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Football Manager 2017

Football Manager 2017

La gente vuole solo il gol

Recensione
A cura di del
Football Manager 2017 è pronto, come da tradizione della serie, a farci perdere ore e ore in partite avvincenti. Bando ai preamboli, allora, e vediamo quali sono i temi di maggiore interesse di questa nuova edizione.

Quel regen mi somiglia, più o meno
Dopo aver assecondato la nostra preferenza un po’ malata per le tonnellate di GB di faccine, magliette e ammennicoli grafici vari scaricabili e applicabili al titolo, abbiamo lanciato l’eseguibile del gioco convinti di avviare una partita alla guida del Milan. Questo per comprendere le novità del titolo al timone di una squadra in grado di potersi permettere perlomeno uno staff completo, ed una minima (veramente minima, come vedremo in seguito) capacità di spesa. Nelle prime fasi, abbiamo subito incontrato una delle novità annunciate, ovvero la possibilità di creare un modello tridimensionale del nostro viso partendo da una fotografia. Dobbiamo dire che i risultati non sono proprio perfetti, e che in ogni caso si tratta comunque di un elemento di contorno. Dopo aver espletato la pratica di creazione del nostro allenatore, che comprende ancora la scelta degli attributi primari divisi tra quelli propri di un manager in tuta e uno tattico, abbiamo iniziato la nostra esperienza andando alla ricerca delle nuove feature più evidenti. Tra queste, spiccano i social network. Vicino alla classica scheda delle notizie in arrivo, infatti, ora trova posto la sezione dedicata al mondo di tweet e post, che può includere (a seconda delle proprie preferenze) le notizie più importanti di squadre, giocatori e tornei a cui si è abbonati. Dobbiamo dire che, almeno durante le nostre prove, le reazioni dei tifosi alle nostre mosse sono state abbastanza ripetitive, e in specifici casi forse poco credibili. Appena avuto il controllo della rosa del Milan, ad esempio, abbiamo provveduto a mettere sul mercato praticamente metà rosa, riuscendo a vendere (vedremo poi meglio come funziona il calciomercato) diversi giocatori. Vedere tifosi infuriati per la cessione di Abate, al di là delle facili ironie, non ci è sembrata una mossa aderente alla realtà, sebbene in qualche modo coerente con il modo in cui ragiona il gioco (si tratta pur sempre di un giocatore con una lunga militanza nel club, italiano e cosi via). La schermata dei social network appare come un’introduzione un po’ superflua, che però segue dinamiche strutturali abbastanza reali. È possibile seguire giocatori e squadre, e ricevere notifiche relative alle loro attività. In occasione di gol particolarmente belli da vedere, ad esempio, tifosi e testate giornalistiche possono postare il video della prodezza del giocatore resosi protagonista del gesto. In generale, si tratta dunque di una introduzione che procede sulla falsariga della creazione di dinamiche di interazione tra allenatore e mondo di gioco. Nel momento (anche quest’anno inevitabile, facciamocene una ragione) in cui un nostro giocatore perderà le staffe per le motivazioni più varie, è possibile ritrovarsi tra i feed del social network un suo sfogo, e dobbiamo dire che quest’ultima dinamica non è poi così distante da quanto è possibile osservare nella realtà. Sports Interactive, rimanendo nell’ambito comunicativo, aveva promesso poi una maggiore varietà nella scelta delle risposte alle domande dei giornalisti durante le interviste e le conferenze stampa; nonostante la buona volontà, queste particolari fasi di gioco risultano in ogni caso immediatamente ripetitive, e per fortuna delegabili.



Infortuni e lamentele: la situazione
Due delle caratteristiche delle ultime edizioni del gioco ritenute più fastidiose dai giocatori di lunga data sono la grande mole di infortuni e l’instancabile voglia dei propri giocatori di sollevare i problemi più disparati. Per quanto riguarda il primo aspetto, dobbiamo dire che il gioco sembra essere sufficientemente migliorato, ma è pur vero che il numero di incidenti in cui incorreranno i propri giocatori è ancora discretamente presente. Una accorta gestione dell’intensità degli allenamenti può lenire questo difetto che, secondo Sports Interactive, in ogni caso restituisce una percentuale di incidenti comunque leggermente inferiore a quella riscontrata nel mondo reale. Per le lamentele, invece, c’è poco da fare: anche in questa edizione i giocatori si dimostreranno abbastanza volubili e pronti ad alzare un polverone per i motivi più disparati. Vi riportiamo un esempio, che per altro introduce problematiche nuove rispetto ai vecchi Football Manager. In alcuni casi, prima di poter ingaggiare certi giocatori, i procuratori esigeranno un colloquio preparatorio in cui dovremo essere noi a proporre alcune garanzie, necessarie all’avvio delle trattative. Anche dopo aver esaudito tutte le richieste del giocatore in questione, ed averlo ingaggiato, in seguito abbiamo assistito a saltuarie scenate isteriche in cui il nostro atleta si diceva scontento del trattamento dedicatogli. Gli sviluppatori hanno fatto notare come dinamiche di questo tipo, in ogni caso, dovrebbero essere risolte in concomitanza del lancio del gioco.

