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Rakuen

Rakuen

To The Paradise

Recensione
A cura di del
Apprezzare la semplicità sta diventando sempre più difficile. Eppure, lontano dagli investimenti milionari dei tripla A, da quel mercato di massa frenetico e bulimico, spesso fatto di apparenza e idee riciclate, nascono quei progetti indipendenti che hanno tanto da raccontare. Rakuen, sviluppato da Laura Shigihara (esperta compositrice già al lavoro sullo splendido To The Moon) è uno di quei giochi speciali che scalda il cuore. Lo fa affidandosi a una storia dove il potere delle emozioni umane conta più di ogni altra cosa, accompagnando il giocatore lungo un'avventura dal gameplay asciutto e minimalista: uno strumento necessario per illustrare, passo dopo passo, la visione del mondo di un bambino costretto a trascorrere parte della propria infanzia tra le mura di un ospedale.

Storie dall'altro mondo
Il protagonista di questa storia a metà tra il fiabesco e il fantastico è un ragazzino che vuole sfuggire alla monotonia indotta da una condizione che non ha scelto e che non dovrebbe mai appartenere all'età della giovinezza. Per adempiere questa volontà, entra dunque in contatto con gli altri pazienti, grandi e piccini, venendo a conoscenza delle loro tribolazioni più intime e della loro vita passata. E per riuscirci fino in fondo chiede alla propria madre di portarlo nel mondo di fantasia del suo libro preferito, così da chiedere al Guardiano della Foresta di esaudire il suo unico desiderio. 
All'interno di questo mondo parallelo ci sono delle strane creature che sono in realtà gli avatar dei personaggi che si trovano nell'ospedale, qui liberi di scorrazzare per il mondo di gioco senza le catene della malattia che li costringono a una vita di cattività. Il ragazzo senza nome scoprirà così le loro storie, le loro personalità, i ricordi di giovinezza e i motivi per cui il mondo reale ha riservato loro un destino infausto. Fino ad arrivare al finale, che potrete vedere dopo circa 10-12 ore di gioco.
A sorprendere, oltre alla qualità della narrazione, è l'intensità del racconto e la sua metodica costruzione, capace di dare spessore ai personaggi mentre vengono alternati momenti drammatici ad altri spensierati e triviali, senza mai sfilacciare il tessuto della trama. 
Attraverso i fitti dialoghi dei personaggi vengono toccate tematiche come la solitudine e l'esclusione, la dipendenza, il rimorso e le conseguenze della malattia; più in generale, è un'opera che si focalizza sul valore dell'amicizia, della vita e sull'ineluttabilità della morte.
In Rakuen troverete un uomo irascibile che si lamenta di non ricevere mai visite, una giovane donna in coma il cui marito non l'abbandona mai da mesi, una bambina che non è mai riuscita a dire addio al suo amico dopo essersi ammalata gravemente, assieme a una serie di personaggi che vi mostreranno la loro interiorità sia nel mondo reale, dove le speranze residue devono scontrarsi con l'amara realtà, sia in quello alternativo e fatato, un non-luogo fatto di ricordi impersonificati da creature mansuete e in armonia con la natura.

Antichità e modernità al servizio dello storytelling
Da Rakuen non bisogna aspettarsi in alcun modo una struttura da rpg classica che includa al suo interno combattimenti, un sistema di crescita dei personaggi e le rispettive abilità; al contrario, si tratta di un'opera confezionata con amore e dedizione, semplice come qualunque titolo sviluppato con RPG Maker. In Rakuen bisognerà soprattutto parlare con gli altri personaggi, assecondare le loro richieste, esplorare gli scenari, esaminare gli oggetti sparsi lungo l'ambientazione e interagire con alcuni punti sensibili. Di base, il gioco ideato da Laura Shigihara non vi richiederà altre azioni. 
ciononostante sono presenti dei mini dungeon, semplici puzzle, delle sezioni simili alle escape room e dei misteri da risolvere attraverso i dialoghi e le quest che da essi scaturiscono. Ci sono anche delle attività secondarie non essenziali per portare a termine il gioco, motivo per cui prima di assistere alla scena finale vi verrà chiesto se siete davvero pronti o se preferite continuare il vostro viaggio dimensionale tra l'ospedale martoriato da una sorta di calamità e l'isola popolata dai teneri Leebles e da altre creature. Collezionare gli oggetti significa costruire e fortificare le proprie amicizie, aiutare gli altri a venire a capo dei propri problemi irrisolti e creare una connessione psicologica dove la fiducia si rivelerà la migliore delle ricompense. Tutto ciò, se contrapposto alle gratificazioni degli altri giochi moderni, potrebbe apparire come un punto a sfavore o come una caratteristica che meglio si adatta a un pubblico di fanciulli; in realtà, si tratta di un nobile traguardo raggiunto dallo storytelling di Rakuen, capace di rapirvi con la sua delicatezza e la sua coerenza narrativa. Avrete dunque capito quanto si tratti di un gioco essenziale e senza fronzoli, fortemente story-driven e limitato dalla modestia dei mezzi a disposizione. Eppure va bene così, perché Rakuen non vuole fare niente in più di raccontarvi una storia speciale e intensa, influenzata dalla mitologia giapponese, la cultura fanciullesca e La Città Incantata di Miyazaki.
  • + Ottima storia, con approfondimenti sugli altri personaggi
    + Art design di buon livello, specialmente nel mondo alternativo
    + comprimari interessanti e ben caratterizzati
  • - Un po' di backtracking
    - Alcune limitazioni nella struttura di gioco, che quasi non pesano
voto
8

Sebbene abbia delle limitazioni evidenti per via della struttura di gioco da RPG Maker (soprattutto per quanto riguarda i controlli, la mancata selezione della risoluzione e l'assenza di settaggi per il volume), Rakuen brilla per l'art design, per la narrazione e per la creazione di buoni personaggi. Probabilmente non è al livello di To The Moon, ma se volete ingannare l'attesa per il suo seguito (Finding Paradise), Rakuen è senza dubbio alcuno il gioco che dovrete accaparrarvi.

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