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The Franz Kafka Videogame

The Franz Kafka Videogame

Qualcuno doveva averlo calunniato, perché...

Recensione
A cura di del
Dobbiamo ammettere di aver approcciato The Franz Kafka Videogame con il timore di non capirci assolutamente niente. Memori della sensazione di disorientamento provata alla fine della lettura di ogni contributo dello scrittore di Praga (che per questo consigliamo a maggior ragione di leggere), abbiamo avviato l’eseguibile del gioco con una domanda: cosa mai si può tirare fuori da tematiche così complesse e complicate, eppure così vicine alla vita di ognuno di noi? Operiamo uno spoiler gigantesco, e rispondiamo: un puzzle game che dura troppo poco.



Cose strane, tanto strane
The Franz Kafka Videogame, sviluppato da Denis Galanin e pubblicato dalla ben nota Daedalic Enterntainent, è definibile come un puzzle game composto da enigmi a schermate fisse. Il fascino del gioco deriva, come prevedibile, dalla quantità di situazioni fuori dal comune cui saremo chiamati a far fronte impersonando il protagonista del gioco, K. Questi, dopo una delle sedute di ipnosi cui sottopone periodicamente i suoi pazienti, riceve un misterioso invito che lo trasporterà in un’avventura del tutto insolita. Il bello del gioco ci è parso essere, fin da subito, l’imprevedibilità delle situazioni. Una volta accettato che quello che vedevamo su schermo era completamente senza senso (o forse no?), abbiamo affrontato l’avventura con un certo senso di divertimento. Possiamo dire, infatti, che il titolo riesce a mettere a proprio agio il giocatore e lo straniamento dei primi atti lascia spazio a un senso di sorpresa decisamente piacevole. Prima di passare all’esamina del gameplay, dobbiamo rispondere alla domanda che probabilmente ci si pone immediatamente una volta venuti a conoscenza di un titolo del genere: esiste un’attinenza con le opere principali di Kafka? La risposta è, in qualche modo, sì. Così come afferma lo sviluppatore, infatti, il gioco “si ispira” alle opere dello scrittore, senza però volerne ricalcare in maniera precisa gli sviluppi. D’altra parte, ci permettiamo di dire noi, voler seguire le dinamiche psicologiche de Il Processo, o le incredibili sensazioni di crudezza scaturite dal finale de La Metamorfosi, avrebbe voluto dire creare un titolo dai toni assolutamente drammatici. The Franz Kafka Videogame, invece, si mantiene su binari sempre leggeri, perfino umoristici, e mai tipici propri del dramma. Vero è che chi ha letto almeno i romanzi e i racconti più famosi dell’autore potrà facilmente trovare dei punti di incontro più o meno evidenti, per una storia che si sviluppa in modo coerente con l’intera atmosfera data al tutto. È veramente un peccato, lo ribadiremo anche in seguito, che nel momento in cui l’avventura era veramente riuscita a metterci a nostro agio, e a farci entrare nello schema mentale giusto, la storia termini, per un’esperienza di circa 3 ore. Il difetto più grande del gioco è proprio la longevità, considerata anche l’assenza pressoché totale di rigiocabilità.



Un castello, un insetto, un fochista, un bel niente
Nel concreto il gioco è dunque un puzzle game a schermate fisse fruibile tramite mouse. In questo senso, il titolo si atteggia a punta e clicca, sebbene ogni enigma sia limitato allo spazio del proprio schermo. Il tutto si svolge in modo molto semplice: dopo una introduzione più o meno enigmatica, ci si troverà davanti a un enigma altrettanto enigmatico, la cui risoluzione enigmatica porterà a un seguente intermezzo enigmatico. Un rituale piuttosto chiaro, al cui centro si trovano i puzzle. E qui la situazione si complica leggermente: le dinamiche di queste sfide cambiano di volta in volta, richiedendo a volte memoria, a volte intuizione, e altre volte ancora capacità di pensare fuori dagli schemi. In alcuni frangenti, ad esempio, sarà necessario interagire con l’ambiente, e utilizzare un oggetto in un determinato modo, mentre in altre occasioni si sarà chiamati a studiare il funzionamento di un elemento preciso dello schermo. La difficoltà degli enigmi si mantiene sempre su livelli piuttosto accettabili anche se, in maniera un po’ paradossale, le sfide iniziali ci sono sembrate più complicate di quelle finali. Una volta abituatici alla logica non convenzionale delle sfide, infatti, abbiamo provato sensazioni positive, al contrario di quanto successo nelle prime schermate, considerato anche che il gioco non indica in nessun modo (giustamente) quali siano gli hotspot da cliccare. Questa percezione di piacevolezza che abbiamo provato per i tre quarti del titolo deriva anche dalla presenza degli aiuti. Intendiamoci: The Franz Kafka Videogame è un titolo che pare severo, ma che in fondo è pronto a soccorrere il giocatore in modo evidente. Dopo circa un minuto e mezzo passato sullo stesso enigma, su nostra richiesta il titolo sarà pronto ad aiutarci con un suggerimento. Dopo qualche altro secondo, invece, sarà disponibile un secondo aiuto, che questa volta spiattellerà la soluzione davanti ai nostri occhi. La presenza di questo meccanismo contribuisce a rendere veramente piacevole l’intera esperienza di gioco che, però, come visto in precedenza si interrompe sul più bello, lasciando un po’ di amaro in bocca.



Un mondo senza senso, ma carino
The Franz Kafka Videogame è un puzzle game in cui la soluzione di un enigma è spesso davanti agli occhi del giocatore, che però potrebbe mancarla clamorosamente a causa di un approccio errato alla sfida. Una idea di fondo sicuramente carina e ben realizzata, supportata da una grafica altrettanto gradevole. L’estetica del titolo, totalmente bidimensionale, vuole riprendere un po’ i tratti bizzarri della narrativa e gameplay, utilizzando disegni e figure spesso stilizzate ma comunque ben identificabili. Interessante il sonoro: in un titolo in cui i pochi dialoghi non sono doppiati e si reggono interamente sui sottotitoli (non presenti in italiano, almeno per il momento), spicca un interessante tema di apertura, un piccolo valzer per nulla malvagio. Un motivetto in tre quarti composto da voce e strumenti che ci è rimasto in testa anche per i giorni successivi al termine della nostra prova.
  • + Idea carina e realizzata in maniera corretta
    + Una volta compreso che quello che appare su schermo non ha alcun senso, il gioco diverte
    + Enigmi piacevoli…
  • - …ma dalla difficoltà altalenante
    - Poco più di tre ore di longevità sono un po’ poche
voto
7

The Franz Kafka Videogame riesce nella sua premessa di fondo: il gioco di Denis Galanin, infatti, è assai strambo. Un puzzle game a schermate fisse dove la maggioranza di quello che apparirà su schermo non avrà alcun senso, e in cui gli enigmi potranno essere risolti soltanto abbandonando i propri normali schemi di pensiero. Il quadro complessivo risulta perciò gradevole considerato anche l’approccio, secondo noi corretto, con il quale il gioco si rifà alle opere dello scrittore senza però entrarne più di tanto nel merito. Due, allora, sono i difetti principali di una produzione comunque piacevole: la longevità assai corta, di poco meno di 4 ore, cui si accompagna una rigiocabilità praticamente nulla, e il livello di difficoltà forse un po’ altalenante degli enigmi, che ci sono sembrati più difficili a inizio partita che verso le battute finali.

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