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Get Even

Get Even

Fare i conti con la propria mente

Hands-on
A cura di del
Get Even è un titolo che sa come attirare l’attenzione. Come dicevamo nella nostra anteprima di qualche tempo fa, infatti, il prodotto realizzato da The Farm 51 tenta di proporre interessanti dinamiche di gameplay abbinate a una struttura narrativa più dinamica di quello che si poteva pensare in un primo momento. Dopo aver giocato le prime ore di una versione che si preannuncia molto vicina a quella disponibile al lancio, previsto per fine maggio, possiamo arrivare a effettuare delle riflessioni più corpose.



Sono Cole Black, e ho dei problemi
Il protagonista del gioco è Cole Black: le prime fasi del titolo ci danno l’impressione che il personaggio sia un classico duro, un cecchino infallibile che non conosce sconfitta e porta sempre a termine le sue missioni. Il suo obiettivo, nello specifico, pare essere il salvataggio di una ragazza tenuta prigioniera da scagnozzi di bassa lega, e soprattutto gravata da una bomba che le pende dal collo. Black, però, possiede gli strumenti giusti per il lavoro. Armato di un moderno smartphone, il nostro può analizzare in tempo reale tracce e impronte, illuminare gli ambienti grazie a un getto di raggi ultravioletti che evidenziano tracce organiche, osservare una mappa che illustra i movimenti dei nemici, visionare foto e mail, sfruttare la visuale termica. Oltre a questo, il nostro possiede anche un gingillo niente male, ovvero la già nota pistola angolare. Torneremo meglio su questi argomenti: per il momento, è meglio concentrarci sulle ore passate in compagnia di Black, che hanno già rivelato un plot-twist accattivante. Salvare la ragazza, infatti, è stato solo l’inizio di un viaggio ben più traumatico per il personaggio principale, che si risveglierà senza un motivo preciso nei pressi di un manicomio abbandonato, all’interno del quale una voce misteriosa lo guiderà per stanze deprimenti e angoscianti. La bella sorpresa è che Cole, durante il suo periodo di incoscienza, è stato fornito di una sorta di maschera che permetterà di rivivere in maniera estremamente vivida, ma inizialmente non molto ordinata, i suoi ricordi. Inutile dire che le domande, in queste prime sequenze, superano in numero le risposte: come è finito Black in quella struttura, e perché non ricorda con chiarezza quanto successogli? In effetti, nelle ore giocate Get Even è stato in grado di mantenere vivo un senso di angoscia e mistero, sia nelle fasi dedicate al salvataggio della ragazza che nelle sequenze seguenti. Soprattutto le fasi del recupero della sfortunata fanciulla, che d’altra parte sono servite anche da tutorial, ci hanno impressionato in positivo, grazie all’introduzione di effetti sonori veramente azzeccati. Il comparto audio, infatti, già da ora si identifica come una delle note più liete dell’intera produzione. Ci ha sorpreso anche la presunta dinamicità dell’impianto narrativo, che pare adattarsi alle nostre decisioni: in più di una occasione, infatti, il titolo ci ha tenuto a far sapere tramite specifici avvisi che alcune delle nostre azioni avrebbero avuto delle conseguenze sul mondo di gioco. Decidere di rispondere o meno alle richieste dei personaggi che incontreremo sulla nostra strada, oppure optare un approccio stealth piuttosto che uno più chiassoso, cambierà il modo in cui saremo percepiti dagli altri personaggi.



Lezioni di geometria
Due sono gli elementi che hanno interessato maggiormente le nostre prime ore in compagnia di Get Even: lo smartphone e la pistola angolare. Grazie al primo avremo la possibilità di navigare tra diverse app che, di volta in volta, ci aiuteranno a comprendere meglio l’ambiente circostante. Come già citato in precedenza, allora, grazie alla fotocamera potremo scattare e foto e analizzare impronte, mentre la presenza della telecamera termica darà una grossa mano nel momento in cui dovremo far fuori dei nemici situate in aree buie. Che gioco è, allora, Get Even? La risposta definitiva non può che essere data in sede di review, ma già da ora è possibile dire che si tratta di un FPS dal ritmo molto ragionato, non incentrato esclusivamente sulle sparatorie, ma anche e soprattutto sul modo in cui è possibile sfruttare l’ambiente a nostro vantaggio. Bisogna ricordare, infatti, che grazie alla tecnologia a sua disposizione Cole potrà entrare nei suoi ricordi, e quello che vivrà sarà una rappresentazione della sua mente. Ciò significa che la realtà potrà essere in qualche modo distorta, ma anche che le conseguenze dei nostri fallimenti saranno tangibili. Ricevere una quantità di pallottole durante le sparatorie, e dunque morire, farà sì che il nostro personaggio tiri le cuoia anche nella vita reale; il meccanismo è del tutto simile a quello esplicitato nel primo Matrix, dove veniva spiegato che le sequenze che la mente viveva, seppur non reali, avevano un impatto talmente forte che il proprio subconscio ne subiva l’influenza come se si trattasse di qualcosa di vero. A parte questo, la pistola angolare permette di sfruttare ripari e coperture per attaccare all’improvviso, avvalendosi anche del sempre ottimo smartphone, che permetterà di tracciare la posizione dei nemici. Le prime fasi del gioco, insomma, ci hanno convinto, sebbene la navigazione tra le varie app del cellulare richieda passaggi obbligati tra i tasti della tastiera e del mouse.



Dei bei ricordi, dopo tutto
Il lato tecnico verrà analizzato approfonditamente in sede di review: già da ora è possibile dire che la grafica di Get Even sembra essere in ogni caso molto più che soddisfacente, scalabile e particolareggiata, per un gioco che pare essere leggero e ben gestibile. Ci preme sottolineare ancora l’interessante comparto audio, che ci ha colpito sia per i rumori di fondo improvvisi e ben prodotti, ma anche per gli accompagnamenti musicali di Olivier Deriviere, che arricchiscono molte delle sequenze, specie durante i cambi di ritmo improvvisi.
  • [+] Le dinamiche narrative e di gameplay fanno ben sperare
    [+] Un comparto audio che soddisfa già da ora

Get Even presenta numerosi motivi di interesse, che risiedono soprattutto nella narrativa e nel gameplay. La storia, ad esempio, sembra presentare dinamiche capaci di appassionare, mentre le dinamiche di gioco si basano sull’uso dello smartphone e della pistola angolare, gingillo che permette numerose possibilità strategiche. Già da ora il comparto audio sembra spiccare tra gli aspetti più positivi, con ottimi rumori ambientali e azzeccati accompagnamenti musicali. Rimanete su queste pagine per news, approfondimenti e ulteriori contributi dedicati al titolo The Farm 51, atteso tra non molto su PC e console.

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