Dati, tanti dati su cui ragionare
Due importanti novità riguardano lo staff dei collaboratori tecnici, che vede ora la presenza del Preparatore dedito al recupero degli infortunati e del Match Analyst. Il primo, insieme al Capo Fisioterapista, ci informerà in maniera dettagliata sul recupero dei giocatori acciaccati, dandoci anche una indicazione di massima su quanti minuti abbiano nelle gambe. Il secondo, invece, rappresenta forse una delle innovazioni più evidenti di Football Manager 2017. Prima di ogni partita, infatti, il Match Analyst ci informerà in maniera dettagliata sugli avversari, evidenziando punti di forza e debolezze. I dati illustrati sono molti, e includono anche una utile heatmap legata all’utilizzo delle varie zone del campo da parte della compagine ostile. Gli stessi dati verranno forniti, questa volta in relazione alla nostra squadra, dopo ogni match giocato, in modo da evidenziare eventuali problematiche. Allo stesso modo, il Match Analyst, insieme ai collaboratori tecnici, ci suggeriranno poi tutta una serie di operazioni da compiere sulla nostra tattica di gioco in funzione proprio delle caratteristiche della squadra che dovremo affrontare. L’edizione di quest’anno si segnala, dunque, per la presenza di una mole di dati a tratti impressionante, ritrovabile nelle schermate di confronto tra i vari giocatori, ma anche nell’analisi delle prestazioni precedenti della propria squadra, confrontabili e declinabili secondo molteplici parametri. Avere a disposizione tutti questi dati è sicuramente interessante e, per chi avrà la pazienza di perderci del tempo, potrebbe anche portare a soluzioni tattiche più coerenti. Dal punto di vista proprio delle tattiche, invece, non si registrano particolari innovazioni: l’impianto, difatti, è lo stesso delle precedenti edizioni, e basato perciò sulle istruzioni che hanno preso il posto dei vecchi slider. La presenza dello staff, però, si farà sentire anche in questo ambito, con consigli e suggerimenti relativi sia alla squadra nel suo complesso, che al singolo giocatore.



Siamo già ultra competitivi
Esprimiamo ora una piccola riflessione sul calciomercato. In questo ambito, è utile rifarci alla situazione in cui ci siamo ritrovati all’inizio della nostra partita, con un disastrato Milan che aveva a disposizione un budget di soli € 6 milioni. Con mezza squadra da rifare (almeno secondo il nostro parere), abbiamo potuto constatare come il potere di mercato ora sia in qualche modo detenuto dai procuratori. Le difficoltà maggiori, infatti, le abbiamo incontrate non tanto nella negoziazione con le società, quanto con i giocatori, spesso richiedenti numerose clausole e ingaggi sproporzionati. Il buon Luca Rizzo, jolly del Bologna, si è approcciato ad esempio dichiarando di voler circa € 2,35 milioni lordi di ingaggio. Gli agenti, dal canto loro, svolgono bene (o male, dal punto di vista delle società) il loro lavoro, spingendo per l’introduzione di condizioni contrattuali a volte fuori dal mondo. Nel caso del possibile ingaggio di Bruno Petkovic, prospetto in forza al Trapani, il suo procuratore ci ha intimato di inserire un aumento dell’ingaggio legato a un certo numero presenze, per uno stipendio finale di € 3 milioni. Dopo trattative abbastanza lunghe e l’aggiunta di numerose clausole, ora dominanti praticamente in ogni trattativa, siamo riusciti a strappare uno stipendio base decisamente più basso. Ci ha convinto, rimanendo in questo ambito, l’introduzione di alcune condizioni poste dalle società. Volendo acquistare Pavoletti, ad esempio, il Genoa ha dato il suo assenso condizionato, però, dall’ingaggio di un sostituto. La trattativa difatti è saltata proprio per la mancanza di un’alternativa da sostituire alla punta, rimasta quindi a Marassi.



