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EVERSPACE

EVERSPACE

Tra esplosioni e combattimenti, spesso si muore

Recensione

PC

Azione

Inglese

25 maggio 2017

A cura di del
Sono appena passato attraverso un tunnel interstellare e davanti ai miei occhi si stagliano dei relitti spaziali ormai fusi assieme a degli asteroidi, mentre una tempesta cosmica carica di fulmini mi suggerisce di stare a debita distanza da quella riserva di carburante che avevo puntato. Nemmeno il tempo di godermi il panorama che un comitato d’accoglienza mi dà un caldo benvenuto a suon di raggi laser: senza che me ne accorgessi sono finito nel bel mezzo di una battaglia tra le navi Okkar e i velivoli della G&B, intenti a difendere i loro convogli mercantili. Piroette, inseguimenti, agganci e colpi di Gatling si susseguono in un balletto frenetico, da cui fuggo via anche rubando alcuni trovati tecnologici sottratti alla G&B stessa, lasciandomi alle spalle un settore diventato oramai un far west. Questo è EVERSPACE, o meglio, questo dovrebbe essere EVERSPACE. L’azione adrenalinica descritta poche righe sopra, a base di incessanti combattimenti spaziali nel bel mezzo di ammassi di asteroidi e fluttuanti relitti, è la portata principale del titolo sviluppato dai ragazzi di ROCKFISH Games, ma è accompagnata e tenuta assieme da una struttura claudicante. 

 
Piacere Zorro (cit.)
EVERSPACE era uno di quei classici giochi che, dopo una campagna Kickstarter iniziata nel 2015 e i tanti apprezzamenti ottenuti durante la fase di Early Access, si sospettava potesse rimanere in quel limbo per un periodo indeterminato. ROCKFISH Games non ha però girato le spalle alla community che lo shooter aveva nel frattempo accumulato, non si è seduta sugli allori godendo dei frutti di un titolo sì giocabile ma ancora incompleto e, anzi, si è rimboccata le maniche per creare il collante, quel trait d’union che tenesse assieme quanto di buono già visto in accesso anticipato. Il potenziale è però rimasto in parte inespresso nel salto verso la pubblicazione della “unopuntozero”: non fraintendetemi, gli scontri rimangono ancora tesi ed appassionanti, il codice è più stabile e pulito e sono stati aggiunti ulteriori dettagli, ma la storia che guida il giocatore attraverso i settori e la struttura di gioco roguelike cozzano in modo evidente uno contro l’altro, creando un forte senso di déjà vu, solo parzialmente mitigato dalla casualità dei livelli. La narrativa è affidata ad una serie di cutscene che entrano in gioco avanzando un settore dopo l’altro - ma alle volte anche in maniera piuttosto casuale - e portano alla luce la storia di Adam, un pilota reietto disperso nella galassia. Il protagonista non è però Adam, bensì i suoi numerosi cloni, quelli che il giocatore gestisce a bordo della nave e questa trovata funziona, perché indispensabile nel giustificare la componente roguelike e il permadeath. Poco alla volta, attraverso dei flashback e alcuni incontri determinanti, il passato di Adam viene a galla nella pseudo-memoria dei suoi cloni e riaffiora una breve ma devastante guerra che ha coinvolto tutti i settori dello spazio e ha lasciato evidenti tracce nelle immense stazioni fluttuanti oramai in rovina e nelle navi pirata che imperversano in ogni settore. Vorrei dirvi di più, ma la verità è che il voice acting basilare rende meno coinvolgente l’intreccio tra il passato e il presente dei vari alter-ego, ma soprattutto la struttura roguelike, dove ad una morte ne succede un’altra a breve tempo, mette totalmente sullo sfondo il racconto e ne assottiglia il filo. In questo ambito, l’unica nota positiva sono gli scambi di battute tra il pilota e HIVE, l’intelligenza artificiale che gestisce l’interfaccia della navicella, sempre pronta a punzecchiare i tanti Adam con un velato sarcasmo, anche dopo l’ennesima morte.

