magiche, generando colori aurei ricchi della pienezza della potenza dell’azione che andremo a compiere (l’utilizzo di un arma magica, l’evocazione di un immonda magia o il richiamo di un essere elementale superiore in nostro aiuto).
Il puntatore del mouse, dalla forma di un guanto di armatura, ci servirà per selezionare personaggi o per utilizzare la schermata delle azioni posta in basso allo schermo; questa, ben visibile e disegnata, non è mai invadente e presenta le informazioni in modo chiaro ed esplicito grazie anche alle ottime immagini che facilmente identificano i nostri alleati e le possibili scelte da compiere.
Unica nota negativa nella grafica è stata riscontrata nel mediocre utilizzo della telecamera per visualizzare i combattimenti che a volte risultano meno eccitanti per zoom sbagliati o inquadrature imbarazzanti.
Musiche medievaleggianti ed acusticamente orchestrate con strumenti antichi come i tamburi a percussione accendono i momenti essenziali degli scontri o quelli esplorativi della mappa da gioco. Gli effetti sonori e le voci rientrano nel discreto senza mai sfociare nella realizzazione perfetta o mediocre.

Ed il Re fu sbalzato da cavallo
La parte RPGistica del titolo è purtroppo lineare e con una storia davvero poco carismatica. Le cinque mini campagne presentano punti fissi nei quali il videogiocatore è costretto a combattere in quel determinato momento, le stesse quest sono completabili solo in successione e non permettono un approccio più libero al gioco, riducendo il grado di rigiocabilità del titolo anche solo per scegliere quali missioni affrontare e quando.
Appare, sempre rispetto al passato, stravolta la meccanica del gioco. Non capiamo, infatti, perché si sia passato dall’ottimo strategico alla Heroes of Might and Magic alla tipologia videoludica prettamente in stile gioco di ruolo, specie quando, comparando le due meccaniche, la vecchia si adeguava meglio all’idea di base degli scontri a carte magiche.
La longevità viene stazionata dalla modalità sfida nella quale potremo combattere, scegliendo le nostre carte, contro il computer o un avversario umano. È possibile anche giocare online tramite la connessione LAN o tramite il Master Server del gioco, sul quale saranno disponibili quattro modalità di gioco per ogni tipo di esigenza:
- training, una partita amichevole uno contro uno, dove le statistiche alla fine non verranno salvate;
- duel, dove il server cercherà per noi un avversario di pari livello per farci combattere senza metterci troppo in difficoltà o senza farci vincere facilmente;
- blind, identico al duel mode, tranne che per la scelta delle magie: queste infatti per tutte e quattro le razze presenti nel gioco sono divise per colore che ne indicizzano anche le proprietà (magie bianche, blue, rosse, eccetera); in questa modalità dovremo utilizzare sono alcuni tipi di colore per avere la meglio sui nostri avversari;
- round table, torneo ad eliminazione diretta ad otto giocatori, uno degli aspetti più belli e divertenti di questo titolo che con grande dipendenza poterà l’utente a trascorrere ore nel battere agguerriti avversari.

Il consiglio del vecchio saggio
La meccanica di combattimento magico usata nel predecessore è ancora presente in questo suo seguito. Anche qui infatti, prendendo spunto da Magic the Gathering, avremo la possibilità, scegliendo da un mazzo di carte magiche virtuali, di combattere un nostro nemico castando su di lui magie ed evocando in nostro aiuto creature che lo attaccheranno o ci daranno alcuni bonus.
Vi è stato poi un positivo incremento nel numero di magie tanto da aumentare esponenzialmente la varietà delle battaglie, rendendole sempre differenti le une dalle altre. Queste, infatti, si presentano come un misto di strategia e casualità: dovremo sia conoscere nei dettagli le proprietà di ognuna delle 16 carte che andremo a scegliere per formare il deck meglio assortito dal punto di vista strategico che sperare che la sorte ci porga la carta giusta al momento giusto; questa divertentissima parte del gioco non appare mai frustrante ed anzi è motivo di sfida e di trepidante attesa aspettando quali carte ci verranno poste dal fato. A questo si aggiunge la costruzione dei propri artefatti magici combinando vari elementi che ci verranno dati durante il gioco in base al completamento di una missione o semplicemente ritrovati sulla mappa da gioco.
Recensione Videogioco ETHERLORDS II scritta da CHOMOG Etherlords II è un titolo che può benissimo esser giocato ed apprezzato anche da chi non ha mai avuto modo di provare il primo capitolo della serie di Nival Interactive. Stravolta in parte l’idea originale di quest’ultimo, il gioco presenta un approccio RPGistico con scontri tra potenti signori della magia. Di facile apprendimento grazie all’ottimo tutorial presente in formato normale ed avanzato si lascia conoscere piacevolmente.
La creazione dei propri artefatti e la modalità multiplayer, poi, innalzano davvero la longevità a livelli ottimali garantendo ore di sano divertimento immergendo il videogiocatore in un misterioso ed alquanto arcano mondo magico, il mondo di Etherlords II.
caricamento in corso...
SCREENSHOTS
SpazioGames.it - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Monza dal 22/02/2008 con autorizzazione n.1907
© 1999 - 2012 GALBIT SRL TUTTI I DIRITTI RISERVATI - P.IVA 07051200967
Spaziogames.it utilizza i cookie per assicurarti la miglior esperienza di navigazione. Se desideri maggiori informazioni sui cookie e su come controllarne l'abilitazione con le impostazioni del browser accedi alla nostra Cookie Policy.