Configurazioni laocoontiche in area di rigore
In questa edizione gli sviluppatori hanno deciso di dare alle partite una presentazione più dettagliata, con l’aggiunta di alcune brevi scene di presentazione (comodamente saltabili) che vedranno i calciatori riscaldarsi e guadagnare le varie zone del campo. Le novità maggiori in questo ambito riguardano l’introduzione di due inquadrature, utili per differenti motivi. La prima, chiamata Analyst, consente di visionare il campo nella sua interezza, e permette di apprezzare i movimenti complessivi della propria squadra. La seconda è nota come Dietro la Porta (bassa), e propone una visuale assai ravvicinata, che ci ha fatto rivalutare l’utilità dei replay e, consentitecelo, permette la visione distinta dei kit 3D che è possibile scaricare dai portali specializzati. Dal punto di vista delle dinamiche di gioco, gli sviluppatori hanno promesso un rinnovamento del sistema decisionale dei giocatori, ora in teoria più veloci e capaci di scegliere in maniera più sensata. Dobbiamo dire che, tutto sommato, ciò si evince nella maggioranza delle situazioni grazie anche alla presenza di circa 1500 nuove animazioni realizzate in collaborazione con Creative Assembly. Di sicuro i puristi continueranno a giocare con i “pallini” in 2D, ma è pur vero che anno dopo anno le partite in 3D guadagnano una certa considerazione. C’è da dire che non siamo stati convinti, in ogni caso, da alcune giocate nella fase difensiva: non parliamo solo delle marcature sui calci piazzati e degli uno-contro-uno, ma anche dei portieri, a volte battuti sul loro palo con troppa facilità. Abbiamo notato, poi, un numero maggiore di deviazioni, capaci anche di generare gol beffardi, e un numero importante di cross bassi dal fondo. Invitare i propri atleti a giocare più duro ora pare costare molto di più in termini di cartellini, mentre la frequenza con la quale vengono colpiti pali e traverse sembra ancora un po' troppo alta. I giocatori, d’altra parte, nella maggioranza dei casi sembrano rispondere abbastanza bene alle nostre indicazioni dalla panchina. Giocando con il Milan, ad esempio, abbiamo chiesto a Suso e Niang di tenere palla ed accentrarsi cercando il tiro, piuttosto che rimanere larghi sulla fascia. Abbiamo scelto questa tattica basandoci sulle heatmap delle squadre avversarie, ed in effetti vedere poi come questa decisione abbia pagato in partita ci ha dato una discreta soddisfazione.



Ultimi minuti di gioco
Per ultimo, procediamo ad alcune considerazioni sparse: la velocità complessiva di gioco pare essere migliorata, sia in fase di caricamento delle partite che nell’avanzamento tra le varie giornate. L’introduzione di una versione a 64 bit dell’eseguibile di gioco, in questo senso, verrà apprezzata. Interessanti aggiunte sul piano dello scouting, con la possibilità di osservare un giocatore fino ad averne la piena conoscenza. Buono anche il lavoro svolto sull’interfaccia utente, ora disponibile in tre varianti, e sufficientemente leggibile ed utilizzabile, seppur priva della ricchezza delle alternative facilmente ricercabili sulla rete. Passiamo poi alle modalità di gioco supplementari: accanto alla possibilità di creare una propria squadra da zero, infatti, abbiamo la carriera online, che quest’anno pare essere in grado di proporre un’esperienza più veloce, grazie alla possibilità di delegare al proprio assistente virtuale incombenze come la gestione delle amichevoli. Non manca, inoltre, l’opportunità di inserire periodi di tempo determinati, cui gli altri giocatori dovranno sottostare per incombenze come la gestione dei rapporti con la dirigenza. Il Draft, rinnovato e potenziato rispetto allo scorso anno, consente di giocare anche contro allenatori guidati dalla IA, e vede un nuovo sistema legato alla scelta dei giocatori, che ora ricorda da vicino quello degli sport americani. Tante le piccole innovazioni infine anche in Football Manager Touch, come ad esempio l’aggiunta di nuove sfide e scenari con cui mettersi alla prova.
  • + Football Manager è sempre Football Manager
    + Una miriade di nuovi dati e informazioni provenienti dallo staff
    + Numerosi aggiustamenti poco visibili ma utili
    + Animazioni più fluide e varie durante i match in 3D
  • - I giocatori si lamentano ancora un po’ troppo
    - Le dinamiche dei social network si ripetono dopo poco e paiono superflue
    - Ancora qualche incongruenza negli ingaggi e nelle valutazioni
voto
8,5

Ci sarebbe molto ancora da dire ed analizzare ma, tutto sommato, scegliamo di attenerci alle novità segnalate nella nostra lunga disamina. Football Manager 2017 è allora, come prevedibile, la scelta obbligata per gli amanti dei manageriali a tema calcistico. I miglioramenti, in effetti, sono diffusi in tutte le aree di gioco, e proseguono sulla strada dell’evoluzione, senza proporre stravolgimenti evidenti. La presenza di alcuni difetti nelle dinamiche di comportamento dei calciatori potrebbe indispettire, mentre le aggiunte in ambito grafico e l’introduzione dei social network potrebbero essere considerate superflue dai puristi. Le partite, al contrario, non sembrano proporre per ora dinamiche e problematiche dominanti, offrono nuove e interessanti inquadrature, ed animazioni in molti casi migliorate e più fluide. In conclusione, dunque, Football Manager 2017 è sempre e comunque un gioco superbo, appassionante e capace di incollare allo schermo per centinaia di ore. Questo vale ancora di più per i giocatori che non hanno mai provato alcun titolo della serie, o che hanno interrotto la loro carriera da allenatori virtuali da qualche anno. Allo stesso modo, la presenza di alcuni difetti dell’edizione 2016, è bene dirlo, in specifici ambiti non sembra sia stata eliminata in maniera totale, e di questo i giocatori più esigenti forse potrebbero tenerne conto.

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