BOOOOOOM 
Francamente, dopo qualche ora di gioco, della storia del passato di Adam, del suo amico Seth e della guerra non mi interessava più molto. Tutta colpa delle scarse doti da scrittori di ROCKFISH Games? Solo in parte. La mia - poca - attenzione non trovava infatti tempo per rilassarsi e lasciarsi guidare dalla storia, soprattutto perché catturata dai panorami mozzafiato, fatti di nebulose e immensi pianeti, dilaniati da roboanti esplosioni causate dall’incessante cozzare di navi Okkar, droni e torrette difensive G&B, dove io, a bordo di un'astronave sempre più potente, mi ci tuffavo a capofitto. EVERSPACE è composto da oltre venti settori, ciascuno a sua volta suddiviso in più sezioni. Queste ultime sono delle sorti di arene sandbox, inserite in modo casuale nelle varie run, dove non comunque è raro scorgere chiari segni di riciclo negli ambienti. Lo scopo del giocatore è piuttosto semplice: ottenere carburante a sufficienza per avanzare attraverso i livelli e i settori, intercettando i tunnel spaziali e i portali che li collegano. La pratica è ben diversa e più complicata, perché ogni scenario nasconde delle insidie sempre crescenti mano a mano che si avanza per la galassia: nei primi frangenti è stato piuttosto facile liberarsi dei caccia nemici, ma quando sono apparsi sullo schermo decine di droni, mentre delle sonde nemiche avevano messo KO tutti i sensori e i radar della mia nave, la situazione è diventata ben più dura. La varietà di nemici è inoltre molto buona, ve ne sono alcuni più lenti e corazzati, altri in grado di infliggere ingenti danni con i loro raggi laser e non ne mancano alcuni dotati di scudi. La propria navicella è inoltre equipaggiata con un fuoco primario e secondario, alcune armi sono più utili per abbattere le difese e altre più adatte ad infliggere danni diretti, ci sono degli scudi aggiuntivi da attivare al momento giusto così come non manca la possibilità di entrare in una sorta di fase berserk: le variabili da tenere in considerazione non sono dunque poche e aggiungono un pizzico di tatticità all’azione frenetica. Soprattutto nelle prime run, le morti abbondano, anche a causa di un sistema di comandi non troppo user friendly: la colpa non è del layout o di una mappatura dei tasti bizzarra - che anzi funziona alla grande - ma la gestione degli spostamenti in uno spazio totalmente tridimensionale non è mai cosa facile.

Spazzini nello spazio 
EVERSPACE è un roguelike, con tutti i rischi che ne concorrono, uno su tutti l’inevitabile senso di ripetitività causato dalle infinite morti. L’antidoto creato da ROCKFISH Games non è efficace al 100%, ma di certo è un buon placebo. Le arene spaziali sono costellate di risorse, materiali, crediti e carburante, ognuno con una specifica funzione: come detto, la benzina è necessaria per superare i portali, i crediti vanno spesi nell’hangar per acquistare gli upgrade per la nave e sbloccare nuovi slot, mentre i tanti materiali e progetti sono indispensabili per craftare nuovi razzi, potenziare lo scudo o, ancora, creare delle sonde o delle mine. Nulla vieta al giocatore di attraversare in linea retta le singole zone, ma vale sempre la pena spendere qualche minuto in più per esplorare i relitti fluttuanti o le nebulose. Uscire indenni dai molti scontri non è facile, soprattutto giocando al terzo e più elevato livello di difficoltà: la navicella può riportare danni, non solo allo scafo, ma anche ai radar, ai motori o alle torrette e avere nella stiva un buon carico di materiali permette di riparare velocemente le singole sezioni, aumentando di molto le probabilità di uscire con le ossa intere dal settore. Le mansioni da spazzini galattici, dopo qualche ore, scadono però in un evidente loop senza uscita: per spezzare la monotonia, i ragazzi di ROCKFISH Games hanno inserito nelle varie run delle missioni secondarie, slegate dalla storia, utili per accumulare con maggiore rapidità i crediti e per dare più senso alla sfida. Non si tratta di nulla di speciale, gli obiettivi si limitano alla distruzione di un certo quantitativo di nemici, alla scorta di un convoglio o al recupero di certi materiali, ma almeno l’azione viene concentrata in una determinata direzione. EVERSPACE è un roguelike e, come in tutti i roguelike, alla fine si muore. Ogni sconfitta è però un piccolo passo verso il successo, perché i potenziamenti recuperati e i materiali vengono sì persi, ma i crediti accumulati restano a disposizione e devono necessariamente essere impiegati per acquistare in hub dedicato le tante migliorie messe a disposizione per la propria nave.



