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Gli Indie del Mese - Gennaio

Gli Indie del Mese - Gennaio

Puzzle game e horror per tutti i gusti

Rubrica
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L’arrivo del nuovo anno coincide con una nuova edizione della nostra rubrica dedicata ai titoli PC che, spulciando a fondo il catalogo Steam, ci sono sembrati più singolari e degni della vostra attenzione. Scopriamo insieme, allora, Gli Indie del Mese di inizio 2017.



Band anni ’80 e chatroom misteriose
Iniziamo con Stereo Aereo, uno shooter arcade senza particolari pretese narrative che però può vantare un’idea di fondo e una estetica che potrebbero intrigare i gusti dei giocatori legati alla cultura anni ’80. Si tratta, infatti, di una sorta di mix tra Audiosurf e i tipici titoli a scorrimento verticale con protagonisti veicoli di sorta. Il giocatore, perciò, impersonerà il tuttofare della band Stereo Aereo, e dovrà destreggiarsi tra il traffico cittadino in modo da far giungere il gruppo in tempo per un concerto sul pianeta Halford V. Per fare ciò si dovranno evitare macchine, fare esplodere asteroidi e anche sconfiggere boss di fine livello. Un titolo che mostra elementi interessanti, dunque, cui fanno da contraltare una longevità non proprio elevata, ed alcune feature del gameplay non sempre corrette; tra queste, va segnalata la non sempre perfetta corrispondenza tra la dinamica del ritmo delle musiche di sottofondo e le azioni da compiere su schermo. Se siete incuriositi dagli shooter arcade dalla struttura classica, in ogni caso, Stereo Aereo potrebbe valere almeno un’occhiata.
Come definireste, invece, un gioco che si intitola Don’t Chat With Stranger? Il suo sviluppatore, Bartosz Bojarowski, ci ha provato coniando la dicitura ”hard-to-describe-sort-of-horror-puzzle-game”. Una descrizione che non aiuta a fare chiarezza, certo, ma che nasconde però un intrigante titolo horror in cui impersoneremo un ragazzo svegliatosi nel cuore della notte a causa dell’arrivo di un messaggio sul proprio computer. Da qui inizierà una conversazione in chat con una ragazza misteriosa, cui il giocatore dovrà ribattere utilizzando le risposte predefinite segnalate dal gioco stesso. Si tratta di scelte da effettuare con una certa attenzione visto che, in effetti, sbagliare porterà alla morte del protagonista principale. Nel complesso, abbiamo davanti un titolo che sembra sopperire alla mancanza di un gameplay strutturato con inventiva e un buon senso di tensione, nonché con qualche colpo di scena che non mancherà di sorprendere positivamente. Chi è alla ricerca di un puzzle game horror “difficile da descrivere”, allora, potrebbe farci più di un pensierino.



