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Alaloth: Champions of the Four Kingdoms

Alaloth: Champions of the Four Kingdoms

Dark Souls incontra Moonstone

Provato
A cura di del
Chris Avellone è un nome che ai più farà venire un brivido lungo la schiena: giochi assoluti come Fallout 2, Icewind Dale e Planescape: Torment, dopotutto, non sono certo esperienze dimenticabili facilmente, ed è stato impossibile trattenere l'emozione nel momento in cui si è venuti a conoscenza che il buon Chris è al momento impegnato in un progetto nato e cresciuto nel nostro paese – più precisamente nella piccola ma bellissima cittadina di Padova – a opera degli autori del frenetico platform 2D di imminente uscita che risponde al nome di Unit 4. Sto chiaramente parlando di Gamera Interactive e del loro secondo progetto, Alaloth: Champions of the Four Kingdoms, forse il più ambizioso a cui il team capitanato da Alberto Belli sta andando incontro. Lo abbiamo visto in anteprima.

I quattro regni
Alaloth: Champions of the Four Kingdoms parte infatti da un presupposto molto importante: proporsi come ideale punto di incontro tra i classici titoli alla Moonstone per Amiga e i più moderni soulslike, assurti a baluardo degli hardcore gamer grazie alla recente e amatissima saga dei Dark Souls, strizzando anche l'occhio a La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor. Ciò che Alaloth si prefigge di fare, quindi, è offrire un gioco che prenda il meglio dalle varie tipologie di gioco e le trapianti in un universo fantasy affascinante, di quelli che solo Avellone sa creare. Pur essendo quindi ancora ai primi stadi di sviluppo, Alaloth: Champions of the Four Kingdoms non tradisce il suo enorme potenziale. Potenziale che, sulla carta, è ben più che qualche promessa buttata sul tavolo da lavoro: un’inedita visuale isometrica che strizza l'occhio al classico Baldur's Gate, un mondo dalle atmosfere dark fantasy che si tagliano con un coltello e una modalità multiplayer cooperativa fino a quattro giocatori contemporaneamente, la quale potrebbe essere – se curata a dovere - una delle cose migliori dell'intera esperienza.  Ne siamo pressoché certi.
E il sistema di gioco promette di essere non troppo punitivo, ma neanche di quelli che prendono per mani l'utente scendendo a compromessi: il giocatore dovrà infatti prima prendere confidenza con il combat system, che eviterà situazioni del tipo "premi il tasto finché non ti viene il callo", prediligendo una complessità tattica tipica – appunto – dei be noti capitoli della serie dei Souls. Ma non solo: esattamente come lo storico titolo della compianta Mindscape uscito oltre vent'anni fa, anche Alaloth: Champions of the Four Kingdoms avrà un'enorme mappa divisa a sua volta in quattro macro aree, a cui corrisponderanno ovviamente i quattro regni che fanno da titolo al gioco (a qualcuno è forse venuto in mente Game of Thrones?). All'interno di questi, pronti a scendere in battaglia, i quattro personaggi principali, rispettivamente di razza elfica, umana, orchesca e nanica. Starà a noi decidere chi tra questi sarà l'eroe di cui seguiremo le gesta, preparandone inizialmente anche l'aspetto fisico e le abilità di sorta con un complesso editor del personaggio (di cui purtroppo sappiamo ancora troppo poco, non essendo riusciti a sviscerarlo a dover per via della build preliminare).

Attenti, c'è un drago!
Scegliere un determinato personaggio porterà chiaramente a modalità di approccio all'avventura sensibilmente differenti, scandite anche e soprattutto dalla presenza delle cosiddette “Way”, percorsi specifici che permetteranno di evolvere il nostro guerriero in base a ciò per cui saremo maggiormente portati. La Way of Arms, ad esempio, consentirà di dedicarci al meglio con l'uso delle armi da taglio, siano essi spade o pugnali, mentre la Way of Gods ci permetterà di entrare in confidenza con l'uso di magie curative. Infine, la Way of Nature ci darà modo di utilizzare tutta una serie di incantesimi legati alle abilità magiche di attacco, come sfere infuocate o frecce elettriche, capaci di difenderci dai nostri avversari anche sulla lunga distanza. I ragazzi di Gamera Interactive hanno quindi messo sul piatto della bilancia una varietà non indifferente, la quale manderà in brodo di giuggiole tutti coloro che da un RPG fantasy si aspettano sopratutto questo. Senza dimenticare la presenza di ben quattro draghi, che nell'universo di Alaloth: Champions of the Four Kingdoms semineranno morte e distruzione, privando il giocatore di ogni avere nel caso questi dovesse incappare prematuramente in uno di loro. Sarà poi possibile recuperare tutto ciò che si è perso lungo il cammino, non prima però di essere tornati in vita riguadagnando nuovamente tutto il nostro vigore. E anche sotto il profilo tecnico, Alaloth promette di fare le cose in grande: il tutto si muove su Unity, cosa questa che permette una versatilità grafica non indifferente: giochi di luce, ambientazioni curatissime (specie quelle al chiuso) e animazioni nel complesso sempre fluide e armoniche, considerando tra l'altro che il gioco si trova ancora in uno stato piuttosto embrionale dello sviluppo e che quindi ci saranno sicuramente ampi margini di miglioramento.
E poi c'è la presenza di un gigante come Avellone, che nelle vesti inedite di Creative Consultant del gioco darà il suo apparto alla scrittura della mitologia di Alaloth: Champions of the Four Kingdoms , incluse chiaramente tutte le storie e le vicende legate ai vari personaggi. L'obiettivo è chiaramente quello di creare un universo fantasy che rimanga ben impresso nelle menti dei giocatori e che non ricalchi i cliché del caso, una trappola in cui - purtroppo - molti titoli odierni cadono loro malgrado. E visto e considerato che di mesi prima della release ufficiale ne abbiamo (il titolo è infatti genericamente previsto nel corso del prossimo anno), i ragazzi di Gamera hanno davvero tutto il tempo per trasformare le enormi ambizioni in un gioco dalla personalità straordinaria. Nota: nel momento in cui scriviamo, si è da poco aggiunto nel team di sviluppo anche Kevin Jordan, tra i designer storici della saga di World of Warcraft, qui nel ruolo di System Designer.
  • [+] Sulla carta, un mondo di gioco gigantesco.
    [+] La partecipazione di Chris Avellone è un plus non indifferente.

Certo, è ancora presto per valutare un gioco come Alaloth: Champions of the Four Kingdoms, essendo l'uscita del titolo ancora troppo lontana (si parla di 2018 inoltrato). Ciò non toglie che, dopo aver visto coi nostri occhi il titolo di Gamera Interactive, la sensazione è quella che il team con sede a Padova stia davvero dedicando anima e corpo su di un progetto realmente sorprendente, capace di unire due filosofie di gioco di ruolo - antica e moderna - in una veste mai vista prima. Il supporto di Chris Avellone non può fare altro che confermare tutti i buoni propositi verso un'avventura fantasy da tenere assolutamente sott'occhio.

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