Uno spettacolo galattico 
EVERSPACE è mosso dalla quarta incarnazione dell’Unreal Engine ed il motore di gioco sembra fatto su misura per i combattimenti spaziali: gli ambienti regalano un colpo d’occhio notevole, soprattutto per gli sfondi e il sapiente mix di colori, mentre, se ci si avvicina ai singoli asteroidi, si scorge un livello dei dettagli abbastanza approssimativo. Quello che però colpisce maggiormente in EVERSPACE sono i giochi di luce, i riflessi scintillanti dei laser e le esplosioni che squarciano il silenzio dello spazio. Esistono inoltre tre visuali, due interne all’abitacolo e una in terza persona: quest’ultima è sicuramente la più semplice da utilizzare per le spericolate manovre, ma il senso di immedesimazione dato dalla telecamera in prima persona, con i vari comandi della nave che lampeggiano e si illuminano, è tutta un’altra cosa. Le musiche che accompagnano i duelli nello spazio non lasciano invece il segno ed è un vero peccato. Non sono brutte né si accordano male con l’azione, ma manca quella personalità che ad esempio le note western di Blues Saraceno riusciva a dare a Rebel Galaxy, un gioco dove il ritmo è molto più piatto e monotono rispetto a quello di EVERSPACE, ma che valeva il prezzo del biglietto solo per il sound distorto e cupo delle chitarre.
Hardware
Requisiti minimi:
- Sistema operativo: 32/64-bit Windows 7 / 8.1 / 10
- Processore: Intel CPU Core i3
- Memoria: 4 GB di RAM
- Scheda video: Nvidia GTX 480 / AMD Radeon HD 5870
- DirectX: Versione 10
- Memoria: 8 GB di spazio disponibile
Requisiti consigliati:
- Sistema operativo: 32/64-bit Windows 7 / 8.1 / 10
- Processore: Intel CPU Core i5
- Memoria: 8 GB di RAM
- Scheda video: Nvidia GeForce GTX 770 / AMD Radeon R9 280X
- DirectX: Versione 11
- Memoria: 8 GB di spazio disponibile

  • + Combattimenti serrati e adrenalinici
    + Ottimo comparto grafico
    + Le missioni secondarie alleviano la ripetitività
    + Tante possibilità di crafting
  • - Struttura narrativa claudicante
    - Storia sottotono
    - Rischio ripetitività
    - OST impalpabile
voto
7,5

EVERSPACE è un titolo divertente, adrenalinico e pieno di azione. I duelli fra le galassie sono sempre spettacolari e destreggiarsi fra esplosioni e immensi cumuli di asteroidi è un’esperienza che lascia il segno. Purtroppo è anche un’esperienza che rischia di venire a noia perché supportata da un impianto roguelike in cui è intrinseca - per natura del genere - una sensazione di già visto e ripetitività, da una struttura narrativa debole, che mal si sposa con le continue morti, da picchi di elevata difficoltà e da una storia che fatica ad emergere. Nonostante queste debolezze, EVERSPACE è lo stesso capace di regalare una sana dose di divertimento, far esplodere enormi serbatoi di carburante e approfittare del caos per saccheggiare un convoglio è sempre una soddisfazione e, anche grazie ad un comparto grafico e artistico ben congegnato, lo spettacolo non viene mai meno.

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