La simmetria è tutto, e la mente lo sa
Diamo spazio, adesso, ad un originale progetto italiano chiamato Fearful Simmetry. Si tratta di un puzzle game bidimensionale in cui si è chiamati ad affrontare contemporaneamente più sfide differenti. La schermata di gioco, infatti, sarà divisa in due, e proporrà altrettante opposte situazioni cui il giocatore dovrà far fronte utilizzando inventiva, memoria e abilità. Gli enigmi proposti hanno un gusto classico, e in generale l’intera impostazione data al titolo richiama evidenti titoli del passato. Non è un caso, in effetti, se nella descrizione del gioco è possibile leggere di ispirazioni legate ai primi titoli della saga di Zelda; in generale, dunque, si avrà a che fare con trappole, nemici da evitare e percorsi da memorizzare. L’originalità della sfida è data proprio dal fatto che, nella quasi totalità delle volte, ci si troverà difronte due versioni dello stesso livello, che però propongono sfide differenti. Fearful Simmetry è perciò un piccolo titolo che non manca di proporre una longevità discreta, un gameplay piacevole ed una sfida complessivamente positiva.
Di tutt’altro registro è la proposta di The Butterfly Sign, titolo esplorativo in prima persona con evidenti rimandi al genere horror. Nel gioco impersoneremo il sopravvissuto ad un disastroso incidente che tenta di fare i conti con le conseguenze psicologiche di tale trauma. Per fare ciò, il protagonista ha assunto una droga sperimentale che gli consente di vagare nei recessi più reconditi della propria mente, ed è proprio questa premessa narrativa che ha concesso agli sviluppatori di creare un’esperienza onirica e sospesa tra l’horror e la continua suspense. Un titolo, peraltro, stimolante anche dal punto di vista del gameplay, considerato l’impianto investigativo che obbligherà a ricercare indizi, a dedurre avvenimenti, nonché a stare attenti alla propria sorte. Al livello di difficoltà più elevato, infatti, la propria morte costringerà a ricominciare il gioco dall’inizio, rendendo il tutto più interessante; sarà solo rivolvendo i puzzle proposti, e prendendo le giuste decisioni, che si potrà arrivare al finale migliore, e scoprire tutta la verità nascosta nella propria mente.
Il registro non cambia molto parlando di Detention, produzione horror infarcita, però, di elementi di cultura orientale. La differenza con il tipo di tensione proposta da The Butterfly Sign, in questo caso, pare essere notevole, e sottolinea ancora una volta come la paura in salsa asiatica rimandi molto di più ad elementi di natura psicologica, piuttosto che di puro impatto scenico. In ogni caso, il prodotto si segnala come una sorta di avventura 2D in cui il giocatore sarà chiamato ad esplorare gli ambienti della scuola Greenwood, all’interno della quale dovrà risolvere puzzle e scoprire il mistero che avvolge le sue stanze. Un gioco decisamente affascinante e, d’altra parte, particolarmente indicato a coloro i quali preferiscono la concezione orientale dell’horror.
Terminiamo la nostra rassegna con PAKO - Car Chase Simulator, versione PC dell'omonimo titolo già disponibile su mobile; si tratta di un titolo di guida in cui -
come prevedibile – bisogna sfuggire a continui inseguimenti con la
polizia. Una volta colpiti - oppure dopo essere andati a sbattere contro gli elementi di contorno quali altre auto o palazzi - la partita finisce, e bisogna ricominciare
tutto dall’inizio. Un gioco molto immediato, piacevole specie se fruito in piccole sessioni, che rispetto alla sua controparte mobile può vantare una grafica migliorata, il necessario supporto ai gamepad, la modalità multiplayer in split-screen e altre aggiunte sfiziose.



Cosa ci riserva il futuro
Serbiamo, infine, un piccolo spazio a dei progetti non ancora disponibili sul mercato, ma che potrebbero riservare delle sorprese gradite. Cominciamo con How to Shoot a Criminal, titolo che pare mischiare la recitazione di attori reali con dinamiche in qualche modo simili a Her Story, visto che bisognerà scavare a fondo tra articoli di giornale al fine di scoprire l’intricato plot alla base del gioco. In mancanza di ulteriori informazioni di rilievo, passiamo allora a The Church in the Darkness, gioco dalla trama complessa che ci vedrà nei panni di un infiltrato all’interno della cosiddetta Missione di Giustizia Collettiva, un gruppo dalle motivazioni potenzialmente bellicose insediatosi in Sud America. In quello che pare essere una sorta di action con visuale isometrica che baserà le sue fortune sulla libertà di scelta data al giocatore, colpisce già da ora una certa cura riposta proprio nel background narrativo.

Un mese che, un po’ in controtendenza con le dinamiche dei titoli più rinomati, propone alternative di interesse soprattutto nei generi dei puzzle game e delle avventure esplorative. Detention appare un’opzione decisamente valida per gli amanti dei titoli pieni di suspense, così come Don’t Chat with Stranger. La produzione italiana Fearful Simmetry, allo stesso modo, merita l’attenzione di tutti gli amanti degli enigmi con dinamiche che richiamano i primi Zelda. Per questo mese è tutto, appuntamento alla prossima edizione de Gli Indie del Mese!

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